Alzi gli occhi all’angolo del boulevard e vedi una torre quadrata di pietra chiara, con le bifore a colonnine aperte sotto una guglia d’ardesia e il muro rattoppato a più riprese, in mezzo al traffico e alle auto in sosta. È il campanile di un’abbazia fondata nel VI secolo, e il fianco della chiesa che gli sta dietro, d’autunno, sparisce sotto una colata di edera rossa. Nel chilometro intorno a quella torre ci sono tre musei che non si assomigliano per niente, una seconda chiesa con una cappella dipinta da Delacroix e una zecca che batte ancora moneta.
Il quartiere non ha un giorno morto, e proprio per questo ti frega: ha un orario. Da lunedì a venerdì il Musée Delacroix apre a mezzogiorno e chiude alle 17:30, quindi una mattina infrasettimanale qui non lo contiene, mentre il sabato e la domenica apre alle 10:00 come tutti gli altri. Il resto si incastra intorno a quell’unica riga: il Delacroix riposa il martedì, la Monnaie de Paris il lunedì, il Maillol mai.
Perché un museo parigino tiene chiuse tutte le mattine della settimana lavorativa?
Si parte!
1. L’église Saint-Germain-des-Prés, che apre alle 7:30
Comincia da qui per una ragione pratica prima che storica: la chiesa è gratuita, apre tutti i giorni e da martedì a venerdì tira su le porte alle 7:30, cioè quattro ore e mezza prima del museo più vicino. Il lunedì e la domenica apre alle 9:30, il sabato alle 8:30, e chiude sempre alle 20:00. Le messe feriali sono alle 12:15 e alle 19:00, quelle domenicali alle 11:00 e alle 19:00: se capiti a quelle ore trovi la navata occupata e guardi da dietro.
Dentro ti aspetti il Medioevo e invece trovi l’Ottocento dappertutto, e la ragione è brutale. Durante la Rivoluzione la chiesa fu trasformata in una raffineria di salnitro, cioè in una fabbrica di polvere da sparo, e di quello che c’era prima è rimasto poco. Fu l’architetto Hippolyte Godde a rimetterla in piedi nel 1820, costruendo la cappella della Vergine e commissionando a François-Joseph Heim (1787-1865) le due grandi pitture a grisaille del 1828, l’Adorazione dei magi e la Presentazione al Tempio. Poi, fra il 1842 e il 1870, Hippolyte Flandrin e Alexandre Denuelle coprirono tutte le pareti con un decoro dipinto a cera. Non è un affresco e non è un olio, è una tecnica terza, e quei colori caldi e opachi che vedi appena entri vengono da lì. La chiesa è monumento storico dal 1862.
C’è un dettaglio che cambia il modo di guardarla. Il restauro di quei decori è cominciato nel 2016 e ha rifatto quasi tutte le superfici dipinte dell’Ottocento; i lavori della cappella della Vergine, altare, pareti, oculo e statua di Charles Dupaty (1771-1825) compresi, sono finiti nel marzo 2024. Quello che vedi oggi ha diciotto mesi di vita, non duecento: le fotografie che girano in rete, quasi tutte, sono di prima.
2. Il Musée Delacroix, il museo del pomeriggio
Eccola, la risposta alla domanda di partenza. Il museo occupa l’ultimo appartamento e l’ultimo atelier di Eugène Delacroix, in fondo a una corte della place de Furstenberg, ed è una casa piccola. Dichiara di aprire tardi «per privilegiare il comfort di visita», cioè per non mettere trecento persone dentro quattro stanze. L’orario ridotto non è una disattenzione, è una scelta di capienza, e la paghi tu se arrivi alle 10:00 di un mercoledì.
Quindi segnati le due righe che contano. Da lunedì a venerdì apre 12:00-17:30, il sabato e la domenica 10:00-17:30, e chiude il martedì. L’intero costa 9 euro.
Le gratuità qui sono più generose di quanto sembri, e una la perdono quasi tutti: si entra gratis la prima domenica di ogni mese e il 14 luglio. Non pagano i minori di 18 anni, chi ha meno di 26 anni e risiede nello Spazio economico europeo, gli insegnanti in attività nelle materie interessate, le persone con disabilità e il loro accompagnatore. Entrano gratis tutto l’anno i titolari del Paris Museum Pass e della carte Louvre.
E c’è il legame col Louvre, che vale dieci euro a chi lo conosce: il biglietto del Louvre ti fa entrare gratis al Delacroix il giorno stesso della prenotazione o il primo giorno di apertura successivo. Esiste anche un biglietto congiunto Louvre-Delacroix a 22 euro, se preferisci comprare una volta sola. Le sei cose su cui rallentare dentro l’appartamento le ho messe in fila in Musée Delacroix: 6 cose da vedere, e se la fila del Louvre ti spaventa trovi tutto il resto in Come saltare la coda al Louvre.
3. Saint-Sulpice, la cappella che Delacroix dipinse alla fine

Dall’appartamento di Delacroix cammini un quarto d’ora verso sud e arrivi al suo cantiere. Saint-Sulpice si vede da lontano perché ha un fronte che nessuno ha finito, con due torri campanarie diverse una dall’altra. Quella di sinistra è chiusa da una balaustra e da un tamburo regolare, quella di destra è più grezza, con la pietra lasciata a vista e le cornici appena sbozzate. Davanti, la fontana dei quattro vescovi butta acqua da due vasche sovrapposte, con i leoni accucciati agli angoli e i prelati seduti dentro le nicchie.
La cappella dei Saints-Anges, la prima a destra entrando, è l’ultima grande impresa di Delacroix e il motivo per cui questa piazza sta in una guida d’arte e non in una di passeggiate. L’ingresso è libero: non paghi, non prenoti e non ti chiede niente nessuno. Gli orari però non li do, perché sulle pagine ufficiali della parrocchia non li ho trovati e cambiano con le messe: se hai un solo pomeriggio, telefona o passa due volte.
4. I caffè del boulevard, cioè l’altra storia del quartiere

Saint-Germain-des-Prés ha due identità sovrapposte e la seconda è lunga appena un secolo: il quartiere dell’abbazia è diventato, dopo la guerra, il quartiere dei caffè in cui si scriveva. Il Café de Flore occupa ancora l’angolo del boulevard con una tenda verde e bianca, gli ombrelloni sul marciapiede, i tavolini di marmo attaccati l’uno all’altro. Al primo piano un balcone è stato trasformato in giardino, e le palme e le fioriere rosa sporgono sopra l’insegna. A pochi metri ci sono Les Deux Magots e la brasserie Lipp.
Guardarli non costa niente e, se non hai voglia di sederti, è anche la cosa più sensata da fare: quei tavolini hanno il prezzo del loro indirizzo. Tienili come il segno di un passaggio, perché spiegano meglio di qualunque targa come mai un quartiere monastico sia finito nelle fotografie degli anni Cinquanta. Di tutto quello che a Parigi si guarda senza pagare ho fatto una lista in Parigi gratis.
5. Il Musée Maillol, il privato che non fa sconti a nessuno
Qui cambia il regime. Il Maillol sta in rue de Grenelle, è un museo privato nato dalla collezione di Dina Vierny, che cominciò a posare per Aristide Maillol a quindici anni e gli fu modella per dieci. Non chiude mai: apre tutti i giorni 10:30-18:30, con il giovedì fino alle 22:00. È l’unica sede del quartiere che puoi infilare in un lunedì o in un martedì senza pensarci.
Attenzione: le casse non chiudono alla chiusura del museo, ma un’ora e mezza prima. Quindi l’ultimo momento utile per comprare il biglietto è 17:00 nei giorni normali e 20:30 il giovedì, e chi arriva alle 17:30 convinto di avercela fatta resta fuori.
L’intero costa 19,90 euro e comprende tutto, perché il biglietto è unico: non esiste una tariffa della sola collezione permanente, e la mostra temporanea sta dentro lo stesso prezzo. Il ridotto è 17,90 euro dai 65 anni e 15,90 euro dai 6 ai 18 anni, per gli studenti, per chi cerca lavoro e per le persone con disabilità, che hanno l’accompagnatore gratuito con il biglietto da ritirare all’accoglienza. L’audioguida costa 5 euro. Gratuità non ce ne sono, nemmeno per i bambini sopra i sei anni, e le pagine del museo non nominano il Paris Museum Pass, quindi se ce l’hai chiedi alla cassa invece di darlo per buono. Le sei cose da vedere dentro stanno in Musée Maillol: 6 cose da vedere.
Qui c’è il fatto che ti riassume il quartiere meglio di qualunque altro: la prima domenica del mese, a Saint-Germain, due musei su tre non si pagano e il terzo costa venti euro a chiunque. Il pubblico e il privato stanno a cinquecento metri, e si comportano in due modi opposti.
6. La Monnaie de Paris, e la mossa che quasi nessuno sa fare
Che cosa si vede, dentro una zecca che batte ancora moneta?
Si vedono gli artigiani al lavoro dietro il vetro, le mani che incidono e che battono, e a Parigi lo si vede in pochi altri posti. Uno sono gli atelier della Manufacture des Gobelins, che però aprono solo su prenotazione e con una visita guidata. Quali mani però dipende dal giorno della settimana, e il calendario qui è più stretto di quanto chiunque si aspetti.

Scendi al fiume e il quartiere cambia faccia un’altra volta. Sul quai de Conti si allineano la cupola scura dell’Institut de France, che è la sede dell’Académie française, e subito accanto la Monnaie de Paris, che dal Settecento batte moneta e oggi è anche un museo, il musée du 11 Conti. Davanti, il Pont des Arts porta la gente da una riva all’altra con le sue arcate di ferro, e sotto, lungo il quai, stanno ormeggiate le chiatte.
Il museo apre da martedì a domenica 11:00-18:00 e chiude il lunedì. Il mercoledì va avanti fino alle 21:00, ed è la sola sera lunga di metà settimana: le altre due cadono di giovedì al Maillol e di lunedì al Musée du Luxembourg, che però apre soltanto nei periodi di mostra. Gli ultimi ingressi sono alle 17:30, e alle 20:30 il mercoledì. L’intero costa 12 euro, il ridotto 8, e sotto i 26 anni si entra gratis con un documento, senza condizione di residenza. Si entra gratis anche la prima domenica del mese. La visita guidata costa 14 euro, con due ridotti a 10 e a 6.
Due cose che le pagine ufficiali scrivono in fondo e che valgono i soldi del biglietto. La prima: chi ha un abbonamento Navigo nominativo paga 10 euro invece di 12, e se ha meno di 26 anni, quindi entra gratis, può passare quella tariffa ridotta a un accompagnatore. La seconda: riduzioni e gratuità si ottengono soltanto alla cassa, con un giustificativo di meno di tre mesi, e anche chi non paga deve farsi dare un biglietto esonerato.
Poi c’è il vincolo più sottile di tutto il quartiere, ed è quello che decide in che giorno vieni. Gli artigiani lavorano dal lunedì al venerdì e il museo chiude il lunedì, quindi gli atelier al lavoro si vedono solo da martedì a venerdì. La dimostrazione di incisione, invece, si tiene il sabato e la domenica, in continuo dalle 15:00 alle 17:00. Le due cose non cadono mai nello stesso giorno. O vedi le mani che lavorano in settimana, o vedi la dimostrazione nel fine settimana: scegliere è obbligatorio. Le sei sale e il giro degli atelier li racconto in Monnaie de Paris: 6 sale del musée du 11 Conti.
Un avviso onesto sul cantiere: in questo momento ci sono ponteggi su tutti e due gli ingressi, quello dell’11 quai de Conti e quello del 2 rue Guénégaud. Il museo dichiara che gli orari non cambiano e che gli accessi restano aperti, e non pubblica una data di fine lavori.
7. Il Musée du Luxembourg, che esiste solo quando c’è una mostra
Come fa un museo parigino a essere chiuso senza essere in restauro?
Non ha una collezione da tenere aperta. Il Musée du Luxembourg è chiuso fra una mostra e l’altra, e lo scrive da sé. È la sala delle grandi mostre della Réunion des musées nationaux dentro il palazzo del Senato, non un museo di collezione, e il suo calendario alterna aperture e buchi. Il 2 ottobre 2026 non sono riuscita a verificare su una fonte ufficiale se una mostra fosse in corso, quindi non ti do né un titolo né un prezzo. La pagina delle mostre si apre solo dentro un browser e, da fuori, non restituisce niente leggibile.
Quando una mostra c’è, però, il museo si comporta in un modo che a Parigi non fa quasi nessuno: apre tutti i giorni 10:30-19:00 e il lunedì tira fino alle 22:00. Mettilo insieme al resto e capisci quanto vale: il lunedì la Monnaie è chiusa, il Delacroix apre a mezzogiorno e il Luxembourg, se è allestito, ti regala quattro ore di sera. L’ultimo ingresso è 45 minuti prima della chiusura e la biglietteria chiude un’ora prima. Il Jardin du Luxembourg intorno è gratuito, con orari che cambiano con la stagione, e un giardino ti accoglie anche quando il museo è spento.
Informazioni pratiche
Dati verificati il 2 ottobre 2026 sui siti ufficiali delle singole sedi. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.
Biglietti. L’intero del Musée Delacroix costa 9 euro e comprende l’appartamento e l’atelier; esiste un congiunto Louvre-Delacroix a 22 euro. La Monnaie de Paris chiede 12 euro di intero e 8 di ridotto per il museo, 10 euro a chi ha un abbonamento Navigo nominativo e 14 euro per la visita guidata, con due ridotti a 10 e a 6. Il Musée Maillol costa 19,90 euro di intero, che comprendono la collezione permanente e la mostra temporanea insieme, perché il biglietto è unico. Il ridotto è 17,90 euro dai 65 anni e 15,90 euro dai 6 ai 18 anni, per gli studenti, per chi cerca lavoro e per le persone con disabilità, il cui accompagnatore entra gratis ritirando un biglietto all’accoglienza. L’audioguida costa 5 euro a parte. Senza prezzo verificato. Non do la tariffa del Musée du Luxembourg, perché dipende dalla mostra allestita e la sua pagina non mi ha restituito nulla di leggibile il 2 ottobre 2026. Orari. Il Delacroix apre 12:00-17:30 da lunedì a venerdì e 10:00-17:30 il sabato e la domenica, e chiude il martedì. La Monnaie apre 11:00-18:00 da martedì a domenica, con il mercoledì fino alle 21:00 e ultimi ingressi alle 17:30 e alle 20:30, e chiude il lunedì. Il Maillol apre tutti i giorni 10:30-18:30, con il giovedì fino alle 22:00, e le sue casse chiudono un’ora e mezza prima, quindi alle 17:00 e alle 20:30. L’église Saint-Germain-des-Prés apre 7:30-20:00 da martedì a venerdì, 8:30-20:00 il sabato e 9:30-20:00 il lunedì e la domenica. Il Musée du Luxembourg, nei periodi di mostra, apre 10:30-19:00 tutti i giorni e il lunedì fino alle 22:00. Chiusure. La Monnaie de Paris chiude il lunedì, il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre, e il 24 e il 31 dicembre anticipa alle 16:00 con ultimo accesso alle 15:30. Il Delacroix chiude il martedì. Il Maillol non ha un giorno di chiusura settimanale. Il Musée du Luxembourg resta chiuso nei periodi fra una mostra e l’altra. Gratuità. Il Musée Delacroix è gratuito per tutti la prima domenica del mese e il 14 luglio, e lo è tutto l’anno per i minori di 18 anni, per chi ha meno di 26 anni e risiede nello Spazio economico europeo, per gli insegnanti delle materie interessate e per le persone con disabilità con il loro accompagnatore. Entrano gratis anche i titolari del Paris Museum Pass e della carte Louvre. Chi ha un biglietto del Louvre entra gratis il giorno stesso della prenotazione o il primo giorno di apertura successivo. La Monnaie de Paris è gratuita la prima domenica del mese e per chi ha meno di 26 anni, senza condizione di residenza. Il Musée Maillol non prevede nessuna gratuità. L’église Saint-Germain-des-Prés e la cappella dei Saints-Anges a Saint-Sulpice sono a ingresso libero, e il Jardin du Luxembourg è gratuito. Come arrivare. Saint-Germain-des-Prés sulla linea 4 è la fermata del quartiere e sta a tre minuti dal Musée Delacroix, mentre Mabillon sulla 10 è l’alternativa. Per la Monnaie de Paris scendi a Pont Neuf sulla 7, a Odéon sulle 4 e 10 oppure a Saint-Michel sulla 4. Per il Maillol scendi a Rue du Bac sulla 12, a Sèvres-Babylone sulle 10 e 12 oppure a Saint-Sulpice sulla 4. La linea che tiene insieme il quartiere è la 4. Quanto tempo chiede. Un pomeriggio ti basta per la chiesa, il Delacroix e Saint-Sulpice, che stanno dentro un quarto d’ora a piedi. Le sette tappe intere chiedono una giornata piena, e conviene spezzarle in due mezze giornate se vuoi aggiungere anche il Luxembourg, perché dal Maillol alla Monnaie, cioè da rue de Grenelle al quai de Conti, non si cammina come nel Marais.
Come metterli in fila
Il giorno migliore è il mercoledì, e il motivo è uno solo: la Monnaie de Paris va avanti fino alle 21:00 e ti regala una sera. Un mercoledì ben fatto comincia alle 7:30 in chiesa quando non c’è nessuno, va a Saint-Sulpice, entra al Delacroix appena apre a mezzogiorno, passa dal Maillol nel pomeriggio e finisce alla Monnaie dopo cena, dopo aver visto gli atelier al lavoro.
Il fine settimana è il rovescio: il Delacroix apre alle 10:00 e la Monnaie fa la dimostrazione di incisione dalle 15:00 alle 17:00, quindi il programma si riempie prima e non devi aspettare mezzogiorno per cominciare. Il lunedì resta il giorno del Luxembourg e della chiesa, il martedì quello della Monnaie e del Maillol, il giovedì quello in cui il Maillol regge fino alle 22:00.
Se Saint-Germain è una tappa dentro un viaggio più corto, sta nel percorso che ho messo in fila in Cosa vedere a Parigi in 3 giorni. Dall’altra parte della Senna, a dieci minuti dal Pont des Arts, comincia il Marais, dove il calendario è molto più duro di qui, e appena a est, sulla stessa riva, c’è il Quartiere Latino. Scendendo verso sud si arriva invece a Montparnasse, dove quasi tutte le tappe non chiedono un biglietto, con la sola eccezione delle Catacombe.
Fotografie: église Saint-Germain-des-Prés e église Saint-Sulpice di Diego Delso, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons; Café de Flore di Cheng-en Cheng, CC BY-SA 2.0; Institut de France di DiscoA340, CC BY-SA 4.0.
