Ci sono città che si visitano per un monumento solo. Reims è una di queste, e il monumento è così grande che rischia di farti perdere tutto il resto.

Io ci sono arrivata pensando allo champagne. Ne sono uscita pensando a un gargoyle di pietra con il piombo fuso ancora incastrato nel becco, che è forse l’oggetto più impressionante che abbia visto in un museo francese. Ci arriviamo.

Perché Reims non è solo la “capitale” dello champagne: è la città dove per quasi mille anni sono stati incoronati i re di Francia, ed è anche una delle città più ferite d’Europa, rasa al suolo durante la Prima guerra mondiale e poi ricostruita.

Vuoi sapere dove venivano incoronati i re di Francia?

Proprio qui.

Oggi Reims ha quattro monumenti iscritti al patrimonio dell’umanità UNESCO (dal 1991): la cattedrale di Notre-Dame, il Palais du Tau, la basilica di Saint-Remi e il museo Saint-Remi. E dal 2015 se ne è aggiunto un quinto, sotterraneo, di cui ti parlo in fondo.

In questo post ti racconto cosa vedere a Reims in un giorno, con una premessa onesta: io ci ho passato mezza giornata e non è bastata.

Si parte!

Le torri della cattedrale di Reims viste in fondo a un lungo viale del centro

1 – La cattedrale di Notre-Dame, dove si facevano i re

Arrivi in piazza e la prima cosa che senti è di essere troppo piccola.

La cattedrale di Notre-Dame di Reims è lunga 149 metri e ha una navata alta 38, ma il numero che dice tutto è un altro: la sua decorazione conta circa 2.300 statue. È una montagna di pietra scolpita, e la facciata è talmente affollata che dopo un po’ smetti di cercare di leggerla e ti limiti a guardare.

La cattedrale che vedi non è la prima. Un incendio nel 1210 distrusse l’edificio precedente, e la prima pietra di questa fu posata il 6 maggio 1211 dall’arcivescovo Albéric (o Aubry) de Humbert. Le forme gotiche trovano la loro massima espressione nei tre portali strombati della facciata; girando lo sguardo verso l’interno, la controfacciata è coperta di rilievi con scene della vita di Cristo, cosa rarissima.

Ma perché proprio qui i re?

Per una questione di battesimo, non di comodità. Verso il 496 (le fonti oscillano tra 496 e 499) il re dei Franchi Clodoveo fu battezzato a Reims da san Remigio, portando con sé alla cristianità tutto il suo popolo. Da quel gesto la città derivò per secoli il diritto di consacrare i sovrani: trentatré re sono stati incoronati qui, con solo qualche eccezione tra i capetingi.

La più famosa è quella del 1429, quando Carlo VII fu incoronato con Giovanna d’Arco presente in chiesa. Non era una cerimonia religiosa qualunque: era l’atto che rendeva legittimo un re contestato, in pieno conflitto con gli inglesi.

Cerca poi, sul portale di sinistra, l’Ange au Sourire, l’angelo che sorride: è diventato il simbolo della città, e capirai perché quando arriviamo al 1914.

La facciata della cattedrale di Reims vista dal basso, con le statue negli archivolti del portale

2 – Il labirinto perduto e i quattro maestri

Ecco una cosa che non puoi vedere, e che secondo me vale la pena raccontarti proprio per questo.

Come le altre grandi cattedrali gotiche del nord, quelle di Amiens e di Chartres, anche Reims aveva un labirinto intarsiato sul pavimento della navata centrale. Il suo però era diverso da tutti gli altri: al posto di soli motivi geometrici, riportava le figure dei quattro maestri d’opera che si erano avvicendati nel cantiere.

Sono i nomi che conosciamo grazie a quelle iscrizioni: Jean d’Orbais, Jean-le-Loup, Gaucher de Reims e Bernard de Soissons, con al centro l’arcivescovo che aveva avviato i lavori.

Il labirinto è scomparso nel 1778, distrutto perché i fedeli lo percorrevano disturbando le funzioni. Lo conosciamo solo da rilievi seicenteschi. Trovo che sia una delle perdite più tristi dell’architettura francese: un cantiere medievale che aveva firmato se stesso, cancellato per una questione di ordine pubblico.

3 – Il 1914, il giorno in cui i gargoyle vomitarono piombo

Questa è la parte che non ti aspetti da una guida sullo champagne.

Molte parti medievali della cattedrale sono andate perdute. La chiesa fu saccheggiata durante la Rivoluzione francese, perché profondamente legata alla monarchia. Ma il colpo vero arrivò il 19 settembre 1914: quel solo giorno la cattedrale fu centrata da venticinque granate dell’artiglieria tedesca. Le impalcature del cantiere di restauro presero fuoco, l’incendio si propagò al tetto e la copertura di piombo si fuse.

Il piombo liquido cercò l’unica via d’uscita che il gotico gli offriva: le gole dei doccioni. I gargoyle vomitarono letteralmente metallo fuso.

Non è un modo di dire, ed è qui che torna l’oggetto che mi è rimasto addosso: al museo della cattedrale è esposto uno di quei doccioni, con il piombo solidificato ancora incastrato nel canale e colato giù dal becco. Cinque secoli di pietra e una colata di metallo del 1914, insieme, immobili.

In tutta la guerra la cattedrale fu colpita da circa 288 proiettili. Buona parte dei cicli scultorei e delle ultime vetrate medievali sopravvissute ai secoli andò distrutta in quei mesi. Anche l’Ange au Sourire fu decapitato: la testa si ritrovò tra le macerie e fu ricollocata solo nel 1926.

Doccione della cattedrale di Reims con il piombo fuso nel 1914 ancora solidificato nel canale

4 – Le vetrate: dal Medioevo a Chagall

Dopo le distruzioni della guerra le vetrate andarono in gran parte sostituite, e questo ha trasformato Reims in un posto stranissimo e meraviglioso: una cattedrale del Duecento che è anche un museo di vetrata contemporanea.

Il pezzo più famoso sono le tre vetrate di Marc Chagall nella cappella assiale, del 1974, realizzate tecnicamente dal maestro vetraio Charles Marq dell’atelier rémois Simon-Marq. I temi sono cuciti sulla storia del luogo: l’albero di Jesse, il sacrificio di Isacco e, nella terza, episodi tutti locali, il battesimo di Clodoveo, san Luigi che rende giustizia, l’incoronazione di Carlo VII.

Quel blu è una cosa che va vista dal vivo. Le fotografie non lo tengono.

Ma non fermarti lì, perché il discorso è continuato: Brigitte Simon nel 1981, e soprattutto Imi Knoebel, che ha firmato due interventi. Nel 2011 le vetrate ai lati di quelle di Chagall (chiamate a rispondere con il colore che nel blu di Chagall mancava) e nel 2015 quelle della cappella di Giovanna d’Arco: 5.402 pezzi di vetro su 64 metri quadrati, di un astrattismo totale.

Una vecchia signora di pietra così ferita nell’orgoglio, che finisce per ospitare qualcosa di così moderno. E funziona.

Le tre vetrate blu di Marc Chagall nella cappella assiale della cattedrale di Reims

Tre lancette istoriate della cattedrale di Reims controluce

5 – La Porte de Mars, l’arco più largo del mondo romano

A dieci minuti a piedi dalla cattedrale c’è un monumento che quasi nessuno mette in programma, e che è un record assoluto.

La Porte de Mars è un arco di trionfo della prima metà del III secolo: 32 metri di lunghezza per 13 di altezza, tre grandi fornici. È il più largo arco del mondo romano che ci sia arrivato, e questo dice tutto sull’importanza della città che lo costruì.

Perché Reims si chiamava Durocortorum ed era la capitale della Gallia Belgica: la tribù dei Remi aveva scelto l’alleanza con Cesare durante la guerra gallica, e la città ne fu ricompensata per secoli. La Porte de Mars è l’unica sopravvissuta delle quattro porte monumentali della città antica.

Guarda in alto, sotto la volta: la decorazione a cassettoni è ancora leggibile, corrosa ma leggibile, e tra i fregi si riconosce la leggenda di Romolo e Remo. Il nome, come immagini, viene da un tempio dedicato a Marte che si trovava nei paraggi.

La volta a cassettoni scolpita della Porte de Mars, l’arco romano di Reims

6 – La basilica di Saint-Remi

Se la cattedrale è il gotico che ti schiaccia, la basilica di Saint-Remi è il romanico che ti calma. Vale il quarto d’ora di camminata dal centro (o un tram).

È la chiesa che custodisce le reliquie di san Remigio, il vescovo che battezzò Clodoveo, e per questo è uno dei quattro monumenti UNESCO della città. La navata è romanica dell’XI secolo, il coro è già gotico: dentro si legge un cantiere che è andato avanti per secoli.

Al centro del coro c’è la tomba-monumento di san Remigio. Attenzione a non farsi ingannare dall’aria antica: la struttura attuale è un rifacimento del 1847, che rimpiazza il mausoleo rinascimentale distrutto durante la Rivoluzione. Accanto, nell’ex abbazia, c’è il museo Saint-Remi, che è il quarto sito UNESCO ed è dedicato all’archeologia e alla storia della città.

7 – Il Palais du Tau, il talismano di Carlo Magno (ma attenzione)

Il Palais du Tau è il palazzo arcivescovile accanto alla cattedrale: qui il re si vestiva e si preparava per la cerimonia, e qui si banchettava dopo. La struttura attuale è del XV-XVIII secolo, e ospita il tesoro della cattedrale insieme alle statue originali rimosse dalla facciata per proteggerle.

Il pezzo che ti ricorderai è minuscolo: il talismano di Carlo Magno, un pendente in oro del IX secolo con filigrane, uno zaffiro, granati, smeraldi e perle. Sta in una teca, è grande come una noce, e ha attraversato mille anni di storia francese.

⚠️ Ma qui devo darti la notizia che cambia il tuo programma: il Palais du Tau è chiuso per lavori. Sta diventando il nuovo Musée des Sacres, il museo delle incoronazioni, e le previsioni di riapertura al momento in cui aggiorno questo post (luglio 2026) parlano dell’inverno 2026-2027. Se hai letto vecchie guide che te lo consigliano, quelle guide sono ferme al 2021.

Aggiungo la seconda mazzata, per non farti perdere tempo: anche il Musée des Beaux-Arts di Reims (quello con Cranach il Giovane, David, Corot, Poussin) è chiuso dal settembre 2019 per un cantiere di ristrutturazione e ampliamento affidato allo studio portoghese Aires Mateus, e non riaprirà prima del 2027. Quando riaprirà avrà 3.800 metri quadrati di superficie espositiva, il triplo di prima. Segnatelo per un ritorno, non per ora.

La buona notizia è che restano visitabili le torri della cattedrale.

Il talismano di Carlo Magno, pendente in oro del IX secolo, esposto in teca

8 – Il museo della Resa: dove è finita la guerra in Europa

Questo è il posto che nessuno si aspetta a Reims, e per me è imperdibile.

In una scuola della città, il 7 maggio 1945 alle 2:41 del mattino, fu firmato l’atto di capitolazione della Germania nazista. La stanza era la sala delle mappe del quartier generale di Eisenhower, la cosiddetta War Room, tappezzata di carte operative.

Quella stanza è ancora lì, con le mappe originali alle pareti, dentro il Musée de la Reddition (museo della Resa), aperto dalla città nel 1985 per il quarantesimo anniversario, in una parte dell’attuale liceo Franklin-Roosevelt.

È una sala piccola e silenziosa, e l’effetto è forte proprio per questo: non c’è nessuna scenografia, c’è solo il tavolo dove è finita la Seconda guerra mondiale in Europa.

9 – Le crayères: lo champagne è sotto i tuoi piedi

E adesso lo champagne, che a Reims non è un souvenir ma un pezzo di archeologia.

Trenta metri sotto la città corrono chilometri di gallerie a forma di piramide rovesciata: sono le crayères, le cave di gesso scavate dai Romani duemila anni fa per estrarre materiale da costruzione. Nel XVIII secolo qualcuno capì che quelle voragini abbandonate avevano temperatura stabile e umidità costante, cioè le condizioni perfette per far invecchiare il vino.

Oggi le grandi maison le usano come cantine, e sono state ribattezzate “cattedrali sotterranee”. Le sei case che le occupano sulla collina di Saint-Nicaise sono Charles-Heidsieck, Ruinart, Veuve Clicquot, Martel, Taittinger e Pommery.

Nel luglio 2015 l’UNESCO ha iscritto “Coteaux, Maisons et Caves de Champagne” nella lista del patrimonio mondiale, come paesaggio culturale vivente. È il quinto sito UNESCO di Reims, quello che non si vede da fuori.

Una cosa pratica importante: le maison non si visitano entrando dalla porta, si prenota. Se vuoi metterne insieme più di una senza organizzare tu i trasferimenti, qui trovi il tour delle cantine con le degustazioni. È l’unica cosa a Reims su cui ti consiglio davvero di spendere: i monumenti sono quasi tutti gratis, le cantine no e vanno prenotate.

Cosa mangiare a Reims: i biscotti rosa

Non lasciare Reims senza i biscuits roses, i biscotti rosa. Sono asciutti, leggeri, vagamente vanigliati, e sono nati per essere inzuppati nello champagne senza sbriciolarsi (per questo sono così duri: è un difetto voluto).

La ricetta risale al 1691, e a produrli è la Maison Fossier, fondata nel 1756, la più antica biscotteria di Francia. Nel 1775 i suoi biscotti furono serviti all’incoronazione di Luigi XVI proprio qui a Reims, e la casa diventò fornitore del re.

Comprane una scatola. Regge il viaggio e ti fa capire perché il rosa.

Informazioni pratiche per visitare Reims

Come arrivare. Reims è a circa 45 minuti di TGV da Parigi (Gare de l’Est): è una delle gite in giornata più facili da fare in Francia. La stazione è a dieci minuti a piedi dalla cattedrale, quindi l’auto è del tutto inutile se ti fermi in città.

Quanto tempo serve. Il centro si gira a piedi. Con mezza giornata vedi la cattedrale e la Porte de Mars; con un giorno pieno aggiungi Saint-Remi, il museo della Resa e una cantina. Se vuoi due maison di champagne, dormici una notte.

La cattedrale. L’ingresso è gratuito. A pagamento è invece la salita alle torri, gestita dal Centre des monuments nationaux: 249 gradini, visita accompagnata, biglietto da 9 €, con prenotazione online consigliata. Nell’alta stagione (inizio maggio-inizio settembre) le partenze sono ogni giorno tranne il lunedì e la domenica mattina, intorno alle 10, 11, 14, 15 e 16. Verifica sempre prima di andare, perché gli orari cambiano di stagione in stagione.

Cosa è chiuso adesso (luglio 2026). Palais du Tau (riapertura prevista inverno 2026-2027 come Musée des Sacres) e Musée des Beaux-Arts (non prima del 2027). Aperti e visitabili: cattedrale, torri, basilica e museo Saint-Remi, museo della Resa, Porte de Mars, cantine su prenotazione.

Quando andare. Primavera e settembre sono il periodo migliore, anche perché la vendemmia in Champagne cade tra fine agosto e settembre. Io ci sono stata in pieno inverno, con la luce bassa sulle torri, e ti dico che funziona benissimo anche così.


Reims è il punto di partenza naturale per l’antica Champagne e per il gotico del nord. A due passi ti aspettano Troyes con le sue case a graticcio e Provins, la città delle fiere medievali. E se le cattedrali ti hanno preso, il percorso continua con Amiens, l’abbazia di Soissons e Rouen. Le ho messe tutte in fila, con i tempi reali dei treni da Parigi, nella guida a cosa vedere in Francia oltre Parigi.

E tu, a Reims ci andresti per la cattedrale o per le bollicine?