Napoli non si visita in ordine geografico ma in ordine di calendario, ed è la cosa che questo elenco vuole dirti prima di ogni altra: tre dei suoi musei maggiori chiudono lo stesso giorno, il mercoledì, e il Maschio Angioino chiude la domenica. Qui trovi le guide ai musei che chiedono mezza giornata, le monografie sui luoghi del centro antico, la città scavata sotto i piedi e l’itinerario che tiene insieme le due giornate.
Da qui si parte
Se è la prima volta a Napoli, comincia da queste tre. La prima mette in fila le due giornate con i giorni di chiusura, che qui decidono l’ordine più della distanza. La seconda è il quadro che non si salta, il Caravaggio del Pio Monte, ancora sull’altare per cui fu dipinto. La terza è la strada dei presepi, che è un mestiere e non un souvenir, e dietro le botteghe nasconde un monastero con uno dei chiostri più belli del centro antico.
Cosa vedere a Napoli in 2 giorni: l’itinerario che tiene insieme il centro antico e la collina
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I musei grandi
Tre collezioni che chiedono mezza giornata ciascuna e che non si somigliano: al Museo Archeologico c’è quello che il Vesuvio ha sepolto, a Capodimonte la quadreria dei Borbone dentro un bosco, alla Certosa di San Martino il barocco napoletano con il golfo dalle finestre. La Certosa costa sei euro e chiude il mercoledì, ed è il biglietto che in questa città rende di più.
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11 min di letturaLe opere per cui si viaggia
Due tele e un rilievo, e in tutti e tre i casi conta dove sono. Le Sette opere di Misericordia sono l’unico dei tre Caravaggio napoletani ancora sull’altare per cui furono dipinte. Il Martirio di sant’Orsola è la sua ultima opera, consegnata nel maggio del 1610 e riconosciuta come sua soltanto nel 1980. L’Assunzione della Vergine di Donatello sta su un sepolcro scolpito a Pisa e spedito a Napoli per mare nel 1428, in una chiesa dove non trovi quasi mai nessuno.
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12 min di letturaIl centro antico
Tre luoghi a cinque minuti a piedi l’uno dall’altro, sui decumani greci che sono ancora le strade principali. Il Cristo Velato e il chiostro maiolicato sono le due cose che tutti fotografano e anche le due più fraintese: il primo non fu scolpito da un alchimista, il secondo non è medievale ma del Settecento. Il tesoro di San Gennaro vale come terza tappa, ed è più ricco di quanto ti aspetti.
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10 min di letturaIl potere sul mare
Il Palazzo Reale e il Castel Nuovo si guardano da cinque minuti di cammino e raccontano due modi diversi di comandare Napoli: uno è una scenografia iniziata nel 1600 per un re spagnolo che non venne mai, l’altro una fortezza angioina in cui un re aragonese fece incastrare un arco di trionfo di marmo bianco. Attenzione ai giorni, perché sono opposti: il palazzo chiude il mercoledì, il castello la domenica.
La città sotto la città
Napoli è costruita con il tufo estratto da sotto di sé, e il vuoto è rimasto lì. Sotto il centro antico corrono le cisterne dell’acquedotto greco-romano, diventate rifugi antiaerei nel 1943; sotto il rione Sanità si aprono le catacombe cristiane più grandi del Sud; sotto la collina di Pizzofalcone corre la Galleria Borbonica, il tunnel che Ferdinando II fece scavare nel 1853 come via di fuga militare. Le prime due non hanno giorno di chiusura e salvano un mercoledì; la terza apre solo dal venerdì alla domenica, e su prenotazione.
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11 min di letturaIl contemporaneo, commissionato
A Napoli l’arte contemporanea non è stata comprata, è stata ordinata per il posto in cui sta. Le stazioni dell’arte della linea 1 portano più di duecento opere pensate per una banchina o per un pozzo di luce, e si vedono con un biglietto del trasporto pubblico. Il Madre ha aperto nel 2005 commissionando dodici stanze ad altrettanti artisti, e quelle sale sono la parte del museo che ritrovi identica in qualunque mese.
Mostre in corso a Napoli
Tutte le guide su Napoli- chiude fra 5 giorni Emilio Isgrò. Canto Napoli Museo e Real Bosco di Capodimonte
- chiude fra 18 giorni Maria Lai. Essere è tessere Madre - Museo d’arte contemporanea Donnaregina