Giotto di Bondone: 5 cose da sapere per capire la sua rivoluzione pittorica

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Giotto di Bondone è stato uno dei più grandi innovatori della storia dell’arte. Godé di una grandissima considerazione già nella sua epoca e fu il primo a rivoluzionare completamente lo stile pittorico e a reintrodurre la spazialità e la prospettiva.

Considerato da alcuni il precursore del Rinascimento, le opere di Giotto non smettono ancora di emozionare.

Quando si pensa a Giotto è quasi inevitabile fare riferimento agli stupendi capolavori realizzati nella città di Firenze. Oltre al famoso campanile di Giotto, qui è conservato il bellissimo Crocefisso di Santa Maria Novella e gli affreschi di Santa Croce.

Ma la fama di Giotto fu tale che egli lavoro in quasi tutta Italia. Se non lo hai già fatto ti consiglio assolutamente di vedere almeno una volta i favolosi affreschi della basilica di Assisi o nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

Sapevi che Giotto lavorò perfino a Napoli?

Anche se oggi rimangono solo alcuni frammenti del suo lavoro, sappiamo infatti che prese parte ai lavori all’interno del Maschio Angioino e nel convento di Santa Chiara. La sua operosità nella città partenopea è stata tale che perfino Dante Alighieri parla di Giotto nel canto XI del Purgatorio.

Ok, ma perché Giotto è così importante?

Giotto è stato un artista straordinario ed un grande innovatore della pittura italiana.  Così come Arnolfo di Cambio era stato in grado di rivoluzionare l’arte della scultura, con le sue intuizioni Giotto innovò il campo della pittura grazie all’introduzione della prospettiva.

Ti va di saperne un po’ di più, e scoprire tutte le curiosità e le informazioni più importanti su questo artista?

Si parte

Scopri le opere di Giotto

L’arte prima di Giotto

Prima di Giotto la produzione artistica era influenzata prevalentemente dall’arte bizantina, con figure ieratiche (cioè statiche, immobili) su uno sfondo dorato. Questo era un modo tanto semplice quanto efficace di rappresentante il completo distacco dei santi dalla realtà umana.

Hai mai osservato, ad esempio, i mosaici di Ravenna?

Se hai avuto l’occasione di visitare la basilica di San Vitale, avrai notato che i mosaici sono completamente privi di profondità: le figure si trovano tutte, esattamente sullo stesso piano.

Durante il medioevo infatti il linguaggio artistico era cambiato rispetto all’arte romana. La cosa più importante per gli artisti medievali era trasmettere un messaggio, nel modo più semplice possibile, in modo che tutti fossero in grado di comprendere. Le composizioni vennero semplificate al massimo abbandonando la ritrattistica e introducendo figure con attributi ben specifici.

E cosa c’entra Giotto con tutto questo?

Beh, con Giotto inizia una vera e propria rivoluzione pittorica.

Giotto, pur commettendo degli errori, cercò di rendere le figure vere, tridimensionali, vive. Pose grandissima attenzione ai particolari soprattutto delle espressioni. Studiò minuziosamente i movimenti, come i personaggi sono collocati e presenti nello spazio.

Insomma i personaggi delle opere di Giotto hanno emozioni, sono sorpresi in posizioni e situazioni diverse, sia nelle scene di quotidianità che in quelle di miracoli e fatti straordinari.

Ma la sua rivoluzione non è stata solo in questo aspetto.

Il-polittico-Stefaneschi di giotto

giotto

Lo studio dell’anatomia

L’anatomia nel medioevo non fu studiata in modo molto approfondito. Il rifiuto della fisicità che si vede nell’arte medievale è anche indice di una concezione del corpo diversa da quella che abbiamo oggi.

Il mondo medievale e la sua spiritualità sono ben rappresentati da un’arte tesa all’astrazione e a rimarcare le differenze tra il mondo materiale e quello spirituale.

Con Giotto si evidenzia invece una ricerca diversa, che stava proprio iniziando in quel periodo.

Ecco un esempio di questa rivoluzione!

In tutti i libri di storia dell’arte c’è la comparazione tra il crocifisso di Giotto e quello del suo maestro Cimabue. Le due opere si trovano entrambe a Firenze ed hanno circa 20 anni di differenza, ma le differenze sono lampanti. Il crocifisso di Cimabue si trova a Santa Croce e data 1280 circa. L’altro, del suo allievo Giotto si trova a Santa Maria Novella e fu realizzata tra il 1296 e il 1300.

Ma davvero sono così diverse?

Guardandole puoi notare come, nell’opera di Cimabue, il Cristo sia inarcato in modo completamente innaturale. In più l’addome, le costole ed i muscoli delle braccia non sono per nulla realistici. In Giotto invece il peso del corpo è sorretto dalle gambe, la posa è naturale e vera e l’anatomia è data da ombreggiature.

Inizi a capire la portata rivoluzionaria delle opere di Giotto?

opere di giotto

Trasmettere le emozioni

Giotto di Bondone fu un grande osservatore della realtà: i suoi personaggi infatti ci appaiono molto vivi anche perché sono molto espressivi. I gesti, i movimenti in cui sono ritratti, ma anche i loro volti, ci indicano una vivacità molto realistica ed umana. Le figure, da lontane e statiche come le possiamo vedere nelle opere dei suoi predecessori, ritornano finalmente ad essere vive.

Lo si vede molto bene nel compianto del Cristo nella cappella degli Scrovegni a Padova.

Guarda gli angeli come si disperano, osserva le lacrime della Maddalena, la desolazione di San Giovanni che allarga le braccia, il volto contratto della Madonna.

Hai notato il gruppo di donne sulla destra?

Ciascuna ha una posizione diversa delle mani, un’espressione differente sul viso. Ognuno ha una reazione emotiva diversa rispetto alla tragedia a cui sta assistendo.

Tutto il movimento dell’opera di Giotto converge verso il corpo esanime del Cristo. Neppure il profilo della roccia è realizzato a caso ma accompagna lo sguardo verso le due figure principali.

Ecco una curiosità!

Perfino i personaggi ritratti di schiena ed incappucciati sono un tratto tipico di Giotto. Servono infatti a far apparire la scena come se si stesse svolgendo proprio davanti a noi e a far immedesimare l’osservatore all’interno della composizione.

compianto del Cristo nella cappella degli Scrovegni a Padova

La dinamicità

Se guardi qui sotto l’ascensione di Cristo di Padova, puoi certamente notare la grandedinamicità della scena.

Il Salvatore tende verso il cielo, sembra che le nuvole lo stiano trasportando. La composizione invece appare suddivisa in due parti: la parte terrena in cui tutti sono immobili nella preghiera, e la parte celeste, dove il Salvatore ascende verso il cielo, attorniato dagli angeli.

Sembra quasi di cogliere il movimento!

La stessa cosa accade nella scena di Assisi in cui San Francesco rinuncia ai beni terreni. Il padre, un ricco mercante, viene trattenuto da un uomo perché sembra stare sul punto di dare uno schiaffo al figlio, di cui non comprende il gesto.

D’altronde cosa farebbe tuo padre se all’improvviso ti spogliassi per strada dicendo che non vuoi più possedere nulla di materiale?

La scena ed i sentimenti dei personaggi sono resi benissimo da Giotto: l’incredulità degli astanti, la spiritualità di Francesco e la rabbia di suo padre.

Un’autentica rivoluzione rispetto al passato, non è vero?

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giotto di bondone rinuncia di san francesco

L’architettura in Giotto

In Giotto l’architettura non è ancora resa in modo perfetto perché lo studio della prospettiva non era ancora stato approfondito. Per questa ragione le strutture delle sue opere risultano essere spesso fantasiose.

Nonostante questo, l’osservazione della realtà ed i tentativi di resa prospettica sono evidenti.

Osserva per esempio gli scalini del trono del Papa, o le travi del soffitto in questa scena in cui il Papa approva la regola francescana, dipinta nella basilica superiore di Assisi. La profondità dell’opera di Giotto, seppur non perfetta, è molto evidente!

Ah, non dimenticarti che Giotto fu anche architetto, è infatti a lui che si deve l’incredibile campanile di Santa Maria del Fiore a Firenze. Si vede la mano del maestro nella policromia dei marmi che sono bianchi, rossi e verdi. Inoltre alla base del campanile vi è un importante ciclo figurativo, con bassorilievi rappresentanti diverse arti e mestieri.

Anche se non è possibile attribuire queste, ed altre sculture, a Giotto, possiamo però vedere il suo genio dietro al progetto complessivo di questo splendido campanile.

giotto di bondone ad assisi

La vita di Giotto da Bondone

Essendo vissuto in un’epoca molto lontana, non sappiamo praticamente nulla della vita di Giotto, tanto che alcuni aspetti risultano ormai avvolti dalla leggenda. Quello che sappiamo, è che fu considerato dai suoi contemporanei il miglior pittore dei suoi tempi.

Nacque probabilmente verso il 1267 a Vespignano in Toscana.

Si formò tra Firenze e Roma ed ebbe come maestro Cimabue. Tra gli aneddoti famosi, si narra che Cimabue abbia notato Giotto, giovane pastore, fare un disegno perfetto di una delle sue pecore, e così lo abbia preso nella sua bottega.

Un’altra versione, vede il giovane Giotto capace di tracciare un cerchio perfetto senza l’ausilio del compasso, per dimostrare la propria competenza artistica. Un’ultima storia vede invece il giovane allievo dipingere una mosca che il maestro cercava invano di scacciar via.

Al di là delle leggende, Giotto lavorò a Roma, Rimini, Firenze, Milano, Napoli, Padova e Bologna. Tra i suoi capolavori vi sono i cicli di affreschi della basilica di San Francesco ad Assisi, la Cappella degli Scrovegni a Padova, la Cappella Peruzzi e Bardi a Firenze. Conserviamo inoltre bellissimi crocifissi e polittici, tra cui il polittico Stefaneschi ai musei Vaticani.

Giotto si ispirò ai lavori romani di Jacopo Torriti, Filippo Rosuti e Pietro Cavallini, anch’essi all’avanguardia per l’epoca. Rimase comunque il più illustre innovatore della pittura medievale. Il suo genio e la rivoluzione di cui si rese partecipe è comparabile solo con i suoi coetanei Arnolfo di Cambio e Giovanni Pisano in scultura.

Fu a tal punto originale, che la storia dell’arte Rinascimentale si fa di solito iniziare proprio da lui e dai suoi lavori. I suoi insegnamenti influenzarono a tal punto l’arte delle successive generazioni, che è considerato il primo dei grandi maestri della storia dell’arte.

Mori all’apice della sua fama, l’8 gennaio 1337.

Il funerale solenne fu pagato a spese del Comune di Firenze.

giotto di bondone

Strage degli innocenti, Cappella degli Scrovegni, Padova

Ipse dixit

Ecco alcune lodi al famoso artista da parte dei suoi contemporanei (Dante) e di uno dei primi storici dell’arte, vissuto circa cento anni dopo:

  • … Credette Cimabue nella pintura
    tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
    si che la fama di colui è scura.
     (Dante)
  • Giotto rimutò l’arte del dipingere di greco (bizantina) in latino e ridusse al moderno; ed ebbe l’arte più compiuta che avessi mai più nessuno. (Cennino Cennini)

Commenti su Giotto?

E tu cosa ne pensi delle opere di Giotto? Quali sono le tue preferite?

Fammelo sapere qui sotto nei commenti.

Elisa

Elisa

Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi. Foto scattate con Panasonic GH5

2 commenti su “Giotto di Bondone: 5 cose da sapere per capire la sua rivoluzione pittorica”

  1. Un artista unico che ho potuto ammirare a Padova, nella Cappella degli Scrovegni, in uno dei momenti più alti del suo talento! Un luogo che ti commuove.

    • Non sono mai stata alla cappella degli Scrovegni! Deve essere magnifica, adoro Giotto e la sua arte… ogni volta che vado ad Assisi mi commuovo!

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