L’abbazia di San Galgano: conosci la sua triste storia?

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Dopo aver letto il mio articolo su Siena ti è venuta una gran voglia di scoprire i suoi d’intorni e visitare l’abbazia di San Galgano?

Hai fatto benissimo!

Un’escursione nella campagna senese è proprio quello che ci vuole per allontanarsi dalla frenesia cittadina e scoprire una storia antica dove si parla di cavalieri e spade conficcate nella roccia.

Se ti appassionano le storie di queste antiche chiese diroccate, a San Galgano potrai scoprire un luogo che emana un fascino senza tempo. Queste antiche pietre infatti ti racconteranno la leggenda del cavaliere Galgano che conficcò miracolosamente la sua spada nella roccia e si fece eremita.

Come nella leggenda di re Artù, in molti cercarono di estrarre la spada di Galgano dal terreno ma ancora oggi potrai trovarla al suo posto, coperta da una cupola protettiva per evitare che qualche turista la distrugga nel tentativo di estrarla dalla roccia.

Ma a San Galgano c’è molto di più!

Così come per l’abbazia di Venosa, anche a San Galgano sorgono le rovine di un’antica abbazia, che venne abbandonata nei secoli e che oggi attira migliaia di turisti grazie al suo fascino.

Ma qui la storia è completamente diversa rispetto all’abbazia incompiuta di Venosa e forse anche più triste.

Ti va di scoprirla insieme a me?

Si parte

La rotonda di Montesiepi, dove la storia ebbe inizio

Prima della costruzione dell’abbazia di San Galgano, in cima alla collina di Montesiepi sorgeva una piccola pieve. Qui San Galgano visse sino alla morte, nel 1181. Nel 1185 venne costruita una rotonda, per onorare la tomba del santo.

L’impianto è piuttosto semplice: la bicromia (l’uso di due colori) presente nella muratura è tipica del romanico senese mentre la cupola ricorda antiche tombe etrusche.

L’edificio originale è stato più volte modificato nel corso dei secoli.Uno degli interventi più importanti risale circa al 1330, quando venne aggiunta una cappella affrescata da Ambrogio Lorenzetti.

Ma l’aspetto più importante di questo luogo è probabilmente la sua storia.

Chi era San Galgano e perché c’è una spada nella roccia?

Proprio sul luogo dove ora sorge la rotonda di Montesiepi, Galgano Guidotti, piantò la sua spada in segno di rinuncia ai beni terreni. Questo santo, originario proprio di Chiusdino, abbandonò la sua dissoluta vita da cavaliere e divenne eremita.

La sua spada ancora oggi si trova all’interno della rotonda e non può non far pensare alla famosa leggenda della spada nella roccia e di re Artù. Bisogna infatti considerare che Chrétien de Troyes, l’autore del ciclo arturiano, era contemporaneo di San Galgano.

Anche se le leggende dei cavalieri della tavola rotonda erano probabilmente già tramandate oralmente da decenni, sarebbe interessante capire se la spada di Galgano non abbia potuto ispirare lo scrittore.

I contatti tra questa parte d’Italia e la Francia erano infatti assai frequenti grazie alla via Francigena, ed è suggestivo pensare che il Galgano della Toscana possa essere stato l’ispirazione per uno dei fedeli cavalieri di re Artù, il famoso Galvano!

Per molti anni la spada di San Galgano è stata vittima dell’incuria e numerosi turisti hanno tentato di estrarla dalla roccia in cui è incastrata danneggiandola irrimediabilmente. Oggi la spada si trova sopra una cupola protettiva e non può essere toccata in alcun modo. Le analisi chimiche hanno dimostrato che si tratta effettivamente di un’arma del XII secolo ma non è l’unica spada di quel periodo incastonata nella roccia, ve ne sono altre in diverse regioni d’Europa.

Che San Galgano abbia o meno influenzato una delle storie più famose del mondo non credo possa essere dimostrato, ma mi piace pensare che l’eco di questo cavaliere e della sua spada possa essere giunto lontano. Di cavalieri divenuti santi leggendari, nel Medioevo, se ne trovano molti… ad esempio San Martino, a cui è dedicata una particolarissima chiesa di Lucca!

La storia di incuria dell’abbazia di San Galgano

I Cistercensi fondarono l’abbazia di San Galgano nel 1201 realizzando un vero e proprio capolavoro di arte cistercense.

Il complesso crebbe velocemente, tanto che nel XIII secolo era uno dei più potenti del centro Italia. Tuttavia, già un secolo dopo, l’abbazia iniziò la sua decadenza a causa della peste e delle carestie. Fu più volte saccheggiata e infine abbandonata dai monaci nel XV secolo, che si trasferirono a Siena.

Il degrado dell’abbazia di San Galgano fu tuttavia causato da uno scellerato abate commendatario a cui era stata affidata. Questo abate per saldare i suoi debiti personali, vendette la copertura in piombo del tetto della chiesa, lasciandola così senza una copertura efficace!

Da quel momento in poi il degrado fu lento ed inesorabile fino al sopraggiungere del crollo del tetto di San Galgano nel 1768.

Nonostante si siano fatti lavori di ristrutturazione già nei secoli passati, appare evidente che l’abbazia di San Galgano non tornerà mai più al suo antico splendore. Ma nonostante questa perdita enorme, oggi questo luogo ha acquisito un fascino particolare proprio a causa del crollo.

Ogni anno infatti migliaia di turisti si recano a San Galgano per osservare questa “signora di pietra” che ha perso il tetto solo per adottarne uno ancora più bello… il cielo.

Storie di antichi abbandoni, San Galgano e non solo

San Galgano non fu l’unica abbazia ad essere rovinata e abbandonata.

Se pensiamo ad esempio all’abbazia di Soissons o alla chiesa Do Carmo a Lisbona capiamo che questo problema ha riguardato edifici religiosi magnifici in diverse parti del mondo. Anche in Germania, Scozia e Galles ci sono splendide chiese semi distrutte dall’incuria e dal tempo.

Nonostante questo luogo sia decisamente suggestivo, dobbiamo essere felici che San Galgano in Italia sia un esempio pressoché isolato!

Per una storica dell’arte come me è davvero  triste vedere un edificio tanto maestoso ridotto in rovina e quasi abbandonato a se stesso.

Come arrivare a San Galgano

Quasi alle porte della Maremma, lungo la strada che collega Siena a Grosseto, nel territorio comunale di Chiusdino (SI), si trova una tappa obbligata per il viaggiatore che voglia scoprire i tesori della Toscana.

San Galgano si trova sulla strada che collega Siena e Grosseto. Se stai visitando una di queste due bellissime città non impiegherai molto ad arrivarci.

Il comune di riferimento è quello di Chiusdino ma per raggiungere il luogo in cui si trova San Galgano dovrai uscire a San Lorenzo a Merse per poi seguire le indicazioni per l’Abbazia procedendo in direzione Monticiano.

Per quanto riguarda gli orari, San Galgano è aperta tutti i giorni dell’anno, dalle 9 di mattina fino al tramonto. Il prezzo per l’ingresso è di 3,5 euro

Commenti su San Galgano

Hai avuto la possibilità di visitare questo luogo così insolito?

Ne conosci altri in Italia o in Europa?

Fammelo sapere qui sotto nei commenti.

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Elisa Di Agostino

Elisa Di Agostino

Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi.

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