«Mi infancia son recuerdos de un patio de Sevilla, / y un huerto claro donde madura el limonero»: la mia infanzia sono ricordi di un patio di Siviglia e di un orto chiaro dove matura il limone. Quel patio della poesia di Antonio Machado, si ritiene, è quello del Palacio de las Dueñas, dove il poeta nacque nel 1875.
Il palazzo è la casa sivigliana dei duchi d’Alba, aperta alle visite dal 2016. Dentro ci sono un patio del Cinquecento, quattro giardini e una collezione di oltre millequattrocento pezzi. Il lunedì pomeriggio si entra gratis, ma solo prenotando sul sito: esauriti i posti, alla porta non ti fanno entrare.
Perché un poeta nacque nel palazzo dei duchi d’Alba?
Dalle case dei Pineda ai duchi d’Alba
Perché il palazzo si chiama «delle Dueñas»?
Per un vicino che non c’è più: il convento di Santa María de las Dueñas, fondato nel 1251 e demolito nel 1868.
Il palazzo nacque da un gruppo di case della famiglia Pineda. Uno storico del Seicento raccontò che i Pineda le avessero vendute nel 1483 per pagare il riscatto di un loro parente fatto prigioniero dai mori nella guerra di Granada: è una leggenda. La vendita, a Catalina de Ribera, è del 1496, e fu lei a trasformare le case in una dimora gotica e mudéjar. Nel 1516 furono commissionati ad Alonso de León gli affreschi delle gallerie del patio.

Il 9 febbraio 1612 l’erede del palazzo, Antonia Enríquez de Ribera, sposò il quarto duca d’Alba, e da allora la casa è della famiglia. Il portale da cui entri, con lo stemma del duca, lo fece costruire il dodicesimo duca nel 1771.
Un palazzo diviso in appartamenti
Nell’Ottocento il quindicesimo duca d’Alba, che viveva quasi sempre all’estero, divise il palazzo in appartamenti e lo affittò a una dozzina di famiglie. Una era quella dei Machado: per questo il poeta nacque in un palazzo ducale.
I restauri cominciarono verso il 1885 e continuarono per tutto il Novecento, con il diciassettesimo duca e poi con Cayetana Fitz-James Stuart, la diciottesima duchessa. Per lei questa era la casa preferita: qui festeggiò il pranzo di nozze del 1947, qui si risposò nel 2011, e qui morì nel 2014. Due anni dopo il diciannovesimo duca, Carlos Fitz-James Stuart, ha aperto il palazzo al pubblico.
Il patio principale
È il cuore della visita, e ha la forma del patio andaluso: un cortile con le gallerie su due piani, le palme e una fontana al centro.

Guarda la fontana: ha gli azulejos dei fratelli Pulido, del 1530-1540. Le colonne di marmo bianco vennero da una bottega di Genova intorno al 1540, e azulejos del Cinquecento dei Pulido rivestono anche le coperture delle gallerie basse. Altri azulejos del primo Cinquecento decorano gli zoccoli della cappella.

Le stanze e la collezione
Che cosa c’è alle pareti della casa dei duchi d’Alba?
Cinque secoli di collezione di famiglia, da Sofonisba Anguissola a Sorolla. Nel Salón de la Gitana, il salone da ballo, c’è il bronzo della Gitana flamenca di Mariano Benlliure, accanto ad arazzi fiamminghi del Seicento. Nel salone del pianoforte c’è il ritratto del diciassettesimo duca dipinto da Joaquín Sorolla nel 1908.

E nel Salón Imperio, fra i ritratti delle duchesse, c’è un acquerello che Jackie Kennedy dipinse durante la sua visita del 1966, con una dedica a Cayetana: «Las Dueñas. Sala de estar de Eugenia que me encanta».
I giardini e il Patio del Aceite
Il palazzo occupa 9.000 metri quadrati, e i giardini sono quattro. Uno è il giardino dei Limoni, che porta il nome dell’albero della poesia.

Il secondo patio è quello del Aceite, dell’olio, a ovest del palazzo. Ha una fontana di azulejos al centro, resti del pavimento del Quattrocento e, sulle pareti, affreschi come quelli del patio principale.

Informazioni pratiche
Dati verificati il 29 ottobre 2026 sul sito ufficiale lasduenas.es. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.
Per il mudéjar di più di un secolo prima c’è il palazzo di Pedro I, al Real Alcázar. E nella stessa giornata puoi vedere la cattedrale con la Giralda. A Madrid la stessa famiglia apre ai visitatori la sua residenza ufficiale, il Palacio de Liria.
Fotografie da Wikimedia Commons: il patio principale, gli archi del patio e il giardino dei Limoni, di Gzzz, CC BY-SA 4.0; il portale d’ingresso, di Alonso de Mendoza, CC BY-SA 4.0; il Salón de la Gitana e il Patio del Aceite, di Jl FilpoC, CC BY-SA 4.0.