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la tour eiffel di parigi vista da sotto
Destinazione · Francia

Parigi

Parigi ha più musei di quanti se ne possano visitare in una vita, e il rischio non è perdersi il capolavoro: è passare tre giorni in fila davanti a tre edifici e non vedere la città che li contiene. Qui i musei sono ordinati per quartiere, perché è così che si cammina, e accanto ai sei grandi trovi le case d’artista, i laboratori, le collezioni private diventate pubbliche e i luoghi che stanno sotto il livello della strada.

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Da qui si parte

Se è la prima volta a Parigi, comincia da queste tre. La prima è l’itinerario che mette in fila tre giorni interi, pensato per chi non ha mai girato la città. La seconda è il museo per cui si prende l’aereo, ed è anche quello in cui si entra a fascia oraria: sapere che cosa cercare prima di varcare la porta è l’unico modo di non attraversarlo a passo di corsa. La terza è la guida che mette in fila le opere per cui vale lo spostamento in tutta la città, ed è quella da leggere se hai un pomeriggio solo e devi scegliere.

Prima volta a Parigi

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I musei grandi

Sono le collezioni più imponenti della città, ma il tempo che chiedono non è uguale per tutte: il Louvre e l’Orsay sono quelli che davvero non si attraversano di passaggio, ed entri la mattina ed esci che è pomeriggio. L’Orangerie si visita in molto meno, e proprio per questo si riempie in fretta appena apre. Metterne due di seguito nello stesso giorno resta comunque la decisione che rovina più programmi di qualsiasi coda, e gli altri tre stanno in edifici che sono già di per sé il motivo per andarci.

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Il Marais

Il quartiere si gira a piedi, senza mai scendere nel metrò, e qui a decidere non è la collezione ma il cortile in cui entri: il palazzo è metà della visita. Sei musei dentro altrettanti palazzi nobiliari; due sono monografici e chiedono di sapere già chi vai a cercare, gli altri si aprono anche a chi passa per caso, e nessuno di loro si mangia una giornata.

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La rive gauche

Sulla rive gauche un museo grande e cinque piccoli, e la differenza conta più del tema: il museo grande chiede una mattina intera, gli altri stanno dentro una passeggiata e si incastrano fra due appuntamenti. Tre sono atelier e case in cui qualcuno ha lavorato davvero, e le opere si guardano nelle stanze in cui sono nate; uno scende sotto una piazza, nel bunker che fu il comando della Resistenza, e cambia del tutto registro.

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Chaillot e il Trocadéro

Nello stesso edificio affacciato sulla Senna stanno tre di questi musei, e si incatenano in un giorno solo cambiando piano invece che quartiere: il tempo che altrove va negli spostamenti, qui resta per le sale. Gli altri tre sono a pochi isolati, e uno di loro non ha una collezione permanente, quindi prima di incamminarti guarda che cosa ci sia allestito in quel momento.

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Da Monceau alla Nouvelle Athènes

Sei indirizzi in cui qualcuno ha abitato, collezionato o dipinto, e in cui la stanza conta quanto quello che contiene: qui si sceglie in base a chi ti interessa incontrare, non in base alla scuola pittorica. L’eccezione è il palazzo di Stato che affaccia su place de la Concorde, dove la visita sono le sale e la collezione viene dopo.

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Scienza, tecnica e libri

Qui il museo spiega prima di mostrare: un mestiere, una scienza, una civiltà o un laboratorio rimasto com’era, più che un capolavoro isolato da guardare in silenzio. È la parte di Parigi da tenere per il giorno in cui i musei d’arte ti hanno saturato, ed è anche quella che regge meglio con dei ragazzi al seguito, perché più di una sede racconta un processo invece di una sola opera.

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Case d’artista e periferie

Sei visite che lasciano il giro dei grandi musei, ognuna per un motivo diverso: la Philharmonie e il museo della Porte Dorée stanno ai margini della città e chiedono un viaggio pensato apposta, mentre le altre quattro sono case e collezioni private più vicine al centro, ma restano comunque fuori dal percorso museale classico. Prendine una per volta e abbinala a qualcos’altro nello stesso quartiere, perché il viaggio conta quanto la visita.

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Sotto Parigi, e i luoghi della memoria

Alcuni di questi luoghi scendono sotto il selciato, altri custodiscono dei morti, e in più di un caso le due cose coincidono. Non sono visite da incatenare una dopo l’altra: pesano, e due nello stesso pomeriggio si annullano a vicenda. Il cimitero è quello più facile da incastrare, perché è all’aperto, si cammina liberamente e non serve prenotare: è la scelta giusta quando il resto del programma è ancora da decidere.

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Gli Invalides e il VII

In pochi isolati si mettono in fila tre tappe che non si somigliano: una cupola dorata con una tomba sotto, un palazzo sul lungosenna in cui non entra quasi nessuno, e la torre che tutti hanno già visto in fotografia prima di arrivare. L’ordine giusto va dal più silenzioso al più affollato, e se hai in programma anche l’Orsay il museo della Legion d’onore gli sta accanto, a un passo dall’ingresso.

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La Parigi monumentale dell’Ottocento

Sei monumenti nati o compiuti nell’Ottocento, sparsi fra l’VIII, il IX e il XVIII arrondissement: non un quartiere, ma un secolo che ha rifatto Parigi in pietra e oro. L’Arco di Trionfo e la Madeleine erano già cantieri aperti quando cade Napoleone, il Palais Garnier e i due Palais gemelli dei Champs-Élysées arrivano a fine secolo, e il Sacré-Cœur li chiude tutti, nato da una sconfitta invece che da una vittoria. Sceglili per il tema che ti interessa, non per la vicinanza: qui si salta da un capo all’altro della città.

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Le chiese

La Sainte-Chapelle ha una biglietteria e una fascia d’ingresso, come un museo, ed è l’unica delle due in cui la coda è prevedibile. Notre-Dame è tornata visitabile dopo l’incendio con regole d’accesso proprie, che conviene leggere prima di mettersi in fila. La terza guida raccoglie sette chiese oltre Notre-Dame, dalla grande basilica gotica ai piccoli edifici di quartiere, la Sainte-Chapelle compresa: alcune si visitano libere, altre no, e conviene saperlo prima di arrivare davanti al portale.

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Giardini e piazze

All’aperto, e la stagione conta più che altrove: un roseto ha senso quando le rose ci sono, e un giardino giapponese non è la stessa cosa in primavera e in autunno. La piazza invece si attraversa in qualunque mese, e siccome sta nello stesso isolato di uno dei musei del Marais è la pausa che si incastra da sola in un programma già pieno.

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Fuori Parigi, in giornata

Sei uscite fuori Parigi, in giornata, e si scelgono in base a quanto tempo accetti di passare in treno e a che cosa vai a vedere quando scendi. La basilica dei re di Francia è dentro la rete urbana e si raggiunge come un qualsiasi altro quartiere, quindi sta anche in mezza giornata. Le altre cinque chiedono una corsa più lunga e si dividono per natura: una reggia che riempie da sola l’intera giornata, un giardino che ha senso solo in una stagione precisa, una cattedrale che si visita in poche ore, e due città intere che si percorrono a piedi.

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Quartiere per quartiere

Queste guide prendono un quartiere alla volta: le sedi che vale la pena aprire, quelle che si vedono soltanto da fuori, e il giorno in cui ciascuna chiude. Servono quando hai già scelto una zona e vuoi sapere che cosa le sta attorno, invece di attraversare la città per un museo solo.

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Le guide che orientano

Queste due non descrivono un luogo, servono a decidere. La prima aiuta a scegliere quali opere valgono lo spostamento in tutta la città, la seconda è la parte pratica del Louvre, cioè come entrarci senza lasciare mezza giornata sulla soglia. Si leggono prima di partire, non mentre sei già in coda.

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Pass e ingressi gratuiti

Due guide che non raccontano un luogo ma un modo di spendere la giornata: la prima aiuta a capire se il Paris Museum Pass conviene davvero al tuo itinerario, la seconda raccoglie quello che a Parigi si vede senza pagare un biglietto. Si leggono prima di partire, quando il programma si scrive ancora sulla carta, non quando sei già in coda a una biglietteria.

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Come muoversi: trasporti e aeroporti

Quattro guide per orientarti nella rete prima ancora di arrivare: come funzionano metro e Navigo, come raggiungere il centro dai tre aeroporti, quando un battello sulla Senna è davvero utile e non solo panoramico, e quale stazione ti serve per le gite fuori città. Si leggono prima di partire, non quando sei già davanti a una biglietteria.

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Dove dormire

Tre guide per scegliere la zona, non l’hotel: un confronto fra i quartieri più adatti a dormirci, e due approfondimenti su Montmartre e sulla zona della Tour Eiffel, le basi più diverse fra loro per atmosfera e distanza dal centro.

Mostre in corso a Parigi

Tutte le guide su Parigi
  • chiude fra 5 giorni Simone Veil. Mes sœurs et moi Mémorial de la Shoah
  • chiude fra 8 giorni Tisser, broder, sublimer. Les savoir-faire de la mode Palais Galliera, musée de la Mode de Paris
  • chiude fra 8 giorni Underground ! La presse alternative des années 1970 en France Bibliothèque nationale de France, site François-Mitterrand
  • chiude fra 10 giorni Libye, patrimoine révélé Institut du monde arabe
  • chiude fra 21 giorni Gianni Versace Retrospective Musée Maillol
  • chiude fra 22 giorni La Mode en majesté. Haute couture et tradition à la cour de Thaïlande Musée des Arts décoratifs (MAD)
  • chiude fra 22 giorni Video Games & Music. La musique dont vous êtes le héros Philharmonie de Paris, Musée de la musique
  • chiude fra 22 giorni La Palestine photographiée par Joss Dray Institut du monde arabe
  • chiude fra 22 giorni Marc Chagall. « Jour de fête », 1914 Musée d’art et d’histoire du Judaïsme (mahJ)
  • chiude fra 29 giorni Ingres et la mode Musée du Louvre
  • chiude fra 29 giorni Plumes du paradis Musée du quai Branly - Jacques Chirac
  • fino al 22 novembre 2026 Hugo et l’architecture. De la pierre à la plume Maison de Victor Hugo
  • fino al 7 dicembre 2026 Talisman. Carte blanche à Ali Banisadr Musée national Gustave Moreau
  • fino al 13 dicembre 2026 Hashigakari. Opere di Matsutani Takesada Musée Cernuschi, musée des Arts de l’Asie de la Ville de Paris
  • fino al 13 dicembre 2026 Chaïm Kaliski. « Jim d’Etterbeek » Musée d’art et d’histoire du Judaïsme (mahJ)
  • fino al 14 dicembre 2026 Les Hôtes du Louvre Musée du Louvre
  • fino al 20 dicembre 2026 Robert Capa, photographe de guerre Musée de la Libération de Paris - musée du Général Leclerc - musée Jean Moulin
  • fino al 31 dicembre 2026 Affinités. Les merveilles des arts de l’Islam aux Objets d’art Musée du Louvre
  • fino al 31 dicembre 2026 Images de la rafle du « billet vert » Mémorial de la Shoah
  • fino al 3 gennaio 2027 Paris > Kyoto > Paris. Quatre designers de retour du Japon Musée des Arts décoratifs (MAD)
  • fino al 3 gennaio 2027 Patrimoines en résistance. De Tombouctou à Odessa Cité de l’architecture et du patrimoine
  • fino al 3 gennaio 2027 Les grands âges Musée de l’Homme
  • fino al 3 gennaio 2027 Tenter l’art pour soigner. À l’hôpital psychiatrique de Blida-Joinville dans les années 1960 Institut du monde arabe
  • fino al 4 gennaio 2027 Le savoir en trompe-l’œil. Corée, 18e-20e s. Musée national des arts asiatiques - Guimet
  • fino al 4 gennaio 2027 Portraits de famille Musée national Jean-Jacques Henner
  • fino al 10 gennaio 2027 Le monde selon Penn Bourse de Commerce - Pinault Collection
  • fino al 10 gennaio 2027 Andy Warhol. La ligne et l’image Musée du Luxembourg
  • fino al 10 gennaio 2027 Animalia. Bestiaire de la Collection Al Thani Hôtel de la Marine
  • fino all’11 gennaio 2027 La donation Michel Lacoste au musée du Louvre. Orfèvrerie française de Mangot à Puiforcat Musée du Louvre
  • fino al 17 gennaio 2027 Cezanne et nous Grand Palais
  • fino al 17 gennaio 2027 Premières Nations. Arts et cultures du Nord-Ouest de l’Amérique Musée du quai Branly - Jacques Chirac
  • fino al 17 gennaio 2027 Penn & Fashion Maison européenne de la photographie (MEP)
  • fino al 18 gennaio 2027 Remember Me Bourse de Commerce - Pinault Collection
  • fino al 24 gennaio 2027 Crosscurrents. Capolavori dell’arte moghol, safavide e ottomana Musée du Louvre
  • fino al 24 gennaio 2027 Eva Gonzalès. Parcours d’une artiste libre Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris
  • fino al 24 gennaio 2027 Kerry James Marshall. The Histories Musée d’Art Moderne de Paris
  • fino al 24 gennaio 2027 Simone Fattal. Des villes au fond d’un lac Musée d’Art Moderne de Paris
  • fino al 24 gennaio 2027 L’étoffe de l’artiste Musée Bourdelle
  • fino al 24 gennaio 2027 Éternel Tintoret Musée Jacquemart-André
  • fino al 25 gennaio 2027 Zurbarán (1598-1664) Musée du Louvre
  • fino al 25 gennaio 2027 Sculpter la couleur. Chefs-d’œuvre du Musée national de sculpture, Valladolid Musée du Louvre
  • fino al 25 gennaio 2027 Monet, peindre le temps Musée de l’Orangerie
  • fino al 31 gennaio 2027 Auguste Bartholdi. La Liberté éclairant le monde Musée d’Orsay
  • fino al 31 gennaio 2027 Mary Cassatt. L’indépendante Musée d’Orsay
  • fino al 31 gennaio 2027 Voir Tahiti. Premières photographies 1859-1870 Musée du quai Branly - Jacques Chirac
  • fino al 31 gennaio 2027 Nadar : inventer Paris, des profondeurs au ciel Catacombes de Paris
  • fino al 31 gennaio 2027 Vies minuscules Panthéon
  • fino al 31 gennaio 2027 Histoires de paysages. De Monet à Hockney (1890-2026) Musée Marmottan Monet
  • fino al 31 gennaio 2027 Belmondo, le Magnifique Cinémathèque française
  • fino al 7 febbraio 2027 Prix Marcel Duchamp 2026 Musée d’Art Moderne de Paris
  • fino al 7 febbraio 2027 Kurt Schwitters. Le chaos-monde 1918-1948 Musée national Picasso-Paris
  • fino all’8 febbraio 2027 DAL DARI. La Lune et les Jambes Musée national des arts asiatiques - Guimet
  • fino al 14 febbraio 2027 Un vestiaire à soi. Féminités dissidentes au 19e siècle Palais Galliera, musée de la Mode de Paris
  • fino al 28 febbraio 2027 Le Bicentenaire de la Photographie à la Monnaie de Paris Monnaie de Paris, musée du 11 Conti
  • fino al 28 febbraio 2027 Vive la mariée ! Algérie, Maroc, Tunisie Institut du monde arabe
  • fino al 7 marzo 2027 Artistes au Muséum Grande Galerie de l’Évolution, Muséum national d’histoire naturelle
  • fino all’8 marzo 2027 Gustave Fayet, Collectionneur - Créateur. Icônes de l’art moderne Fondation Louis Vuitton
  • fino al 15 marzo 2027 L’eau primordiale. Leçons de Mésopotamie Musée du Louvre
  • fino al 4 aprile 2027 Look ! 40 ans de mode au musée Musée des Arts décoratifs (MAD)
  • fino al 18 aprile 2027 L’art romain du Louvre. Un monde d’images Musée du Louvre
  • fino al 18 aprile 2027 Delacroix, chevaux et autres animaux Musée national Eugène-Delacroix
  • fino al 2 maggio 2027 Rafael Pavarotti, photographe Musée des Arts décoratifs (MAD)
  • fino al 1° agosto 2027 Lady Liberté. De la sueur, de l’audace, du génie Musée des Arts et Métiers