In rue de Grenelle, accanto al masso di pietra della Fontaine des Quatre-Saisons, una porta con le lettere in rilievo dice MUSEE MAILLOL. Dentro c’è un museo privato costruito attorno a una storia sola: quella della ragazza di quindici anni che posò per Aristide Maillol e che, nel 1995, gli ha fatto un museo.

È l’unico museo di questa guida della rive gauche che costa davvero: l’intero è 19,90 euro, cioè più del doppio del Delacroix e più di una volta e mezzo il Cluny. In cambio apre tutti i giorni, anche il lunedì, e il giovedì fino alle 22:00, il che a Parigi non è poco.
Come fa una modella a diventare la proprietaria di un museo?
Si parte!
1. L’hôtel Bouchardon, e la fontana accanto alla porta
Il museo occupa l’hôtel Bouchardon, nel VII arrondissement. Prima di entrare, fa’ tre passi indietro e guarda che cosa c’è a sinistra della porta: il fianco monumentale della Fontaine des Quatre-Saisons, con i rilievi di putti incastonati nella pietra a bugne e il numero 59 sopra.

Poi alza gli occhi sulla fontana vera e propria, pochi metri più in là: colonne ioniche, un timpano con una corona scolpita e una lastra di marmo nero con l’iscrizione latina in lettere dorate che comincia DUM LUDOVICUS XV. È una delle fontane monumentali che il Settecento ha lasciato a Parigi, ed è gratis: si guarda dal marciapiede, anche il lunedì mattina.

2. Dina Vierny, che è la ragione per cui questo museo esiste
Chi era la donna dei bronzi che stai per vedere?
Dina Vierny cominciò a posare per Maillol a quindici anni e fu la sua modella per dieci anni, fino alla morte dello scultore in un incidente d’auto nel 1944. Le figure femminili che vedrai nelle sale hanno quasi tutte il suo corpo.
Ma la parte che i pannelli raccontano meno è la guerra. Vierny lavorò come guida per la rete di Varian Fry, l’organizzazione che faceva uscire dalla Francia occupata gli intellettuali e gli artisti in pericolo, e fu arrestata dalla Gestapo nel 1943, passando sei mesi in carcere. Tienilo presente mentre guardi i bronzi: la ragazza che posava è la stessa persona che accompagnava i fuggiaschi ai valichi dei Pirenei.
3. I bronzi della collezione permanente, al secondo piano
La collezione permanente delle opere di Maillol occupa il secondo piano, ordinata per periodi e per temi: i dipinti e i legni degli anni fra il 1880 e il 1900, gli arazzi della fine dell’Ottocento, le statuette di bronzo e terracotta, le sculture a grandezza naturale, i disegni, i lavori degli anni Trenta e Quaranta.
Torna alla fotografia in cima a questa pagina e conta i pezzi: cinque bronzi in una stanza sola, su zoccoli di legno chiaro, su un pavimento di tomette esagonali. Le figure sono quasi tutte femminili, pesanti, calme, con i volumi lisci e le pose ferme. Maillol prende la strada opposta a Rodin: dove Rodin mette il movimento e la superficie tormentata, lui toglie tutto e lascia la massa.
4. Le statue nei corridoi, che non sono lì per caso
Le sculture a grandezza naturale non sono confinate nelle sale. Fiancheggiano anche i corridoi del piano terra e del primo, e ci passi in mezzo mentre vai da una parte all’altra del museo.
Rallenta in uno di questi passaggi invece di attraversarlo. Una scultura di Maillol in un corridoio stretto si guarda come nessun museo ti lascia guardarla: da vicino, di sbieco, mentre la luce le gira attorno. È il vantaggio di un museo ricavato in una casa.
5. I diciotto bronzi che puoi vedere gratis
Dove sono le sculture di Maillol che in questo museo non ci stanno?
Ecco la cosa che al museo non ti dicono e che vale un pomeriggio. Nel 1964 Dina Vierny donò allo Stato francese diciotto sculture di Maillol perché fossero installate nel giardino delle Tuileries.
Sono lì, all’aperto, fra il Louvre e place de la Concorde: le stesse figure che qui vedi in una stanza bianca, là poggiano sull’erba, bagnate dalla pioggia e circondate da gente che mangia un panino. Se il museo ti è piaciuto, il seguito della visita è una passeggiata nelle Tuileries, e non costa niente.
6. Un museo di mostre, con una collezione dentro
Va detto con chiarezza, perché decide che cosa troverai: il Maillol è soprattutto un museo di mostre temporanee, ne fa circa due l’anno, e sono quelle a riempire le sale grandi e i manifesti in città.
Il biglietto è unico e vale per la mostra e per la permanente insieme: paghi 19,90 euro e vedi tutte e due. Prima di partire, guarda sul sito che cosa c’è in mostra, perché è quello a cambiare da una visita all’altra. E una cosa che il sito non dice: nessuna pagina del museo nomina il Paris Museum Pass, quindi non dare per scontato che lo accettino.
Informazioni pratiche
Dati verificati il 24 settembre 2026 sul sito ufficiale museemaillol.com. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.
Biglietti. L’intero costa 19,90 euro e vale per una sola entrata, valida sia per la collezione permanente sia per la mostra temporanea. Ridotti. Dai 65 anni in su si pagano 17,90 euro. Pagano 15,90 euro i ragazzi fra i 6 e i 18 anni, gli studenti, chi cerca lavoro e le persone con disabilità, che entrano con un accompagnatore gratuito. L’audioguida costa 5 euro. Orari. Il museo apre tutti i giorni dalle 10:30 alle 18:30, con ultimo ingresso alle 17:30. Il giovedì resta aperto fino alle 22:00, con ultimo ingresso alle 21:00. Paris Museum Pass. Le pagine del museo non lo nominano: se hai il pass, chiedi alla cassa prima di metterti in fila. Come arrivare. L’ingresso è al 59-61 di rue de Grenelle. Le fermate sono Rue du Bac sulla linea 12, Sèvres - Babylone sulle linee 10 e 12 e Saint-Sulpice sulla 4. Quanto tempo chiede. La permanente chiede un’ora, e con una mostra temporanea grande si arriva facilmente a due.
Le mostre in corso al museo, con le date, sono nella tabella di mostre a Parigi.
Da qui in poi
A dieci minuti a piedi c’è il Musée Rodin, che è il termine di paragone di tutta la scultura di Maillol, e poco più in là il Musée d’Orsay, che ne conserva altre opere. Se vuoi il seguito gratuito, i diciotto bronzi delle Tuileries sono accanto al Musée du Louvre. E le altre due case-atelier di scultori della rive gauche sono il Musée Bourdelle e il Musée Zadkine, tutti e due gratuiti.
Crediti fotografici: sala dei bronzi di Ibex73 (CC BY-SA 4.0); ingresso di rue de Grenelle di Moonik (CC BY-SA 3.0); timpano della fontana delle Quattro Stagioni di Thesupermat (CC BY-SA 3.0), da Wikimedia Commons.