La Sainte Chapelle di Parigi

alla scoperta dello scrigno monumentale di San Luigi

Eda, Storica dell’arte

La Sainte Chapelle è un capolavoro del gotico fatto realizzare da un re santo per contenere le reliquie più preziose della cristianità.

E’ una delle attrazioni più belle di Parigi che ti lascerà senza parole per la bellezza delle sue vetrate e della sua luce.

La storia della Sainte Chapelle: uno scrigno delle reliquie

Della mia precedente visita del 2007, uno dei monumenti che più mi aveva colpita di Parigi era stata la splendida Sainte Chapelle, la cappella palatina del re Luigi IX, conosciuto anche come Luigi il Santo.

Fu costruita  nel 1241 per contenere le reliquie della corona di spine di Gesù, raccolte dal pio sovrano in tutto il mondo. Era unita al palazzo reale mentre ora è inglobata nel Palazzo di Giustizia di Parigi.

Il re, che quasi mandò in bancarotta la Francia per raccogliere reliquie, fece realizzare questa splendida cappella su due ordini: il più basso è architettonicamente più semplice, mentre la cappella superiore è uno dei più bei capolavori del gotico.

Livello superiore della Sainte Chapelle

Livello inferiore della Sainte Chapelle

Il messaggio politico della Sainte Chapelle

Lo scopo politico di questa costruzione era imporsi come il principale monarca cristiano, opponendosi all’imperatore di Costantinopoli, dal quale comprò ad un prezzo elevato la preziosa spina santa.

Probabilmente l’architetto fu Pierre Montreuil (anche se non è attestato in nessun documento), che aveva lavorato anche a Saint Denis e alla facciata di Notre Dame.

San Luigi nella Sainte Chapelle

Il soffitto del livello superiore

Il miracoloso salvataggio delle vetrate della Sainte Chapelle

E’ per puro caso che questo capolavoro e le sue vetrate ci sono giunti in buono stato. Infatti, durante la rivoluzione francese, le vetrate furono ricoperte e quindi non vennero danneggiate al contrario di quelle di molte altre chiese.

Circa il 60 % delle vetrate sono originali e narrano storie bibliche. Si parte dalla Genesi (prima vetrata a sinistra dell’altare) per finire con l’apocalisse di Giovanni (nel rosone che pero’ è successivo).

Vi è anche narrata la vicenda del ritrovamento delle reliquie da parte della madre del primo imperatore cristiano  Costantino (non a caso un rimando ad un legittimo sovrano “d’europa” cristiano), Santa Elena e della costruzione della Sainte Chapelle stessa.

Il diluvio universale

Bianca di Castiglia: una delle più grandi donne del medioevo

La Sainte Chapelle fu costruita da Luigi il Santo ma questo progetto si deve anche a sua madre, Bianca di Castiglia. Fu una donna straordinaria, intelligente e colta, tra le più importanti regine medievali. Non solo crebbe più di dieci figli, ma riuscì a mantenere la reggenza dello stato francese per tantissimi anni.

Quando rimase vedova fu incoronato suo figlio Luigi di soli 3 anni. La sua posizione era molto critica, essendo straniera e vedova ma fronteggiò da sola la schiera dei baroni, che volevano impadronirsi del potere scavalcando il giovane re.

Bianca riusci a mantenere lo stato unito ed intatto sino alla maggiore età del figlio grazie alla sua diplomazia e alle sue abilità politiche. Anche durante la crociata, fu a lei che il figlio affidò gli affari di stato. Per tutta la vita fu sua consigliera e punto di riferimento.

Simbologia e numerologia nella Sainte Chapelle

Un particolare interessante per capire la personalità del re che commissionò questa meraviglia sono i simboli del giglio e del castello presenti sulle colonne. Il giglio, simbolo dei regnanti francesi, rappresenta il padre di Luigi IX, mentre il castello è l’emblema della casata dei Castiglia a cui apparteneva la madre Bianca.

La costruizione di questa cappella segue un preciso schema simbolico e numerologico. La lughezza dall’abside al portico superiore misura infatti 100 piedi come nell’antico testamento è scritto che il tempio di Salomone (il re giusto per eccellenza) era di 100 cubiti. Inoltre è stata messa in relazione la misura dei contrafforti esteriori del coro con quelli interni: la relazione è di 50:30 il cui rapporto da 1,6, il numero aureo. La sezione aurea fu largamente utilizzata nell’arte antica e nell’arte medievale come ad esempio in Castel del Monte.

Tra le altre cose, l’abside è costituito dalla metà di un dodecagono, numero che rimanda evidentemente ai Santi Apostoli. Il numero sette dei lati del coro sarebbe invece un richiamo all’apocalisse o alla creazione del mondo.

Il giglio, simbolo del re di Francia e il castello, simbolo della casata di Bianca di Castiglia

La Sainte Chapelle oggi

La guglia attuale è enorme e completamente rivestita di piombo. Fu voluta da Viollet-le-Duc nell’800 e quindi non è originale (come anche i banchi del coro).

Oggi la Sainte Chapelle non è più luogo di culto, essendo sconsacrata, e ciò che restava delle reliquie è stato trasferito a Notre Dame. Ciononostante mantiene integro il suo fascino di prezioso scrigno sacro: la luce che filtra dalle vetrate, i colori e la maestosità della struttura che sembra reggersi in piedi miracolosamente, lasciano senza fiato. E’ forse il monumento di Parigi che amo di più. L’emozione di entrarvi è sempre fortissima e sono certa che non possa lasciare indifferente nessuno.

Essendo monumento nazionale il prezzo d’entrata è 10 euro per gli adulti, gratuito sotto i 26 anni. Le foto non possono descrivere l’emozione di visitarla, ma spero possano darvi un’idea della sua bellezza! (informazioni e prezzi a questo link)

Il giglio, simbolo del re di Francia e il castello, simbolo della casata di Bianca di Castiglia

Per approfondire

S. Murray, “the architectural envelope of the Sainte Chapelle, form and meaning” in Pierre, lumière, couleur: études d’histoire de l’art du Moyen Age en l’honneur d’Anne Prache, Paris, 1999

D. H.Weiss, Architectural Symbolism and the Decoration of the Ste.-Chapelle, Art Bulletin, 1995

Potrebbero interessarti anche:

Ricordati di lasciare un commento

0 commenti

Lascia un commento

Pin It on Pinterest

Share This