Vorresti visitare Parigi e scoprire qualcosa di insolito fuori dal suo centro storico? La basilica di Saint-Denis è proprio quello che stai cercando!
Questo bellissimo edificio è poco conosciuto dai turisti e di certo meno frequentato della famosissima Notre-Dame, ma è importantissimo sia dal punto di vista storico che architettonico.
La chiesa è infatti legata a doppio filo con la monarchia francese.
Passeggiando per le sue navate non potrai fare a meno di notare che, all’interno della basilica di Saint-Denis, sono custoditi una settantina di monumenti funebri dei più grandi sovrani di Francia. Tra questi troverai perfino le sepolture di Caterina de’ Medici e di Luigi XVI.
Ma c’è di più!
Oltre a essere importante per la storia della Francia, la basilica di Saint-Denis è rilevantissima anche per lo stile architettonico: l’edificio segna il passaggio dall’arte romanica a quella gotica ed è considerato la prima grande opera costruita in questo nuovo linguaggio.
Sei pronto a visitare Parigi al di fuori dei soliti percorsi turistici?
Si parte!
Saint-Denis: storia della prima chiesa gotica di Francia
La basilica di Saint-Denis a Parigi è uno dei primi esempi di architettura gotica.
Ma in cosa si differenzia dalle strutture precedenti?
Se hai già visitato cattedrali in stile romanico come quella di Trani o quella di Ruvo, ti renderai conto facilmente che le differenze con la basilica di Saint-Denis sono enormi.
Al contrario del massiccio stile romanico, quello gotico è molto più slanciato e “leggero”. Tra le sue caratteristiche principali noterai subito le grandi pareti finestrate, un uso completamente diverso della luce e lo slancio verticale.
Ma perché la prima chiesa gotica di Francia venne costruita proprio qui?
Il luogo non fu scelto a caso. La chiesa sorse sul luogo di sepoltura di San Dionigi (Saint Denis), primo vescovo di Parigi. Si narra che il santo fu decapitato a Montmartre e che camminò, con la testa tra le mani, fino al punto in cui sorge oggi la chiesa.
Alla morte del santo venne subito eretto un piccolo santuario, che negli anni divenne meta di numerosi pellegrinaggi. Per questo, verso il 630, re Dagoberto I decise di ingrandirlo e di fondarvi un’abbazia.
La svolta arrivò però nel XII secolo con l’abate Suger, che tra il 1135 e il 1144 fece ricostruire la facciata e soprattutto il nuovo coro: consacrato l’11 giugno 1144, è considerato il primo ambiente pienamente gotico della storia. Fu lo stesso Suger a raccontare l’impresa nei suoi trattati (il De consecratione e il De administratione), spiegando la scelta della luce, degli arredi sfarzosi e del magnifico coro.
Un dettaglio che forse non sai: per secoli Saint-Denis fu un’abbazia, non una cattedrale. È diventata cattedrale solo nel 1966, con la nascita della diocesi di Saint-Denis.
Insomma, Suger fu un vero innovatore!

Il completamento della basilica di Saint-Denis
Purtroppo il geniale abate Suger non vide mai la basilica di Saint-Denis completata.
La navata e la parte alta del coro furono infatti ricostruite molto più tardi, nel XIII secolo sotto Luigi IX, nello stile gotico “raggiante”; la direzione dei lavori è tradizionalmente legata a Pierre de Montreuil, lo stesso architetto della Sainte-Chapelle a Parigi. Il progetto previde un transetto molto ampio, adatto ad accogliere le tombe dei re di Francia, legati a questo luogo sacro fin dalle origini.
Una piccola curiosità: sai perché la facciata è asimmetrica?
No, non è stato un errore di progettazione. Alla facciata manca la torre nord con la sua guglia (alta 90 metri), colpita da un fulmine nel 1837 e poi indebolita da una serie di violente tempeste: fu quindi smontata tra il 1846 e il 1847. Da allora la basilica ha una sola torre.
Una bella notizia: dopo quasi 180 anni, il 14 marzo 2025 è stata posata la prima pietra per ricostruire la torre e la guglia nord, in un cantiere che durerà alcuni anni. Se vai adesso, potresti vedere Saint-Denis proprio mentre torna a essere completa.

Saint-Denis: la necropoli dei sovrani francesi
Dagoberto I non solo trasformò il piccolo santuario di Saint-Denis, ma fu anche il primo re di Francia a esservi sepolto, verso il 639. Dopo di lui, per oltre mille anni, quasi tutti i sovrani francesi vollero riposare qui: la basilica custodisce oggi le sepolture di circa 43 re e 32 regine.
Vuoi sapere chi sono i re più importanti che puoi incontrare a Saint-Denis?
Le antiche pietre della chiesa conservano i resti di sovrani di tutte le dinastie: dai carolingi come Carlo Martello, Pipino il Breve e Carlo il Calvo, ai capetingi, fino ai Borboni (questi ultimi senza un vero monumento: i loro corpi imbalsamati furono deposti nella cripta).
Non mancano le eccezioni: Luigi XI, per esempio, scelse di farsi seppellire a Notre-Dame de Cléry, mentre di san Luigi IX, morto a Tunisi nel 1270, resta ben poco, perché la sua tomba andò distrutta.
E le sepolture più belle?
Io ho trovato molto suggestivo il monumento funebre di Luigi XII e Anna di Bretagna: le sculture hanno un fortissimo simbolismo, perché i corpi dei sovrani sono raffigurati sotto come transi, cioè cadaveri, mentre sopra li vediamo risorti e in preghiera.
Le sculture di fattura migliore, invece, sono quelle di Luigi XVI e Maria Antonietta: li puoi ammirare, raccolti in preghiera, in una delle cappelle della basilica.

Saint-Denis durante la Rivoluzione francese
Purtroppo con la Rivoluzione francese è andata perduta gran parte degli arredi, delle tombe e delle decorazioni originarie. Nel 1793 i rivoluzionari profanarono la necropoli, simbolo della monarchia: aprirono i sepolcri (anche per recuperare il piombo delle bare, da fondere in munizioni) e gettarono i resti dei re in due grandi fosse comuni, ricoperti di calce viva.
Molti sepolcri furono pesantemente danneggiati. Le spoglie reali furono poi recuperate e ricomposte solo più tardi: fu Luigi XVIII, nel 1817, a farle cercare e a raccoglierle in un ossario nella cripta, dove ancora oggi si legge il lungo elenco dei sovrani di Saint-Denis.
La basilica fu poi restaurata nel XIX secolo, prima da François Debret e poi da Viollet-le-Duc, lo stesso che avrebbe progettato la celebre guglia di Notre-Dame di Parigi, distrutta durante l’incendio del 15 aprile 2019. Durante i restauri si recuperò quanto possibile degli antichi monumenti funebri, oggi visitabili lungo il percorso dell’abside.
Quanto alle suppellettili sacre superstiti, puoi ancora ammirarle tra il Musée de Cluny e il Louvre di Parigi.

Come visitare Saint-Denis oggi
Saint-Denis fu legata alla vita dei sovrani francesi quanto lo fu Reims, la città delle incoronazioni, e per questo ha un valore tutto speciale. Prenditi il tempo di contemplare la magnifica architettura e le piccole sculture dei capitelli nella cripta.
Io sono rimasta davvero sbalordita da questo luogo, e ciò che mi ha colpita di più è la visione d’insieme dell’evoluzione dell’arte nei secoli. Come al Père-Lachaise, qui ripercorri la storia da un punto di vista insolito e unico al mondo.
Informazioni pratiche per visitare Saint-Denis
Biglietti. La basilica è gestita dal Centre des monuments nationaux. L’ingresso alla necropoli reale costa 11 € (ridotto 9,50 €); è gratuito per gli under 18 e per i 18-25enni residenti nell’Unione Europea (dovrai comunque passare alle casse ed esibire un documento). Esiste anche un biglietto combinato con il Pantheon di Parigi (16 €).
Alle casse, all’esterno della basilica, di solito c’è una discreta fila, sia per l’acquisto sia per i controlli di sicurezza. Il mio consiglio è di acquistare il biglietto salta-fila online, così la visita è molto più veloce e senza pensieri.
Una novità: dal 2025, accanto alla necropoli, ha aperto La Fabrique de la Flèche, uno spazio dedicato al cantiere di ricostruzione della guglia, che si può visitare con un biglietto combinato.
Come arrivare. Raggiungere Saint-Denis da Parigi è semplicissimo: è collegata direttamente dalla metro linea 13, fermata Basilique de Saint-Denis. In auto, l’indirizzo è 1 rue de la Légion d’honneur, 93200 Saint-Denis, con un parcheggio a un centinaio di metri.
Orari. Variano con le stagioni: dal 1° aprile al 30 settembre, lunedì-sabato 10:00-18:15 e domenica 12:00-18:15; dal 1° ottobre al 31 marzo, lunedì-sabato 10:00-17:15 e domenica 12:00-17:15 (chiuso il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre). Arriva almeno un’ora prima della chiusura, perché le casse chiudono circa 45 minuti prima.
E se hai ancora tempo a Parigi? Non perderti la Sainte-Chapelle, sorella luminosa di Saint-Denis, e la rinata cattedrale di Notre-Dame.
