A Staglieno c’è una statua che rappresenta una venditrice ambulante di noccioline. È a grandezza naturale, scolpita nel marmo, con lo scialle sulle spalle, gli orecchini d’oro e in mano le collane di nocciole e le ciambelle che vendeva ai pellegrini fuori dai santuari. Si chiamava Caterina Campodonico, morì nel 1882, e quel monumento se lo pagò da viva, mettendo da parte i soldi per anni.

Non è un aneddoto marginale: è la chiave di lettura di tutto il cimitero. Staglieno è il luogo dove una classe sociale nuova ha comprato con la scultura funeraria il riconoscimento che nessun altro le dava.

Ci si entra gratis, tutti i giorni, e ci vogliono due ore. È probabilmente il museo di scultura ottocentesca più importante d’Europa, e non ha né biglietteria né bookshop.

Perché esiste, e perché è così grande

Perché un cimitero di questa scala nasce proprio nel 1851? Il punto di partenza è una legge napoleonica. L’editto di Saint-Cloud del 1804 vietò le sepolture dentro le città e dentro le chiese, e obbligò i comuni a costruire camposanti fuori dalle mura. Genova affidò il progetto a Carlo Barabino nel 1835; Barabino morì di colera nello stesso anno, durante l’epidemia, e il lavoro passò a Giovanni Battista Resasco, che lo completò e lo aprì il 2 gennaio 1851.

L’impianto occupa oggi trecentotrentamila metri quadrati sul fianco della Val Bisagno, ed è organizzato su piani sovrapposti: gallerie porticate in basso, il grande boschetto irregolare sopra, e in cima un edificio a pianta circolare che imita il Pantheon di Roma, raggiungibile da una scalinata monumentale. A metà della scalinata sta la statua della Fede di Santo Varni, alta nove metri.

Ci sono anche recinti separati per le comunità non cattoliche: quello ebraico apre nel 1886, quello greco-ortodosso nel 1882, quello protestante nel 1902 e quello musulmano nel 2000.

porticato superiore del cimitero di staglieno con il pantheon sullo sfondo

La classe che si comprò l’eternità

Che cosa cercava un commerciante genovese quando ordinava una tomba con tre statue a grandezza naturale? Nella seconda metà dell’Ottocento Genova era il primo porto d’Italia, e i traffici marittimi avevano creato una borghesia ricchissima e senza titoli. Il patriziato la teneva fuori dai propri palazzi e dai propri matrimoni; le cariche pubbliche restavano appannaggio delle vecchie famiglie.

La tomba divenne il campo in cui quella classe poteva competere senza chiedere il permesso a nessuno. Si commissionavano ai migliori scultori del momento monumenti in cui la famiglia compariva ritratta dal vero, in abiti contemporanei, con il cappotto, il cilindro e la catena dell’orologio, accanto ad angeli e figure allegoriche.

È questa la novità di Staglieno, e il motivo per cui gli storici dell’arte ci vengono da tutto il mondo. In quasi nessun altro cimitero europeo la scultura funeraria abbandona così presto e così completamente il repertorio idealizzato per il ritratto realistico di persone comuni.

galleria inferiore del cimitero di staglieno con le tombe monumentali

Le cinque cose da cercare

Il monumento a Caterina Campodonico, scolpito da Lorenzo Orengo nel 1881, è il pezzo più famoso e sta lungo il porticato inferiore. L’iscrizione, in genovese e in versi, la firma come committente e spiega che la statua è pagata con i risparmi del suo lavoro. Guardale le mani: tengono la merce, non un libro di preghiere.

statua di caterina campodonico con le collane di nocciole al cimitero di staglieno

L’angelo della tomba Oneto, scolpito da Giulio Monteverde nel 1882, è la scultura che ha fatto scuola in tutta Europa. Non è un angelo consolatorio: è una figura femminile giovane, seduta, con le ali abbassate e lo sguardo dritto davanti a sé, in un atteggiamento che sembra più di attesa che di conforto. Ne esistono copie e imitazioni da Buenos Aires a Barcellona.

angelo della tomba oneto scolpito da giulio monteverde

La tomba di Giuseppe Mazzini sta in una zona appartata, in fondo a una scalinata, ed è l’opposto di tutto il resto: un blocco di pietra grezza sotto un piccolo tempio dorico, senza statue e senza retorica. Mazzini morì a Pisa nel 1872 e fu sepolto qui, nella sua città.

tomba di giuseppe mazzini al cimitero di staglieno

Il Pantheon, in cima alla scalinata, con le statue dei profeti Giobbe e Geremia ai lati.

Il recinto degli inglesi, dove è sepolta Constance Lloyd, moglie di Oscar Wilde, morta a Genova nel 1898. Sulla lapide originale non compariva il nome di Wilde, e il riferimento al marito fu aggiunto soltanto nel 1963.

Quello che si vede camminando, e come camminarci

Staglieno non si visita per elenco. La cosa giusta da fare è salire lungo il porticato inferiore, che è la parte più densa e dove sta la maggior parte delle sculture importanti, poi risalire al boschetto e infine alla scalinata del Pantheon.

Il boschetto irregolare è la sezione più tarda e più libera: le tombe non sono allineate, il terreno sale fra i cipressi, e ci sono monumenti liberty e neoegizi in mezzo alla vegetazione. È anche la parte in cui è più facile perdersi, e non è un male.

tombe fra i cipressi nel boschetto irregolare del cimitero di staglieno

Una cosa da sapere prima di andarci: il cimitero è in funzione. Ci si celebrano funerali e ci vengono le famiglie a trovare i propri morti. Un comportamento da museo, con le voci alte e le fotografie in faccia alla gente, qui è fuori posto.

Chi c’è passato prima di te

Staglieno era una tappa del turismo colto europeo già nell’Ottocento, quando i cimiteri monumentali erano una attrazione riconosciuta come lo erano le gallerie. Ci passarono, fra gli altri, Mark Twain, che ne scrisse nei suoi resoconti di viaggio, Friedrich Nietzsche, che visse a Genova fra il 1880 e il 1883, ed Ernest Hemingway, che lo definì una delle meraviglie del mondo.

Se hai in programma anche Parigi, il termine di paragone ovvio è il Père-Lachaise, che è più antico e più famoso ma ha una vocazione diversa: là si va soprattutto a cercare le tombe di personaggi celebri, qui si va a guardare la scultura.

statua del viandante al cimitero monumentale di staglieno

Informazioni pratiche

Dati verificati il 3 settembre 2026 sul sito del Comune di Genova. Orari e accessi cambiano: ricontrolla prima di partire.

Biglietti. L’ingresso è gratuito. Le visite guidate a pagamento sono organizzate periodicamente dal Comune e dalle associazioni locali.

Orari. Il cimitero apre di norma dalle 7.30 alle 17.00. Il 25 dicembre e a Pasqua chiude alle 13.00; resta chiuso il 1° e il 6 gennaio, il lunedì dell’Angelo, il 24 giugno, il 15 agosto e il 26 dicembre. L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima della chiusura.

Come arrivare. Dal centro partono gli autobus 12, 13, 14 e 34, e il percorso richiede una mezz’ora. In automobile si arriva dal casello di Genova Est, e all’interno c’è un parcheggio.

Quanto tempo chiede. Due ore per il porticato inferiore, la scalinata e il Pantheon. Tre ore se aggiungi il boschetto irregolare con calma. Metti scarpe comode: i dislivelli sono forti e le scalinate sono lunghe.

Da dove continuare

Staglieno chiude la seconda giornata dell’itinerario in Cosa vedere a Genova in 2 giorni, che comincia dai palazzi dei Rolli e passa da Villa del Principe.

Fotografie di Vassil, Superchilum, Twice25, Bellatrovata e Angelo G. Valle da Wikimedia Commons, licenze CC0, CC BY-SA e CC BY.