Arnolfo di Cambio, genio medievale

Eda, Storica dell’arte

Arnolfo di Cambio fu uno dei più importanti innovatori del medioevo, anche se oggi la sua figura non viene valorizzata quanto altri artisti. Ti racconto chi era ma soprattutto cosa fece…

Un artista rinascimentale ante litteram

Della vita di Arnolfo di Cambio, come di quella della maggior parte degli artisti medievali sappiamo ben poco. Quello che è certo è che fu un innovatore a tal punto da poter essere considerato il precursore della figura dell’artista rinascimentale poiché fu scultore, urbanista e architetto. Alcuni storici dell’arte gli attribuiscono anche alcune opere di pittura, in particolare le storie di Isacco nella basilica di Assisi.

Sue sono fontane, cibori, pulpiti, chiese, monumenti funebri e statue. Ma la particolarità della sua arte risiede soprattutto in un aspetto ben preciso… continua a leggere per sapere quale!

Ritratto di Carlo I d’Angio’

Chi era Arnolfo di Cambio?

Come ho già detto, non abbiamo notizie precise sulla sua vita. Nacque probabilmente tra il 1232 e il 1240 nella provincia di Siena. Figlio di un notaio, fece il suo apprendistato con Nicola Pisano. Il suo maestro fu un altro grande innovatore: il giovane artista poté quindi imparare da uno dei più grandi artisti del tempo. Arnolfo di Cambio ebbe modo di lavorare con lui sino al 1270, anno in cui entrò al servizio di Carlo I d’Angiò.

Fu per lui che realizzò un importantissimo ritratto, oggi ai musei Capitolini, il primo ritratto scolpito dalla fine dell’arte classica. Lavorò poi a Perugia, alla fontana minore, e ad Orvieto allo splendido monumento del Cardinale De Braye. Anche quest’ultimo monumento ritrae le fattezze del defunto cardinale, introducendo una novità assoluta nell’arte del tempo. Le sue figure hanno un volume, una gestualità ed un’espressività molto forti che costituiscono un’innovazione tale da poter essere paragonata alla rivoluzione che Giotto fece in pittura.

Altre opere furono i baldacchini romani per San Paolo fuori le Mura e Santa Cecilia in Trastevere. Sue sono anche le statue di uno dei primi presepi della cristianità, oggi conservati a Santa Maria Maggiore. Si occupò poi della veneratissima statua bronzea di San Pietro al Vaticano, del monumento di papa Bonifacio VIII, della costruzione di Santa Croce e della decorazione del duomo di Firenze. Fu in questa città che morì, nei primi anni del ‘300.

Monumento funebre al cardinal De Braye presso San Domenico a Orvieto

L’ispirazione di Arnolfo di Cambio

Arnolfo si ispirò a diversi modelli. Prima di tutto all’antichità classica, poiché all’epoca, iniziava a suscitare un certo interesse. In alcune sue opere sono poi integrati parti di mosaico su modello delle composizioni cosmatesche, tipiche del panorama artistico romano. L’influsso più evidente fu, come ovvio, quello dell’arte di Nicola Pisano, suo maestro e grande protagonista della scultura del XIII secolo.

Ma l’arte di Arnolfo di Cambio risente anche del gotico internazionale e delle nuove tendenze che provenivano dalla Francia, soprattutto in campo architettonico. Dobbiamo dunque immaginare un artista aggiornato, che riusciva a coniugare diversi stili e tipi di arte creando un linguaggio unico ed innovativo.

Ciborio della chiesa di Santa Cecilia in Trastevere a Roma

Allora perché Arnolfo di Cambio non è “famoso”?

Tutti conoscono Giotto e la rivoluzione che fece in pittura. Invece in pochi conoscono Arnolfo e le grandi innovazioni che portò in scultura. La ragione principale della relativa fama che ha raggiunto ai nostri giorni, nonostante il suo genio, è dovuta al fatto che molte delle sue opere sono scomparse.

La facciata di Santa Maria del Fiore a Firenze fu completamente modificata, il sepolcro di Bonifacio VIII spostato e stravolto, la fontana di Perugia ci è pervenuta solo in alcune parti, scomposta. Anche la tomba del Cardinale De Braye è priva di alcuni fondamentali elementi, cosi come il presepe di Santa Maria Maggiore. Quasi tutti i suoi interventi furono nei secoli cambiati, perdendo gran parte del loro originario fascino.

Tuttavia Arnolfo di Cambio resta uno dei più grandi artisti del medioevo e uno dei padri del Rinascimento italiano. Io lo trovo incredibile, e tu?

Dettaglio della tomba del cardinale De Braye a Orvieto, con uso di mosaici

Presepe presso Santa Maria Maggiore a Roma

Frammento della fontana di Perugia

Statua bronzea di San Pietro al Vaticano

cardinal De Braye, notare le rughe, che rendono verosimile il volto del defunto prelato

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