Dietro una porta anonima di rue Antoine Bourdelle c’è un cortile con quattro bronzi alti più di te, allineati sotto le arcate di mattone rosso di un portico. Una quinta figura sta accovacciata fra le siepi basse, piegata su qualcosa che tiene fra le mani. È il giardino del Musée Bourdelle, è l’atelier in cui lo scultore lavorò davvero, e non costa niente. Montparnasse è fatto così: dietro i palazzi del boulevard ci sono due case di scultori, un museo della Resistenza e una cava di calcare piena di ossa.

Una cosa però devi saperla prima di prenotare il treno, perché qui non c’è l’eccezione che altri quartieri hanno: il lunedì chiudono tutte e quattro le sedi, Bourdelle, Zadkine, Musée de la Libération e Catacombe. Nessuna di loro tiene aperto, e di lunedì a Montparnasse ti restano il cimitero e la strada.

Quanto costa, allora, una giornata intera di musei qui?

Si parte!

1. Il Musée Bourdelle, e il conto che non ti aspetti

Zero euro, finché non scendi sottoterra. L’accesso alle collezioni permanenti del Bourdelle è gratuito, senza fasce d’età, senza prenotazione e senza riserve: il museo lo scrive in una riga sola sulla sua pagina delle tariffe, e quella riga non ha clausole attaccate.

Vale la pena capire quanto sia raro, perché a trecento metri di distanza le regole cambiano. Nel Marais, al Cognacq-Jay, la gratuità salta appena viene allestita una mostra temporanea e paghi tutto il museo; alla Maison de Victor Hugo è sospesa per mesi interi. Qui no: la mostra temporanea si paga a parte, ma la collezione permanente resta gratuita anche mentre la mostra è aperta. Quattro musei della stessa città, tre comportamenti diversi, e la lezione pratica è che la regola di un museo non si copia su quello accanto.

Antoine Bourdelle lavorò in questo cortile dal 1885 al 1929, cioè fino all’anno della sua morte, e il museo ha tenuto l’atelier, la casa e il giardino, con i gessi e i bronzi lasciati dove stavano. Apre da martedì a domenica 10:00-18:00 e chiude il lunedì, il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre. Il prezzo della mostra temporanea non lo trovi scritto da nessuna parte, perché cambia da una all’altra: la sua pagina rimanda ogni volta a quella della mostra in corso, quindi non ti do un numero che non esiste.

la statua in bronzo di giovanna d arco di antoine bourdelle nel giardino del museo, in piedi su un basso zoccolo di pietra, con la lancia alzata nella mano destra e la patina verde, davanti a un muro di mattoni e a un ramo spoglio

Nel giardino interno, appoggiata al muro e mezzo nascosta da un ramo, c’è una Giovanna d’Arco in bronzo con la patina verde. Sta su uno zoccolo basso, tiene la lancia alzata con una mano e l’altra aperta lungo il fianco, in una veste pieghettata lunga fino ai piedi. Alle spalle le si apre una forma cava e scura che la segue come un’ombra. Le sei opere da cui comincerei dentro il museo stanno in Musée Bourdelle: 6 opere da vedere.

2. Il Musée Zadkine, gratuito e con una clausola che il Bourdelle non ha

Ossip Zadkine visse e lavorò dal 1928 al 1967, cioè fino alla morte, in una casa bassa con un giardino e due atelier, in fondo a un passaggio di rue d’Assas. Il museo che ne è nato è uno dei posti più nascosti di Parigi: dalla strada vedi un passaggio fra due muri che non sembra portare da nessuna parte, e ci passi davanti senza accorgertene. Anche qui l’accesso alla collezione permanente è gratuito e senza prenotazione, con la stessa regola del Bourdelle: la mostra temporanea la paghi, la permanente no, e il prezzo della mostra non è pubblicato. Apre da martedì a domenica 10:00-18:00, con l’ultima entrata alle 17:30, quindi se arrivi alle 17:45 resti fuori.

Attenzione: le chiusure dello Zadkine non sono quelle del Bourdelle, anche se i due musei hanno lo stesso proprietario. La sua pagina ufficiale scrive che il museo chiude il lunedì e in alcuni giorni festivi, senza dire quali, più il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre; il 24 e il 31 dicembre anticipa la chiusura alle 17:00. Quell’elenco di tre date non è l’elenco completo dei festivi in cui resta chiuso, e la fonte non ne pubblica altri: se la tua visita cade dentro un ponte, telefona prima di attraversare mezza città. Le cinque cose da vedere dentro le ho scelte in Musée Zadkine: 5 cose da vedere.

3. Il cimitero di Montparnasse, che è anche un museo di scultura

il cimitero di montparnasse a parigi, con le lastre di granito scuro in primo piano, le cappelle di famiglia e una tomba neogotica col tetto a punta in mezzo agli alberi

Il cimitero è gratuito e non ti chiede niente, ed è la cosa che ti resta anche il lunedì. Dall’ingresso vedi file di lastre di granito scuro, lucide e piatte, interrotte ogni tanto da una cappella di famiglia. Una, neogotica, ha il tetto a punta, un rosone traforato e l’arco acuto sopra la porta, e sembra una chiesa in miniatura caduta in mezzo alle tombe. Intorno, i viali hanno alberi veri e ombra vera, ed è la ragione per cui i parigini ci camminano dentro.

Non ti do gli orari, e il motivo è semplice: i cimiteri comunali di Parigi cambiano l’ora di chiusura con la stagione, e sul sito della Ville de Paris la tabella di questo cimitero non si lascia leggere da fuori. Prendilo come una visita di metà giornata e non di fine pomeriggio, soprattutto adesso che la stagione bassa è cominciata il 1° ottobre e il buio arriva prima.

4. La Closerie des Lilas e il boulevard, cioè l’altro Montparnasse

la closerie des lilas all angolo del boulevard du montparnasse a parigi, con le due insegne ovali bianche, le tende verdi, la pensilina di vetro sull ingresso e la siepe che chiude la terrazza

C’è un secondo Montparnasse, sovrapposto al primo e lungo appena un secolo, ed è quello dei caffè in cui gli artisti si incontravano nei primi decenni del Novecento, quando gli studi si spostarono qui dalla collina di Montmartre. La Closerie des Lilas sta ancora all’angolo del boulevard du Montparnasse, con due insegne ovali bianche sulla facciata, le tende verdi abbassate sulla terrazza, una pensilina di vetro sopra l’ingresso e una siepe alta che ripara i tavolini dal traffico. Poco più a ovest, al crocevia di Vavin, stanno il Dôme, la Rotonde e la Coupole.

Qui non ti serve entrare, e non lo dico per risparmiarti il conto: quello che resta di quegli anni sta sulle facciate e sulle targhe, mentre dentro trovi un ristorante come un altro, con una carta dei vini all’altezza dell’indirizzo. Fermati sul marciapiede il tempo di leggere le insegne, e poi vai avanti. Montparnasse, del resto, è un quartiere che si visita quasi tutto senza biglietto, Catacombe a parte: nella lista che ho messo insieme in Parigi gratis ci finiscono quasi tutte le sue tappe.

Una cosa che quasi tutte le guide più vecchie sbagliano, e che ti risparmia un viaggio a vuoto: la Fondation Cartier pour l’art contemporain non è più a Montparnasse. L’edificio di vetro di Jean Nouvel sul boulevard Raspail, per trent’anni il pezzo di architettura contemporanea del quartiere, non la ospita più. La fondazione dà oggi il proprio indirizzo al 2 di place du Palais-Royal, dall’altra parte della Senna. Se l’avevi messa in programma qui, spostala di quartiere prima di uscire di casa.

5. Il Musée de la Libération de Paris, e il bunker sotto la piazza

Che cosa c’è venti metri sotto place Denfert-Rochereau?

Due cose diverse, scavate nella stessa cava di calcare, e nessuna delle due si vede dalla strada. Da un lato della piazza c’è l’ossario delle Catacombe; dall’altro, sotto il museo, c’è il posto di comando del colonnello Henri Rol-Tanguy, da cui nell’agosto del 1944 fu diretta l’insurrezione di Parigi. Le due fonti ufficiali danno la stessa profondità, venti metri, e i due ingressi si guardano attraverso i due padiglioni gemelli che Claude-Nicolas Ledoux costruì ai lati della barriera d’Enfer.

Il museo sta dentro uno di quei due padiglioni. La collezione permanente è gratuita per tutti e non si prenota, apre da martedì a domenica 10:00-18:00, l’ultimo accesso è alle 17:30 e le sale chiudono alle 17:45. Il prezzo delle mostre temporanee, anche qui, non è pubblicato e varia.

La visita al posto di comando è la parte che la gente perde, perché funziona in un modo che nessun sito ti spiega in anticipo: è gratuita, dura circa mezz’ora e si prenota soltanto di persona, all’ingresso, il giorno stesso, con pochissimi posti. Non la trovi online e non la tieni ferma da casa: se la vuoi, arriva presto. Si scende solo per scala, quindi il posto di comando non è accessibile a chi ha difficoltà motorie, mentre le collezioni permanenti, lo spazio delle mostre e la sala conferenze lo sono. Le sei tappe del museo le ho messe in fila in Musée de la Libération: 6 tappe.

6. Le Catacombe, da tenere per ultime

Chi entra gratis alle Catacombe deve prenotare una fascia oraria?

No, e in questo sono un’eccezione in tutta la città: i biglietti gratuiti non si prenotano online e danno entrata garantita senza prenotazione. Alle Tours de Notre-Dame, per dire, anche chi ha diritto alla gratuità deve portarsi dietro un e-biglietto con la fascia oraria. Due monumenti della stessa città, due regole opposte, e la differenza la paghi in ore di coda se non la conosci.

Per tutti gli altri, invece, paghi, e qui sta il biglietto più caro del quartiere e uno dei più cari di Parigi. L’intero costa 31 euro e comprende l’audioguida, il ridotto 25 euro e la tariffa dagli 8 ai 17 anni 15 euro. Sotto gli 8 anni si entra gratis, ma senza audioguida. Chi entra gratis o chi è bambino può comprare l’audioguida a parte, a 5 euro, alla cassa. Non sono comprese nel Paris Museum Pass, al contrario di quasi tutto il resto della città.

Un dato che decide se vale la spesa, per un lettore italiano: l’audioguida esiste in francese, inglese, spagnolo e tedesco, e non in italiano. Dura circa un’ora, si attiva da sola man mano che cammini e ha una versione audiodescritta in francese.

Scendi 131 gradini e ne risali 112, solo per scala, a venti metri sotto terra, perché un ascensore non c’è: tienine conto se hai le ginocchia stanche o un bambino in braccio. Apre da martedì a domenica 9:45-20:30, con le ultime entrate alle 19:30: è l’unica sede del quartiere che va avanti la sera, perché le altre tre chiudono tutte alle 18:00. Sui giorni festivi le Catacombe sono le più trasparenti di tutte, e dichiarano in quali aprono: il giovedì dell’Ascensione, il 14 luglio, il 15 agosto, il 1° e l’11 novembre, salvo quando la data cade di lunedì. Il 1° novembre 2026 è una domenica, quindi quel giorno le trovi aperte, ed è il dato che ti salva un ponte d’autunno. Le otto tappe del percorso sotterraneo le racconto in Catacombes de Paris: 8 tappe.

Un dettaglio che fa sorridere e che è scritto sul sito ufficiale: rubare o tentare di rubare un osso è perseguito d’ufficio, con l’articolo 225-17 del codice penale francese, e costa un anno di carcere e 15.000 euro di multa. Non è folklore, è una riga di avviso ai visitatori.

Informazioni pratiche

Dati verificati il 2 ottobre 2026 sui siti ufficiali delle singole sedi. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.

Biglietti. Le Catacombe chiedono 31 euro di intero, che comprendono l’audioguida, 25 euro di ridotto e 15 euro dagli 8 ai 17 anni. Sotto gli 8 anni l’ingresso è gratuito, e l’audioguida si compra a parte alla cassa a 5 euro, come fa chi entra gratis. Il Musée Bourdelle, il Musée Zadkine e il Musée de la Libération non chiedono nessun biglietto per le loro collezioni permanenti. Senza prezzo pubblicato. Nessuna delle tre sedi comunali pubblica il prezzo della propria mostra temporanea, perché cambia da una mostra all’altra: lo leggi sulla pagina della mostra in corso o alla cassa. Orari. Bourdelle, Zadkine e Musée de la Libération aprono 10:00-18:00 da martedì a domenica, lo Zadkine con l’ultima entrata alle 17:30 e il Musée de la Libération con l’ultimo accesso alle 17:30 e le sale chiuse alle 17:45. Le Catacombe aprono 9:45-20:30 da martedì a domenica, con le ultime entrate alle 19:30. Chiusure. Tutte e quattro le sedi chiudono il lunedì, e nel quartiere non esiste nessuna eccezione. Nei giorni festivi si comportano invece in tre modi diversi: il Bourdelle e il Musée de la Libération dichiarano soltanto le tre chiusure annuali del 1° gennaio, del 1° maggio e del 25 dicembre. Lo Zadkine aggiunge «alcuni giorni festivi» senza dire quali. Le Catacombe usano la stessa formula aperta, ma almeno elencano i festivi in cui restano aperte: il giovedì dell’Ascensione, il 14 luglio, il 15 agosto, il 1° e l’11 novembre, salvo quando la data cade di lunedì. Lo Zadkine anticipa la chiusura alle 17:00 il 24 e il 31 dicembre. Gratuità. Le collezioni permanenti del Musée Bourdelle, del Musée Zadkine e del Musée de la Libération sono gratuite per tutti, senza fasce d’età e senza prenotazione. Al Musée de la Libération è gratuita anche la visita al posto di comando, che però si prenota soltanto di persona il giorno stesso. Il cimitero di Montparnasse è a ingresso libero. Nessuna delle quattro sedi ha la gratuità della prima domenica del mese, perché tre non chiedono mai un biglietto e le Catacombe non la prevedono: se contavi su quella, qui non ti serve. Accessibilità. Al Musée de la Libération le collezioni permanenti, lo spazio delle mostre e la sala conferenze sono accessibili alle persone con mobilità ridotta, mentre il posto di comando no, perché si raggiunge soltanto per scala. Alle Catacombe non c’è ascensore: si scendono 131 gradini e se ne risalgono 112. Come arrivare. Montparnasse-Bienvenüe sulle linee 4, 6, 12 e 13 e Falguière sulla 12 servono il Musée Bourdelle. Notre-Dame-des-Champs sulla 12, Vavin sulla 4 e Port-Royal sul RER B servono il Musée Zadkine. Denfert-Rochereau sulle linee 4 e 6 e sul RER B serve insieme le Catacombe e il Musée de la Libération, che stanno sulla stessa piazza a cento metri l’uno dall’altro. La linea che tiene insieme il quartiere è la 4, che da Montparnasse-Bienvenüe scende a Denfert-Rochereau passando per Vavin. Quanto tempo chiede. Una mattina ti basta per il Bourdelle e lo Zadkine, che distano un quarto d’ora a piedi. Con il Musée de la Libération e le Catacombe arrivi a una giornata intera, e se vuoi aggiungere il cimitero e una camminata sul boulevard conta due ore in più.

Come metterli in fila

L’ordine non è una preferenza, lo decide la biglietteria delle Catacombe. La loro fascia oraria è a numero chiuso, si apre sette giorni prima e, una volta scelta, fissa l’ora di tutto il resto della giornata: quindi prenoti prima quella e costruisci il resto a ritroso, non il contrario.

Da lì viene un giro solo. I tre musei gratuiti stanno la mattina e nel primo pomeriggio, perché chiudono tutti alle 18:00; le Catacombe vanno per ultime, perché sono le sole aperte fino alle 20:30. Bourdelle e Zadkine la mattina, il Musée de la Libération subito dopo pranzo a Denfert-Rochereau, e la discesa sottoterra nel tardo pomeriggio, a cento metri dalla porta da cui sei appena uscito. Il martedì è il giorno migliore in cui infilare Montparnasse dentro un viaggio più lungo, perché è quello in cui a Saint-Germain chiude il Musée Delacroix e nel Quartiere Latino la Grande Galerie de l’Évolution. Qui invece sono aperte tutte e quattro le sedi.

Con tre giorni a disposizione, Montparnasse entra dove l’ho messo in Cosa vedere a Parigi in 3 giorni. Da Vavin risali verso nord, attraversi il Jardin du Luxembourg e in venti minuti arrivi a Saint-Germain-des-Prés, dove il vincolo non è un giorno ma un orario; piegando a est entri invece nel Quartiere Latino, e oltre il fiume comincia il Marais.

Fotografie: giardino del Musée Bourdelle di Arthur_Crbz, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons; Giovanna d’Arco nel giardino del Musée Bourdelle di Bycro, CC0; cimitero di Montparnasse di Polymagou, CC BY-SA 4.0; Closerie des Lilas di Celette, CC BY-SA 4.0.