Il Palacio de Liria è ancora una casa: è la residenza ufficiale del duca d’Alba. Fino al 2019 entrarci era difficile: si visitava solo il venerdì mattina, e la lista d’attesa era lunga. Dal settembre 2019 apre ogni giorno, e dentro trovi Goya, Velázquez, Rubens e una raccolta di documenti di Cristoforo Colombo.
L’orario è fatto a fasce, e il lunedì il palazzo apre solo la mattina: si entra dalle 10:00, con l’ultimo ingresso alle 12:45. Dal martedì alla domenica si torna anche il pomeriggio, dalle 16:00, con l’ultimo ingresso alle 18:00.
Come fa un palazzo bruciato nel 1936 ad avere ancora i suoi Goya?
Un palazzo dei duchi di Berwick
Il palazzo non nacque per i duchi d’Alba. Lo fece costruire, fra il 1767 e il 1785, il terzo duca di Berwick e di Liria, Jacobo Fitz-James Stuart. Suo nonno, il maresciallo di Berwick, era un figlio naturale di Giacomo II Stuart, re d’Inghilterra; aveva combattuto per Filippo V nella guerra di successione spagnola, e ne aveva avuto in premio il titolo di duca di Liria, dal nome di un paese della provincia di Valencia.

Il primo architetto fu il francese Guilbert, che gli diede l’aria di un palazzo parigino. All’inizio degli anni Settanta del Settecento lo sostituì Ventura Rodríguez, e l’edificio lo finì Blas Beltrán Rodríguez, cugino di Ventura. È neoclassico, e mentre ti avvicini noterai che la facciata principale guarda un giardino invece che la strada.
Il nome degli Alba arriva solo nel 1802. Quell’anno morì senza figli Cayetana, la tredicesima duchessa d’Alba, quella dipinta da Goya, e il titolo passò ai Berwick: da allora le due casate sono una.
Il 1936
Che cosa salvò la collezione?
L’evacuazione. Nel novembre 1936, durante la guerra civile, il palazzo fu bombardato e incendiato: restarono in piedi solo le quattro facciate. Ma le opere principali erano già state portate via dalla Junta de Incautación, l’ente creato dalla Repubblica per salvare il patrimonio artistico. I quadri viaggiarono insieme a quelli del Prado fino a Ginevra; una parte di mobili, libri e documenti fu messa al riparo in vari luoghi di Madrid, fra cui il Banco de España e l’ambasciata inglese. Nell’incendio andarono persi comunque più di settanta quadri.

Questa fotografia è del 1934, due anni prima dell’incendio: mostra la cappella com’era. Tienila a mente quando vedrai le sale di oggi, che sono tutte ricostruite.
Dopo la guerra, il diciassettesimo duca avviò la ricostruzione, sui disegni dell’architetto inglese Edwin Lutyens, quello di Nuova Delhi; i lavori li eseguì l’architetto spagnolo Manuel Cabanyes. Visto dall’alto, il palazzo ricostruito è di nuovo un lungo blocco chiaro in mezzo agli alberi.

La duchessa in bianco
Fra i ritratti dei duchi, dipinti nell’arco di cinque secoli, il più famoso è di Goya: la duchessa d’Alba in abito bianco, del 1795. Davanti al quadro riconosci subito Cayetana, con una fascia rossa in vita, un fiocco rosso fra i capelli neri e un cagnolino bianco ai piedi; con la mano destra indica il terreno.

Fra gli altri ritratti c’è quello del Gran duca d’Alba, Fernando Álvarez de Toledo, a lungo creduto di Tiziano e oggi attribuito ad Antonio Moro; e ci sono le copie di Rubens da due ritratti di Tiziano. La fondazione nomina, fra i maestri della collezione, Velázquez, Murillo, Zurbarán, El Greco e Ribera. Le opere vanno a volte in prestito ad altri musei: se ce n’è una che vuoi vedere, chiedi alla biglietteria prima di andare.
Le lettere di Colombo
Perché i duchi d’Alba possiedono gli autografi di Cristoforo Colombo?
Per via di un matrimonio. La madre del terzo duca di Berwick era duchessa di Veragua ed erede diretta di Colombo: per questo l’archivio della casata conserva il più grande gruppo di autografi originali dell’Ammiraglio. Fra i documenti ci sono anche il testamento di Ferdinando il Cattolico e quello, autografo, di Filippo II.
Il giardino
Davanti al palazzo il giardino oggi è all’inglese, con un prato centrale e alberi secolari. In un angolo c’è un cimitero dei cani: i duchi ci hanno sepolto i loro preferiti, ognuno con la sua lapide. Il giardino ha una sua visita guidata, a parte, che nel 2026 si è tenuta dal 14 maggio al 31 agosto.

Informazioni pratiche
Dati verificati il 30 ottobre 2026 sul sito ufficiale palaciodeliria.com. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.
Fino al 31 gennaio 2027 il palazzo ospita la mostra «Cayetana: Grande de España», dedicata alla diciottesima duchessa d’Alba, Cayetana Fitz-James Stuart. A Siviglia la famiglia ha la sua casa andalusa, il Palacio de las Dueñas, dove la duchessa morì nel 2014. A Madrid, per un’altra collezione nata da una famiglia, c’è il Museo Thyssen-Bornemisza; per quella dei re, la Galería de las Colecciones Reales.
Fotografie da Wikimedia Commons: la facciata e il suo dettaglio, di UnDíaPorMadrid, CC0; la vista dall’alto, di Luis García (Zaqarbal), CC BY-SA 3.0; il cancello, di Zarateman, CC0; la cappella nel 1934, dalla Biblioteca Virtual del Patrimonio Bibliográfico, CC BY-SA 4.0; il ritratto di Goya è una riproduzione in pubblico dominio.