C’è una piazzetta a Saint-Germain-des-Prés che entra tutta in una fotografia: quattro paulonie, un lampione a cinque globi, e basta. Si chiama place de Furstenberg, e al numero 6 della via che le dà il nome Eugène Delacroix passò gli ultimi cinque anni e mezzo della sua vita. L’appartamento, l’atelier che si fece costruire in giardino e il giardino stesso sono oggi un museo nazionale, e li trovi piccoli come erano.

Il museo chiude il martedì e nei giorni feriali apre a mezzogiorno, il che vuol dire che una mattina qui non la puoi programmare: è la stessa scelta che ha fatto Delacroix, che in questa casa ci lavorava nel pomeriggio. E se hai già il biglietto del Louvre in tasca, l’ingresso non lo paghi, a una condizione precisa che ti spiego più giù.
Perché un pittore affermato, a cinquantanove anni, trasloca?
Si parte!
1. Il trasloco, e la chiesa che lo ha deciso
Delacroix arrivò qui il 28 dicembre 1857. Non lo fece per la piazza: lasciò l’atelier di rue Notre-Dame-de-Lorette perché era troppo lontano da Saint-Sulpice, dove stava dipingendo la cappella dei Santi Angeli, commissione ricevuta nel 1849 e finita solo nel 1861.

Va’ a vedere che cosa c’era in ballo: la chiesa è a otto minuti a piedi, l’ingresso è gratuito, e la prima cappella a destra entrando è la sua: sulla parete sinistra c’è la Lotta di Giacobbe con l’angelo, su quella di fronte l’Eliodoro cacciato dal tempio e sul soffitto il San Michele che abbatte il drago. Guarda come è costruita la Lotta di Giacobbe. Le due figure che lottano occupano l’angolo in basso a sinistra e sono piccole; tutto il resto è una quercia enorme che riempie l’arco, e a destra, in lontananza, la carovana di Giacobbe se ne va su per il pendio senza accorgersi di niente. Un pittore che dedica dodici anni a una cappella e poi mette i protagonisti in un angolo sa esattamente quello che fa.
2. L’atelier che si fece costruire in fondo al giardino
Nell’appartamento, come vedrai, non c’era spazio per lavorare, così Delacroix si fece costruire l’atelier in giardino. È il padiglione che vedi aprendo questa pagina: un edificio basso, con una vetrata a riquadri che prende quasi per intero la parte alta della facciata, che è la sola ragione per cui in quella stanza si poteva dipingere.
Mettiti in mezzo al giardino e guardalo da fuori prima di entrarci. Nei muri sono incastonati due rilievi e, sotto la vetrata, un fregio di figure: un artista che si costruisce lo studio si costruisce anche la scenografia. Dentro, la stanza è più piccola di quanto la vetrata faccia pensare, e questa è la prima cosa che ti sorprenderà: i quadri immensi del Louvre non sono nati qui.
3. La Maddalena nel deserto, un quadro fatto di una testa sola
Che cosa resta di un quadro quando togli tutto tranne il viso?
Questa è la risposta, ed è del 1845: una testa rovesciata all’indietro, gli occhi chiusi, le labbra appena aperte, su un fondo blu verde che non dice se sia cielo o roccia.

Avvicinati fino a un palmo dalla tela. Vedrai la craquelure che attraversa tutta la superficie e le pennellate della guancia, larghe e visibili una per una: Delacroix non nasconde la mano. Poi allontanati di tre passi e la faccia si ricompone. È lo stesso quadro che negli stessi anni faceva arrabbiare i suoi critici, e in una stanza piccola come questa lo puoi verificare andando avanti e indietro.
4. Il Marocco, il viaggio che gli ha cambiato i colori
Nel 1832 Delacroix partì per il Marocco al seguito di una missione diplomatica, e da lì tornò con taccuini, acquerelli e oggetti. Il museo ne conserva una parte, ed è la sezione che quasi tutti attraversano in fretta: tu rallenta.
Tieni a mente una cosa, e poi rileggi i quadri che hai visto al Louvre: prima di quel viaggio i suoi colori venivano dai maestri, dopo vennero da una luce che aveva visto con i suoi occhi. Da qui nasce la differenza: questa casa non è un museo di ricordi, ma il posto dove i pezzi della sua pittura sono ancora sparsi sul tavolo.
5. La casa l’hanno salvata dei pittori
Come si salva un appartamento che a nessuno interessa?
Alla fine degli anni Venti l’appartamento che stai visitando rischiava la demolizione. A fermarla fu la Société des amis d’Eugène Delacroix, guidata da Maurice Denis e fatta di artisti, storici e collezionisti: fra i soci c’erano Henri Matisse e Paul Signac.
Il resto è una cronologia da leggere lentamente, perché ci sono voluti trent’anni: la società comprò l’appartamento, l’atelier e il giardino nel 1952, li donò allo Stato nel 1954, il luogo diventò museo nazionale nel 1971, il giardino fu rifatto nel 1999 e dal 2004 il museo è gestito dal Louvre. Vale la distinzione: ci sono musei nati da un lascito e musei nati da una campagna. Questo è del secondo tipo, e l’hanno fatto dei pittori per un pittore.
6. Il giardino, che è la ragione per cui si resta
Il giro si chiude senza opere. È il giardino fra l’appartamento e l’atelier, quadrato, chiuso da muri, con siepi di bosso basse, rose e qualche sedia verde.
Siediti dieci minuti prima di uscire. Da qui vedi le due cose insieme, la casa in cui è morto, il 13 agosto 1863, e la stanza in cui lavorava, a venti passi l’una dall’altra. È anche il posto più silenzioso di Saint-Germain-des-Prés, il che a due passi dal boulevard non è poco.
Informazioni pratiche
Dati verificati il 24 settembre 2026 sul sito ufficiale musee-delacroix.fr. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.
Biglietti. L’ingresso costa 9 euro e comprende l’appartamento, l’atelier e il giardino. Il biglietto del Louvre. Il museo scrive che il biglietto d’ingresso al Louvre dà accesso gratuito al Delacroix il giorno della prenotazione al Louvre o il primo giorno di apertura successivo. Non sono quarantotto ore e non è una settimana: se compri il Louvre di venerdì, qui ci devi passare venerdì o sabato. Orari. Da lunedì a venerdì apre alle 12:00 e chiude alle 17:30; il sabato e la domenica apre alle 10:00 e chiude alle 17:30. Chiusure. Chiude il martedì, più il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre. Gratuità. Entrano gratis i minori di 18 anni, i residenti nell’Unione europea sotto i 26 anni, gli insegnanti in servizio nelle materie interessate, i titolari della carta Louvre, chi cerca lavoro, chi percepisce i minimi sociali e le persone con disabilità con il loro accompagnatore. Paris Museum Pass. Il museo accetta il pass, quindi con quello i 9 euro non li paghi. Come arrivare. L’ingresso è al 6 di rue de Furstenberg. La fermata è Saint-Germain-des-Prés sulla linea 4, a tre minuti a piedi, e Mabillon sulla 10 è poco più lontana. Quanto tempo chiede. Le sei tappe chiedono un’ora, e la deviazione a Saint-Sulpice ne aggiunge una.
Le mostre in corso al museo, con le date, sono nella tabella di mostre a Parigi.
Da qui in poi
La vita e i quadri di Delacroix sono raccontati in Eugène Delacroix, e i suoi capolavori grandi sono al Musée du Louvre, che di questo museo è anche il proprietario. Se ti interessano le case degli artisti parigini, a Montparnasse ci sono il Musée Bourdelle e il Musée Zadkine, tutti e due gratuiti; e il Musée de Cluny è dall’altra parte del boulevard Saint-Germain.
Crediti fotografici: atelier visto dal giardino di Chatsam (CC BY-SA 3.0); Lotta di Giacobbe con l’angelo e Maddalena nel deserto di Jean-Pierre Dalbéra e xiquinhosilva (CC BY 2.0), da Wikimedia Commons.