Giotto di Bondone: le sue opere più belle e l’innovazione nella pittura

Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Giotto è stato uno dei più grandi innovatori della storia dell’arte, godé di una grandissima considerazione già nella sua epoca e fu il primo a rivoluzionare completamente lo stile pittorico e a reintrodurre la spazialità e la prospettiva.

Considerato da alcuni il precursore del Rinascimento, le opere di Giotto non smettono ancora di emozionare.

Ma cosa vuol dire tutto questo?

Te lo spiego subito.

L’arte prima di Giotto

Prima di Giotto la produzione artistica era influenzata prevalentemente dall‘arte bizantina, con figure ieratiche (cioè statiche, immobili) su uno sfondo dorato, rappresentante il completo distacco dei santi dalla realtà umana.

Cosa vuol dire?

Hai mai osservato, ad esempio, i mosaici di Ravenna? Se hai avuto l’occasione di visitare la basilica di San Vitale, avrai notato che i mosaici sono completamente privi di profondità: le figure si trovano tutte, esattamente sullo stesso piano.

Durante il medioevo infatti il linguaggio artistico era cambiato rispetto all’arte romana e la cosa più importante era trasmettere un messaggio, nel modo più semplice possibile, in modo che tutti fossero in grado di comprendere. Le composizioni vennero semplificate al massimo abbandonando la ritrattistica e introducendo figure con attributi ben specifici.

Con Giotto inizia una vera e propria rivoluzione pittorica.

Giotto, pur commettendo degli errori, cercò di rendere le figure vere, tridimensionali, vive. Pose grandissima attenzione ai particolari soprattutto delle espressioni. Studiò minuziosamente i movimenti, come i personaggi sono collocati e presenti nello spazio.

Il-polittico-Stefaneschi

L’arte e lo stile di Giotto

Vissuto tra il 1267 e il 1337, Giotto è l’anello di congiunzione tra l’arte medievale e l’arte rinascimentale: le sue opere infatti sono le prime ad uscire dalle influenze “bizantine” e a diventare prospettiche, proporzionate e vive.

I personaggi delle opere di Giotto hanno emozioni, sono sorpresi in posizioni e situazioni diverse, sia nelle scene di quotidianità che in quelle di miracoli e fatti straordinari.

Ma vediamolo un po’ più nel dettaglio.

giotto

Opere di Giotto: l’anatomia

L’anatomia nel medioevo non fu studiata in modo molto approfondito. Il rifiuto della fisicità che si vede nell’arte medievale è anche indice di una concezione del corpo diversa da quella che abbiamo oggi.

Il mondo medievale e la sua spiritualità sono ben rappresentati da un’arte tesa all‘astrazione e a rimarcare le differenze tra il mondo materiale e quello spirituale.

Con Giotto si evidenzia una ricerca diversa, che iniziava proprio in quel periodo.

In tutti i libri di storia dell’arte c’è la comparazione tra il crocifisso di Giotto e quello di Cimabue. Questo perché le differenze sono lampanti. Le due opere si trovano entrambe a Firenze. Il crocifisso di Cimabue si trova a Santa Croce e data 1280 circa. L’altro, del suo allievo Giotto si trova a Santa Maria Novella e fu realizzata tra il 1296 e il 1300.

Pochi anni di differenza quindi, ma quanto sono diversi l’uno dall’altro!

Puoi facilmente osservare come il Cristo sia innaturalmente inarcato nell’opera di Cimabue. In Giotto invece il peso è sulle gambe, la posa è naturale e vera. Vedi come l’addome, le costole ed i muscoli delle braccia sono innaturalmente definiti nella prima opera? Nel crocifisso di Giotto l’anatomia è data da ombreggiature.

Inizi a capire la portata rivoluzionaria delle opere di Giotto?

opere di giotto

Opere di Giotto: le emozioni

Giotto fu un grande osservatore della realtà: i suoi personaggi infatti ci appaiono molto vivi anche perché sono molto espressivi. I gesti, i movimenti in cui sono ritratti, ma anche i loro volti, ci indicano una vivacità molto realistica ed umana. Le figure, da lontane e statiche come le possiamo vedere nelle opere dei suoi predecessori, ritornano ad essere vive.

Lo si vede molto bene nel compianto del Cristo nella cappella degli Scrovegni a Padova.

Guarda gli angeli come si disperano, osserva le lacrime della Maddalena, la desolazione di San Giovanni che allarga le braccia, il volto contratto della Madonna. Hai notato il gruppo di donne sulla destra? Ciascuna ha una posizione diversa delle mani, un’espressione differente sul viso. Ognuno ha una reazione emotiva diversa rispetto alla tragedia a cui sta assistendo.

Tutto il movimento dell’opera di Giotto converge verso il corpo esanime del Cristo, dove il profilo della roccia accompagna lo sguardo. Anche le figure ritratte di schiena ed incappucciate sono un suo tratto tipico, fa apparire la scena come se si stesse svolgendo proprio davanti a noi.

Opere di Giotto: la dinamicità

Se guardiamo qui sotto l’ascensione di Cristo di Padova, possiamo notare la grande dinamicità della scena.

Il Salvatore tende verso il cielo, sembra che le nuvole lo stiano trasportando. La composizione invece appare suddivisa in due parti: la parte terrena in cui tutti sono immobili nella preghiera, e la parte celeste, dove il Salvatore, attorniato dagli angeli, ascende verso il cielo.

Sembra quasi di cogliere il movimento!

Stessa cosa nella scena di Assisi in cui San Francesco rinuncia ai beni terreni. Il padre, un ricco mercante, viene trattenuto da un uomo perché sembra stare sul punto di dare uno schiaffo al figlio, di cui non comprende il gesto.

D’altronde cosa farebbe tuo padre se all’improvviso ti spogliassi per strada dicendo che non vuoi più possedere nulla di materiale? La scena ed i sentimenti dei personaggi sono resi benissimo da Giotto: l’incredulità degli astanti, la spiritualità di Francesco e la rabbia di suo padre.

giotto_di_bondone_-_no-_38_scenes_from_the_life_of_christ_-_22-_ascension_-_wga09226

giotto di bondone rinuncia di san francesco

L’architettura in Giotto

In Giotto l’architettura non è ancora resa in modo perfetto perché lo studio della prospettiva non era ancora stato approfondito. Per questa ragione le strutture delle opere di Giotto risultano essere spesso fantasiose.

Tuttavia l’osservazione della realtà ed i tentativi di resa prospettica sono evidenti.

Osserva per esempio gli scalini del trono del Papa, o le travi del soffitto in questa scena in cui il Papa approva la regola francescana, dipinta nella basilica superiore di Assisi. La profondità dell’opera di Giotto, seppur non perfetta, è molto evidente!

Non dimentichiamo che Giotto fu anche architetto, è infatti a lui che si deve l’incredibile campanile di Santa Maria del Fiore a Firenze. Si vede la mano del maestro nella policromia dei marmi che sono bianchi, rossi e verdi. Inoltre alla base del campanile vi è un importante ciclo figurativo, con bassorilievi rappresentanti diverse arti e mestieri.

Se non possiamo attribuire queste, ed altre sculture, a Giotto, possiamo però vedere il suo genio dietro al progetto complessivo di questo splendido campanile.

giotto di bondone

La vita di Giotto da Bondone

Essendo vissuto in un’epoca molto lontana, non sappiamo praticamente nulla della vita di Giotto, ormai avvolta nella leggenda. Quello che sappiamo, è che fu considerato dai suoi contemporanei il miglior pittore dei suoi tempi.

Nacque probabilmente verso il 1267 a Vespignano in Toscana.

Si formò tra Firenze e Roma ed ebbe come maestro Cimabue. Tra gli aneddoti famosi, si narra che Cimabue abbia notato Giotto, giovane pastore, fare un disegno perfetto di una delle sue pecore, e così lo abbia preso nella sua bottega.

Un’altra versione, vede il giovane Giotto capace di tracciare un cerchio perfetto senza l’ausilio del compasso, per dimostrare la propria competenza artistica. Un’ultima storia vede invece il giovane allievo dipingereuna mosca che il maestro cercava invano di scacciar via.

Al di là delle leggende, Giotto lavorò a Roma, Rimini, Firenze, Milano, Napoli, Padova e Bologna. Tra i suoi capolavori vi sono i cicli di affreschi della basilica di San Francesco ad Assisi, la Cappella degli Scrovegni a Padova, la Cappella Peruzzi e Bardi a Firenze. Conserviamo inoltre bellissimi crocifissi e polittici, tra cui il polittico Stefaneschi ai musei Vaticani.

I suoi insegnamenti influenzarono a tal punto l’arte delle successive generazioni, che è considerato il primo dei grandi maestri della storia dell’arte. Mori all’apice della sua fama, l’8 gennaio 1337.

Il funerale solenne fu pagato a spese del Comune di Firenze.

giotto di bondone

L’ispirazione di Giotto, il primo “rinascimentale”

Giotto si ispirò ai lavori romani di Jacopo Torriti, Filippo Rosuti e Pietro Cavallini, anch’essi all’avanguardia per l’epoca. Rimase comunque il più illustre innovatore della pittura medievale. Il suo genio e la rivoluzione di cui si rese partecipe è comparabile solo con i suoi coetanei Arnolfo di Cambio e Giovanni Pisano in scultura.

Fu a tal punto originale, che la storia dell’arte Rinascimentale si fa di solito iniziare proprio da lui e dai suoi lavori.

Strage degli innocenti, Cappella degli Scrovegni, Padova

Ipse dixit

Ecco alcune lodi al famoso artista da parte dei suoi contemporanei (Dante) e di uno dei primi storici dell’arte, vissuto circa cento anni dopo:

  • … Credette Cimabue nella pintura
    tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
    si che la fama di colui è scura.
     (Dante)
  • Giotto rimutò l’arte del dipingere di greco (bizantina) in latino e ridusse al moderno; ed ebbe l’arte più compiuta che avessi mai più nessuno. (Cennino Cennini)

Commenti su Giotto?

E tu cosa ne pensi delle opere di Giotto? Quali sono le tue preferite?

Fammelo sapere qui sotto nei commenti.

Elisa

Elisa

Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi. Foto scattate con Panasonic GH5

2 commenti su “Giotto di Bondone: le sue opere più belle e l’innovazione nella pittura”

  1. Un artista unico che ho potuto ammirare a Padova, nella Cappella degli Scrovegni, in uno dei momenti più alti del suo talento! Un luogo che ti commuove.

    • Non sono mai stata alla cappella degli Scrovegni! Deve essere magnifica, adoro Giotto e la sua arte… ogni volta che vado ad Assisi mi commuovo!

Lascia un commento