Il Musée des Arts décoratifs è dentro il palazzo del Louvre, nell’ala che dà su rue de Rivoli, ma ha un ingresso e un biglietto suoi: con il biglietto del Louvre qui non entri. Ogni giorno migliaia di persone ci passano accanto senza sapere che c’è.

Dentro ci sono circa seimila oggetti su sette piani, dal Medioevo al design di oggi: mobili, gioielli, vetri, ceramiche, e soprattutto intere stanze ricostruite, con le boiserie, i letti e gli arredi. È il museo in cui si capisce come si viveva, non solo che cosa si dipingeva.

Il museo è chiuso il lunedì, e il giovedì sera restano aperte solo alcune mostre, non le collezioni. Ti porto in sette sale, nell’ordine in cui le incontri salendo.

Che cosa ci fa, in un museo di arredi, il camino di un caffè demolito nel 1955?

Si parte!

Come orientarsi: la navata e i sette piani

Entri da rue de Rivoli e ti trovi nella navata: un grande salone bianco a tutta altezza, con le balconate sui lati, da cui partono le collezioni.

la navata centrale del musee des arts decoratifs, un salone bianco a tutta altezza con le balconate decorate sui due lati e un allestimento al centro

Una cosa da sapere prima di cominciare: disegni, fotografie, carte da parati, giocattoli, moda e grafica non sono esposti in permanenza. Sono troppo fragili e ruotano, dentro mostre e allestimenti a tempo. Se vieni per i vestiti o per i giocattoli, controlla prima che cosa c’è in quel momento.

1. Il Medioevo e il Rinascimento

Le collezioni più antiche contano più di 3.600 opere, dal XII al XVI secolo: pale d’altare, sculture in legno, arazzi, vetrate, smalti, mobili. Sono arrivate quasi tutte da collezionisti privati.

la madonna di un annunciazione in legno scolpito e dorato, intorno al 1500, inginocchiata con le mani giunte davanti a un leggio coperto da un drappo

Fermati davanti alla Madonna di un’Annunciazione in legno dorato, intorno al 1500. È inginocchiata, con le mani giunte, davanti a un leggio coperto da un drappo, e il mantello le ricade intorno in pieghe profonde e spezzate. L’angelo della scena non è con lei, e la figura, da sola, resta in ascolto di qualcuno che non vedi.

Nella stessa sezione c’è un retablo della Passione realizzato a Bruxelles verso il 1490 dal cosiddetto Maestro della Vista di Santa Gudula: una pala a sportelli dipinti, con al centro le scene scolpite della Passione.

2. Il salone dell’hôtel de Serres

Salendo verso il Settecento, entri in una stanza intera. È il salone dell’hôtel de Serres, un palazzo di place Vendôme, rimontato qui con le sue boiserie e i suoi specchi. È degli ultimi anni del Settecento, intorno al 1795, ed è detto anche salone Barriol, dal nome del decoratore che lo donò al museo.

il salone dell hotel de serres ricostruito al musee des arts decoratifs, con le boiserie chiare, gli specchi ad arco, il lampadario di cristallo, un arpa e le sedie dorate

Che cosa c’è di originale, in una stanza ricostruita?

Le pareti, gli specchi e le boiserie, ma non i mobili. Il museo lo dichiara: i mobili originali, di mogano e legno dipinto, sono andati perduti, e se ne conosce solo il modello delle consolle. Le sedie dorate che vedi sono degli anni Ottanta del Settecento e sono state scelte per rendere l’idea. Guarda gli specchi di fronte alle finestre: moltiplicano la luce e il lampadario, ed erano il lusso vero di una stanza così.

3. La camera di Valtesse de la Bigne

Chi era la donna che dormiva in questo letto?

Valtesse de la Bigne era una cortigiana della Parigi dell’Ottocento, e il museo ricorda che fu lei a ispirare Nana, la protagonista del romanzo di Émile Zola. Il suo letto da parata, del 1875 circa, è al centro di una stanza ricostruita.

il letto da parata di valtesse de la bigne al musee des arts decoratifs, con il baldacchino di seta verde chiaro, la struttura di bronzo dorato e un ritratto appeso alla parete scura

Guarda il baldacchino, i drappi verde chiaro, i bronzi dorati che coprono la testiera e la sponda come una cancellata. Non sembra un letto per dormire: sembra un palcoscenico.

4. L’Art nouveau: Guimard, Gallé, Majorelle

Qui cambia tutto. Le linee si curvano, il legno sembra crescere come una pianta, i ferri battuti si attorcigliano. Il museo dedica all’Art nouveau diverse sale, e la prima porta i nomi di Hector Guimard ed Émile Gallé.

una camera da letto di hector guimard al musee des arts decoratifs, con il letto di legno dalla testiera curva, una pendola alta, le sedie e una finestra con i vetri a linee sinuose su pareti verde petrolio

Guimard è l’architetto degli ingressi della metropolitana di Parigi, quelli con le lanterne a forma di stelo, e qui vedi lo stesso linguaggio applicato a una camera da letto: il letto, la pendola, le sedie e perfino il telaio della finestra seguono la stessa curva.

In un’altra sala dell’Art nouveau c’è un pezzo che racconta una Parigi scomparsa: il camino di Louis Majorelle che veniva dal Café de Paris, al 41 di avenue de l’Opéra. Majorelle lavorò all’arredo del caffè nel 1898 insieme all’architetto Henri Sauvage, e il locale fu demolito nel 1955: di quell’arredo resta questo camino. Ci sono poi gli arredi che Georges de Feure disegnò per la galleria di Siegfried Bing, quella che nel 1895 diede il nome allo stile, e il mobile per quartetto d’archi di Alexandre Charpentier, amico di Debussy, fatto per custodire due violini, una viola e un violoncello.

5. L’appartamento di Jeanne Lanvin

La fondatrice della casa di moda Lanvin si fece arredare un appartamento a metà degli anni Venti, e il museo ne conserva tre stanze: la camera, il bagno e il boudoir, disegnati da Armand-Albert Rateau intorno al 1925.

il boudoir dell appartamento di jeanne lanvin al musee des arts decoratifs, con le boiserie grigie e oro, i rilievi dorati con gli uccelli, due lampade nere a stelo, un divano color crema e oltre la vetrata la camera da letto blu

Il boudoir è grigio e oro, con i fagiani e gli uccelli esotici in stucco dorato sopra le vetrine e il pavimento di marmo bianco e nero. Guarda oltre la grande vetrata: la camera da letto è tutta di seta blu, il colore di cui Lanvin, racconta il museo, si sarebbe innamorata guardando i primitivi italiani, con le margherite ricamate in omaggio alla figlia Marguerite. La seta che vedi è stata rifatta identica sul modello originale, e i ricami rifatti a mano.

6. La cucina di Charlotte Perriand e il design

Salendo, arrivi ai cinque piani dedicati al design del Novecento e di oggi. Qui la tappa è piccola e quotidiana: la cucina che Charlotte Perriand progettò per l’Unità d’abitazione di Marsiglia di Le Corbusier. Il museo la definisce «ingegnosa», ed è la stanza in cui si capisce come cambiò la casa di tutti i giorni dopo la guerra.

Intorno c’è la «biblioteca delle sedute», una raccolta di sedie prodotte in serie, e qualche pezzo unico, come un’opera di François-Xavier Lalanne.

7. La galleria dei gioielli

L’ultima tappa è la galleria dei gioielli: circa 1.200 pezzi dal Medioevo a oggi, in un percorso cronologico. Ci sono orecchini dell’età napoleonica, pettini Art nouveau, i pezzi delle grandi case di gioielleria e i gioielli disegnati da artisti.

Avvicinati alle vetrine una per una, perché le dimensioni cambiano: dopo le stanze intere, qui un intero secolo di gusto si concentra in pochi centimetri, e in un pettino Art nouveau ritrovi le stesse curve della camera di Guimard.

Informazioni pratiche

Dati verificati il 22 settembre 2026 sul sito ufficiale madparis.fr. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.

Biglietti. L’intero costa 15 euro e comprende le collezioni, le mostre in corso e l’audioguida. Gratuità. Il museo è gratuito per chi ha meno di 26 anni, collezioni e mostre comprese. Orari. Da martedì a domenica il museo apre alle 11:00 e chiude alle 18:00. Il giovedì alcune mostre restano aperte fino alle 21:00, ma le collezioni no. Il lunedì è chiuso. Le casse chiudono 45 minuti prima. Sale chiuse. Il museo avverte che ogni giorno qualche sala può essere chiusa per lavori o allestimenti, e che l’elenco aggiornato è esposto alle casse. Chiedilo appena entri. Paris Museum Pass. Il museo è incluso nel Paris Museum Pass. Come arrivare. L’ingresso è al 107 di rue de Rivoli. La metropolitana più vicina è Palais-Royal - Musée du Louvre, sulle linee 1 e 7, a cinque minuti a piedi. Quanto tempo chiede. Le sette sale chiedono due ore. Mettine tre se vuoi salire fino all’ultimo piano del design.

Le mostre in corso, con le date, sono nella tabella di mostre a Parigi.

Da qui in poi

Il museo ha un fratello minore, il Musée Nissim de Camondo, una casa costruita sul modello del Settecento nel quartiere di Monceau, che racconta come viveva una famiglia parigina della Belle Époque: te ne parlerò presto. Per ora, la visita naturale è la porta accanto: le 12 opere da vedere al Louvre, dove le stanze di Napoleone III fanno da ponte fra i due musei. E attraversando il giardino delle Tuileries arrivi al Musée d’Orsay, che racconta lo stesso Ottocento dalla parte della pittura.

Crediti fotografici: navata, salone dell’hôtel de Serres, Madonna dell’Annunciazione e camera di Hector Guimard di GFreihalter (CC BY-SA 4.0); letto di Valtesse de la Bigne di Pline (CC BY-SA 4.0); boudoir di Jeanne Lanvin di Sailko (CC BY-SA 3.0), tutte da Wikimedia Commons.