Vorresti sapere cosa vedere a Sperlonga? Complici le belle giornate, hai pensato a un luogo vicino al mare, lontano dalle grandi città, dove poterti rilassare e visitare qualcosa di interessante?

Se hai voglia di fare una passeggiata in uno dei litorali più belli vicino a Roma, non posso che consigliarti questa deliziosa cittadina e i suoi bellissimi tesori.

Tra le cose da vedere a Sperlonga c’è una stupenda grotta in riva al mare. Ora immagina che in questa grotta ci sia un bacino d’acqua, come un laghetto privato, e che al centro ci sia tutto il necessario per allestire un sontuoso banchetto. Immagina di essere lì, circondato da statue meravigliose, mentre dall’ingresso della cavità senti il rumore delle onde e la brezza fresca del mare.

Non ti sembra un sogno?

E se ti dicessi che un posto simile esiste e che fu costruito 2000 anni fa?

Se ti va di saperne di più e scoprire cosa vedere a Sperlonga, qui sotto ti racconto uno dei luoghi più affascinanti della storia di Roma. Se sei appassionato di siti archeologici dell’antica Roma, ti consiglio anche di visitare il bellissimo parco archeologico di Ostia, Pompei, Ercolano o la meno conosciuta abbazia di Venosa, che conserva tutt’intorno importanti resti romani.

Si parte!

Cosa vedere a Sperlonga: la villa di Tiberio

Il borgo di Sperlonga è arroccato su un promontorio roccioso a picco sul mare. Il panorama è un vero spettacolo, ma una delle cose più belle da vedere a Sperlonga si trova qualche metro più in basso, sulla riva del mare, in un luogo tanto ricco di fascino quanto di storia.

La bellezza delle spiagge di Sperlonga attira da sempre migliaia di turisti da Roma e non lasciò impassibile neppure l’imperatore Tiberio che, quasi 2000 anni fa, decise di costruire proprio qui la sua residenza estiva.

Come sono state scoperte queste antichissime rovine?

La villa di Tiberio a Sperlonga venne scoperta casualmente nel 1957, durante i lavori per la strada litoranea che collega Terracina a Gaeta. All’interno della grotta vennero recuperati non solo elementi marmorei di grande qualità, ma anche oltre quindicimila frammenti di statue di età ellenistica, poi pazientemente ricomposti.

Al contrario dell’imperatore Adriano, che fece costruire da zero la sua Villa Adriana a Tivoli, Tiberio decise di sfruttare un’ampia grotta naturale che si apriva lungo la costa di Sperlonga, decorarla e trasformarla in quella che oggi chiamiamo comunemente la “grotta di Tiberio”.

Cosa rimane oggi della villa di Tiberio?

Oggi della villa di Tiberio a Sperlonga non restano che le fondamenta di quelli che dovevano essere splendidi edifici, dotati di ogni comfort e di bellissime terrazze rivolte verso il mare. La grotta invece fu monumentalizzata nel I secolo d.C., quando venne inglobata nel progetto architettonico con un lungo portico e trasformata in un raffinato ninfeo.

Ecco una curiosità!

Oltre alle bellissime decorazioni, al centro della grotta di Tiberio fu costruita una piccola isola artificiale, dove l’imperatore era solito consumare i pasti, circondata da una grande vasca d’acqua marina.

Se sei curioso di osservare le sculture che decoravano la grotta, puoi trovarle all’interno del museo di Sperlonga.

Te ne parlo subito.

L'ingresso della Grotta di Tiberio a Sperlonga

Il museo archeologico di Sperlonga

Le sculture ritrovate a Sperlonga nel 1957 erano in gran parte ridotte a frammenti marmorei ma, una volta ricomposte, hanno rivelato la straordinaria qualità della loro fattura. Nel 1963 fu costruito un museo apposta per ospitarle, assieme ai vasi, ai ritratti e alle altre sculture che decoravano la magnifica villa.

Niente paura: il museo archeologico di Sperlonga non è grande come i Musei Vaticani o i Musei Capitolini, ma è molto ben organizzato. Il vero polo di attrazione restano i grandi gruppi scultorei che raccontano le scene dell’Odissea, un tempo allestiti dentro la grotta, e ritenuti opera degli stessi scultori del Laocoonte. Secondo un’iscrizione ritrovata sul posto, infatti, gli autori sarebbero i tre scultori rodii Agesandro, Atenodoro e Polidoro.

Di certo si trattava di capolavori di incredibile valore artistico, che ti lasceranno ancora oggi a bocca aperta.

Ma non è tutto!

Ci sono anche le raffigurazioni di Ulisse che affronta il mostro Scilla, che trascina il corpo di Achille, che ruba il Palladio (ne restano solo pochi frammenti) e così via.

Ma la scultura che più di tutte ti stupirà è il bellissimo gruppo che raffigura Ulisse e i suoi compagni nell’atto di accecare Polifemo.

Ti spiego perché.

Una delle statue del gruppo di Ulisse al museo archeologico di Sperlonga

La storia di Ulisse e Polifemo

Ti ricordi la storia di Ulisse e Polifemo?

Prima di parlarti della bellissima scultura che si trova al museo di Sperlonga, ti faccio un piccolo riassunto.

Ulisse, lo scaltro eroe che aveva ideato il cavallo di Troia, dà nuova prova della sua intelligenza nell’episodio dell’Odissea che lo vede alle prese con il crudele ciclope Polifemo.

La leggenda racconta che, approdati su un’isola, Ulisse e i suoi compagni decisero di esplorarla in cerca di qualcosa da mangiare. La sorte volle che finissero in una grotta.

Era la casa del crudele Polifemo, un ciclope con un occhio solo e dimensioni enormi, che si nutriva anche di carne umana. Polifemo era figlio del dio del mare Poseidone e, non appena vide il piccolo gruppo in casa sua, bloccò l’uscita della caverna, divorò due dei compagni dell’eroe e promise di mangiare Ulisse per ultimo.

Ovviamente Ulisse non si diede per vinto ed escogitò un astuto piano.

La mattina seguente, quando Polifemo uscì dalla grotta per far pascolare le sue capre, Ulisse appuntì il tronco di un albero trovato nella caverna e aspettò la sera. Polifemo tornò stanco e affamato e l’eroe gli offrì del vino per farlo ubriacare.

A quel punto, con il palo arroventato, accecò l’unico occhio del mostro. Poi legò i suoi compagni sotto le pance dei montoni, così che potessero fuggire facilmente.

Il mostro spostò infatti il masso all’entrata per chiedere aiuto ai suoi fratelli, agevolando senza volerlo la fuga dei prigionieri. Ormai cieco, tastava con le mani i dorsi delle pecore, ma gli eroi erano attaccati sotto: riuscirono così a darsi alla fuga.

Sala del museo archeologico nazionale di Sperlonga

Ulisse e Polifemo al museo archeologico di Sperlonga

La statua che troverai all’interno del museo archeologico di Sperlonga raffigura proprio il momento in cui il geniale Ulisse sta per affondare il colpo e accecare il gigantesco Polifemo.

Come tutte le altre statue del museo, anche il gruppo di Polifemo era ospitato nella grotta di Tiberio. La scenografia della grotta era infatti perfetta per descrivere questo passo dell’Odissea: era come se la storia si stesse svolgendo lì, in quel momento.

Vuoi saperne di più sulla scultura?

Il realismo dei personaggi è reso con estrema efficacia. Polifemo è rappresentato mentre si riposa su uno sperone di roccia, stordito dal vino e dalla stanchezza. Intorno a lui si muovono con estrema cautela Ulisse e i suoi compagni.

La scena è resa ancora più tesa da una delle sculture, che raffigura un compagno già in movimento per scappare: ha un braccio alzato in segno di paura e nell’altro trasporta l’otre con il vino appena usato per far ubriacare il gigante.

Ecco un ultimo particolare che mi preme farti notare.

Se osservi attentamente la testa di Ulisse, noterai moltissime affinità con quella del Laocoonte ai Musei Vaticani. Un’ulteriore conferma del fatto che si tratta probabilmente degli stessi scultori.

Il gruppo scultoreo di Ulisse e Polifemo al museo archeologico di Sperlonga

Cosa vedere a Sperlonga: il borgo

Se una visita al museo archeologico e alla villa e grotta di Tiberio non bastassero, tra le cose da vedere a Sperlonga c’è, ovviamente, il bellissimo borgo.

Il centro storico di Sperlonga è uno dei più belli del litorale laziale, tanto da essere inserito nel circuito de I Borghi più belli d’Italia; le sue spiagge, inoltre, sventolano da anni la Bandiera Blu. L’aspetto è quello tipico dei paesi affacciati sul Mediterraneo, fatto di vicoli stretti e case bianche. Tra le strutture più interessanti ti segnalo la chiesa di Santa Maria, citata già in un documento del 1135, e il Palazzo Sabella, che secondo la tradizione ospitò l’antipapa Clemente VII in fuga da Anagni nel 1379.

Ma Sperlonga è stata importante in passato anche per la sua posizione sopraelevata, che le garantiva un buon controllo sul mare.

Su questo territorio si trovano infatti diverse torri di avvistamento, parte di un sistema costruito nel Cinquecento per difendere il litorale dalle incursioni dei pirati. La più celebre è la Torre Truglia, proprio di fronte al paese su uno sperone di roccia a ridosso del mare: eretta nel 1532 su una preesistente torre romana, fu distrutta poco dopo dall’incursione del pirata Barbarossa e ricostruita nel 1611.

Per me è stato bellissimo passeggiare per queste viuzze e respirare il fascino antico di questo borgo, da cui si gode un panorama mozzafiato sul mare.

Ed è proprio il panorama una delle cose più belle da vedere a Sperlonga: se da un lato troverai il mare, dall’altro ci sono due bei laghi costieri, quello circolare di San Puoto e il Lago Lungo.

Se hai la possibilità, ti consiglio di farci una passeggiata.

Il borgo bianco di Sperlonga a picco sul mare

Sperlonga: quando andare

Il periodo migliore per andare a Sperlonga è sicuramente l’estate: con le giornate calde avrai la possibilità non solo di visitare luoghi bellissimi, ma anche di goderti una delle spiagge più belle vicino a Roma.

Ti sconsiglio però il mese di agosto: non solo troverai tantissima affluenza, ma soprattutto, a causa di una viabilità non proprio ottimale, rischierai di passare ore bloccato nel traffico.

I mesi migliori sono giugno e settembre, con temperature piacevoli ma non torride e le spiagge non ancora affollate.

In questo periodo potrai fare anche una passeggiata al bellissimo Giardino di Ninfa, a Sermoneta o nel centro storico di Gaeta e Formia. Se invece ami le gite in barca, uno dei modi più belli di scoprire la costa di Sperlonga è proprio dal mare: un tour in barca lungo la Riviera di Ulisse ti porta fino a Gaeta passando davanti alla grotta di Tiberio, con soste per il bagno nelle calette più belle.

Scorcio del museo archeologico di Sperlonga con vista sul mare

Informazioni pratiche per visitare la villa di Tiberio a Sperlonga

Arrivare alla villa di Tiberio a Sperlonga è facilissimo. Il museo e l’area archeologica si trovano lungo la via Flacca, ben segnalati sulla strada che collega Sperlonga a Gaeta, e dispongono di un parcheggio gratuito.

  • Biglietto: intero 5 € (una tariffa ridotta, in vigore durante i lavori di riqualificazione), ridotto 2 € per i cittadini UE tra 18 e 25 anni, gratis per gli under 18. Un unico biglietto dà accesso al museo, alla grotta e ai resti della villa.
  • Orari: il museo è aperto dalle 8:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00); l’area archeologica chiude prima, con orari che variano a seconda della stagione. Chiuso il lunedì, oltre al 1° gennaio e al 25 dicembre. Verifica sempre gli orari aggiornati prima di partire.

La Grotta di Tiberio e la vasca dove furono ritrovate le statue

Dove dormire a Sperlonga

Nel borgo e lungo la spiaggia trovi decine di sistemazioni per tutte le tasche, dai piccoli alberghi a ridosso del mare alle case vacanza nel centro storico. In estate, e soprattutto nei weekend, conviene prenotare con largo anticipo perché Sperlonga è molto richiesta.

Se ami questo tipo di viaggi nel passato di Roma, dopo Sperlonga ti consiglio anche Villa Adriana a Tivoli, l’altra grande villa imperiale del Lazio, e Ostia Antica: tre modi diversi di camminare dentro il mondo antico.

E tu, cosa ti attira di più di Sperlonga: la grotta di Tiberio con le sue statue, il borgo bianco o le spiagge?