La cattedrale di Siviglia è costruita sul posto della grande moschea almohade, e della moschea conserva due pezzi. Il primo è il cortile delle abluzioni, oggi il Patio de los Naranjos, il patio degli aranci. Il secondo è il minareto, la parte bassa della Giralda: sopra, nel Cinquecento, fu aggiunta la cella delle campane, con in cima una statua della Fede che gira col vento.
Sul sito ufficiale il biglietto costa 13 euro online e comprende la salita sulla Giralda e la chiesa del Salvador. La cattedrale però è una chiesa in funzione, e i suoi orari cambiano con il culto: la domenica la visita apre solo nel pomeriggio.
Perché per salire sulla Giralda non si fanno scale, ma rampe?
La moschea che c’era prima
Gli Almohadi fecero di Siviglia la capitale di al-Andalus, e la sua grande moschea si costruì fra il 1172 e il 1198, sotto la direzione dell’architetto Ahmad Ben Baso. Dopo la conquista castigliana del 1248 i cristiani la usarono come chiesa per più di centocinquant’anni.

Il Patio de los Naranjos era il cortile in cui ci si lavava prima della preghiera: un rettangolo di 43 metri per 81, che dopo la conquista servì da cimitero e da luogo di cerimonie.
La Giralda, dal minareto al campanile
Il califfo almohade Abu Yaqub Yusuf ordinò il minareto il 26 maggio 1184, e i lavori cominciarono quell’autunno con Ben Baso; li riprese poi un altro maestro, Alí al-Gumari, in mattoni. Il 10 marzo 1198 il minareto fu concluso, con quattro sfere di bronzo dorato in cima. Le sfere andarono perdute con un terremoto del Trecento.

Nel Cinquecento l’architetto Hernán Ruiz il Giovane aggiunse sopra il minareto la parte rinascimentale, fra il 1558 e il 1568. In cima, il 13 agosto 1568, fu messo il Giraldillo, la statua della Fede fusa in bronzo da Bartolomé Morel: è alta tre metri e mezzo, pesa 1.300 chili ed è una banderuola. Oggi la torre supera i cento metri.
Dentro la torre, per salire si percorrono 35 rampe, abbastanza larghe, dice la tradizione, perché il muezzin potesse salire a cavallo a chiamare alla preghiera; nessun documento però lo prova. Dopo le rampe, diciassette gradini portano alla cella delle campane, che è la parte della torre aperta alle visite.
«Che chi la vedrà ci prenda per pazzi»
L’8 luglio 1401 il capitolo della cattedrale decise di abbattere la vecchia moschea, rovinata dal terremoto del 1356, e di costruire una chiesa nuova. La tradizione sivigliana mette in bocca ai canonici una frase: «facciamo una chiesa così bella e così grande che chi la vedrà finita ci prenda per pazzi». L’atto del capitolo di quel giorno è più sobrio, e chiede un’opera «che non ce ne sia un’altra uguale».

I lavori cominciarono nel 1434, e il 6 ottobre 1506 si posò l’ultima pietra in cima al tiburio. Gli annessi, dalla sacrestia maggiore alla Cappella Reale, furono finiti nel 1593.
Il retablo mayor
Dietro l’altare maggiore c’è il retablo, la grande pala dorata che chiude il fondo della cappella. È considerato il più grande della cristianità. Lo cominciò nel 1482 Pieter Dancart, e ci lavorarono altri tre scultori per arrivare alla fine.

Ogni riquadro è una scena scolpita, e la pala si guarda attraverso la cancellata rinascimentale che chiude la cappella. Il restauro, cominciato nel 2011, è durato trenta mesi.
La tomba di Colombo
Chi porta la bara di Colombo?
Quattro araldi di bronzo, alti 2,60 metri, con il viso e le mani di alabastro. Sono i regni di Spagna: davanti la Castiglia e il León, dietro l’Aragona e la Navarra. Il monumento è di Arturo Mélida, e fu inaugurato il 17 novembre 1902: lo trovi nel braccio sud del transetto, davanti alla Puerta de San Cristóbal.

Nella cattedrale sono sepolti anche tre re di Castiglia: Fernando III, che conquistò la città, suo figlio Alfonso X e Pedro I, il re che costruì il palazzo dell’Alcázar.
Il sant’Antonio ritagliato
Nella cappella battesimale c’è la Visione di sant’Antonio di Murillo, del 1656: il santo, nella penombra e con le braccia aperte, alza lo sguardo verso il Bambino in una luce fortissima.
Come finì a New York il santo di questo quadro?
Il 4 novembre 1874 qualcuno lo ritagliò dalla tela e lo rubò. Il frammento fu venduto a un antiquario di New York; lo comprò un collezionista che, scoperta la provenienza, lo restituì alla Spagna. Nel 1876 il santo tornò nel quadro.
Informazioni pratiche
Dati verificati il 29 ottobre 2026 sul sito ufficiale catedraldesevilla.es. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.
Accanto alla cattedrale c’è il Real Alcázar, il palazzo di Pedro I, che si visita anche con il biglietto combinato Alcázar e Cattedrale, a 42 euro contro i 28,50 dei due biglietti ufficiali online. Per una casa nobile sivigliana, gotica e mudéjar, c’è il Palacio de las Dueñas. E per un’altra moschea diventata cattedrale, con la chiesa costruita dentro la sala di preghiera, la Mezquita di Córdoba.
Fotografie da Wikimedia Commons: la Giralda da plaza Virgen de los Reyes, di Diliff, CC BY-SA 3.0; il fianco della cattedrale, di Jynus, CC BY-SA 4.0; la Giralda di notte e il retablo mayor, di Diego Delso, CC BY-SA 4.0; la tomba di Colombo, di Pom², CC BY-SA 3.0; il Patio de los Naranjos, di Jebulon, CC0.