Gianlorenzo Bernini: 10 capolavori incredibili

Il genio del barocco spiegato in 10 opere

Eda, Storica dell’arte

Fiumi di parole si sono spesi su Gian Lorenzo Bernini e sul suo antagonismo con Francesco Borromini.

In realtà la sua personalità fu eclettica ed eccentrica sotto molti aspetti.

Ti spiego questo genio del barocco romano mostrandoti 10 dei suoi capolavori più importanti e raccontandoti gli aneddoti più divertenti sulla sua vita.

 

Gianlorenzo Bernini la gioventù

 Nato nel 1598, Bernini fu figlio d’arte: suo padre Pietro, di origini fiorentine, fu chiamato presto a lavorare al cantiere di Santa Maria Maggiore. Già dei primi anni si rese conto del prematuro talento del figlioletto. Il ragazzo crebbe tra i grandi architetti e scultori della generazione precedente, imparando e formandosi sui loro lavori, dato che la sua vita si svolgeva per la maggior parte tra i vari cantieri che erano commissionati al padre.

Le prime opere di grande fama sono i magnifici gruppi scultorei della galleria Borghese, Enea e Anchise e Il ratto di Proserpina, che scolpì tra i 21 e i 24 anni, il David ma anche lo splendido Apollo e Dafne, risalente al 1625.

 

Autoritratto di Bernini

Gianlorenzo Bernini la maturità

La carriera di Bernini fu luminosa e piena di grandi soddisfazioni: prese ispirazione dall’arte ellenistica, da Michelangelo, ma fu figlio del suo tempo e il barocco si vede in ogni sua opera, in ogni suo progetto, che fonde spesso architettura, scultura e anche pittura per creare un insieme unitario e armonioso.

Lavorò a grandi progetti, fontane monumentali come la Barcaccia di piazza di Spagna affiancando il padre, la splendida Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona, la Fontana del Tritone e quella delle Api a piazza Barberini, grandi chiese e progetti architettonici, da Sant’Andrea al Quirinale alla scalinata di Palazzo Barberini, dal colonnato di piazza San Pietro al baldacchino e all’altare della basilica Vaticana, dalla Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo alla tomba monumentale di Alessandro VII in San Pietro, dalle magnifiche sculture nella cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria a restauri di statue antiche e elefantini reggi obelisco… insomma, a Roma, ovunque ci si gira, si trova un intervento di Bernini!

Statua di Sant’Andrea presso Sant’Andrea al Quirinale

Bernini e gli aneddoti sulla sua vita privata

Ciò che di Bernini forse si sa poco, è la sua vita privata in cui troviamo particolari appassionati e piccanti come nel caso del suo forte antagonismo con Borromini.

Uno degli episodi più famosi fu quando scoprì che la sua amante, Costanza Bonarelli era stata amante anche di suo fratello Luigi. Dalle cronache della sua vita, scritte da suo figlio Domenico Bernini, troviamo l’episodio così raccontato

 “…poiché o ingelosito di lei, o da altra che si fosse cagione trasportato, come che è cieco l’amore, impose ad un suo servo il farle non so quale affronto

Cioè mandò il suo servo a sfregiare il bel viso della ragazza, mentre lui inseguiva il fratello a cavallo, spada alla mano, sin dentro a Santa Maria Maggiore. Alcuni dicono che fu sua madre infine, a pregare il Cardinale Francesco Barberini ad allontanare Gianlorenzo per qualche tempo, poiché temeva per l’incolumità del figlio minore, ma fu il pontefice stesso a intervenire a favore dell’artista.

Busto di Costanza Bonarelli realizzato da Bernini

La fine della vicenda

Il Papa assicurato del fatto, diede ordine, che all’esilio fosse condannato il servo e al Cavaliere mandò per un suo Cameriere l’assoluzione del delitto scritta in Pergamena, in cui appariva un Elogio della sua Virtù degno da tramandarsi alla memoria dei Posteri: Poiché in essa veniva assoluto non con altro motivo, che, perché era Eccellente nell’arte, né con altri Titoli era quivi nominato, che con quelli di Huomo raro, Ingegno sublime, e nato per Disposizione Divina, e per gloria di Roma a portar luce a quel Secolo

In poche parole anche se Bernini “se si rese in parte colpevole, ne riportò ancora il vanto di esser dichiarato un grand’huomo, e eccellente nell’Arte”.

Insomma, le raccomandazioni esistevano già e alla fine chi andò in prigione furono il servo e la forse troppo allegra Costanza, condannata per adulterio.  Urbano VIII però, in cambio dell’assoluzione, costrinse Gianlorenzo a prendere moglie, dalla quale ebbe la bellezza di undici figli.

Morì all’età di 82 anni, nel 1680, e fu sepolto in Santa Maria Maggiore, per sua volontà in una tomba umilissima, a destra dell’altare, per terra, con sopra solo la breve iscrizione “IOANNES LAVRENTIVS BERNINI DECVS ARTIVM ET VRBIS HIC HVMILITER QVIESCIT”.

Ecco le 10 opere di Bernini più significative e rappresentative della sua arte:

La semplice sepoltura di Bernini

Il colonnato di San Pietro

Quando si pensa a Bernini una delle prime cose vengono in mente è il colonnato di San Pietro in Vaticano.

Realizzato per bilanciare la facciata di Maderno, il colonnato ha forma ovale ed è composto da ben tre file di colonne. Il colonnato è un capolavoro d’architettura e di precisione: esistono due punti ben precisi all’interno in cui, stando in piedi, potrete vedere tutta la perfezione di questo lavoro.

La scalinata di Palazzo Barberini

Un’altra opera architettonica di sublime realizzazione è la scalinata che si trova all’interno di palazzo Barberini a Roma. La scala ha la caratteristica di avere una forma elicoidale.
Per vederla dal vivo non è necessario entrare all’interno del palazzo (e quindi di pagare il biglietto) ma è accessibile gratuitamente.

Apollo e Dafne alla galleria Borghese

In questa scultura Bernini riprende il mito di Apollo e Dafne e rappresenta il momento in cui il dio agguanta la ninfa che sta per trasformarsi in alloro.

La metamorfosi della ninfa sta avendo luogo sotto gli occhi increduli di Apollo infatti le mani di Dafne si stanno trasformando in rami e foglie mentre le sue gambe prendono la forma di tronco e radici. Un esempio perfetto di come l’artista sia capace di dare plasticità al marmo.

L’estasi di Santa Teresa in Santa Maria della Vittoria

L’opera rappresenta un angelo nell’atto di trafiggere la santa. La descrizione che la santa stessa da della sua esperienza estatica è molto vivida e la scultura la rappresenta perfettamente. 

Questa statua si trova nella cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria ed è visitabile gratuitamente.

La fontana dei Quattro Fiumi

Una delle fontane più famose di Bernini è la fontana dei quattro fiumi a Roma in Piazza Navona. Rappresenta i quattro fiumi del mondo, uno per ogni continente: il Gange per l’Asia, il Danubio per l’Europa, il Nilo per l’Africa e il Rio della Plata per le Americhe.

Le quattro enormi statue si trovano intorno ad una roccia, scavata nel centro, sulla quale si erge un antico obelisco.

Tutto intorno ci sono gli elementi che caratterizzano ogni fiume: piante, animali e tesori. Ad esempio il Nilo ha la testa coperta perché non se ne conoscevano le fonti. C’è un coccodrillo nella vasca che sembra più una lucertola con l’armatura perché Bernini non ne aveva mai visto uno!

La fontana del Tritone

Situata in piazza Barberini a Roma un altro capolavoro di Bernini.Per scoprire di più puoi leggere questo post sulla fontana del Tritone. 

Il ratto di Proserpina alla galleria Borghese

Questa scultura prende spunto da un altro racconto della mitologia ed in particolare racconta il rapimento di Proserpina, figlia di Giove e Cerere, da parte di Plutone.

Particolarmente realistica la realizzazione delle mani del dio che sembrano affondare sulla pelle di Proserpina come se fosse fatta realmente di carne ed ossa.

La Barcaccia

La barcaccia è un’opera unica nel suo genere. Si trova ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, a piazza di Spagna. A causa della bassa pressione dell’acqua, la fontana venne realizzata scavando nel terreno in modo da garantire un afflusso sufficiente. Fu una delle prime opere di Gianlorenzo Bernini, realizzata assieme a suo padre Pietro.

 

L’elefantino

Infine davanti a Santa Maria sopra Minerva si trova uno degli obelischi di Roma, sorretto da un Elefantino realizzato da Bernini.

L’obelisco fu portato dall’Egitto ai tempi dell’imperatore Domiziano, mentre l’elefante risale al 1667 ed ha un significato divertente: ha infatti la coda spostata verso sinistra per mostrare meglio il “posteriore” al convento alle sue spalle. Questa fu la provocazione e la reazione dell’artista all’ottusità dei frati!

Ciao, mi chiamo Elisa e sono una storica dell’arte. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Sono fermamente convinta che l’arte vada scoperta, vissuta e divulgata, per questo ho deciso di condividere la mia passione su questo blog.

Storica dell'Arte | Viaggiatrice | Blogger, ARTTRIP.IT

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2 Commenti

  1. Roma con le sue chiese, capolavori culturali le varie fontane, Monumenti imponenti tramandatici nei secoli sono tutte opere che vanno preservate
    affinché anche i posteri potranno rimirarle, siamo però sinceri non solo
    Roma possiede queste meraviglie, L’Italia ne è colma e dobbiamo essere fieri di tali meraviglie. Aborro chi non le difende mentre gioisco per
    coloro i quali possono contribuire al loro restauro.

    Rispondi
    • E’ proprio per questo che scrivo il blog Andrea! Per far conoscere le bellezze dell’Italia e non solo. L’arte è un patrimonio fatto per essere goduto, protetto e valorizzato da tutti noi.

      Rispondi

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