Last updated on luglio 21st, 2018

Lavinia Fontana è probabilmente la più  importante pittrice del XVI secolo.

Se si pensa a pittrici nella storia dell’arte viene in mente quasi solo Artemisia Gentileschi. Invece, prima di lei, un’altra donna aveva fatto carriera in questo mondo quasi esclusivamente maschile.

Vi racconto la sua storia e la sua arte in questo post!

Chi è Lavinia Fontana?

Lavinia Fontana nacque a Bologna nel 1552 e crebbe nella bottega del padre Prospero, anch’egli pittore. La giovane venne educata all’arte della pittura e venne a contatto con altri artisti dell’epoca.La sua carriera fu il frutto di scelte ben precise e quasi studiate a tavolino.

Lavinia venne fatta sposare con il mediocre pittore Paolo Zappi, nel 1577 e ,nel contratto di matrimonio, stipulato dal padre e dal suocero, venne inclusa una clausola che permetteva alla figlia di continuare la sua carriera di pittrice. Questo le permise di continuare la sua carriera in un’epoca in cui era molto difficile emergere, soprattutto per una donna pittrice.

Lavinia Fontana era particolarmente apprezzata per i ritratti ricchi di particolari. Iniziò a ricevere importanti commissioni, tra cui le pale d’altare e, seppur non fosse ben vista, venne riconosciuto il suo talento:venne chiamata a Roma nel 1603 alla corte di papa Gregorio XIII che diede una svolta alla sua carriera. Fu persino ammessa all’accademia di San Luca, istituzione storica dei pittori.

A Roma si faceva a gara per essere ritratti dalla “pontificia pittrice”: soprattutto le nobildonne se la contendevano per essere immortalate o per far ritrarre i figli. I suoi quadri vennero commissionati dal re Filippo II di Spagna, da nobili, cardinali e vescovi importanti.

Nel frattempo ebbe 11 figli ed avviò una bottega che gestiva con suo marito (che sostanzialmente le faceva da manager).

Morì nel 1613 e venne sepolta a Santa Maria sopra Minerva, una chiesa che ci parla di donne straordinarie da secoli.

lavinia fontana autoritratto
Autoritratto alla spinetta

Lavinia Fontana artista quasi sconosciuta

Lavinia Fontana è stata una prolifica pittrice. Nella sua vita dipinse soprattutto scene bibliche e ritratti, in particolare modo femminili. Inventò nuovi modi di rappresentare i bambini, raccontandoci pagine della loro vita privata, di un’infanzia di giochi con cani e gatti, che di solito la pittura non tratta.

C’è anche un dettaglio abbastanza raccapricciante: Lavinia Fontana dipinse vari ritratti di bambini morti. La cosa però non deve stupirci perché all’epoca era raro che venissero fatti ritratti dei bambini perché poi sarebbero cresciuti e cambiati. Quando però si moriva prematuramente, per conservare il ricordo del piccolo defunto, talvolta si commissionava un ritratto.  E’ il caso della piccola Antonia Ghini, morta di vaiolo.

Uno dei suoi dipinti più famosi però rappresenta una donna ed è di grande formato. Si trova presso i depositi della Galleria Borghese e rappresenta Minerva nell’atto di abbigliarsi. Minerva è rappresentata molto raramente nuda, ma la scelta di questo tema non è casuale perché forse si trattava di un tributo all’intelligenza della donna raffigurata.

lavinia fontana minerva nuda
Cosa c’entra la favola della Bella e la Bestia con Lavinia Fontana?

Può sembrare strano ma Lavinia Fontana è indirettamente legata alla favola della Bella e la Bestia.

Alla corte del re di Francia Enrico II era stato portato un ragazzo con il volto ricoperto di peli. All’epoca non si conosceva l’ipertricosi ed una persona che nasceva con questa rara malattia diventava un’attrazione e motivo di stupore. Il giovane fu fatto studiare dal re anche se veniva considerato un selvaggio. Gli fu poi data una moglie da cui nacquero molti figli, alcuni con la stessa malattia genetica del padre, altri senza.

Alcuni ritengono che alla storia di Pietro Gonzales, il selvaggio peloso, sia da ricondurre l’origine della fiaba della Bella e la Bestia, che si diffuse in varie versioni tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600.

La famiglia si trasferì successivamente a Parma e una delle figlie, Antonietta, fu donata alla marchesa Pallavicini. Uno dei ritratti della piccola, eseguiti a Bologna, viene attribuito proprio a Lavinia Fontana!

antonietta gonsalvus lavinia fontanaStorie di pittrici dimenticate

La cosa più sconvolgente della storia di Lavinia Fontana è che la sua arte si conosce molto poco, così come quella di altre pittrici. donne: Sofonisba Anguissola, Artemisia Gentileschi, Elisabetta Sirani, Judith Leyster, Angelica Kauffmann e molte altre non sono presenti nei libri di storia dell’arte.

Recentemente l’attenzione si è spostata su Artemisia Gentileschi ma temo più per il terribile processo e l’aggressione che subì che per un vero e proprio riconoscimento della sua arte. E’ stata chiamata la prima pittrice donna ma non fu assolutamente la prima: molte altre avevano avevano già avuto una carriera come pittrici.

Oggi è nostro dovere riconoscere il coraggio e la passione di donne che, come Lavinia Fontana, hanno sfidato il proprio tempo e si sono dedicate a ciò che amavano e che le rendeva felici.

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Bianca degli Utili Maselli e i suoi figli

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