Il Musée de l’Homme è il museo di antropologia e preistoria del Muséum national d’Histoire naturelle, e ha sede nell’ala ovest del Palais de Chaillot, con le finestre che guardano dritto la torre Eiffel. Questa guida ti porta su una parte sola del percorso, quella preistorica e antropologica: la biologia dell’evoluzione, che ne occupa un’altra, la lascio a chi se ne intende.

le sagome nere a grandezza naturale di tre cacciatori preistorici che lanciano zagaglie con il propulsore, in una sala bianca del musee de l homme

Chiude il martedì, come gli altri due musei che dividono con lui il portone, e ha una particolarità che ti riguarda già alla cassa: è l’unico dei tre che il Paris Museum Pass non copre, perché dipende dal Muséum e non dai musei nazionali. Con il pass in tasca entri alla Cité de l’architecture e alla Marine, e qui paghi. La stessa regola vale per la Grande Galerie de l’Évolution, al Jardin des Plantes: è l’altro grande museo del Muséum, e il pass non copre nemmeno quella.

Che cosa ci fa un museo dell’uomo in un palazzo costruito per un’Esposizione internazionale?

Si parte!

1. I cacciatori in sagoma, e l’arma che cambia tutto

Te li trovi davanti di colpo, a grandezza naturale: tre sagome nere ritagliate, un uomo e due figure dietro, tutte con il braccio portato indietro e un’asta lunga sopra la spalla.

Avvicinati e guarda che cosa tengono in mano, perché non è una lancia. È una zagaglia lanciata con il propulsore, cioè con un bastone uncinato che allunga il braccio e moltiplica la spinta: la stessa asta scagliata a mano arriva a qualche decina di metri, con il propulsore va molto più lontano e molto più forte. L’allestimento ti mette in fila tre figure nello stesso gesto, e la fila serve a farti vedere il movimento invece dell’attrezzo.

2. La Venere di Lespugue, rotta dal piccone che l’ha trovata

Quanto è grande una delle statuette più famose della preistoria europea?

Poco più di quattordici centimetri. La Venere di Lespugue è un avorio di mammut trovato il 9 agosto 1922 da René e Suzanne de Saint-Périer nella grotta des Rideaux, a Lespugue, nell’Alta Garonna, e ha fra i ventiquattro e i ventiseimila anni.

la venere di lespugue al musee de l homme, la statuetta in avorio di mammut con la testa piccola e liscia e il corpo a losanga, illuminata su fondo nero

Guardala da vicino e vedrai che è ferita. L’ultimo colpo di piccone dello scavo la spaccò in nove pezzi principali, e le linee di frattura si vedono ancora: fu Saint-Périer a rimontarla prima di donarla al museo, intorno al 1924. Quello che resta è una figura senza faccia, con la testa piccola e liscia, le braccia sottili appoggiate sopra un volume enorme di seni e fianchi, e il corpo che si chiude a punta in basso come una losanga. Non è una donna osservata, è una forma pensata: la simmetria è troppo esatta perché sia un ritratto.

3. I busti dell’Ottocento, e la frase che il museo ci ha messo accanto

Una vetrina con tre busti in marmo e terracotta: una giovane donna con i fiori nei capelli, una con il copricapo annodato e la pelliccia sulle spalle, un uomo anziano con le trecce lunghe e la cresta di penne.

tre busti ottocenteschi in vetrina al musee de l homme, due donne e un uomo con le trecce, con una citazione di levi strauss stampata sul vetro

Leggi quello che è stampato sulla teca, perché è lì che il museo fa la cosa più difficile. C’è una frase di Claude Lévi-Strauss da Race et histoire, del 1952: Le barbare, c’est d’abord l’Homme qui croit à la barbarie, il barbaro è prima di tutto l’uomo che crede alla barbarie. Questi busti vengono dalla stagione in cui l’antropologia europea misurava i crani e ordinava le persone per tipi, e il museo non li ha nascosti né esposti come curiosità: li ha lasciati lì con la frase che li smonta. Sulla stessa parete c’è anche una battuta di Diderot sull’orango e il cardinale, e vale la pena leggerla in piedi.

4. Il palazzo del 1937, che spiega il museo meglio di una didascalia

Questo museo è nato nel 1937, per mano di Paul Rivet e dentro il palazzo costruito per l’Esposizione internazionale di quell’anno, e le due date vanno insieme. Il Palais de Chaillot sostituì il vecchio palazzo del Trocadéro, demolito nel 1935, e il Musée d’ethnographie du Trocadéro, fondato nel 1878, diventò un museo dell’uomo, con la preistoria, l’antropologia e le culture del mondo sotto lo stesso tetto.

Una seconda data ti serve per le fotografie: il museo ha riaperto il 17 ottobre 2015, dopo più di sei anni di lavori e un rifacimento completo del percorso. Tutto quello che vedi in rete e che è anteriore a quella data mostra un museo diverso.

Guarda l’esterno prima di entrare o mentre esci: sulle pareti di pietra ci sono rilievi del 1937 che raccontano i continenti come li si raccontava allora, con cammelli, elefanti e figure allegoriche. Non sono decorazione neutra: sono l’indice di un’epoca, ed è proprio quell’epoca che il percorso di oggi, dentro, discute apertamente.

5. Le finestre, e una delle viste migliori che un museo di Parigi possa dare

Non è una sala e non è un oggetto, ma è una delle ragioni per cui questo museo merita la visita. Dalle sale e dalla terrazza superiore si vede la torre Eiffel intera, con i giardini del Trocadéro davanti, e non attraverso una finestrella: il Palais de Chaillot è stato progettato per inquadrarla.

Prenditi cinque minuti al vetro. È anche il punto in cui capisci la geografia della collina: sotto di te il giardino scende verso la Senna, sull’altro lato del portone c’è la Cité de l’architecture, e giù a sinistra, lungo il fiume, comincia la fila dei musei dell’avenue du Président Wilson.

6. Perché tre musei in un palazzo solo non sono un museo solo

Se stanno tutti e tre nello stesso portone, il biglietto è unico?

No, e questa è l’informazione pratica più utile di tutta la collina. Dentro il Palais de Chaillot ci sono il Musée de l’Homme, il Musée national de la Marine, la Cité de l’architecture e il Théâtre national de la Danse: quattro istituzioni, nessun biglietto congiunto, tre casse diverse.

Mettilo in conto quando pianifichi la giornata. Tutti e tre i musei chiudono il martedì, quindi la giornata del Trocadéro si programma in un altro giorno; il Pass copre due su tre; e ciascuno chiede almeno un’ora e mezza, quindi tre in un giorno solo si fanno solo di corsa.

Informazioni pratiche

Dati verificati il 25 settembre 2026 sul sito ufficiale museedelhomme.fr. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.

BigliettiIl museo pubblica una forbice, da 12 a 15 euro, perché il prezzo dipende da che cosa è in corso nelle sale delle mostre. Non pubblica una tabella dettagliata: se il conto ti serve preciso, chiedilo alla biglietteria del museo.
GratuitàEntrano gratis i residenti nell’Unione europea sotto i 26 anni, chi cerca lavoro, gli insegnanti e le persone con disabilità con il loro accompagnatore.
OrariIl museo scrive di aprire tutti i giorni tranne il martedì, senza pubblicare le ore sulla propria pagina. Le 11:00-19:00 che troverai indicate altrove vengono da due fonti indipendenti e coincidono con gli altri due musei dello stesso palazzo, ma la conferma dalla fonte ufficiale non c’è.
ChiusureChiude il martedì, più il 1° gennaio, il 1° maggio, il 14 luglio e il 25 dicembre.
Paris Museum PassIl museo non è incluso nel pass, perché dipende dal Muséum national d’Histoire naturelle.
Come arrivareL’ingresso è in place du Trocadéro et du 11 Novembre 17. La fermata è Trocadéro, sulle linee 6 e 9, davanti al palazzo.
Quanto tempo chiedeLa parte preistorica e antropologica chiede un’ora e mezza, e il museo intero arriva a tre ore.
PrenotaIl Musée de l’Homme senza fare la codaPrenota il Musée de l’HommeLink in affiliazione

Le mostre in corso al museo, con le date, sono nella tabella di mostre a Parigi.

Da qui in poi

Dietro le altre due porte dello stesso portone ci sono la Cité de l’architecture e il Musée national de la Marine, ciascuna con la sua cassa. Per il museo navale puoi comprare in anticipo il biglietto d’ingresso del Musée national de la Marine, che comprende anche la mostra temporanea del momento. Scendendo verso la Senna, l’avenue du Président Wilson porta al Musée d’Art Moderne de Paris, gratuito nella permanente, e al museo della moda, il Palais Galliera; in place d’Iéna c’è il Musée Guimet. E la torre che vedi dalle finestre la racconto nella Tour Eiffel.

Crediti fotografici: cacciatori con il propulsore e busti con la citazione di Lévi-Strauss di Als33120 (CC BY-SA 4.0); Venere di Lespugue di Vassil (CC0), da Wikimedia Commons.