Chi cerca dove dormire a Parigi, prima o poi, mette in conto Montmartre: è il quartiere che tutti riconoscono dalle fotografie, con le vie acciottolate e la basilica bianca in cima alla collina. Ma è anche, nelle sue vie principali, il quartiere più turistico della città: a Place du Tertre e sulla rue Lepic alta cammini in mezzo alla folla quasi a ogni ora del giorno, e la salita verso il sagrato non è un modo di dire. La collina supera i 130 metri sul livello del mare, e l’ultimo tratto, quello della funicolare, guadagna da solo 36 metri di dislivello in appena 108 di percorso.

Conviene davvero dormire quassù, o è più il fascino della cartolina che il comfort della vacanza?

Si parte!

rue lepic a montmartre, una strada acciottolata in salita fiancheggiata da palazzi parigini, con auto e scooter parcheggiati sul lato destro

Place du Tertre e rue Lepic alta: il cuore turistico

Se il tuo alloggio si affaccia su Place du Tertre, sulla rue Lepic nel tratto che sale verso il Moulin de la Galette o sulla rue Norvins, hai scelto il centro esatto della cartolina. Di giorno la piazza dei pittori non si svuota quasi mai, e i negozi di souvenir restano aperti fino a sera: il vantaggio è avere il Sacré-Cœur a pochi passi, mentre lo svantaggio è lo stesso passo, moltiplicato per migliaia di turisti che lo percorrono con te.

La rue Lepic non è turistica per tutto il suo percorso, ed è qui che il giudizio si sposta. Nella parte bassa, verso il mercato e verso il Café des Deux Moulins, il locale reso celebre dal film Amélie, la strada è ancora viva ma già più normale: bar di quartiere, una drogheria, i tavolini di chi ci abita davvero. È salendo verso il Moulin de la Galette che rue Lepic si fa più ripida e più fotografata, con i gruppi che si fermano a ogni angolo per lo scatto.

Rue des Abbesses e il versante nord: dove si vive il quartiere

Perché due strade a duecento metri di distanza possono valere un giudizio opposto?

Perché scendono verso lati diversi della collina. Rue des Abbesses, rue Caulaincourt e le traverse del versante nord restano dentro Montmartre, ma fuori dal flusso diretto verso la basilica: qui i panifici vendono pane vero e i bar scrivono il menu del giorno a gesso, non in quattro lingue. La sera si cammina senza la calca del pomeriggio. Place des Abbesses, il crocevia dove le due anime del quartiere si toccano, porta un dettaglio che vale la sosta: l’edicola in vetro e ferro verde che copre l’ingresso della metro non è nata qui. Hector Guimard la disegnò per la stazione Hôtel de Ville, e fu spostata a Montmartre solo nel 1974. Insieme a quella di Porte Dauphine, è una delle sole due rimaste a Parigi con la copertura originale intatta.

Dormire su questo versante significa accettare una camminata in più verso il Sacré-Cœur, in cambio di notti più silenziose e di una colazione che non costa il prezzo del panorama.

rue des abbesses a montmartre, una strada pedonale con caffe e il bar le saint jean, la torre campanaria in mattoni sullo sfondo e persone che passeggiano sotto gli alberi

Quanto davvero si sale

Quanto, in metri, è davvero questa salita di cui parlano tutti?

Più di quanto un nome romantico lasci immaginare. Il punto più alto della collina tocca 130,53 metri sul livello del mare, e la pendenza non è uniforme: cresce man mano che ti avvicini al sagrato. Il tratto più ripido in assoluto è quello che la funicolare di Montmartre copre in meno di un minuto e mezzo, 36 metri di dislivello in soli 108 di percorso, lo stesso dato che uso nella mia guida al Sacré-Cœur per spiegare quanto sia impegnativa quella rampa finale.

La conseguenza pratica è semplice: più il tuo alloggio è vicino alla basilica, più l’ultimo tratto a piedi sarà ripido, valigia compresa. Chi dorme verso rue des Abbesses o la parte bassa di rue Caulaincourt affronta una salita più lunga ma più dolce; chi dorme a ridosso di Place du Tertre affronta una salita più corta ma concentrata tutta nei gradini finali.

Le stazioni e la funicolare

Come si arriva, davvero, fin quassù con le valigie?

Dipende da quale stazione scegli, perché due sono scavate dentro la collina e due restano ai suoi piedi. Abbesses, sulla linea 12, tiene le banchine a 36 metri di profondità: è stata la più profonda dell’intera rete della metro parigina fino al 2025, quando l’ha superata una stazione della linea 15 ancora in costruzione, ma resta la più profonda dentro Parigi stessa. Per risalire in superficie ci sono ascensori, oppure una scala a chiocciola di 176 gradini per chi preferisce le scale. Lamarck-Caulaincourt, sempre linea 12 ma sul versante nord, è un po’ meno profonda, 25 metri, e ha quattro cabine di ascensore, due per la salita e due per la discesa: è la stazione più comoda per chi arriva con bagagli pesanti o mobilità ridotta, perché è anche la più vicina alle vie residenziali del versante tranquillo.

Anvers e Blanche, entrambe sulla linea 2, restano invece ai piedi della collina, sul lato opposto a Lamarck-Caulaincourt: da lì si sale a piedi oppure, da Anvers, si raggiunge in pochi minuti la base della funicolare. La funicolare di Montmartre, gestita da RATP, collega Place Saint-Pierre al sagrato del Sacré-Cœur in meno di un minuto e mezzo, al prezzo di una corsa di metro: il pass Navigo vale anche qui, ma la funicolare chiede un titolo di viaggio suo, non basta quello della metro.

la scalinata di rue foyatier a montmartre, con i gradini centrali fiancheggiati da due rampe acciottolate e un lampione al centro

Pigalle, a valle, un altro quartiere di notte

Scendi di un isolato o due verso boulevard de Clichy, e Pigalle cambia completamente registro rispetto alle vie silenziose che hai appena lasciato. È il quartiere del Moulin Rouge e di una tradizione di locali a luci rosse che qui non si è mai davvero interrotta, anche se negli ultimi anni convive con bar e ristoranti più alla moda. Non è un quartiere da evitare, ma chi prenota un alloggio proprio su boulevard de Clichy aspettandosi la stessa quiete delle vie residenziali più in alto resta spesso sorpreso: lo stacco fra le due atmosfere è una questione di isolati, non di chilometri, ed è più netto di sera che di giorno.

A chi conviene Montmartre, e a chi no

Montmartre ripaga chi si ferma almeno due o tre notti, cammina volentieri e vuole la sensazione di un villaggio dentro la città, con la storia di Renoir e degli altri artisti che ci hanno vissuto a portata di passeggiata. Ripaga meno chi ha bagagli pesanti o una mobilità ridotta: gli ascensori ci sono, a Lamarck-Caulaincourt e ad Abbesses, ma le scale e le pendenze restano vere ovunque tu stia, e nessuna delle due stazioni elimina del tutto la salita a piedi fino alla porta di casa.

Conviene meno anche a chi vuole restare a un passo dal centro storico: Montmartre è decentrato a nord rispetto al cuore turistico di Parigi, e dal Louvre, da Orsay o da Notre-Dame ti separa quasi sempre un cambio di linea, mentre chi dorme nel Marais o sull’Île de la Cité ci arriva spesso a piedi o con una sola fermata di metro. Se il tuo itinerario ruota soprattutto attorno ai grandi musei della Senna, un altro quartiere ti farà risparmiare tempo ogni giorno del soggiorno.

Informazioni pratiche

Dati sulle stazioni verificati il 9 ottobre 2026 su Wikipedia, in italiano, francese e inglese; la quota della collina e il dislivello della funicolare vengono dal dato già verificato, sul sito ufficiale della basilica, nella mia guida al Sacré-Cœur. Stazioni, orari e servizi possono cambiare: ricontrolla prima di partire.

Dislivello. Il punto più alto della collina resta a 130,53 metri sul livello del mare. La rampa finale della funicolare raggiunge da sola un dislivello di 36 metri su 108 metri di percorso. Stazione Abbesses. È sulla linea 12, con le banchine a 36 metri di profondità: ha ascensori, oppure una scala a chiocciola di 176 gradini. Stazione Lamarck-Caulaincourt. È sulla linea 12, con le banchine a 25 metri di profondità, e ha quattro cabine di ascensore, due in salita e due in discesa. Stazioni Anvers e Blanche. Sono sulla linea 2 e restano entrambe ai piedi della collina, senza il dislivello delle due stazioni scavate nella collina. Funicolare. Collega Place Saint-Pierre al sagrato del Sacré-Cœur in meno di un minuto e mezzo. Costa come una corsa di metro e accetta il pass Navigo, ma richiede un titolo di viaggio proprio. Di notte. Pigalle, ai piedi della collina su boulevard de Clichy, cambia atmosfera rispetto alle vie residenziali più in alto: è un quartiere di vita notturna, non la stessa quiete che trovi più su.

Prima di prenotare

Se dopo questo conto pensi ancora che Montmartre sia il quartiere giusto per te, scegli con cura la via e non solo il nome del quartiere: la differenza fra una notte silenziosa e una in mezzo ai gruppi turistici si gioca su poche centinaia di metri. Se invece ti serve un punto di partenza per confrontare anche gli altri quartieri della città, parti da In quale quartiere dormire a Parigi. E prima di scegliere la via esatta, vale la pena sapere che cosa troverai fuori dalla porta: la mia guida a cosa vedere a Montmartre racconta le tappe della collina una per una, dalla basilica al muro dei “je t’aime”.

Fotografie di Chabe01, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons.