Visitare galleria Borghese: 10 opere che non devi assolutamente perderti

visitare galleria borghese
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Stai pensando di visitare Galleria Borghese a Roma e scoprire le sue bellissime opere? Vorresti sapere se vale davvero la pena visitare questo museo di Roma e conoscere in anteprima le più belle opere di Galleria Borghese?

Ti trovi nel posto giusto!

Galleria Borghese non è soltanto uno dei musei più belli di Roma ma è anche uno dei più interessanti e prestigiosi di tutto il mondo. Le opere di Galleria Borghese sono tra le più belle di tutto il Barocco italiano ma al suo interno non troverai soltanto i capolavori di Bernini, ma anche un bellissimo dipinto di Raffaello e numerose opere di Caravaggio.

Se vuoi prenotare Galleria Borghese devi sapere che dovrai organizzarti in anticipo e che avrai solo due ore a disposizione. Gli ingressi alla collezione sono infatti cadenzati ma non ti preoccupare, il tempo è più che sufficiente per scoprire tutti i suoi tesori.

In questo post ti spiego le opere di Galleria Borghese che proprio non puoi perdere, come raggiungere la galleria e come organizzarti per visitare questo bellissimo museo di Roma!

Si parte!

Indice degli argomenti

Galleria Borghese Opere

Galleria Borghese non solo custodisce  una raccolta d’arte di straordinaria bellezza, ma l’edificio stesso è una vera e propria attrazione per tutti gli amanti dell’arte.

Una volta entrati si resta con la testa all’insù ad ammirare i soffitti, ci si  incanta ad osservare la decorazione delle pareti, delle porte e i marmi dei pavimenti.

Ma cosa è custodito al suo interno?

Visitare galleria Borghese ti farà scoprire capolavori d’arte cinque e seicentesca unici e preziosissimi.

Qui sono conservati ben 4 gruppi scultorei di Bernini (i più famosi tra l’altro), 6 tele di Caravaggio, 2 dipinti di Raffaello e 2 di Tiziano, oltre a molte altre opere non meno preziose.

Domenichino, Dosso Dossi, Veronese, Correggio, Algardi… sono solo alcuni degli artisti che troverai nelle sale di Galleria Borghese a Roma!

Ma ora basta con i preamboli e vediamo insieme le 10 opere di Galleria Borghese che non puoi assolutamente perderti iniziando dal magnifico salone.

ratto di proserpina galleria borghese

1 – Il salone di Mariano Rossi

Non appena varcherai la porta d’ingresso di Galleria Borghese, ti accorgerai dell’immensa bellezza di questo museo di Roma e della ricercatezza dei decori.

La decorazione del grande salone d’entrata di Galleria Borghese è la più impressionante. Sul soffitto è rappresentata la “Gloria di Roma” del pittore Mariano Rossi. Non è molto conosciuto ma ai suoi tempi egli era piuttosto famoso e richiesto. Quest’opera gli fu commissionata nel 1774 da Marcantonio IV Borghese ed è veramente impressionante.

Cosa c’è rappresentato?

Al centro della volta potrai riconoscere Romolo, fondatore di Roma, che viene assunto in cielo da Giove, re degli dei.

Da una parte noterai Furio Camillo sconfiggere i Galli in battaglia, dall’altra l’allegoria di Roma con Romolo e Remo bambini e la Lupa, infine le oche del Campidoglio. C’è anche una rappresentazione del Tevere sotto forma di divinità con un lungo remo e varie altre personificazioni delle virtù cittadine quali prosperità, abbondanza ecc…

La figura nuda che si trova a sinistra dell’entrata lascia un po’ perplessi.

Si tratta di una onna che tiene in mano il sole: è la rappresentazione della Verità che viene svelata dal Tempo e sconfigge la calunnia e l’invidia. Essa fu rappresentata per fare da pendant all’incompiuta statua di Bernini che si trovava nella stessa sala.

Che altro dire, questo soffitto è magnifico e ti terrà non poco con gli occhi all’insù!

Un’ultima curiosità sul Salone Mariano Rossi

La sala venne più volte ristrutturata nel corso dei secoli.

Nel ‘700, ad esempio vennero aggiunti i busti dei “Dodici Cesari” di Giovan Battista della Porta all’interno delle nicchie in cima alle pareti. Nell’800 invece vennero portate qui altre 2 sculture: un Bacco del II secolo e  il colossale Satiro all’attacco che ispirò Bernini per il suo David il David

E il pavimento?

Se riesci a distogliere lo sguardo dal bellissimo soffitto, potrai notare che perfino il pavimento è meraviglioso. Si tratta infatti di un Mosaico rinvenuto in un’antica villa romana del IV secolo e spostato a Galleria Borghese nel XIX secolo.

Salone mariano rossi

2 – La statua di Paolina Borghese di Canova

Visitare Galleria Borghese senza soffermarsi a conoscere una delle sue protagonista sarebbe un peccato, non è vero?!

Alla sala numero 1  si trova infatti il simbolo di Galleria Borghese. Si tratta niente di meno che di Paolina Borghese, sorella di Napoleone Bonaparte che sposò il figlio di Marcantonio IV, Camillo Borghese.

Paolina Borghese fu una figura chiave nella storia di Galleria Borghese e della sua collezione poiché Napoleone costrinse il cognato a vendere alla Francia 344 tra le opere più importanti della collezione archeologica della famiglia. Per questo motivo al Louvre vi sono tantissime statue romane come l’ermafrodito Borghese o il Satiro Borghese!

Chi ha realizzato la statua di Paolina Borghese?

La statua di Paolina Borghese è un’opera di Canova e fu commissionata proprio per “integrare” le perdite subite da questa massiccia spoliazione.

Paolina fece scandalo all’epoca perché era rappresentata seminuda, nelle vesti della dea Venere vincitrice. In mano infatti tiene il pomo d’oro che Paride aveva assegnato alla dea più bella, la dea dell’amore.

Perché è importante questa scultura?

Quest’opera incarna perfettamente l’ideale neoclassico di Canova di armonia e compostezza: il materasso sembra vero, la pelle della donna sembra viva per quanto è candida e levigata!

Viene quasi voglia di toccare i tessuti per constatare che siano effettivamente di marmo.

Statua di Paolina Borghese a galleria borghese

3 – David di Bernini a Galleria Borghese

Il David è un capolavoro giovanile di Gianlorenzo Bernini che eseguì quest’opera nel 1623, all’età di 25 anni circa. É l’unica statua a soggetto biblico acquistata dal Cardinale Scipione, che scoprì subito il talento del giovane scultore.

Il David che sconfisse il gigante Golia era già stato ritratto da Donatello e da Michelangelo, i due più grandi scultori del Rinascimento. Non a caso l’ambizioso genio del Bernini scelse questo tema per dimostrare la sua abilità confrontandosi con i due grandi del passato.

Cos’ha di particolare questa scultura?

Il David di Bernini a Galleria Borghese è profondamente diverso rispetto alle opere precedenti: viene infatti ritratto nel pieno dell’azione e non ad azione conclusa come negli altri. Di solito infatti David viene raffigurato già vincitore, con la testa di Golia tra le mani.

Qui, invece, la torsione del corpo, i muscoli tesi, il volto concentrato, trasmettono tutta la tensione dell’impresa che sta per compiersi.

Si dice che per il volto Bernini si sia ispirato alla sua espressione mentre scolpiva, guardandosi in uno specchio.

Hai notato il retro della scultura?

É interessante notare che la parte posteriore del David di Bernini non è stata rifinita. La statua doveva essere infatti collocata contro un muro e non guardata a tutto tondo.

Vuoi conoscere un’altra curiosità sul David di Galleria Borghese?

Se ci fai caso, noterai che il tallone del David è in gesso e non in marmo!

Forse Bernini, essendo ancora molto giovane, aveva sbagliato a prendere le misure oppure, dovendo essere posto contro la parete, non era importante poiché non si sarebbe visto il pezzo mancante.

Probabilmente non lo sapremo mai, ma questo piccolo errore di Bernini rende quest’opera di Galleria Borghese ancora più interessante.

Tu che ne pensi?

David di Bernini a galleria borghese

4 – Enea, Anchise e Ascanio di Bernini

Questa è la prima statua che Bernini ha realizzato per il cardinale quando aveva una ventina d’anni.

Tra i gruppi presenti a Galleria Borghese è il meno famoso perché risulta statica rispetto alle altre statue che hanno un movimento ed un pathos molto più forte, ma non per questo è meno importante.

Ricordi la storia di Enea?

Questa statua rappresenta proprio il momento in cui l’eroe troiano fogge da Troia, mentre la città è presa d’assalto dai greci grazie al trucco del cavallo. I soggetti rappresentati sono quindi Enea che trasporta il padre Anchise sulle spalle e il figlioletto Ascanio che li segue.

Quest’opera è interessante per due ragioni.

Vuoi sapere quali sono?

La prima è che fu un omaggio alla famiglia Borghese stessa, che si vantava di discendere da Enea. La seconda è che non rappresenta solo la scena della fuga da Troia ma cela alcuni simbolismi molto più profondi.

In questa statua si possono vedere infatti diversi significati tra cui le tre età dell’uomo.

Il bambino è ovviamente Ascanio, che tiene tra le mani la fiamma simbolo di vitalità e luce del futuro. Enea è l’adulto, che tiene sulle sue spalle il peso della famiglia e della responsabilità e possiede la forza fisica e morale per guidare le future generazioni. L’anziano è giustamente rappresentato da Anchise, memoria storica della famiglia che stringe tra le mani le statue dei Penati, cioè degli antenati.

La cosa bella delle opere di Galleria Borghese è poter osservare questi capolavori di Bernini a tutto tondo e, in questo caso, la potenza delle tre figure è particolarmente evidente se vista da dietro.

Le schiene dei tre personaggi, il modo in cui è scolpita la pelle rugosa del vecchio, liscia dell’eroe e paffutella del bambino rendono perfettamente l’idea della differenza tra i tre.

Enea, Anchise e Ascanio a galleria borghese

5 – Apollo e Dafne di Bernini

Ti consiglio di visitare Galleria Borghese anche solo per emozionarti difronte a questo capolavoro.

Ricordi il mito di Apollo e Dafne?

Questo gruppo rappresenta il momento in cui il dio Apollo raggiunge la ninfa Dafne che, non ricambiando il suo amore, prega di essere trasformata in albero piuttosto che assecondare i desideri del Dio.

La potenza espressiva di Bernini in quest’opera è senza precedenti.

Come nel David viene raffigurato l’eroe nell’atto di compiere la sua impresa, anche qui il giovane Apollo viene come fotografato nel momento esatto in cui raggiunge la sua amata Dafne che si sta trasformando in alloro.

Il tutto avviene davanti agli occhi stupefatti del Dio: i piedi diventano radici, le mani foglie, la chioma rami e il corpo un tronco ruvido.

Nelle “Metamorfosi” di Ovidio che ispirarono l’opera si legge:

Ancora prega, che un torpore profondo pervade le sue membra, il petto morbido si fascia di fibre sottili, i capelli si allungano in fronde, le braccia in rami; i piedi, così veloci un tempo, s’inchiodano in pigre radici, il volto svanisce in una chioma: solo il suo splendore conserva. Anche così Febo l’ama e, poggiata la mano sul tronco, sente ancora trepidare il petto sotto quella nuova corteccia e, stringendo fra le braccia i suoi rami come un corpo, ne bacia il legno (…)

Il modo in cui Bernini rappresenta l’azione è  incredibile: la finezza delle foglie, il piede alzato di Apollo e il suo sandalo, la bocca semiaperta della ninfa che sembra stia gridando.

La trasformazione di Dafne è resa alla perfezione da Bernini. La ninfa sembra trasformarsi in alloro proprio davanti ai nostri occhi ed è proprio dell’alloro che il dio si cingerà per sempre il capo in ricordo della sua amata.

Apollo e Dafne galleria borghese

6 – Ratto di Proserpina di Bernini

Realizzato tra il 1621 e il 1622 (a 23/24 anni) da Gianlorenzo Bernini, quest’opera di Galleria Borghese è al centro del salone degli imperatori.

Il protagonista in questo caso è Plutone, dio degli inferi, mentre rapisce Proserpina. La giovane si dibatte tra le braccia del Dio e piange indifesa mentre l’altro sogghigna felice della sua preda.

La tragicità della scena è enfatizzata dal cane mostruoso Cerbero che latra e ringhia con le sue tre teste a chi si avvicina per sottrarre la ragazza al suo padrone.

I muscoli di Plutone tesi nello sforzo, il braccio alzato di Proserpina, il volteggiare delle vesti e della sua chioma, ti porteranno nel vivo della tragicità della scena.

Quando osserverai questa bellissima opera di Bernini fai caso ai particolari. Sulla guancia di Proserpina potrai notare un lacrima che le solca il viso mentre sulla schiena del dio Plutone si trova un neo.

Ma la cosa più impressionante di questa scultura sono le mani di Plutone che affondano nelle cosce della sua preda. La sua presa è così realistica che il marmo sembra essere di vera carne.

Ratto di Proserpina galleria borghese

7 – Le opere di Caravaggio

Se ti ho annoiato con tutte queste opere di Bernini, devi sapere che a Galleria Borghese è custodita anche la più grande collezione di tele di Caravaggio al mondo.

Nella sala 8 sono infatti presenti ben sei opere di Caravaggio: la Madonna dei Palafrenieri, Davide con la testa di Golia, Giovane con canestra di frutta, il cosiddetto Bacchino malato, San Gerolamo e San Giovannino.

Quel è la più bella?

Sceglierne solo una, tra questi stupendi capolavori, non è affatto facile ma quella che forse mi ha colpito di più è stata la bellissima Madonna dei Palafrenieri.

Come spesso era capitato con le opere di Caravaggio, anche questo dipinto ha suscitato delle aspre critiche tanto da essere rimosso dalla sua sede originale che si trovava all’interno della chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri per essere infine acquistato dal Cardinal Borghese.

Cos’ha di così “sconveniente”?

Al giorno d’oggi forse non ci faremmo neppure più caso, ma per l’epoca bisogna ammettere che la scollatura della Vergine non doveva essere un elemento da mettere così in evidenza. Così come le nudità del bambino non più in fasce.

Il tema rappresentato è in realtà quello dell’Immacolata Concezione, con la Vergine che schiaccia il serpente del peccato aiutata dal piede del Figlio.

La terza figura è invece Sant’Anna, che rappresenta la Grazie.

Come sempre i chiaro-scuri di Caravaggio sono sorprendenti, sono certa che ti lascerà senza parole.

Caravaggio galleria borghese

8 – I capolavori di Raffaello

La collezione Borghese era quella che vantava più Raffaello dopo la famiglia de’Medici, in un epoca in cui possedere un Raffaello era segno di ricchezza e distinzione. Solo due tele sono sopravvissute a vendite e spoliazioni: il trasporto del Cristo morto e la Dama con liocorno.

Vuoi conoscere la loro storia?

La prima opera ha una storia interessante. Il Cardinale Scipione si era così innamorato di questo capolavoro che, non riuscendo ad acquistarla, decise direttamente di rubarla dal monastero perugino in cui era conservata. Essendo il nipote del Papa, Scipione commise varie azioni scellerate per appropriarsi di capolavori ed arricchire la sua collezione personale, sicuro di rimanere sempre impunito.

La dama con liocorno di Galleria Borghese invece ha avuto una sorte diversa in quanto la sua vera identità fu per secoli contraffatta sotto le spoglie di Santa Caterina. Al dipinto era infatti stato aggiunto un mantello e una ruota, simbolo del martirio della santa.

Solo i restauri di inizio secolo hanno portato l’opera alla sua forma primitiva rivelando il soggetto originale.

La giovane ritratta doveva essere probabilmente una sposa a giudicare dalle vesti sfarzose e dal gioiello con rubino, simbolo di passione. L’animale al suo fianco potrebbe essere un unicorno (rappresentante la verginità della ragazza) oppure un cane (fedeltà) ma dalle radiografie non emerge con chiarezza quale delle due creature sia stata dipinta prima.

Avresti mai pensato che la storia dell’arte potesse essere così avvincente?

Visitare Galleria Borghese vuol dire anche immergersi in questi aneddoti!

dipinti di Raffaello galleria borghese

9 – La Danae di Correggio a Galleria Borghese

Questa opera di Correggio è particolarmente importante perché rappresenta un tema che non era ancora mai stato affrontato nella storia dell’arte.

Ricordi la storia di Danae?

Te la rinfresco brevemente!

La leggenda racconta che Danae fu rinchiusa in una torre dal re suo padre, poiché gli era stato predetto che sarebbe morto per mano di suo nipote.

Purtroppo per lui, Giove, invaghitosi della giovane, la feconderà sotto forma di pioggia dorata.

Il fanciullo che nascerà da questa unione è il famoso Perseo, l’eroe che sconfisse Medusa grazie al riflesso del suo scudo e che salverà Andromeda. Infine avvererà la profezia uccidendo suo nonno per sbaglio.

Come è arrivata a Galleria Borghese quet’opera?

La tela fu acquistata da Camillo, marito di Paolina Bonaparte. Risale al 1532 e faceva parte, insieme ad altre tre tele, di una serie di Amori di Giove, dipinti per il duca di Mantova Federico II Gonzaga. L

Il tema non era mai stato rappresentato, l’interpretazione di Correggio risulta dunque molto innovativa.

Come puoi notare, la scena è particolarmente intima ed esaltata dalla presenza dei due amorini che stanno testando la purezza dell’oro su una pietra di paragone.

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10 – I due dipinti di Tiziano a Galleria Borghese

Sono due le opere di Tiziano conservate alla Galleria Borghese.

La più famosa è sicuramente Lamor sacro e l’amor profano risalente all’incirca al 1515. Sono rappresentate due donne sedute su una fontana, una nuda ed una vestita, che rappresentano rispettivamente l’amor sacro (nudo perché puro e senza macchia) e l’amor profano (vestito di un abito nuziale).

Il significato di quest’opera può essere compreso solo quando si contestualizza: era un dono di nozze che accompagnava molti altri regali.

L’altro dipinto, del 1565 circa, rappresenta Venere che benda Cupido e vi si può apprezzare tutta l’arte di Tiziano maturo.

Molto interessante vedere l’evoluzione del grande maestro tra un’opera giovanile ed una in età avanzata.

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Visitare galleria Borghese e la mostra su Bernini

Dal 1 novembre al 4 febbraio 2018 Galleria Borghese ha ospitato una bellissima mostra su Bernini.

L’esposizione comprendeva circa 60 opere provenienti da altri musei e collezioni da tutto il mondo, ripercorrendo la formazione dell’artista e le varie fasi del suo lavoro.

Se non hai avuto l’occasione di assistere a questa mostra è davvero un gran peccato. Se ami Bernini era l’occasione perfetta per ritrovare le sue opere più belle in un unico luogo.

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Galleria Borghese biglietti e orari

Innanzi tutto, per visitare galleria Borghese, ricordati che èOBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE.

Ci sono 5 turni da due ore tutti i giorni tranne il lunedì. Gli orari di Galleria Borghese sono dalle 9 alle 11, dalle 11 alle 13, dalle 13 alle 15, dalle 15 alle 17 e dalle 17 alle 19.

Come prenotare galleria Borghese?

Quando avrai scelto giorno ed orario, potrai prenotare via internet oppure per telefono. Il numero per prenotare la visita alla galleria Borghese è 0632810. Il mio consiglio è di acquistare il biglietto con almeno una settimana di anticipoed arrivare mezz’ora prima dell’inizio del turno o rischierai di non riuscire ad entrare

L’unico modo per visitare Galleria Borghese senza prenotazione sono i biglietti last minute, disponibili mezz’ora dopo l’inizio di ogni turno.

Io te li sconsiglio principalmente per due ragioni: avrai solo un’ora e mezza per visitare la galleria e non è detto che siano disponibili poiché il numero cambia di volta in volta, quindi rischierai di fare un buco nell’acqua.

Un’altra cosa importante da tenere in considerazione è che borse, borsette, ombrelli e zaini andranno lasciati obbligatoriamente al guardaroba poiché gli spazi sono molto ristretti e si rischia di danneggiare le opere. Sono ammessi solo piccoli marsupi e piccolissime borsette, senza borchie.

Ma niente paura perché il guardaroba di Galleria Borghese è gratuito, sorvegliato e molto sicuro.

É possibile fare foto a Galleria Borghese?

La risposta è “si”  ma senza il flash.

Se invece vuoi mangiare a Galleria Borghese, la caffetteria al piano seminterrato oppure puoi fare un pic nic nel giardino di Villa Borghese. D’estate è davvero bellissimo!

La galleria ha tre piani: il piano -1 dove si trova la biglietteria, caffetteria, guardaroba e bagni. Il piano 0 con le sculture e Caravaggio e il piano 1 con la pinacoteca. Ci sono poi delle scale per spostarsi da un piano all’altro.

Se visiti la galleria con lultimo turno (17/19) ti segnalo che biglietteria, bookshop e caffetteria chiudono alle 18.30.

visitare galleria borghese

Commenti su Galleria Borghese?

Per qualunque domanda per visitare galleria Borghese non esitare a contattarmi, ho lavorato in questo museo per un anno quindi so bene come funziona e come muoversi al suo interno!

Se invece hai già visitato la galleria fammi sapere qual è l’opera che ti è piaciuta di più nei commenti.

Non vedo l’ora di scoprirlo!

Elisa

Elisa

Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi.

8 commenti su “Visitare galleria Borghese: 10 opere che non devi assolutamente perderti”

    • Si, nella Galleria ci sono tantissimi capolavori molto famosi. Visitarla è come sfogliare un libro di storia dell’arte solo molto più emozionante!

  1. Cavolo avrei voluto esistesse questa guida già un paio di anni fa quando li avevo visitati.
    Avrebbe reso la visita ancora più magica di quanto già è stata… uno dei musei più belli del mondo secondo me, solo di Roma è quasi riduttivo 🙂

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