Nella chiesa di Sant’Andrea a Pistoia è custodito un autentico capolavoro della scultura medievale: il pulpito di Giovanni Pisano, un’opera che ti fa toccare con mano il passaggio dell’arte dal linguaggio medievale a quello rinascimentale.

Hai presente le opere di Giotto?

Ecco: esattamente come Giotto rivoluzionò la pittura introducendo lo spazio e la resa realistica delle emozioni, così Giovanni Pisano rivoluzionò la scultura. Non a caso il pulpito di Pistoia, terminato nel 1301, racchiude significati simbolici e allegorie che lo rendono unico.

Se stai per fare un viaggio in Toscana, tra Lucca e Firenze, fai una sosta a Pistoia per vedere quest’opera dal vivo.

Ti va di saperne di più?

Si parte!

Il pulpito nella chiesa di Sant’Andrea

La fondazione della chiesa di Sant’Andrea risale all’VIII secolo, ma la forma attuale è del XII secolo.

La riconoscerai subito perché l’esterno gioca con i marmi bicromi tipici di questa zona della Toscana, sia nel Medioevo sia nel Rinascimento: l’alternanza di fasce bianche e verdi crea un effetto insolito e prezioso. La facciata reca la firma di Gruamonte (e del fratello Adeodato): sull’architrave del portale centrale spicca una bella rappresentazione del viaggio dei Magi, scena poco comune, scelta forse perché la chiesa si trova lungo la Via Francigena, la grande strada dei pellegrinaggi.

Ma l’opera che rese celebre questa antica chiesa è senza dubbio il pulpito di Giovanni Pisano, capolavoro assoluto della scultura del suo tempo.

Ora te ne parlo.

Interno della chiesa di Sant’Andrea a Pistoia

I significati simbolici del pulpito

Il pulpito di Giovanni Pisano fu terminato nel 1301, quando lo scultore era ormai cinquantenne, e, da vera scultura ancora medievale, è un intreccio di significati simbolici.

Già la divisione in tre registri ha un senso: il tre è un numero sacro, che richiama la Trinità e i regni ultraterreni (inferno, purgatorio e paradiso). La base rappresenta le verità della fede; tra gli archi gotici stanno i personaggi dell’Antico Testamento; in alto scorrono gli episodi del Nuovo Testamento.

A reggere la struttura ci sono sette colonne di porfido, sei disposte in cerchio e una al centro. Alcune poggiano su basi scolpite ricchissime di significato: alla base di una c’è Atlante, l’uomo schiacciato dal peso del peccato; su un’altra una leonessa che allatta i cuccioli, immagine di Cristo che nutre i fedeli; su una terza un leone che azzanna un cavallo, cioè la vera fede che sconfigge l’eresia e l’Anticristo. La colonna centrale, invece, si regge su tre creature alate (un’aquila, un grifone e un leone), simboli della morte, della resurrezione e del giudizio finale.

Tra gli archetti, sibille e profeti anticipano il Nuovo Testamento e reggono simbolicamente l’ultimo registro, dove trovi le cinque scene della vita di Cristo: la Natività, l’Adorazione dei Magi, la Strage degli Innocenti (la più agitata e drammatica), la Crocifissione e il Giudizio Universale.

Il pulpito di Giovanni Pisano nella chiesa di Sant’Andrea a Pistoia

Dall’arte medievale al Rinascimento

Quando osserverai questo capolavoro, fai caso soprattutto ai dettagli emotivi.

Noterai una grande attenzione alle reazioni dei personaggi, qualcosa che l’arte medievale non conosceva, dove le figure restavano distaccate e “prive di sentimenti”. Qui, invece, senti il dolore delle madri nella Strage degli Innocenti, lo strazio della Madonna nella Crocifissione, la disperazione dei dannati nel Giudizio.

È un cambio impressionante, che segna il punto in cui Giovanni supera l’arte del padre Nicola, l’autore dei celebri pulpiti del Battistero di Pisa (1260) e del Duomo di Siena (1268), trasformandone il calmo classicismo in scene di intenso realismo.

Particolare del pulpito di Giovanni Pisano a Pistoia

Come visitare il pulpito

Il pulpito si trova nella chiesa di Sant’Andrea, in via Sant’Andrea, nel centro storico di Pistoia, facilmente raggiungibile in treno da Firenze in poco più di mezz’ora. Ricorda che è un luogo di culto: controlla gli orari e porta qualche moneta per l’illuminazione a gettone, che fa “accendere” i rilievi.

Per capire davvero il contesto, un tour guidato del centro di Pistoia ti porta tra questa chiesa, la cattedrale e le altre meraviglie di una città spesso ingiustamente saltata. E se ami la scultura che racconta le emozioni, dopo Pisano lasciati guidare dalla rivoluzione pittorica di Giotto.

Io lo considero un autentico capolavoro: tu cosa ne pensi quando ci sei davanti?