L’incompiuta abbazia di Venosa: storie di popoli, monaci e arte

L’antica abbazia di Venosa è una chiesa incompiuta, circondata dai resti archeologici di case romane, con terme e perfino un anfoteatro.

Venosa si ha l’impressione di camminare nei secoli ripercorrendo le fasi costruttive degli edifici, la storia dei popoli che vi vissero e degli eventi che ne determinarono le sorti.

Ti racconto cosa è accaduto…

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L’abbazia di Venosa, tra resti romani e chiese cristiane

La Venosa attuale si trova a nei pressi dell’area archeologica di cui stiamo parlando. L’odierna cittadina infatti ha avuto uno sviluppo diverso e deve il suo impianto agli interventi medievali e rinascimentali.

Sin dall’antichità questa località ebbe un certo sviluppo grazie alla vicinanza con la via Appia, diventando centro di scambi e commerci. I resti archeologici romani a venosa testimoniano questa ricchezza: ci hanno restituito un anfiteatro, delle terme e numerose domus di una certa importanza, di cui conserviamo anche alcuni preziosi mosaici.

Interessante è la cosiddetta colonna dell’amicizia di venosa, anch’essa di epoca romana, che secondo la tradizione garantisce amicizia eterna se ci si gira intorno tenendosi per mano.

Verso il V secolo vi fu costruita una basilica a tre navate, probabilmente sui resti del tempio pagano del dio Imene. Gli scavi hanno permesso la riscoperta di un mosaico e delle antiche fondamenta.

Dopo le invasioni barbariche, la città e la chiesa passarono sotto al dominio longobardo. A loro si devono i primi interventi sull’edificio paleocristiano, di cui si conserva parte della decorazione tipicamente stilizzata, oggi visibile all’interno del portico.

Tuttavia le modifiche del X secolo subirono a loro volta uno sconvolgimento tra l’XI e il XII secolo, quando la famiglia normanna degli Altavilla decise di rendere questo monastero benedettino uno dei più importanti del sud Italia.

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Gli Altavilla e la chiesa incompiuta di Venosa

All’interno della chiesa della Santissima Trinità a Venosa, sono conservate le sepolture di personaggi molto importanti della famiglia degli Altavilla. Tra gli altri vi sono sepolti anche il condottiero normanno Roberto il Guiscardo, e la sua prima moglie Aberada, in tombe monumentali.

La famiglia degli Altavilla regnosul sud Italia per oltre un secolo. L’importanza dell’abbazia di Venosa per la nobile famiglia spinse i monaci benedettini ad ampliarla. Per questo motivo, nel XII secolo, iniziarono i lavori di ingrandimento prolungando l’abside.

La nuova chiesa di Venosa doveva essere enorme e maestosa per accogliere un nutrito numero di fedeli: fu progettata con oltre 2000 metri quadrati, un ampio transetto e un coro triabsidato. Solo che le cose non andarono come previsto...

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L’abbazia di Venosa, gigante solitario

Presto i monaci terminarono i fondi e quindi i lavori si fermarono. Quando l’abbazia passò all’ordine dei cavalieri di Malta, il progetto fu definitivamente abbandonato. I nuovi proprietari si spostarono infatti all’interno della città, lasciando l’abbazia di Venosa incompiuta.

Oggi si possono ammirare le forme romaniche e i blocchi di marmo sottratti al vicino anfiteatro che portano ancora immagini e scritte romane. Aggirarsi tra i resti di questa chiesa mai completata è molto suggestivo.

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La città e l’abbazia di Venosa oggi

L’abbazia di Venosa era una delle più importanti del sud Italia e, ancora oggi, è una delle più significative della Basilicata. Ma la città non è famosa solo per questo edificio straordinario.

Volete sapere dove è nato Orazio? Proprio qui a Venosa dove è conservata ancora la cosiddetta casa di Orazio: l’edificio è del II secolo a.C. ma probabilmente si tratta di resti di terme e non di una casa.

C’è poi la fontana Angioina, risalente al 1298, la fontana di Messer Oto, con un leone romano e la fontana di San Marco, entrambe del XIV secolo. Tra le stradine si affacciano vari palazzi cinquecenteschi, tra chiese barocche e piccoli vicoli. Si arriva infine al bellissimo castello del Balzo, del 1470, che ospita anche il museo archeologico.

Vi consiglio veramente di fare questa passeggiata dopo aver visitato l’incompiuta abbazia di Venosa! Non so se è una mia passione per le chiese distrutte o mai finite (come San Galgano, la chiesa do Carmo a Lisbona o Saint-Jean-des-Vignes a Soisson) ma trovo che questi luoghi siano particolarmente suggestivi. Hanno storie complicate da raccontare…

Chi di voi conosceva Venosa e la sua chiesa incompiuta? Scrivetemi nei commenti cosa ne pensate!

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Elisa Di Agostino

Elisa Di Agostino

Storica dell'arte

Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi. Scopri di più su di me…

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