La chiesa do Carmo a Lisbona: una cicatrice nella città

Eda, Storica dell’arte

La chiesa do Carmo a Lisbona è una delle più belle chiese gotiche della città. O meglio era.

Oggi, infatti, non ne rimangono che i resti e il fascino di una meraviglia perduta per sempre.

Le catastrofi di Lisbona nel 1755

Se si guarda Lisbona da uno dei suoi numerosi punti panoramici, non si può fare a meno di notare una cicatrice che la storia ha lasciato proprio nel cuore della città. Si tratta dello scheletro della splendida chiesa do Carmo, crollata a seguito del rovinoso terremoto che flagellò la città nel 1755.

Il sisma colpì la costa del Portogallo il 1 novembre, durante la festa di Ognissanti, causando gravissimi crolli, riducendo la città in macerie e provocando anche innumerevoli incendi. Non bisogna dimenticare che per l’illuminazione e il riscaldamento all’epoca erano impiegate candele e legna, materiale ampiamente impiegato anche in edilizia, e molto facilmente infiammabile.

Dopo il terremoto e l’incendio, il mare si ritirò per alcuni metri e un’onda di 15 metri si abbatté su Lisbona, mietendo altre vittime e distruggendo altri edifici.

La distruzione della chiesa do Carmo a Lisbona

Fu proprio a seguito di questi terribili eventi che la chiesa do Carmo e il convento che era li accanto, furono distrutti. Era stata costruita per essere la più splendida chiesa gotica della città nel XIV secolo e da allora aveva rivaleggiato con la cattedrale. Con le terribili catastrofi, terremoto, incendio e maremoto, Lisbona perse la maggior parte dei suoi luoghi di culto.

Il tetto e le volte della chiesa do Carmo, come spesso accade in questi frangenti, crollarono rovinosamente, lasciando l’edificio scoperto.

La bellezza delle rovine della chiesa do Carmo a Lisbona

Dopo la distruzione della chiesa, si decise dapprima di ricostruirla, per poi invece optare per lasciarla spoglia e senza copertura. Questa scelta ha una duplice ragione.

In primis, si voleva mantenere il ricordo della devastazione del terremoto come monito per le generazioni future, a dimostrazione della fugacità della vita e dell’opera umana.

In secondo luogo, il momento di ricostruire la chiesa do Carmo coincise con la diffusione delle teorie del Romanticismo e di un rinnovato interesse per il medioevo ed il fascino delle rovine dell’antichità. Resti che, in contrapposizione con il Neoclassicismo, non si volevano ricostruire ma che erano anzi affascinanti proprio perché abbandonati e rovinati dal tempo.

Visitare la chiesa do Carmo oggi

Oggi visitare la chiesa do Carmo è come entrare in un altro universo. Si lascia il caos del centro di Lisbona, tra clacson, artisti di strada e turisti, e si entra in un luogo di calma e raccoglimento che non ha niente da invidiare ad una chiesa ancora intera.

L’entrata costa 3 euro e comprende anche la visita al piccolo museo allestito nell’antica struttura. Passeggiando tra le grandi colonne di pietra, si ha l’impressione di trovarsi in un cantiere medievale, come se il tetto stesse per essere completato invece di essere stato distrutto. Resti di sepolcri e sculture, gli archi di volta e le pietre delle pareti, ci raccontano del primitivo splendore di questo edificio.

Romanticismo, chiese e terremoti

Con le chiese distrutte dai terremoti ho un rapporto molto stretto e molto doloroso. Forse sono un po’ ottocentesca ma a me le rovine monumentali piacciono tantissimo. Come a Soisson e a San Galgano, come le mie chiese in Umbria, tutte queste signore di pietra distrutte hanno qualcosa da insegnarci.

Personalmente, mi mettono uno strano senso di malinconia mista ad ammirazione, ma mi fanno anche molto riflettere sulla vita, sul ruolo dell’arte e dell’opera dell’uomo. Dopotutto, nulla è eterno, neppure il monumento più grande e bello.

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