Il Duomo di Firenze è l’unico monumento della città in cui puoi sbagliare biglietto e accorgertene solo davanti al tornello.
Il motivo è che non stai comprando l’ingresso a una chiesa. Stai comprando l’accesso a un complesso di cinque monumenti che si visitano con uno dei tre pass in vendita, da 30, 20 o 15 euro, perché includono cose diverse. Uno solo dei tre comprende la salita alla cupola, che è quasi sempre la ragione per cui sei venuto.
C’è poi una trappola che non riguarda il prezzo. La cattedrale si visita gratis, e questo confonde: chi si mette in fila senza pass entra in chiesa, guarda in alto, e se ne va convinto di aver visto il Duomo. Ha visto la navata. La cupola dall’interno, il ballatoio, il campanile, il Battistero e il museo sono altro.
Vediamo che cosa c’è dentro il complesso, e alla fine scegliamo il pass.
I cinque monumenti del complesso
Il pass, qualunque scegli, dà accesso a un elenco fisso di luoghi tutti raccolti in Piazza del Duomo e Piazza San Giovanni:
- la cupola del Brunelleschi, cioè la salita fra i due gusci fino alla lanterna;
- il campanile di Giotto, la torre a fianco della cattedrale;
- il Battistero di San Giovanni, l’edificio ottagonale davanti alla facciata;
- il Museo dell’Opera del Duomo, dietro l’abside, dove stanno gli originali;
- l’area archeologica di Santa Reparata, sotto il pavimento della cattedrale.
L’ingresso alla cattedrale non è compreso in nessun pass perché è gratuito per tutti. La fila per entrare, però, è lunga e scorre lentamente.
La cupola del Brunelleschi, e perché è un’impresa
Filippo Brunelleschi costruì la cupola fra il 1420 e il 1436, ed è tuttora la più grande volta in muratura del mondo. Copre un diametro di 45,50 metri, poggia su un tamburo a 54 metri da terra e arriva a 116 metri contando i 22 metri della lanterna in cima.
Il problema che doveva risolvere era questo: coprire un vuoto ottagonale enorme, che la città aveva lasciato aperto per decenni senza sapere come chiuderlo, senza centine. Le centine sono le strutture di legno su cui, fino ad allora, si costruivano le volte; per una luce di quarantacinque metri sarebbe servita una foresta, oltre a un’impalcatura che nessuno sapeva come tenere in piedi.
Brunelleschi rispose con due invenzioni insieme. La prima è la doppia calotta: due cupole concentriche, una interna portante e una esterna di protezione, ciascuna composta da otto vele, rese solidali da ventiquattro nervature verticali e dieci anelli orizzontali. La seconda è la disposizione dei mattoni a spina di pesce, che a ogni corso incastra i laterizi in modo che la muratura si regga da sé mentre sale, senza scivolare verso l’interno.
Fra i due gusci corre la scala di 463 gradini che porta alla lanterna, ed è la stessa che percorri tu.

Che cosa si vede salendo
La salita non è una scala di servizio: è un percorso costruito per essere attraversato, e passa in tre ambienti diversi.
Il primo tratto sale nella muratura del tamburo. Poi si esce sui ballatoi interni, gli anelli che corrono lungo la base della cupola, e da lì il pavimento della chiesa è cinquantaquattro metri più in basso mentre l’affresco della volta ti passa a un braccio di distanza.
Quell’affresco è il Giudizio universale dipinto fra il 1574 e il 1579: lo cominciò Giorgio Vasari, che ne fece i cartoni e dipinse i registri più alti, e alla sua morte lo completò Federico Zuccari. Sono circa settecento figure su più di 3.600 metri quadrati di superficie, una delle più vaste superfici affrescate d’Italia.
Dai ballatoi si vedono da vicino anche gli otto oculi del tamburo, con le vetrate disegnate da Donatello, Lorenzo Ghiberti, Andrea del Castagno e Paolo Uccello: dal pavimento sono cerchi colorati indistinguibili, da lassù sono opere.
L’ultimo tratto è il più stretto, perché segue la curvatura dei due gusci che si avvicinano, e sbuca alla base della lanterna.

Il campanile di Giotto
Il campanile è alto 84,7 metri, ha una base quadrata di circa quindici metri per lato e si sale con una scala di 414 gradini che attraversa tre logge sovrapposte.
Lo progettò Giotto nel 1334, quando fu nominato capomaestro dell’Opera del Duomo, e ne vide costruire solo la base: morì tre anni dopo. Il cantiere passò ad Andrea Pisano, che completò il terzo livello, e si concluse con Francesco Talenti nel 1359.
Alla base corrono ventisei formelle esagonali in bassorilievo, opera di Andrea Pisano e della sua bottega e portate a termine da Luca della Robbia, con la creazione dei progenitori e le attività umane: l’agricoltura, la tessitura, la navigazione, l’astronomia. Quelle che vedi sull’edificio sono copie, e gli originali stanno nel museo.
Una nota pratica che conta più di quanto sembri: dal campanile si fotografa la cupola, dalla cupola no. Se hai tempo per una sola salita e ti interessa la vista con il Duomo dentro, sali qui.

Il Battistero di San Giovanni
L’edificio ottagonale davanti alla cattedrale è uno dei più antichi di Firenze, e per secoli i fiorentini lo credettero un tempio romano riadattato. Dentro, la volta è interamente rivestita di mosaici a fondo oro.
Attenzione: i mosaici della volta sono attualmente interessati da un intervento di restauro e non sono visibili. È il dato che può ribaltare la scelta del pass, perché il Battistero è compreso in tutti e tre e per molti visitatori era il motivo per prendere il più economico.
Restano le tre porte bronzee, che sono la ragione per cui questo edificio conta nella storia dell’arte. Quella verso la cattedrale è la Porta del Paradiso; le altre due sono di Andrea Pisano e dello stesso Lorenzo Ghiberti. Quelle montate sull’edificio sono copie.
Il Museo dell’Opera del Duomo
È la parte del complesso che i visitatori saltano più spesso, ed è quella che contiene gli originali di tutto il resto.
La Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, realizzata fra il 1425 e il 1452, è esposta qui dentro una grande teca riempita di gas inerte, dopo il restauro concluso nel 2012. Ha dieci formelle quadrate con quarantasette episodi dell’Antico Testamento, ed è Michelangelo ad averla battezzata così: disse che era degna di essere la porta del Paradiso, e il nome è rimasto.

Nella stessa sala, la Sala del Paradiso, il museo ha ricostruito a grandezza reale la facciata trecentesca incompiuta della cattedrale, quella progettata da Arnolfo di Cambio e demolita nel Cinquecento, rimontando le statue originali nelle posizioni che occupavano.
Ci sono poi due sculture che valgono da sole il biglietto. La Maddalena di Donatello, scolpita nel legno, scarna e coperta dai propri capelli. E la Pietà Bandini di Michelangelo, destinata alla sua tomba e da lui stesso mutilata a martellate: la gamba sinistra del Cristo manca ancora, e la figura incappucciata che regge il gruppo è un autoritratto.

Santa Reparata, sotto il pavimento
Sotto la cattedrale si scende all’area archeologica di Santa Reparata, la chiesa che stava qui prima e che fu demolita per far posto a Santa Maria del Fiore.
Non è un sotterraneo spettacolare e ci si passa in venti minuti, ma spiega una cosa che dall’alto non si capisce: la cattedrale nuova fu costruita attorno alla vecchia, che restò in funzione durante il cantiere e fu abbattuta solo alla fine. Qui sotto c’è anche la lastra tombale di Filippo Brunelleschi, uno dei pochissimi a essere sepolto dentro il Duomo che aveva chiuso.
Quale pass scegliere
I tre pass hanno lo stesso museo e lo stesso Battistero. La differenza sta in cosa ti fanno salire.
Il Brunelleschi Pass costa 30 euro e comprende tutto, cupola inclusa. È l’unico che ti fa salire sulla cupola, e se sei a Firenze per quella non ci sono alternative.
Il Giotto Pass costa 20 euro e comprende tutto tranne la cupola, quindi ti fa salire sul campanile. Ha senso se gli slot della cupola sono esauriti, se soffri gli spazi stretti oppure se vuoi la vista con la cupola dentro.
Il Ghiberti Pass costa 15 euro e non comprende nessuna salita: museo, Battistero e Santa Reparata. Con i mosaici del Battistero sotto restauro è la scelta che oggi rende meno.
Informazioni pratiche
Dati verificati il 28 agosto 2026 sul sito ufficiale dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla su duomo.firenze.it, che è il sito ufficiale, e ricorda che la biglietteria autentica è tickets.duomo.firenze.it.
Biglietti. Il Brunelleschi Pass costa 30 euro, il Giotto Pass 20 euro e il Ghiberti Pass 15 euro. Il ridotto per i bambini fra 7 e 14 anni costa rispettivamente 12, 7 e 5 euro. Sotto i 7 anni si entra gratis. L’ingresso alla cattedrale è gratuito per tutti e non richiede pass.
Prenotazione. Per tutti e tre i pass devi scegliere uno slot orario obbligatorio, che non si può modificare né annullare, il primo giorno di validità del biglietto: per il Brunelleschi è la cupola, per il Giotto il campanile, per il Ghiberti Santa Reparata. In alta stagione gli slot della cupola si esauriscono con settimane di anticipo, quindi è la prima cosa da comprare del viaggio.
Orari. La cupola apre alle 8.15, con ultimo slot alle 18.45 nei giorni feriali e alle 16.30 il sabato; la domenica e i festivi l’accesso va dalle 12.45 alle 16.30. Il campanile apre tutti i giorni 8.15-18.45. Il Battistero apre 8.30-19.30. Il Museo dell’Opera apre 8.30-19.00 ed è chiuso il primo martedì di ogni mese.
Il campanile e Santa Reparata. Con il Brunelleschi Pass la salita al campanile è garantita nei tre giorni di validità del biglietto senza slot orario; lo stesso vale per Santa Reparata con il Brunelleschi e il Giotto Pass. Gli orari fissi servono invece al Giotto Pass per il campanile e al Ghiberti Pass per Santa Reparata.
Cosa mettere in conto. La scala della cupola è stretta, in salita e discesa sullo stesso percorso in alcuni tratti, senza ascensore e senza vie di uscita intermedie: chi soffre di claustrofobia la trova impegnativa davvero, non per modo di dire. Non ci sono depositi bagagli agli ingressi delle salite, quindi arriva leggero.
Come arrivare. Piazza del Duomo è il centro geometrico della città e ci si arriva a piedi da ovunque: dieci minuti dalla stazione di Santa Maria Novella, cinque da Piazza della Signoria. L’area è pedonale.
Se vuoi assicurarti la salita, puoi prenotare il pass del complesso del Duomo e vedere quali slot per la cupola sono ancora liberi.
Cosa vedere intorno
Il Duomo è la prima tappa dell’itinerario di due giorni a Firenze, che da qui scende verso Piazza della Signoria e il Ponte Vecchio.
Se ti interessa il seguito della storia, gli originali che hai visto al museo dialogano con le dieci opere da vedere agli Uffizi, a dieci minuti a piedi. E per capire da dove nasce il cantiere, la biografia di Arnolfo di Cambio racconta il progetto iniziale della cattedrale.
Crediti fotografici. Cupola: Zairon, CC BY 4.0. Interno della cupola: Erik Drost, CC BY 2.0. Campanile: Thermos, CC BY-SA 2.5. Porta del Paradiso: Yair Haklai, CC BY-SA 4.0. Pietà Bandini: Marie-Lan Nguyen, CC BY 2.5. Tutte le immagini provengono da Wikimedia Commons.