Due giorni a Firenze sembrano pochi e non lo sono, a una condizione: che tu decida prima che cosa prenotare.

È questa la differenza fra una visita riuscita e due giorni passati in coda. Il centro storico di Firenze è minuscolo: si attraversa a piedi in venti minuti da un capo all’altro, e tutto quello che vuoi vedere rientra in quel perimetro. Ma i tre ingressi più richiesti, la cupola del Brunelleschi, la Galleria degli Uffizi e il David all’Accademia, funzionano a fascia oraria e si esauriscono con settimane di anticipo. Chi arriva senza biglietto non fa la fila: resta fuori.

L’itinerario che segue tiene conto di questo. Divide le due giornate in modo che gli ingressi a orario non si accavallino, tiene il nord dell’Arno il primo giorno e l’Oltrarno il secondo, e chiude ogni sera con un punto panoramico.

Vale la pena dirlo subito: Firenze si visita male di corsa e benissimo a piedi, quindi le scarpe contano più della guida.

Come è fatta Firenze

Il centro storico è un rettangolo di poco più di un chilometro per lato, tagliato in due dall’Arno. A nord del fiume ci sono il Duomo, Piazza della Signoria, gli Uffizi, l’Accademia e la stazione: è la parte monumentale, ed è anche quella affollata. A sud, l’Oltrarno, ci sono Palazzo Pitti, il Giardino di Boboli, le botteghe artigiane e il quartiere di Santo Spirito, dove i fiorentini vivono davvero.

I ponti che collegano le due rive sono cinque nel tratto centrale, e il più famoso è il Ponte Vecchio, che è anche l’unico rimasto in piedi dopo il 1944.

Non ti serve un mezzo pubblico per questo itinerario. Ti serve solo tenere presente che il primo giorno resti a nord e il secondo passi a sud.

Giorno 1, mattina: il complesso del Duomo

Comincia da Piazza del Duomo, e comincia presto, perché è l’unico momento in cui la piazza si vede senza folla.

Il complesso comprende la cattedrale di Santa Maria del Fiore, la cupola del Brunelleschi, il campanile di Giotto, il Battistero di San Giovanni, il Museo dell’Opera del Duomo e l’area archeologica di Santa Reparata sotto il pavimento della chiesa. I monumenti a pagamento si visitano con uno dei tre pass, a seconda di ciò che vuoi vedere. L’ingresso alla cattedrale è gratuito e non richiede pass, ma la fila è lunga, quindi mettila in conto.

La cupola è la ragione per cui si viene qui. Filippo Brunelleschi la costruì fra il 1420 e il 1436 senza centine, cioè senza l’impalcatura di legno che fino ad allora reggeva ogni volta in costruzione, inventando una struttura a doppio guscio con i mattoni disposti a spina di pesce che si autosostiene mentre sale. Ancora oggi è la più grande volta in muratura mai costruita. Si sale per 463 gradini in una scala stretta ricavata fra i due gusci, e a metà percorso si esce sul ballatoio interno, a quaranta metri dal pavimento, con il Giudizio universale di Vasari e Zuccari a un braccio di distanza.

La facciata della cattedrale che vedi è ottocentesca, ma il progetto originale è di Arnolfo di Cambio, che avviò il cantiere nel 1296. Le sue statue originali sono al Museo dell’Opera del Duomo, e ho raccontato il suo lavoro nell’articolo su Arnolfo di Cambio.

Attenzione: i mosaici della volta del Battistero sono attualmente interessati da un restauro e non si vedono. Se il Battistero era la ragione principale della tua visita, tienine conto nella scelta del pass.

la cupola del brunelleschi e il campanile di giotto visti dalla piazza del duomo

Giorno 1, pomeriggio: Piazza della Signoria e gli Uffizi

Da Piazza del Duomo, in cinque minuti a piedi lungo via dei Calzaiuoli, arrivi in Piazza della Signoria.

È una piazza che funziona come un museo all’aperto e non chiede biglietto. Sotto la Loggia dei Lanzi sono esposti il Perseo di Benvenuto Cellini, con la testa di Medusa sollevata, e il Ratto delle Sabine del Giambologna, scolpito da un unico blocco di marmo. Davanti a Palazzo Vecchio c’è la copia del David di Michelangelo, che occupa il posto dove l’originale rimase dal 1504 al 1873. Una targa rotonda nel selciato, davanti alla fontana del Nettuno, segna il punto in cui Girolamo Savonarola fu impiccato e bruciato nel 1498.

Nel pomeriggio si entra agli Uffizi, ed è qui che serve la prenotazione. Il museo espone circa duemila opere e si visita in tre ore abbondanti se lo si vuole vedere tutto, in due se si segue una lista: ho raccontato quali sono le dieci opere da vedere agli Uffizi e in quali sale si trovano oggi, dopo la rinumerazione.

Se arrivi dopo le 16.00 il biglietto costa quasi la metà, e nelle ultime due ore le sale si svuotano parecchio.

piazza della signoria con palazzo vecchio e la statua equestre di cosimo I

Giorno 1, sera: il Ponte Vecchio

All’uscita degli Uffizi il Ponte Vecchio è a duecento metri.

Il ponte esiste in questa forma dal 1345 e le botteghe che lo occupano ci sono da sempre, ma non sono sempre state gioiellerie: fino al 1593 erano macellerie e conciatori, che scaricavano gli scarti direttamente nell’Arno. Fu Ferdinando I de’ Medici a cacciarli e a sostituirli con gli orafi, per una ragione tutt’altro che estetica: sopra le botteghe passa il Corridoio Vasariano, il passaggio sopraelevato di quasi un chilometro che Vasari costruì nel 1565 per collegare Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, e il granduca non voleva sentire l’odore delle carni mentre ci camminava sopra.

Nel 1944 i tedeschi in ritirata fecero saltare tutti i ponti di Firenze. Il Ponte Vecchio fu l’unico risparmiato, e per bloccarlo minarono invece gli edifici medievali alle due estremità: le case che vedi agli imbocchi sono ricostruzioni del dopoguerra.

Il tramonto si guarda dal Ponte Santa Trinita, quello successivo verso ovest, che è il punto da cui il Ponte Vecchio si fotografa di profilo con l’Arno che riflette le botteghe.

il ponte vecchio al tramonto con le botteghe che si riflettono nell arno

Giorno 2, mattina: l’Accademia e il David

Il secondo giorno comincia con l’altro ingresso da prenotare: la Galleria dell’Accademia, in via Ricasoli, dieci minuti a piedi dal Duomo.

Si viene qui per una statua sola, e va bene così. Il David di Michelangelo è alto 5,17 metri, fu scolpito fra il 1501 e il 1504 da un blocco di marmo di Carrara che due scultori avevano già sbozzato e abbandonato quarant’anni prima perché ritenuto rovinato. Michelangelo aveva ventisei anni.

La cosa che sorprende dal vero è la sproporzione: la testa e le mani sono troppo grandi rispetto al corpo. Non è un errore: è una correzione ottica, perché il David era destinato a stare su un contrafforte del Duomo, a decine di metri d’altezza. Fu poi collocato in Piazza della Signoria e portato all’Accademia solo nel 1873, per proteggerlo.

Prima di arrivare alla tribuna del David si attraversa un corridoio con i Prigioni, quattro figure che Michelangelo lasciò non finite, con i corpi che emergono a metà dal marmo grezzo. Molti li superano di fretta per arrivare alla statua in fondo, e si perdono la parte più interessante: in quei blocchi appena sbozzati si vede come lavorava. Ho raccontato il resto della sua vita nell’articolo su Michelangelo Buonarroti.

Giorno 2, pomeriggio: l’Oltrarno, Palazzo Pitti e Boboli

Nel pomeriggio si passa l’Arno.

Palazzo Pitti fu costruito dal banchiere Luca Pitti a metà Quattrocento e acquistato un secolo dopo da Cosimo I de’ Medici per la moglie Eleonora di Toledo, che ne fece la reggia della famiglia. Dentro ci sono più musei, e quello che conta di più è la Galleria Palatina, dove i quadri sono appesi su più file fino al soffitto, come nelle quadrerie del Seicento e non come in un museo moderno. Ci sono undici Raffaello, cinque Tiziano e le opere di Jacopo Pontormo, che a Firenze ha lasciato il suo lavoro migliore.

Attenzione: la Sala dell’Iliade e il Tesoro dei Granduchi sono temporaneamente chiusi, quindi una parte del percorso non è visitabile.

Dietro il palazzo si apre il Giardino di Boboli, quarantacinque ettari di parco all’italiana disegnato dal Tribolo a partire dal 1550. Ha un biglietto separato da quello del palazzo. La parte che merita la salita è il Viottolone, il viale di cipressi che scende verso la Vasca dell’Isola, e la Grotta del Buontalenti all’ingresso, dove le stalattiti finte inglobano copie dei Prigioni di Michelangelo.

Se ti resta un’ora, il quartiere di Santo Spirito è a dieci minuti: la basilica ha la facciata più spoglia di Firenze e l’interno più armonioso, ed è l’ultimo progetto di Brunelleschi.

il giardino di boboli con il viale alberato che scende verso la vasca

Giorno 2, sera: il Piazzale Michelangelo

Si chiude salendo al Piazzale Michelangelo, sulla collina a sud est del centro.

Ci si arriva a piedi in venticinque minuti dal Ponte Vecchio, per la salita che parte da Piazza Poggi e sale per rampe e scalinate, oppure con l’autobus 12 o 13. Il piazzale fu costruito nel 1869 dall’architetto Giuseppe Poggi, negli anni in cui Firenze era capitale del Regno d’Italia, proprio come belvedere.

Da lì la città si vede per intero, e si capisce una cosa che fra le strade sfugge: la cupola del Brunelleschi non è alta in senso assoluto, ma è enorme rispetto a tutto il resto. Nessun edificio le arriva vicino, e non è un caso, perché per secoli a Firenze fu vietato costruire più in alto.

Se hai ancora fiato, la basilica di San Miniato al Monte è cinquanta metri più su. È del XI secolo, ha una facciata in marmo bianco e verde che è il modello di tutto il romanico fiorentino, e nel tardo pomeriggio i monaci cantano il vespro in gregoriano.

Se ti avanza tempo

Tre luoghi che non entrano in due giorni pieni ma che valgono se hai qualche ora in più.

La basilica di Santa Croce è il pantheon d’Italia: ci sono le tombe di Michelangelo, Galileo, Machiavelli e Rossini, più la Cappella dei Pazzi di Brunelleschi e i cicli di affreschi di Giotto nelle cappelle Bardi e Peruzzi.

Il Museo Nazionale del Bargello raccoglie la scultura fiorentina che agli Uffizi manca: il David bronzeo di Donatello, i due pannelli del concorso del 1401 fra Ghiberti e Brunelleschi, i marmi di Michelangelo giovane. Costa poco e non ha mai coda.

La Cappella Brancacci, nella chiesa del Carmine in Oltrarno, contiene gli affreschi di Masaccio che nel 1425 introdussero la prospettiva nella pittura murale. Ci vennero a studiare Leonardo, Michelangelo e Raffaello. L’ingresso è contingentato a piccoli gruppi e va prenotato.

la facciata in marmo della basilica di santa croce a firenze

Informazioni pratiche

Dati verificati il 28 agosto 2026 sui siti ufficiali. Prezzi e orari cambiano spesso: ricontrolla su duomo.firenze.it per il complesso del Duomo, su uffizi.it per Uffizi, Palazzo Pitti e Boboli, e su galleriaaccademiafirenze.it per l’Accademia.

Biglietti del Duomo. Il complesso si visita con tre pass. Il Brunelleschi Pass costa 30 euro e comprende cupola, campanile, Battistero, Museo dell’Opera e Santa Reparata. Il Giotto Pass costa 20 euro e comprende le stesse cose tranne la cupola. Il Ghiberti Pass costa 15 euro e comprende museo, Battistero e Santa Reparata. Il ridotto per i bambini fra 7 e 14 anni costa rispettivamente 12, 7 e 5 euro, e sotto i 7 anni si entra gratis. L’ingresso alla cattedrale è sempre gratuito.

Prenotazione della cupola. La salita alla cupola richiede uno slot orario obbligatorio, che si sceglie al momento dell’acquisto e non si può modificare né annullare. Gli slot si esauriscono con settimane di anticipo nei mesi di alta stagione, quindi è la prima cosa da comprare.

Orari del Duomo. La cupola apre alle 8.15, con ultimo slot alle 18.45 nei giorni feriali, alle 16.30 il sabato e alle 16.30 la domenica e i festivi, quando però l’accesso comincia alle 12.45. Il campanile apre tutti i giorni 8.15-18.45, il Battistero 8.30-19.30 e il Museo dell’Opera 8.30-19.00, chiuso il primo martedì di ogni mese.

Biglietti e orari degli Uffizi. L’intero costa 25 euro alla cassa e 29 euro prenotato online, perché il diritto di prenotazione si somma alla tariffa. Dopo le 16.00 esiste una tariffa pomeridiana di 16 euro. Il museo apre da martedì a domenica 8.15-18.30, con ultimo ingresso alle 17.30, ed è chiuso il lunedì.

Biglietti di Palazzo Pitti e Boboli. Palazzo Pitti costa 16 euro in giornata e 19 euro prenotato. Il Giardino di Boboli ha un biglietto proprio, 10 euro in giornata e 13 prenotato.

Biglietti e orari dell’Accademia. Dal 1° febbraio 2026 l’intero costa 20 euro, a cui si aggiungono 4 euro di diritto di prenotazione. Il museo apre da martedì a domenica dalle 8.15 alle 18.50, con ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura, ed è chiuso il lunedì. Esiste un biglietto combinato con il Museo Nazionale del Bargello a 26 euro, valido 48 ore.

Gratuità. Nei musei statali, quindi Uffizi, Pitti, Boboli e Accademia, l’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni e la prima domenica di ogni mese. Nelle domeniche gratuite non si prenota e la fila è lunga, quindi conviene presentarsi all’apertura.

Come arrivare. La stazione di Santa Maria Novella è dentro il centro storico e da lì si raggiunge il Duomo in dieci minuti a piedi. L’aeroporto di Firenze Peretola dista quattro chilometri ed è collegato dal tram T2, che arriva in stazione in venti minuti. Il centro è zona a traffico limitato quasi ovunque, quindi arrivare in auto complica la giornata invece di semplificarla.

Se preferisci sistemare il biglietto principale prima di partire, puoi prenotare l’ingresso al complesso del Duomo di Firenze e scegliere lo slot per la cupola finché ce ne sono.

Dove continuare

Se questi due giorni ti sono bastati per capire che Firenze meritava di più, il passo successivo è il museo: la lista delle dieci opere da vedere agli Uffizi ti dice esattamente che cosa cercare e dove.

Se invece hai qualche giorno in Toscana, le tre città che completano il quadro sono Siena, che racconta l’altra metà della storia dell’arte toscana, Pisa con la sua Piazza dei Miracoli e Pistoia, che quasi nessuno visita e che conserva un capolavoro come il pulpito di Giovanni Pisano.


Crediti fotografici. Panorama dal Piazzale Michelangelo: Diego Delso, CC BY-SA 4.0. Cupola e campanile: Nan Palmero, CC BY 2.0. Ponte Vecchio: Martin Falbisoner, CC BY-SA 3.0. Giardino di Boboli: Diego Delso, CC BY-SA 4.0. Basilica di Santa Croce: Rhododendrites, CC BY-SA 4.0. Piazza della Signoria: Jebulon, CC0. Tutte le immagini provengono da Wikimedia Commons.