Da grande appassionata di arte non potevo non approfondire il discorso sulle pittrici donne nella storia dell’arte. Su questo argomento non si parla spesso perché quando si pensa ai grandi artisti vengono subito in mente Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello,Bernini e moltissimi altri artisti di sesso maschile.

Se invece si pensa alle pittrici nella storia dell’arte viene in mente quasi solo Artemisia Gentileschi. Invece, prima di lei, un’altra donna aveva fatto carriera in questo mondo quasi esclusivamente maschile.

Di chi sto parlando?

Se hai letto il titolo di questo post sai già che ti parlerò di Lavinia Fontana. Forse non lo sai ma quest’artista è stata la più  importante pittrice del XVI secolo ed una delle più famose ritrattiste della sua epoca.

Ma c’è anche una piccola curiosità su Lavinia Fontana che la vedrebbe associata con la favola della Bella e la Bestia.

Vuoi saperne di più?

Ti racconto la sua storia di Lavinia Fontana e la sua arte in questo post!

Si parte!

lavinia fontana\

Chi è Lavinia Fontana? Un po’ di storia

Lavinia Fontana nacque a Bologna nel 1552 e crebbe nella bottega del padre Prospero, anch’egli pittore. La giovane venne educata all’arte della pittura e venne a contatto con altri artisti dell’epoca. La sua carriera fu il frutto di scelte ben precise e quasi studiate a tavolino.

Lavinia Fontana si sposò con il mediocre pittore Paolo Zappi, nel 1577 e, nel contratto di matrimonio stipulato dal padre e dal suocero, venne inclusa una clausola che permetteva alla figlia di continuare la sua carriera di pittrice.

Immaginerai infatti che a quell’epoca non doveva essere facile per una donna emergere ed affermarsi in un campo che era quasi esclusivamente maschile.

Tuttavia Lavinia Fontana era particolarmente dotata nell’arte della pittura e molto apprezzata soprattutto per i suoi bellissimi ritratti, ricchi di particolari.

Lavorò per commissioni molto importanti, tra cui le pale d’altare e, seppur non fosse ben vista, venne riconosciuto il suo talento quando il papa Gregorio XIII la chiamò a Roma per farla lavorare alla sua corte.

A Roma si faceva a gara per essere ritratti dalla “pontificia pittrice”: soprattutto le nobildonne se la contendevano per essere immortalate o per far ritrarre i figli.

I quadri di Lavinia Fontana vennero commissionati perfino da personalità di altissimo rango come il re Filippo II di Spagna, nobili, cardinali e vescovi importanti.

Ah si, “ovviamente” non mancò di mettere al mondo anche la bellezza di 11 figli e di aprire una bottega che gestiva con il marito (che sostanzialmente le faceva da manager).

Lavinia Fontana morì nel 1613 e venne sepolta a Santa Maria sopra Minerva, una chiesa che ci parla di donne straordinarie da secoli.

Se ti ha appassionato la storia di Lavinia Fontana continua a leggere qui sotto perché ora ti parlerò della sua arte.

lavinia fontana autoritratto
Autoritratto alla spinetta

Lavinia Fontana artista quasi sconosciuta

Lavinia Fontana è stata una prolifica pittrice.

Nella sua vita dipinse soprattutto scene bibliche e ritratti, in particolar modo femminili. Inventò nuovi modi di rappresentare i bambini, raccontandoci pagine della loro vita privata, di un’infanzia di giochi con cani e gatti, che di solito la pittura non tratta.

C’è anche un dettaglio abbastanza raccapricciante: Lavinia Fontana dipinse vari ritratti di bambini morti.

Non te lo aspettavi, vero?

La cosa però non deve stupirci perché all’epoca era raro che venissero fatti ritratti dei bambini perché poi sarebbero cresciuti e cambiati. Quando però si moriva prematuramente, per conservare il ricordo del piccolo defunto, talvolta si commissionava un ritratto.

É il caso, ad esempio, della piccola Antonia Ghini, morta di vaiolo.

Una delle opere più famose di Lavinia Fontana è tuttavia la rappresentazione di donna. Questo dipinto si trova presso i depositi della Galleria Borghese e rappresenta Minerva nell’atto di abbigliarsi.

Minerva è rappresentata molto raramente nuda, ma la scelta di questo tema non è casuale perché forse si trattava di un tributo all’intelligenza della donna raffigurata.

lavinia fontana minerva nuda

Cosa c’entra la favola della Bella e la Bestia con Lavinia Fontana?

Può sembrare strano ma Lavinia Fontana è indirettamente legata alla favola della Bella e la Bestia.

In che senso?

Alla corte del re di Francia Enrico II era stato portato un ragazzo con il volto ricoperto di peli. All’epoca non si conosceva l’ipertricosi ed una persona che nasceva con questa rara malattia diventava un’attrazione e motivo di stupore.

Il giovane fu fatto studiare dal re anche se veniva considerato un selvaggio. Gli fu poi data una moglie da cui nacquero molti figli, alcuni con la stessa malattia genetica del padre, altri senza.

Alcuni ritengono che alla storia di Pietro Gonzales, il selvaggio peloso, sia da ricondurre l’origine della fiaba della Bella e la Bestia, che si diffuse in varie versioni tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600.

Ma cosa c’entra Lavinia Fontana con questa storia?

Ebbene, se conosciamo il volto di Antonietta, una delle figlie di pietro gonzales, è proprio grazie al ritratto che Lavinia Fontana fece della bambina nel periodo in cui si trovava a Bologna.

Lo puoi osservare qui sotto.

antonietta gonsalvus lavinia fontana

Storie di pittrici dimenticate

La cosa più sconvolgente della storia di Lavinia Fontana è che la sua arte si conosce molto poco, così come quella di altre pittrici donne: Sofonisba Anguissola, Artemisia Gentileschi, Elisabetta Sirani, Judith Leyster, Angelica Kauffmann.

Molte sono le pittrici donne nella storia ma spesso non sono neppure presenti nei libri di storia dell’arte.

Recentemente l’attenzione si è spostata su Artemisia Gentileschi ma temo più per il terribile processo e l’aggressione che subì che per un vero e proprio riconoscimento della sua arte. É stata chiamata la prima pittrice donna ma non fu assolutamente la prima: molte altre avevano avevano già avuto una carriera come pittrici.

Oggi è nostro dovere riconoscere il coraggio e la passione di donne che, come Lavinia Fontana, hanno sfidato il proprio tempo e si sono dedicate a ciò che amavano e che le rendeva felici.

lavinia fontana
Bianca degli Utili Maselli e i suoi figli

Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi.

8 Comments

  1. fa sempre piacere scoprire storie di donne che hanno fatto la storia. Sfortunatamente sono state dimenticate…

  2. Giulia Pracucci Reply

    Non conoscevo questa pittrice, grazie per la scoperta! Oltre all’ipertricosi, il dipinto che mi ha colpito di più è quello di Bianca Utili Maselli, ha uno sguardo incredibile!

  3. Sono stata felicemente sorpresa di scoprire che oltre ad Artemisia Gentileschi ci sono altri pittrici donne. E poi anche io ho pensato la stessa cosa di Roberta, 11 figli e ancora riusciva a dipingere!!! Una donna da prendere come esempio, io ho solo due gatti e perdo comunque un sacco di tempo 😀

  4. Roberta Lollo Isceri Reply

    wow! Tu sì che sai spiegare l’arte! Non conoscevo questa pittrice (per l’appunto), anche se il ritratto della bambina che soffre di ipertricosi non mi è nuovo. La cosa che mi chiedo è come abbia fatto a conciliare lavoro e famiglia (sic…): cioè 11 figli (!!!) e genio! E pensare che oggi si lamentano tutte 😀

    • Arttrip Reply

      si infatti me lo chiedo anche io! Comunque una grande donna, 11 figli, una brillante carriera e pensa a tutte le difficoltà che ha incontrato, alla mentalità con cui si è dovuta scontrare… deve esserci da ispirazione!

    • Infatti! Lei ha sfidato i suoi tempi e la società, ha partorito 11 figli e ha avuto una brillante carriera, noi siamo qui a lamentarci di ogni cosa… da prendere come esempio!

Lascia un commento

Pin It