Ecco perché il parco archeologico di Paestum è assolutamente incredibile

Eda, Storica dell’arte

Il parco archeologico di Paestum, in Campania, ospita testimonianze antichissime. Templi, resti di una città e un museo davvero interessante ti portano a scoprire com’era questa terra in un passato lontanissimo, fino a 2500 anni fa, e ancor prima. Qui ti spiego perché è cosi eccezionale ed unico…

Parco archeologico di Paestum: 2500 anni? Sono pochi!

Paestum è famosa per i suoi templi, risalenti all’epoca greca. In realtà l’insediamento umano in questa zona è molto più antico. Già nella preistoria qui vivevano cacciatori e agricoltori, di cui si sono ritrovate armi costruite con pietra scheggiata.

Nel museo archeologico vi è una sezione dedicata proprio ai reperti preistorici e alla civiltà “del Gaudo”, dal nome della necropoli che fu scoperta casualmente dalle truppe americane nel 1944.

Parco archeologico di Paestum: templi dalla Grecia

Quando si pensa al parco archeologico di Paestum si pensa subito ai suoi templi magnifici. Ti assicuro che vederli dal vivo fa tutto un altro effetto che osservarne le fotografie!

Questi luoghi di culto risalgono circa al VI secolo a. C. e furono costruiti in un periodo in cui i greci abitavano le coste dell’Italia meridionale, la cosiddetta Magna Grecia.  Il tempio più antico dedicato ad Hera, sposa di Zeus, padre degli dei, risale circa al 560 a.C. Sappiamo che si tratta del più antico perché è presente una fila di colonne al centro, poste per sostenere il tetto. Questa tecnica successivamente scomparirà grazie alle nuove scoperte in campo architettonico.

Tutti i templi sono in stile dorico, che si contraddistingue per capitelli molto semplici, privi di decorazione, e per le forme molto possenti di tutta la struttura. Altro tempio, l’unico di cui conosciamo con sicurezza il dedicatario, è quello di Atena. La dea della saggezza, ma anche della guerra, era personificata da una grande statua custodita in una cella all’interno del tempio. Durante le cerimonie, celebrate sugli altari di pietra all’esterno in cui venivano offerte libagioni, le porte del recinto in cui era custodita la statua venivano aperte perché potesse “assistere” alla cerimonia.

tempio di Atena a Peastum

Poseidone, Apollo, Hera o Zeus?

Il più grande dei templi del parco archeologico di Paestum è anche quello meglio conservato. Le sue magnifiche colonne, alte 9 metri, presentano scanalature per alleggerire la struttura e slanciarla. Il basamento di tre gradini, rialza il luogo di culto rispetto al suolo di almeno un metro e mezzo.

Si vede benissimo lo spazio interno in cui veniva custodita la statua della divinità circondata da un recinto. Una fila di colonne interne infatti, divide il tempio in tre grandi navate. Il tetto è scomparso perché era in legno, ma sono rimasti intatti i timpani (i grandi “triangoli” che sostenevano il tetto). Impressionante la mole delle pietre, sovrapposte senza malta, che hanno resistito a terremoti e calamità per due millenni e mezzo!

Il problema di questo tempio, è che non ci è chiaro a chi fosse dedicato! Le fonti antiche tacciono, le statue degli dei ovviamente non ci sono pervenute  e i ritrovamenti di statuette votive lasciano comunque il dubbio. Quest’ultime possono far pensare che fosse dedicato ad Hera, protettrice della città, o a suo marito Zeus, padre di tutti gli dei e re dell’Olimpo. Altri hanno teorizzato che il tempio fosse dedicato ad Apollo, dio delle arti. Viene tuttavia detto tempio di Poseidone perché l’antico nome della città era Poseidonia. L’attribuzione fu proposta nel XVIII secolo, quando il fascino antico di queste strutture fu riscoperto. Si penso’ allora che, dato il nome, il dio del mare potesse essere venerato nel tempio più grande. Non ci sono comunque prove schiaccianti a favore di nessuna di queste ipotesi…

tempio detto di Poseidon

Quanto erano kitsch i templi?

Anche se non vi era decorazione scultorea, né nei timpani né nelle metope (che corrono ai lati sopra le colonne), non bisogna pensare che questo tempio fosse spoglio come lo vediamo oggi.

Era infatti ricoperto da uno stucco bianco e colorato. Si vedono tracce della colorazione rossa e blu e forse vi erano anche motivi vegetali ad arricchire gli spazi vuoti. Anche le statue erano completamente colorate tanto da dover sembrare vere. Sicuramente l’effetto era molto vivace, quasi kitsch, diremmo oggi!

Parco archeologico di Paestum: quando i Lucani conquistarono Poseidonia

Non sappiamo con precisione quando i Lucani, popolazioni italiche dell’entroterra montuoso, attaccarono e conquistarono Poseidonia. Sappiamo pero’ che la chiamarono Paistom e che rispettarono l’impianto di Poleis che i loro predecessori avevano fondato. Gli dei continuarono ad essere venerati, l’heroon, la tomba dell’eroico fondatore, continuo’ ad essere omaggiata con offerte e persino la sala delle riunioni ekklesiasterion, rimase in uso.

Le due comunità si fusero, come emerge dalle testimonianze in lingua Osca e Greca. Bellissime le tombe, greche e lucane, in cui motivi decorativi delle due civiltà si fondono.

La più famosa è la tomba del tuffatore, risalente al V secolo a. C. E’ testimonianza delle nuove teorie sull’aldilà che si andavano diffondendo. I greci pensavano l’altro mondo come un posto oscuro e triste. Donne che si strappano i capelli, compianti, scene del funerale, decoravano le tombe greche, assieme a terribili mostri. Invece verso il V secolo, una serie di nuove dottrine legate all’orfismo, vedevano la morte solo come un passaggio, una liberazione dell’anima dal corpo. Cosi questo giovane si “tuffa” nel mondo dei morti con il sorriso sul volto. Attorno a lui, scene di banchetto e gioia, non di dolore.

la tomba del tuffatore nel museo archeologico di Paestum

Paestum, dalla città dei Romani all’abbandono

Quando i romani conquistarono Paistom, a loro volta rispettarono l’impianto greco, i templi e le antiche strutture. La città divenne un ricco centro con il nome latino di Paestum. La cinta muraria venne ricostruita ed ampliata: lunga 5 km, presenta 4 porte, 28 torrette e un’altezza di circa 7 metri. Nonostante i secoli, è ancora imponente!

I resti della città romana sono visitabili: ben distinguibile l’area del foro, l’anfiteatro, la  piscina, le varie abitazioni e le strade lastricate. Il culto cristiano è attestato in una basilica paleocristiana e probabilmente anche i templi furono convertiti al nuovo culto.

Questo centro cadde in rovina dopo le invasioni barbariche quando gli abitanti lasciarono le zone costiere per rifugiarsi nelle montagne, più facili da difendere. Nel ‘700, quando emerse l’interesse per l’archeologia e le antiche civiltà, tutti i colti studiosi dell’epoca si recarono a Pompei e Paestum per studiarne le strutture. Questi templi all’epoca erano creduti le strutture più antiche al di fuori dell’Egitto e divennero ben presto famosissime tappe del Grand Tour.

Di mare e mongolfiere al parco archeologico di Paestum

Nell’antichità, Paestum era molto più vicina al mare di quanto non lo sia ora ed il fiume che vi scorreva nei pressi la rese insalubre, contribuendo all’abbandono della città. Nel museo ti verrà spiegato tutto, alla riscoperta settecentesca, con le splendide rappresentazioni che ne fece Piranesi (ti ricordi della villa del priorato di Malta e del suo lavoro?).

La parte che mi è piaciuta di più? Di sicuro le metope dell’Heraion sul fiume Sele, con le fatiche di Ercole, brani della guerra di Troia e altre scene mitologiche. Le tombe sontuosamente decorate e i corredi funebri molto ricchi sono senz’altro interessanti, ma ho trovato un vaso assolutamente incredibile, rappresentante la nascita di Venere, che mi ha lasciata di stucco!

Tra le altre cose da fare, si possono osservare i templi da una mongolfiera: a causa del maltempo non ho potuto fare il giro, ma se vuoi provarlo trovi i contatti qui! Ad ottobre c’è persino il festival delle mongolfiere…

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2 Commenti

  1. Queste foto sono magnifiche! Lasciano trasparire tutta la maestosità e la bellezza del luogo

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    • Grazie mille, sono felice che ti piacciano!

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