Hai appena scoperto i bellissimi quadri di Tiziano Vecellio e ti sei innamorato di questo artista?
Tiziano è stato uno dei più grandi artisti italiani. Tra rinascimento e manierismo, durante la sua lunghissima carriera, questo pittore subì influenze ed evoluzioni delle grandi personalità del suo tempo.
In questo post ti racconto la sua vita, gli aneddoti e le opere di uno dei più grandi maestri della pittura italiana.
La vita di Tiziano in breve
- Nacque a Pieve di Cadore ma visse la maggior parte della vita a Venezia.
- Fu allievo di Giovanni Bellini e fu profondamente influenzato da Giorgione.
- La sua bottega lo rese molto ricco ma divenne anche imprenditore nel commercio del legname.
- Rivoluzionò l’uso del colore nella pittura.
- Realizzò i ritratti degli uomini più importanti del suo tempo.
- Morì molto anziano nel 1576: i documenti gli attribuiscono fino a 99 anni, ma gli studiosi oggi lo ritengono nato intorno al 1488-90.

Quando è nato Tiziano Vecellio? La controversa data di nascita
La data di nascita di Tiziano Vecellio è sconosciuta. Non vi sono documenti ufficiali e le diverse testimonianze in proposito non coincidono. Gli storici si accordano di solito su una data tra il 1480 e il 1490 ma alcuni datano la nascita anche tra il 1470 e il 1475.
Sappiamo per certo che Tiziano morì a Venezia nel 1576, durante un’epidemia di peste. Lui stesso, ormai anziano, in una lettera a Filippo II arrivò a dichiararsi nato nel 1474 (quindi centenario!), e la tradizione gli ha attribuito fino a 99 anni. Gli studiosi moderni, però, collocano la nascita intorno al 1488-1490: sarebbe quindi morto a circa 86-90 anni. Un’età comunque ragguardevole per l’epoca, e una carriera lunghissima.

Perché Tiziano è ritenuto un artista straordinario
Il giovane Tiziano venne a contatto con artisti del calibro di Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, Carpaccio e Giorgione, oltre al suo già citato maestro Bellini.
Il pittore raggiunse presto il successo con le sue tele che si contraddistinsero per l’uso eccezionale che riuscì a fare del colore.
Venezia in quel periodo era all’apice del suo splendore: controllava tutti i traffici del mediterraneo e un ricco e colto patriziato spendeva i propri soldi in opere d’arte per abbellire i propri palazzi.
Alla morte di Bellini (1516) ne ereditò il ruolo di pittore ufficiale della Serenissima, con l’ambito privilegio della sensería al Fondaco dei Tedeschi. Ma la vera consacrazione arrivò con l’enorme pala dell’Assunta (1516-1518) per la basilica dei Frari: una Madonna che sale al cielo in un turbine di luce e di rosso, che lasciò Venezia a bocca aperta e cambiò per sempre la pittura veneziana.

Non solo pittore: Tiziano e il commercio del legname
Tiziano non fu solo pittore ma anche vero e proprio imprenditore: non solo avviò una propria bottega che ottenne grande successo, ma investì anche i propri guadagni nel commercio del legname tra la sua città natale e Venezia.
Il legname era necessario all’industria delle navi e perciò l’artista ottenne presto alti proventi, divenendo ancora più ricco.

Un grave lutto e una storia d’amore finita in tragedia
Tiziano ebbe un unico grande amore, la bella Cecilia Soldano. Si sposarono nel 1525 dopo aver avuto i primi due figli, Pomponio ed Orazio.
I due convivevano già da tempo e si amavano molto. La giovane però morì di parto cinque anni dopo, dando alla luce la figlia Lavinia. Sembra che il pittore rimase talmente sconvolto dal lutto che non si risposò mai più.
I figli furono accuditi da sua sorella Orsola, che si trasferì appositamente a Venezia.

Tiziano Vecellio ritratti
Durante la sua carriera, Tiziano strinse rapporti, eseguì opere e ritratti per i più importanti ed eminenti personaggi della sua epoca: da Carlo V a Papa Paolo III Farnese, da Filippo II di Spagna a Enrico III di Francia, dai Gonzaga a Pietro Bembo, dall’Aretino ai vari dogi.
Come scrisse Vasari “non è stato quasi alcun signore di gran nome, né principe, né gran donna, che non sia stata ritratta dal Tiziano”.
Il suo rapporto con Carlo V fu così stretto che l’imperatore lo nominò cavaliere e conte palatino, un onore quasi inaudito per un pittore. A questo legame si lega anche uno degli aneddoti più famosi della storia dell’arte: si racconta che un giorno, mentre Tiziano dipingeva, gli cadde un pennello, e Carlo V in persona si chinò a raccoglierlo, dicendo che era degno di essere servito da un imperatore. Vera o no, la storia dice tutto sul prestigio che Tiziano aveva raggiunto.

La rivoluzione del colore di Tiziano
Tiziano fu più di tutti il maestro della luce e del colore.
Fuse l’attenzione fiamminga per i particolari e la materia (il vetro, le perle, i tessuti…) alla ricerca degli effetti di luce e colore che avevano iniziato il Bellini e il Giorgione, divenendo uno dei più grandi maestri della pittura italiana di ogni tempo.
Eugène Delacroix scrisse di Tiziano “In lui le qualità pittoriche sono portate al punto massimo: quel che dipinge, è dipinto: gli occhi guardano e sono animati dal fuoco della vita. Vita e ragione sono presenti ovunque”.
Negli ultimi anni la sua pittura si fece sempre più libera e “moderna”: pennellate rapide, forme che si sciolgono nella luce. Si racconta che il vecchio Tiziano dipingesse ormai più con le dita che con i pennelli, sfumando il colore direttamente sulla tela. Un modo di dipingere che anticipa di secoli la pittura moderna e che influenzò maestri come Rubens, Velázquez e, tra i tanti, il giovane Caravaggio (che si formò a Milano nella bottega di Simone Peterzano, a sua volta allievo di Tiziano).

Dove ammirare le opere di Tiziano
Tiziano dipinse per mezza Europa, e oggi le sue opere sono sparse tra i grandi musei del mondo. Ecco dove trovare le più celebri:
- A Venezia, la sua città: l’Assunta e la Pala Pesaro nella basilica dei Frari, e altre opere alle Gallerie dell’Accademia (dove conviene il biglietto salta-fila, le code sono lunghe).
- Al Prado di Madrid, la più grande collezione di Tiziano al mondo: la Danae che vedi in copertina, il Carlo V a cavallo e le celebri “poesie” mitologiche.
- Agli Uffizi di Firenze la Venere di Urbino, alla Galleria Borghese di Roma l’Amor Sacro e Amor Profano, alla National Gallery di Londra il Bacco e Arianna, e ancora opere alla Gemäldegalerie di Berlino.
E tu, qual è il quadro di Tiziano che ti ha fatto innamorare?
