Vorresti fare un tour della Francia e uscire dai soliti itinerari turistici vicino a Parigi? Allora devi assolutamente visitare Soissons!
La città di Soissons merita di essere scoperta con calma, ma c’è un edificio che lascia perplessi, per non dire sbalorditi: l’antica abbazia Saint-Jean-des-Vignes, di cui restano in piedi solo la facciata e una parte dei chiostri.
La grande facciata vuota dell’abbazia di Soissons sembra lo scheletro di un gigante: i muri del chiostro paiono usciti da un romanzo gotico e solo il refettorio medievale lascia immaginare quanto il complesso dovesse essere magnifico e imponente.
Non ci sono orpelli né vetrate, solo la nuda pietra. L’impressione è di un’indescrivibile tristezza, mista a compassione: verrebbe quasi voglia di avvicinarsi alle sue vecchie torri e consolarle. Se l’hai già visitata, ti ricorderà San Galgano o una delle tante chiese distrutte che sembrano voler resistere al tempo.
In questo breve articolo ti spiego perché questa bella abbazia è stata prima abbandonata e poi distrutta.
Si parte!
L’abbazia di Soissons e la sua storia secolare
Un tempo l’abbazia di Soissons era molto importante: fu fondata nel 1076 da Hugues le Blanc, con il sostegno del vescovo Thibaut de Pierrefonds e del re di Francia Filippo I. La struttura che vediamo oggi è però in gran parte del XIII secolo, e le due torri della facciata furono innalzate solo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Tra le attività dei suoi canonici c’erano la medicina, l’erboristeria e la coltivazione della terra.
All’apice della sua grandezza, l’abbazia dominava molti terreni circostanti e contava circa 150 religiosi.
La storia, però, come spesso accade, ci ha lasciato solo il ricordo della sua grandezza: la chiesa e il monastero furono saccheggiati dagli ugonotti nel 1567 e, secoli dopo, se ne decise addirittura la demolizione.

L’ascesa dell’abbazia di Soissons
Come molte delle chiese più importanti, anche l’abbazia di San Giovanni delle Vigne a Soissons sorge presso un antico cimitero di origine romana. Tutto cominciò con una piccola cappella, a cui seguì il cantiere di una chiesa romanica più grande.
Ma allora perché è in stile gotico?
Molto semplice: nei secoli successivi l’abbazia divenne sempre più ricca, grazie alle donazioni di re e signori della regione. L’abate dell’epoca, Raoul de Chézy, decise così di ricostruirla in uno stile più “alla moda”, il gotico.
Il progetto era ambizioso: oltre agli edifici comuni, la chiesa doveva superare gli 80 metri, con tre navate a volte ogivali. I lavori iniziarono all’inizio del Duecento e le navate furono completate più di un secolo dopo.
La costruzione proseguì perfino durante la Guerra dei Cent’anni, soprattutto per quanto riguarda la cinta muraria: questo permise a Carlo VI di Francia di insediarvi il proprio quartier generale, cosa che però non evitò il saccheggio della città.
Alla fine del Medioevo, San Giovanni delle Vigne era una delle abbazie più importanti della regione, con una trentina di fattorie e altrettante parrocchie alle proprie dipendenze.
Ma allora come è potuta andare in rovina?
Adesso te lo racconto.
Il declino di San Giovanni delle Vigne
Nonostante il rinforzo delle mura cittadine, la collina su cui sorge l’abbazia era considerata un punto strategico pericoloso per la difesa di Soissons già nel Cinquecento. Ecco perché nel 1567 gli ugonotti riuscirono a prendere la città e a saccheggiare tesori e archivi dell’abbazia, che perse di colpo la sua importanza economica, tanto da essere quasi abbandonata e ridotta a scuderia.
Ma non basta!
Come ti dicevo all’inizio, il vero colpo di grazia le fu inferto dalla Rivoluzione francese. Nel 1789 l’abbazia fu prima occupata militarmente e poi depredata del mobilio e di tutta l’argenteria, fusa e inviata alla zecca di stato. Dopo essere stata scuderia, l’immensa struttura divenne panificio militare, continuando il suo lento e inesorabile declino per mancanza di manutenzione.

La distruzione dell’abbazia
Il colpo finale arrivò con Napoleone: il 25 aprile 1805 un decreto imperiale destinò l’abbazia a “cava” di materiali per riparare la vicina cattedrale di Soissons. L’edificio fu smantellato tra il 1805 e il 1825, e con lo smantellamento perfino le pietre, le vetrate e le ferramenta furono vendute o reimpiegate per costruire molte case della città.
Per fortuna, però, si levarono molte voci contrarie all’abbattimento, tra cui quella di Victor Hugo: fu anche grazie a loro che i lavori di demolizione si fermarono, salvando la mirabile facciata gotica e parte dei chiostri.
Le torri e i chiostri sono classificati monumento storico dal 1875, e oggi il sito è tornato al centro dell’attenzione, tra ricerca, eventi culturali e progetti di restauro.

Riflessioni ai piedi dell’abbazia
Ai piedi di questa struttura “violata” non si può non interrogarsi sulla fugacità del tempo: nemmeno l’arte e la bellezza sfuggono alla corrosione dei secoli, alle guerre e alla spietatezza dell’uomo, capace di costruire cose grandiose per poi distruggerle o abbandonarle.
L’ingresso ai resti dell’abbazia è gratuito, e Soissons è un’ottima gita in giornata da Parigi (circa un’ora e mezza di treno o d’auto). Un altro luogo francese dalla storia altrettanto toccante è la cattedrale di Reims, che ti consiglio assolutamente di visitare.
E tu, ti fermeresti ai piedi di questa cattedrale senza tetto a riflettere su quanto sia fragile anche la bellezza più imponente?