Ci sono dei luoghi in cui la storia di Roma antica, la nostra storia, non solo è visibile, ma è palpabile. La si può respirare e, con un po’ di immaginazione, la si può vivere. Il parco archeologico di Ostia Antica è proprio uno di questi luoghi.
Molto simile agli scavi archeologici di Pompei o Ercolano, alle rovine di villa Adriana a Tivoli o al bellissimo parco archeologico di Paestum, visitare Ostia Antica ti riporterà indietro nel tempo di 2000 anni.
Forse non lo sapevi, ma la tradizione attribuisce la fondazione di Ostia al re Anco Marzio, intorno al VII secolo a.C., che qui avrebbe creato la prima colonia di Roma e le saline lungo il Tevere. Gli archeologi, però, datano il primo nucleo fortificato visibile — il cosiddetto castrum — alla seconda metà del IV secolo a.C. La città si espanse poi enormemente in epoca imperiale, grazie al suo porto, dove arrivavano merci da ogni angolo dell’impero.
Lo so che ti sembrerà strano, ma era proprio in questo punto che sfociava il Tevere nei tempi antichi, anche se sembra inverosimile vista l’attuale distanza della zona archeologica dal mare (l’insabbiamento del fiume, nei secoli, ha allontanato la costa di alcuni chilometri).
Oggi il parco di Ostia Antica è uno dei più belli e famosi del mondo perché conserva alcuni degli elementi più interessanti per scoprire la civiltà romana: l’urbanistica delle città e come si sono evolute nel tempo.
Per scoprirlo al meglio ti consiglio un tour guidato in treno da Roma, che ti fa conoscere le curiosità e i monumenti più interessanti senza perderti nelle numerose stradine. Sì, perché Ostia Antica è una vera e propria città, con strade, abitazioni, teatri e perfino servizi igienici: per girarla tutta ti assicuro che servirebbe molto più di una giornata.
Ma ora basta con i preamboli e andiamo a scoprire quali sono le cose da vedere a Ostia Antica.
Ti va di saperne un po’ di più?
Si parte!

La costruzione di Ostia Antica
Entrando nel parco archeologico di Ostia Antica ti troverai immediatamente catapultato in un mondo completamente diverso.
La strada che percorrerai all’ingresso è il cosiddetto decumano massimo. Forse non lo sapevi, ma i romani erano particolarmente meticolosi e schematici quando si trattava di fondare una nuova città. L’urbanistica era infatti strutturata sempre nello stesso modo, con due strade — il decumano massimo e il cardo massimo — che si incrociavano nel punto in cui sorgeva il foro e dividevano la città in quattro quadranti.
In questo modo si avevano due vie principali che attraversavano la città da est a ovest e da nord a sud, con quattro porte d’ingresso. Esempi di questo tipo di impianto sono presenti in quasi tutta Europa, ma tra le città che ho visitato ti segnalo Rimini, dove l’ingegno romano è particolarmente evidente.
E a Ostia Antica?
Beh, a Ostia Antica troverai esattamente questo tipo di urbanistica, con le mura delle case, le colonne dei templi e delle terme, le statue di personaggi pubblici, iscrizioni e mosaici che ti accompagneranno a ogni angolo della città.
Insomma, il parco archeologico di Ostia è davvero enorme e al suo interno troverai ogni sorta di costruzioni: la più suggestiva è decisamente il teatro, con i suoi gradoni spogli e le tre grandi maschere marmoree sullo sfondo, che ci ricordano quanto l’opera teatrale fosse sacra e amata in epoca classica.
Ora te ne parlo.

Il teatro di Ostia Antica
Il teatro di Ostia Antica fu costruito in età augustea e un’iscrizione ne attribuisce la realizzazione ad Agrippa, il genero e potente ministro dell’imperatore, morto nel 12 a.C. Più volte restaurato e ampliato (fu l’imperatore Commodo, alla fine del II secolo, a portarlo a una capienza di circa 4000 spettatori), un tempo era arricchito da sculture, epigrafi e lastre marmoree, e ospitava rappresentazioni comiche e tragiche.
Io ho avuto la fortuna di fermarmi a fare una pausa proprio mentre una scolaresca di una trentina di ragazzi indiani si esibiva in danze e canti corali, con musica latina, inglese e indiana.
L’emozione è stata indescrivibile!
Ecco come dei bambini venuti dall’altro lato del mondo, semplicemente con le loro voci e i loro gesti, possono ridare linfa vitale a un luogo dimenticato dai secoli.
Dopo duemila anni, l’acustica all’interno del teatro di Ostia Antica è ancora perfetta, e le sensazioni così travolgenti da farmi commuovere. Chissà se chi l’ha costruito avrebbe mai potuto immaginare che, duemila anni dopo, si sarebbe ballato su quelle pietre al ritmo di canzoni pop e canti gregoriani!
Una cosa interessante da sapere è che il teatro non era certo così spoglio: i gradoni erano ricoperti da preziosi marmi, gli attori recitavano in latino con le voci amplificate dalle maschere, i vestiti erano sgargianti. Se usi un po’ di fantasia riuscirai ancora a immaginarlo… e ti verrà una gran nostalgia.
Ma non tutto è perduto!
Dall’inizio del ‘900, quando fu riportato alla luce, il teatro di Ostia Antica è tornato a ospitare rappresentazioni classiche nelle sere d’estate. Spero tanto di poter assistere a una di queste serate e di ascoltare (magari in latino) le battute ancora simpaticissime delle commedie di Plauto.

Il Piazzale delle Corporazioni
Proprio dietro il teatro si apre uno dei luoghi che più mi hanno colpito di tutta Ostia: il Piazzale delle Corporazioni.
Immagina un grande porticato che circondava un tempio, con decine di piccoli uffici affacciati sul cortile. Ognuno di questi spazi apparteneva agli armatori e ai mercanti che facevano affari nel porto di Ostia, molti dei quali provenienti da lontano: Cartagine, Alessandria d’Egitto, la Sardegna, la Gallia, la città di Sabratha in Africa.
Come facevano a farsi riconoscere?
Davanti a ogni ufficio, sul pavimento, c’è un mosaico che funzionava un po’ come l’insegna di un’azienda di oggi: navi, delfini, anfore, il faro di Portus e persino un elefante (l’insegna dei mercanti di Sabratha) raccontavano a chi passava che merce trattasse quell’ufficio e da dove venisse. È una specie di antica fiera commerciale trasformata in pietra, e passeggiarci in mezzo dà davvero l’idea di quanto Ostia fosse il cuore pulsante dei commerci di Roma.

Le case romane
Passeggiare tra le antiche domus di Ostia Antica sarà come tornare indietro nel tempo.
Le domus non solo possono essere osservate dall’esterno, ma potrai entrarci, affacciarti alle finestre e, con un po’ di fantasia, osservare quel mondo perduto eppure ancora così vicino e attuale.
Come le moderne città d’Europa, anche Ostia Antica era suddivisa in quartieri. Passeggiando lungo le strade lastricate potrai attraversare i quartieri popolari della città, caratterizzati dai resti delle antiche insulae. Queste erano infatti le case “popolari” dell’epoca, di cui oggi purtroppo conserviamo solo il piano terra. La più celebre è la Casa di Diana, un caseggiato di più piani che rende l’idea di come si vivesse addossati gli uni agli altri.
Ma non solo!
Oltre alle abitazioni, a Ostia Antica sono ancora ben visibili locali commerciali vecchi di 2000 anni, gli spazi occupati dalle botteghe degli artigiani e perfino i solchi dei carri, resi indelebili sul manto stradale.
A Ostia Antica potrai entrare negli edifici pubblici come le terme, il teatro e le palestre in cui gli antichi romani già si prendevano cura del corpo. Insomma, uno spaccato di umanità così vicino al nostro modo di vivere, eppure così lontano nel tempo da sembrare inverosimile.
Tra i vicoli della città potrai trovare perfino le latrine pubbliche, a testimonianza di quanto la civiltà romana fosse già socialmente avanzata.
Insomma, l’idea che mi sono fatta è che, in fondo, non è cambiato poi così tanto negli ultimi 2000 anni.

Cosa non perdere
Tra gli edifici più importanti di Ostia Antica, oltre al magnifico teatro e al Piazzale delle Corporazioni, non puoi assolutamente perderti le bellissime Terme di Nettuno. Questa struttura conserva ancora dei mosaici stupendi — su tutti quello che raffigura Nettuno che guida un carro trainato da cavalli marini, ammirabile dall’alto da una terrazza panoramica — e ne sono ancora riconoscibili gli ambienti destinati alla cura del corpo e all’attività fisica.
Come ogni grande città, anche Ostia Antica era a rischio incendi. Ecco perché gli antichi romani costruirono la caserma dei Vigili, il corpo che a Roma faceva insieme da pompieri e da guardia notturna. Oggi l’edificio è ancora visitabile, anche se ne resta solo il piano terra: sono ben riconoscibili l’ampio cortile e le fontane usate per l’approvvigionamento dell’acqua e per le abluzioni.
Infine ti segnalo il Thermopolium della via di Diana.
Se pensi che i bar siano un’invenzione moderna, ti sbagli di grosso. Gli antichi romani amavano la vita pubblica e avevano già previsto locali che facessero da ritrovo sociale. Il Thermopolium era una sorta di bar-tavola calda dell’epoca: si conserva così bene, con il bancone e persino un affresco che elencava i cibi, da farci capire come il nostro stile di vita non sia poi cambiato così tanto in duemila anni.

Perché Ostia Antica fu abbandonata
Ti sarai chiesto come una città così importante possa essere finita sotto la sabbia.
La sua parabola è legata proprio al porto. Già in epoca imperiale l’imbocco del Tevere tendeva a insabbiarsi, così gli imperatori Claudio e poi Traiano fecero costruire poco più a nord un nuovo grande scalo artificiale, Portus, con il celebre bacino esagonale, che finì per assorbire gran parte del traffico marittimo. Con il declino dell’impero, tra tardo antico e alto medioevo, Ostia perse la sua funzione, fu spopolata anche dalle incursioni dei pirati e lentamente ricoperta dai detriti del fiume e dalle paludi malariche.
La città tornò alla luce soprattutto con le grandi campagne di scavo del 1938-1942, ed è proprio a quelle che dobbiamo lo straordinario stato di conservazione che possiamo ammirare oggi.
L’incuria a Ostia Antica
Va detto, però, che l’enormità di questo patrimonio ha anche un rovescio della medaglia: durante la mia visita ho trovato alcune zone di Ostia Antica in uno stato di semi-abbandono.
Mi sono sentita davvero abbattuta di fronte a un mosaico ricoperto da piante infestanti o a un affresco lasciato alle intemperie. Alcuni pannelli esplicativi erano piccoli e sbiaditi, e diversi affreschi apparivano poco protetti. Negli ultimi anni, per fortuna, il Parco ha avviato nuovi interventi di restauro e valorizzazione, ma il messaggio resta: dovremmo fare tutti di più per proteggere e preservare questo e gli altri siti archeologici, che fanno parte non solo del nostro patrimonio artistico ma della nostra memoria storica.
Se ami questo genere di luoghi, ti consiglio anche il Museo Archeologico di Napoli, dove sono raccolti molti dei capolavori pompeiani, e il Museo Romano di Lione, che racconta un’altra grande città dell’impero.

Informazioni pratiche su Ostia Antica
Per arrivare a Ostia Antica con i mezzi pubblici puoi prendere la ferrovia Roma-Lido (oggi Metromare) da Porta San Paolo/Piramide, San Paolo o Eur Magliana, e scendere alla fermata Ostia Antica: il viaggio dura circa mezz’ora. Dalla stazione la biglietteria del parco è a pochi passi, così non avrai il problema di cercare parcheggio.
Il biglietto intero costa 18 € (ridotto 2 € per i giovani UE dai 18 ai 25 anni) ed è valido 8 giorni, con accesso a tutte le aree e ai musei del Parco. L’ingresso è gratuito per gli under 18 e la prima domenica del mese. Il sito è aperto dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì), con orari stagionali: in estate fino alle 19, in inverno fino alle 16.30 (la biglietteria chiude un’ora prima). Ti consiglio comunque di verificare orari e chiusure sul sito ufficiale del Parco.
Un’ultima cosa: se preferisci non pensare a treni e biglietti, il tour guidato di mezza giornata da Roma parte dalla metro Piramide e include treno, ingresso e guida: alla fine sei libero di restare nel parco o di raggiungere il mare per una giornata di sole.
Che ne dici? Ti va di fare un salto indietro di duemila anni?

