Il Museu Picasso di Barcellona non è il museo dei capolavori più famosi di Picasso. È il museo del Picasso che impara: la sua collezione, di circa cinquemila opere, è la più completa sugli anni di formazione dell’artista, dai disegni da ragazzo agli anni di Barcellona e di Parigi, e accanto a queste opere c’è la serie intera delle Meninas, dipinta molti anni dopo.
Il museo occupa cinque palazzi medievali uno accanto all’altro in carrer Montcada, nel quartiere della Ribera, dove Picasso visse da ragazzo. Le opere di Picasso sono protette dal diritto d’autore, ed è per questo che le fotografie di questa pagina mostrano i palazzi e non i quadri.
Prima di comprare il biglietto, sappi che il giovedì pomeriggio e la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito, con prenotazione.
Perché il museo che Picasso volle in vita si trova a Barcellona, se lui visse quasi sempre in Francia?
Un museo nato da un’amicizia
La risposta ha un nome: Jaume Sabartés. Picasso lo conobbe a Barcellona nel 1899, in uno studio di carrer d’Escudellers Blancs, e la loro amicizia durò tutta la vita. Nel 1935 Sabartés raggiunse Picasso a Parigi e diventò il suo segretario personale; da allora Picasso gli dedicò una copia di ogni nuova stampa.
La collezione di opere di Picasso che Sabartés possedeva fu il nucleo iniziale del museo. Il progetto passò per una cena all’Hotel Ritz con Josep Maria de Porcioles, sindaco di Barcellona sotto il franchismo, che lo accettò e lo portò in Comune senza farne una bandiera. Il museo aprì nel 1963.

Sabartés morì nel 1968, e Picasso continuò a mandare al museo una copia di ogni nuova stampa, sempre con la stessa dedica: Pour Sabartés. Nel 1970 fece il gesto che cambiò la collezione: donò alla città tutte le opere che la sua famiglia conservava nella casa di Passeig de Gràcia.
Cinque palazzi di carrer Montcada
Perché un museo di arte moderna in una fila di palazzi gotici?
Per la geografia della vita di Picasso. Nel 1960 Sabartés scelse il Palau Berenguer d’Aguilar perché si trovava nel cuore della Ribera, nella zona della città in cui Picasso aveva vissuto fra il 1895 e il 1904. Il restauro durò tre anni, e Picasso lo seguì dalla Francia.

Carrer Montcada è oggi la strada con la più importante architettura civile medievale della città: case di nobili e di mercanti arricchiti con il commercio marittimo, costruite fra il Duecento e il Quattrocento e rifatte più volte, soprattutto nel Settecento. I palazzi hanno tutti la stessa struttura: un cortile con una scala all’aperto che sale al piano nobile.
Il museo è cresciuto palazzo dopo palazzo. Dopo il Palau Aguilar, aperto nel 1963, arrivarono il Palau del Baró de Castellet nel 1970, il Palau Meca nel 1982, e nel 1999 la Casa Mauri e il Palau Finestres, che oggi ospitano le mostre temporanee.

Nel Palau Aguilar guarda il cortile: la scala all’aperto, la loggia ad archi acuti e le sculture gotiche sono del Quattrocento. Il palazzo prende il nome dal mercante Berenguer d’Aguilar, che lo comprò nel 1400. Sopra una delle finestre, due putti scolpiti reggono uno stemma.

Nel Palau del Baró de Castellet, al pianterreno, c’è una sala coperta da una volta di mattoni che poggia su un unico grande pilastro centrale.

Il Palau Meca fu in gran parte distrutto dai bombardamenti del 1714, durante l’assedio di Barcellona, e rifatto dalla famiglia di mercanti che lo comprò pochi anni dopo.

Il Picasso prima di Picasso
Che cosa si vede, in un museo di Picasso senza i suoi quadri più famosi?
Si vede come si diventa Picasso, ed è la parte che non trovi altrove. Il museo ti fa vedere i lavori fatti a Málaga, alla Coruña, a Barcellona, a Madrid e a Horta de Sant Joan: una formazione accademica solida, e insieme una personalità forte e una prima libertà creativa.
Seguono le opere della giovinezza, in cui vedi Picasso assorbire in fretta le avanguardie della Barcellona di fine secolo e della Parigi della Belle Époque, e il gruppo di opere del periodo blu. Poi ci sono gli oli che dipinse a Barcellona nel 1917, una collezione di grafica e quarantuno ceramiche donate nel 1982 dalla moglie, Jacqueline.
Le Meninas, e il Picasso maturo
Il museo conserva la serie completa delle Meninas, l’interpretazione personale che Picasso fece del quadro di Velázquez. È il punto in cui il percorso fa un salto: dal ragazzo che studia i maestri al vecchio che smonta uno dei quadri più famosi della pittura spagnola, variazione dopo variazione.
Le Meninas sono esposte al primo piano del Palau Aguilar, sotto i soffitti a cassettoni del palazzo. Se hai poco tempo, è la sala in cui fermarti di più.
Informazioni pratiche
Dati verificati il 28 ottobre 2026 sul sito ufficiale museupicassobcn.cat. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.
Da carrer Montcada al Palau de la Música Catalana ci si arriva a piedi, e anche al Palau Güell, dall’altra parte della Rambla. L’altro grande museo di un pittore del Novecento in città è la Fundació Joan Miró, sul Montjuïc. E la città dove Picasso nacque gli ha dedicato il Museo Picasso Málaga, con opere dal 1895 al 1972.
Fotografie da Wikimedia Commons: la loggia e la finestra con lo stemma del Palau Aguilar, di Francesco Bini, CC BY-SA 4.0; l’ingresso in carrer Montcada, di Kippelboy, CC BY-SA 3.0 ES; la targa di piastrelle, di cogdogblog, CC BY 2.0; la sala del Palau del Baró de Castellet, di amaianos, CC BY 2.0; il cortile del Palau Meca, di Pere López, CC BY-SA 3.0.