Esci dai portici bassi di place des Vosges e ti trovi davanti a trentasei padiglioni di mattone rosso e pietra chiara. Hanno tutti lo stesso tetto d’ardesia e la stessa fila di lucernari, e si chiudono intorno a un quadrato di prato con una fontana per angolo. Il Marais comincia qui. Nel raggio di un chilometro ci sono nove cose da vedere che non si assomigliano: un museo di storia della città, due case di collezionisti, una casa di scrittore, un museo d’arte del Novecento, due istituzioni ebraiche e una collezione di macchine.

Il problema del quartiere non è la distanza, perché cammini da una porta all’altra in dieci minuti. Il problema è il calendario: sette di queste nove sedi chiudono il lunedì, il Mémorial de la Shoah chiude il sabato, e place des Vosges non chiude mai. Nessun giorno della settimana le tiene aperte tutte e nove, quindi il Marais o si fa in due mezze giornate, o si fa scegliendo in anticipo che cosa lasciare fuori.

Qual è, allora, il giorno in cui il Marais rende di più?

Si parte!

Il giorno della settimana, e le due sere in cui il quartiere va avanti

Comincia dalla regola semplice. Il lunedì nel Marais restano aperti il Mémorial de la Shoah e place des Vosges, che è una piazza e non chiude mai, perché Picasso, Carnavalet, Cognacq-Jay, Maison de Victor Hugo, mahJ, Chasse et Nature e Arts et Métiers sono tutti chiusi. Il sabato è il rovescio esatto: aprono tutti gli altri e chiude il Mémorial.

Da lì in poi la scelta te la fanno le aperture serali, e sono tre.

Il mercoledì il Musée de la Chasse et de la Nature resta aperto fino alle 21:30, tranne a luglio e ad agosto. Dal 15 ottobre 2026 al 14 marzo 2027 anche il mahJ va avanti fino alle 21:00. Sono due sedi che tirano tardi a quattrocento metri l’una dall’altra, quindi d’inverno, se puoi scegliere il giorno, scegli il mercoledì. Il venerdì il Musée des Arts et Métiers chiude alle 21:00, tutto l’anno, e il Mémorial de la Shoah è aperto, perché il suo giorno di riposo è il sabato e non il venerdì. Il giovedì il Mémorial allunga fino alle 21:00.

Attenzione: se vai in un giorno festivo, il Musée de la Chasse et de la Nature è chiuso. È l’unica sede del quartiere che chiude in tutti i giorni festivi, e la differenza si vede il 1° novembre o l’11 novembre, quando gli altri musei comunali e nazionali del Marais aprono normalmente.

C’è poi un secondo calendario, che non è quello civile. Il mahJ e il Mémorial de la Shoah chiudono in alcune feste ebraiche, che seguono un calendario lunare e cadono ogni anno in date diverse. Nessuna delle due sedi pubblica in anticipo le date d’autunno: il 2 ottobre 2026 la pagina del Mémorial elencava ancora soltanto tre chiusure di primavera, tutte passate, e quella del mahJ aveva tolto le vecchie senza sostituirle. Se la tua visita cade fra settembre e ottobre, controlla il giorno prima sul sito della sede.

1. Place des Vosges, e il cortile da cui conviene entrarci

La piazza è gratuita e non chiede niente a nessuno: i portici li percorri a qualunque ora, mentre il giardino recintato nel mezzo ha orari che cambiano con la stagione. Sotto le arcate trovi gallerie, un paio di caffè e la fila di archi che Victor Hugo aveva sotto casa.

Il modo migliore di arrivarci non è la rue de Birague, che è l’ingresso monumentale, ma il cortile dell’hôtel de Sully, che si apre sulla rue Saint-Antoine ed è una zona di passaggio. Attraversi un cortile seicentesco con le allegorie delle stagioni scolpite fra le finestre, esci in un giardinetto di bosso potato a riquadri e spunti in piazza da un angolo. Non hai pagato nulla e nessuno ti ha chiesto un biglietto. La storia della piazza, a partire dal torneo del 1559 in cui Enrico II fu ferito a morte, la racconto in Quello che non sai su Place des Vosges.

2. Maison de Victor Hugo, e il biglietto che per ora non ha un prezzo pubblico

Hugo affittò dal 1832 al 1848 l’appartamento al secondo piano del numero 6 della piazza, sotto i portici, e oggi quelle sette stanze sono un museo della Ville de Paris. Di norma non paghi la collezione permanente, come negli altri musei comunali.

Adesso però si paga tutto. Per la mostra Hugo et l’architecture il museo ha reso a pagamento anche le sale permanenti dall’11 giugno al 22 novembre 2026. Qui viene la parte scomoda: l’importo non è pubblicato, né sulla pagina delle informazioni pratiche né su quella della mostra. Non lo stimo, perché una cifra inventata ti serve meno di un’informazione onesta: il prezzo lo leggi alla biglietteria di Paris Musées nel momento in cui compri. Dal 23 novembre 2026 la permanente torna gratuita. Un dettaglio minore e reale: il caffè del museo ha chiuso il 19 giugno 2026, quindi non contarci per la pausa.

Le sette stanze dell’appartamento, dal salone cinese alla camera in cui Hugo morì, le ho messe in fila in Maison de Victor Hugo: 7 stanze da vedere.

il cortile dell hotel de sully a parigi, la facciata di pietra chiara con le allegorie scolpite fra le finestre e i riquadri di bosso potato del giardino alla francese

3. Musée Picasso, nell’hôtel Salé

Perché un palazzo costruito con l’imposta sul sale si chiama hôtel Salé?

Perché il suo committente, Pierre Aubert de Fontenay, riscuoteva per il re la gabella, cioè l’imposta sul sale, contro una somma forfettaria: il soprannome glielo appiccicarono i parigini, e gli è rimasto per tre secoli e mezzo. Aubert comprò il terreno il 16 maggio 1656, 3.700 metri quadrati per 40.000 livre, e affidò il cantiere a un giovane sconosciuto del quartiere, Jean Boullier de Bourges, nipote di un muratore che aveva già lavorato per i suoi parenti. I lavori finirono negli ultimi giorni del 1659. Quattro anni dopo Aubert cadde insieme a Fouquet, la causa dei suoi creditori durò sessant’anni e il palazzo finì affittato alla Repubblica di Venezia come ambasciata.

C’è un fatto che quasi nessuno racconta, e che ti ripaga la deviazione anche se di Picasso non ti importa niente. Nel 1660 Aubert comprò un jeu de paume che ospitava il Théâtre du Marais dal 1634 al 1673, per liberare l’accesso verso la rue Vieille-du-Temple, e mantenne il contratto dei comici. Il teatro in cui Corneille mise in scena le sue prime opere stava nel giardino di quello che oggi è il Musée Picasso. Il palazzo è monumento storico dal 29 ottobre 1968, fu restaurato fra il 1974 e il 1979 e riallestito da Roland Simounet, perché degli arredi originali, quando la Ville de Paris lo comprò nel 1962, non restava niente.

Il museo apre da martedì a domenica 9:30-18:00, con l’ultimo accesso alle 17:15, e l’intero costa 16 euro. Se hai il Paris Museum Pass, qui lo usi. Il museo è poi gratuito la prima domenica del mese, e lo è sempre per i minori di 18 anni e per chi ha meno di 26 anni ed è cittadino o residente dell’Unione europea. Le dieci opere su cui vale la pena rallentare le ho scelte in Musée Picasso: 10 opere da vedere.

4. Musée Carnavalet, il più grande dei gratuiti

Se devi togliere qualcosa dal programma, non togliere questo. Il Carnavalet occupa due palazzi del Marais, racconta la storia di Parigi dalla preistoria a oggi e la collezione permanente è gratuita per tutti, senza fasce d’età, senza biglietto e senza prenotazione. Apre da martedì a domenica 10:00-18:00, con le casse e l’ultimo ingresso alle 17:15, e chiude il lunedì; le mostre temporanee, quelle sì, si pagano a parte.

Il suo limite non è il prezzo ma il bagaglio: il controllo all’ingresso è sistematico e le valigie non entrano, quindi se arrivi dalla Gare de Lyon con il trolley, rimanda questa tappa a dopo l’albergo. Le otto sale da cui comincerei stanno in Musée Carnavalet: 8 tappe.

Quando esci verso la rue Saint-Antoine passi davanti alla chiesa di Saint-Paul-Saint-Louis, che ha una facciata barocca a tre ordini sovrapposti, le statue nelle nicchie e un grande quadrante dorato in mezzo. Come quasi tutte le chiese francesi non chiede un biglietto, e sulla logica di quello che a Parigi si vede senza pagare ho scritto Parigi gratis.

la facciata barocca della chiesa di saint paul saint louis a parigi vista dal basso, con le colonne sovrapposte, le statue nelle nicchie, il quadrante dorato e i portoni rossi

5. Musée Cognacq-Jay, con una riserva che conviene leggere

Quanto costa entrare al Cognacq-Jay?

Dipende da che cosa è allestito, ed è l’unica risposta onesta. Il museo dichiara l’accesso gratuito fuori dai periodi di mostra temporanea, e quando una mostra è in corso si paga tutto, 11 euro, collezione compresa. È la riserva «fuori dalle mostre temporanee» nella sua forma più netta, perché qui durante una mostra non entri gratis in nessuna sala. Prima di andarci controlla sulla sua pagina se ne è allestita una: è quella la cosa che decide se paghi e quanto.

C’è anche una seconda cosa da sapere, e vale per l’autunno 2026. Dal 23 settembre il museo smonta la mostra Révéler le féminin e ne restano accessibili sette sale su quattordici, senza che venga dichiarato quali: la riapertura completa è annunciata per il 3 novembre 2026. Se ci vai prima di quella data, tieni presente che metà del percorso potrebbe non esserci, comprese alcune delle sei tappe che descrivo in Musée Cognacq-Jay: 6 tappe. Orari da martedì a domenica 10:00-18:00, chiuso il lunedì.

6. mahJ, nell’hôtel de Saint-Aignan

Il Musée d’art et d’histoire du Judaïsme occupa un palazzo seicentesco in rue du Temple e racconta mille anni di presenza ebraica in Europa, con una sezione che arriva fino a Chagall e Modigliani. L’intero costa 13 euro, il ridotto 9, ed è compreso nel Paris Museum Pass. Apre da martedì a venerdì 11:00-18:00 e il sabato e la domenica 10:00-18:00, con la chiusura spostata alle 19:00 dal 15 ottobre 2026 al 14 marzo 2027, e in quello stesso periodo il mercoledì sera va avanti fino alle 21:00. Chiude il lunedì e in alcune feste ebraiche.

Dal portone del museo cammini cinque minuti e trovi la rue des Rosiers, che è la strada del quartiere ebraico. È una via lastricata e pedonale, con le insegne dei forni e i candelabri appesi ai muri, e una targa racconta la storia della rue Ferdinand-Duval, che fino al 1900 si chiamava rue des Juifs. Le sette opere da cui parto dentro il museo stanno in mahJ: 7 opere da vedere.

la rue des rosiers nel quartiere ebraico del marais a parigi, con il lastricato pedonale, le insegne dei negozi, un muro rivestito di mosaico verde e una bicicletta appoggiata a un lampione

7. Mémorial de la Shoah, l’unico museo aperto il lunedì

Che cosa si vede in un memoriale che non chiede un biglietto?

Si vede un muro con 75.568 nomi, una cripta, un archivio e un percorso permanente sulla deportazione degli ebrei di Francia, e l’ingresso è gratuito per tutti, senza prenotazione. È la sede che ti salva il lunedì, perché apre da domenica a venerdì 10:00-18:00, con il giovedì fino alle 21:00, e chiude il sabato invece che il lunedì.

C’è una cosa che il Mémorial offre e di cui si parla poco: ogni domenica alle 15:00 una visita guidata gratuita di un’ora e mezza, su prenotazione. Se la domenica sei nel quartiere, è il modo migliore di attraversare quelle sale, perché un percorso così senza qualcuno che lo racconti rischia di diventare una lettura di didascalie. Le sei tappe del museo le ho messe in fila in Mémorial de la Shoah: 6 tappe.

8. Musée de la Chasse et de la Nature, quello che non assomiglia a niente

È il museo più strano del Marais e per molti visitatori è anche il più divertente: due palazzi uniti, le sale arredate come gli appartamenti di un collezionista, animali tassidermizzati, armi damaschinate e opere contemporanee infilate dentro gli arredi antichi. L’intero costa 13 euro quando c’è una mostra e 11 euro fra una mostra e l’altra, e non è compreso nel Paris Museum Pass, quindi lo paghi a parte anche se il pass ce l’hai in tasca.

Apre da martedì a domenica 11:00-18:00, chiude il lunedì e, unico fra i nove, anche in tutti i giorni festivi. Il mercoledì sera apre 18:00-21:30, luglio e agosto esclusi, ed è il momento in cui quelle sale rendono di più, perché le vedi con la luce bassa e senza folla. Le sei tappe su cui mi fermerei stanno in Musée de la Chasse et de la Nature: 6 tappe.

9. Musée des Arts et Métiers, al limite nord del quartiere

Qui esci dal Marais storico e arrivi in un priorato medievale trasformato nel più antico museo di tecnica d’Europa: la macchina a vapore, il fardier di Cugnot, gli aerei appesi, il pendolo di Foucault nella chiesa di Saint-Martin-des-Champs. L’intero costa 12 euro e il ridotto 9; con l’esperienza immersiva Lady Liberté il biglietto sale a 21 e 18 euro. È compreso nel Paris Museum Pass, apre da martedì a domenica 10:00-18:00 e il venerdì fino alle 21:00, e chiude il lunedì.

Sulla prima domenica del mese ci sono due riserve che la rendono meno comoda di quanto sembri: la gratuità vale solo per la collezione permanente ed esclude l’esperienza immersiva, e i biglietti gratuiti si ritirano esclusivamente all’accoglienza del museo, non online. Entrano gratis anche i minori di 18 anni e chi ha fra i 18 e i 25 anni ed è residente nell’Unione europea, quindi se rientri in una delle due categorie porta un documento. Le otto macchine da cui comincerei le ho scelte in Musée des Arts et Métiers: 8 macchine da vedere.

Informazioni pratiche

Dati verificati il 2 ottobre 2026 sui siti ufficiali delle singole sedi. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.

Biglietti. L’intero del Musée Picasso costa 16 euro e comprende tutto il museo. Il mahJ chiede 13 euro di intero e 9 di ridotto, la Chasse et Nature costa 13 euro quando è allestita una mostra e 11 euro fra una mostra e l’altra. Gli Arts et Métiers chiedono 12 euro di intero e 9 di ridotto, che diventano 21 e 18 con l’esperienza immersiva Lady Liberté. Il Cognacq-Jay costa 11 euro soltanto nei periodi di mostra. Senza prezzo pubblicato. La Maison de Victor Hugo è a pagamento, collezione permanente compresa, dall’11 giugno al 22 novembre 2026, e il museo non pubblica l’importo su nessuna delle sue pagine: la cifra si legge alla biglietteria di Paris Musées. Orari. Picasso apre 9:30-18:00 con ultimo accesso alle 17:15. Carnavalet, Cognacq-Jay, Maison de Victor Hugo e Arts et Métiers aprono 10:00-18:00, la Chasse et Nature apre 11:00-18:00 e il Mémorial de la Shoah 10:00-18:00. Il mahJ apre 11:00-18:00 nei giorni feriali e 10:00-18:00 nel fine settimana, e chiude alle 19:00 dal 15 ottobre 2026 al 14 marzo 2027. Chiusure. Sette sedi su nove chiudono il lunedì e il Mémorial de la Shoah chiude il sabato, mentre place des Vosges è una piazza e resta sempre percorribile. La Chasse et Nature chiude anche in tutti i giorni festivi, e il mahJ e il Mémorial chiudono in alcune feste ebraiche di cui non pubblicano in anticipo le date d’autunno. Aperture serali. Il mercoledì la Chasse et Nature va avanti fino alle 21:30 e il mahJ fino alle 21:00, questo secondo solo dal 15 ottobre al 14 marzo. Il giovedì il Mémorial de la Shoah chiude alle 21:00, il venerdì gli Arts et Métiers chiudono alle 21:00. Gratuità. La collezione permanente del Musée Carnavalet è gratuita per tutti e senza prenotazione, e il Mémorial de la Shoah è gratuito per i visitatori individuali, che non devono prenotare. Il Cognacq-Jay è gratuito fuori dai periodi di mostra. Il Musée Picasso e gli Arts et Métiers sono gratuiti la prima domenica del mese, con le riserve dette sopra per il secondo. Al Picasso entra gratis chi ha meno di 18 anni e chi ne ha meno di 26 ed è cittadino o residente dell’Unione europea. Agli Arts et Métiers la formula è diversa e vale per i minori di 18 anni e per i residenti nell’Unione europea fra i 18 e i 25 anni: leggi quale delle due ti riguarda prima di metterti in fila. Paris Museum Pass. Il pass comprende il Musée Picasso, il mahJ e gli Arts et Métiers, mentre la Chasse et Nature resta fuori. Come arrivare. Saint-Paul sulla linea 1 serve il Marais sud, cioè Carnavalet, Cognacq-Jay, Picasso e Mémorial de la Shoah. Chemin Vert sulla linea 8 è la fermata di place des Vosges e del Marais nord. Rambuteau sulla linea 11 e Arts-et-Métiers sulle linee 3 e 11 servono il mahJ, la Chasse et Nature e gli Arts et Métiers. Bastille sulle linee 1, 5 e 8 resta la più comoda per la Maison de Victor Hugo. Hôtel de Ville sulle linee 1 e 11, Pont-Marie sulla 7 ed Étienne Marcel sulla 4 completano il giro. Quanto tempo chiede. Mezza giornata ti basta per place des Vosges, la Maison de Victor Hugo e il Carnavalet, che sono tutti e tre nello stesso isolato. Il quartiere intero, con le nove sedi, chiede due giorni, e per la ragione detta all’inizio ne chiede almeno due anche volendo correre: un giorno solo non esiste in cui siano tutte aperte.

Come metterli in fila

Il programma che rende di più parte da un mercoledì o da un venerdì. Il mercoledì d’inverno copri i musei del pomeriggio e poi scegli fra il mahJ e la Chasse et Nature per la sera; il venerdì finisci agli Arts et Métiers alle 21:00 e nello stesso giorno hai anche il Mémorial de la Shoah. Il lunedì tienilo per il Mémorial e per una camminata lunga fra i cortili, perché i portoni dei palazzi del Marais sono quasi tutti aperti di giorno e li guardi senza pagare.

Se il Marais è una tappa di un viaggio più corto, sta dentro la seconda giornata del percorso che ho messo in fila in Cosa vedere a Parigi in 3 giorni. E prima di comprare qualunque biglietto, togli dal conto quello che qui non si paga: la metà di questo quartiere entra nella lista di Parigi gratis. Il quartiere gemello, dall’altra parte della Senna, è il Quartiere Latino, dove i giorni di chiusura sono tre diversi invece di uno.

Fotografie: place des Vosges di Calips, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons; cortile dell’hôtel de Sully di Hypercrate, CC BY-SA 4.0; chiesa di Saint-Paul-Saint-Louis di GO69, CC BY-SA 3.0; rue des Rosiers di Guilhem Vellut, CC BY 2.0.