A Nîmes i quattro luoghi che contano si raggiungono l’uno dall’altro in una decina di minuti a piedi: il tempio romano meglio conservato del mondo, l’anfiteatro romano meglio conservato del mondo, un museo archeologico aperto nel 2018 e una torre augustea.
Una simile concentrazione di testimonianze romane è eccezionale nel panorama francese, ed è anche il motivo per cui Nîmes viene spesso liquidata come sosta di mezza giornata fra Provenza e Linguadoca. Ci ho trascorso un’intera giornata e non mi è rimasto tempo libero.
C’è però un errore che quasi tutti commettono all’arrivo, e costa denaro invece che tempo: comprare separatamente i biglietti dei singoli monumenti. L’Arena, la Maison Carrée e la Tour Magne hanno un biglietto cumulativo, e la scelta del pass può cambiare la spesa complessiva di sette euro a persona.
Cominciamo dal monumento che dà il nome alla piazza.
1 – La Maison Carrée, uno dei templi romani meglio conservati
Se dovessi scegliere una sola cosa a Nîmes, sceglierei questa, e non l’anfiteatro.
La Maison Carrée è un tempio che risale al 4 d.C., ed è arrivata fino a noi quasi intatta: conserva il podio, la scalinata, il colonnato, la trabeazione e il frontone. Nel 2023 è entrata nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO; l’Arena, pur essendo più nota, non è inclusa nello stesso riconoscimento.
Vale la pena ricordarne le dimensioni, relativamente contenute, perché chi arriva aspettandosi il Partenone resta spiazzato: 26 metri di lunghezza, 15 di larghezza, 17 di altezza. È un edificio piccolo che sembra grande, e la ragione è l’alto podio su cui poggia.
Per comprenderne l’architettura bisogna osservare soprattutto il colonnato. Il tempio è esastilo, cioè presenta sei colonne sulla fronte, ed è pseudoperiptero: solo le colonne del portico sono libere, mentre quelle dei fianchi sono semicolonne addossate alla parete della cella. In tutto sono trenta colonne scanalate, con capitelli corinzi decorati con foglie d’acanto.
L’inquadratura di tre quarti è quella che rende meglio, perché permette di vedere insieme il portico e le semicolonne dei fianchi.
Una curiosità: la scalinata ha quindici gradini, e il numero dispari non è casuale. Permetteva al sacerdote di posare il piede destro sul primo scalino e di arrivare in cima con lo stesso piede. In latino il lato sinistro si dice sinister, ed è da quella parola che deriva l’idea di cattivo presagio associata al mancino: la scalinata è progettata per non costringere nessuno a cominciare o a concludere la salita da quel lato.

2 – A chi era dedicata, e perché è ancora in piedi
Il tempio si ergeva al centro del foro di Nemausus, uno spazio pubblico di 145 metri per 65 circondato da portici, e guardava verso la curia.
Era dedicato ad Augusto e a Caio e Lucio Cesare, i «principi della gioventù». Augusto li aveva adottati come figli e designati come eredi; erano anche suoi nipoti, in quanto figli della figlia Giulia. Entrambi morirono prima di poter succedergli: Lucio a Marsiglia nel 2 d.C., Caio due anni dopo, a ventitré anni. Gli abitanti di Nîmes dedicarono loro il tempio del foro e apposero sulla trabeazione un’iscrizione realizzata con lettere di bronzo dorato, oggi perduta.
Il testo di quell’iscrizione è stato ricostruito grazie ai fori lasciati dai perni di fissaggio. Nel 1758 un erudito della città, Jean-François Séguier, studiò la disposizione dei fori rimasti nella pietra, dedusse la forma e la posizione di ogni lettera e ricostruì la dedica: «A Caio Cesare, figlio di Augusto, console; e a Lucio Cesare, figlio di Augusto, console designato, principi della gioventù». Il bronzo è scomparso da secoli, le parole no.
L’edificio è ancora in piedi per la stessa ragione dell’Arena: non è mai stato abbandonato. Nel tempo fu adibito ad abitazione privata, poi a edificio pubblico, poi a convento agostiniano. I successivi riusi lo modificarono, ma contribuirono anche alla sua conservazione.
Guarda infine l’architrave, che porta un fregio di girali d’acanto abitato da uccelli. Nel linguaggio ufficiale dell’epoca quel decoro naturalistico significava l’abbondanza e la prosperità garantite dalla pax romana: è propaganda scolpita, ed è bellissima.

3 – Il Carré d’Art, il dialogo che rende speciale la piazza
Di fronte al tempio, a una ventina di metri, si trova un edificio di vetro e acciaio che molti fotografano senza sapere che cosa sia.
È il Carré d’Art, museo d’arte contemporanea e mediateca, progettato da Norman Foster e inaugurato nel 1993. Sorge sul sedime dell’antico foro romano, e la scelta non è casuale: Foster ha reinterpretato il portico, il rapporto con la scalinata e le proporzioni del tempio attraverso il vetro e l’acciaio.
Il confronto fra i due edifici riguarda quindi tre elementi precisi: il portico monumentale come filtro fra la strada e l’interno, le proporzioni della facciata e il modo in cui l’edificio si affaccia sullo spazio pubblico. Dal portico della Maison Carrée si vede il Carré d’Art, e dal Carré d’Art si vede la Maison Carrée. Non era una scelta scontata: la maggior parte delle città avrebbe costruito lì un parcheggio o un edificio mimetico.
Il Carré d’Art è visitabile e ospita una collezione permanente di arte contemporanea insieme a mostre temporanee. Il biglietto intero costa 8 euro e comprende sia la mostra sia la permanente; chi vuole vedere solo la collezione permanente paga 5 euro. L’ingresso è gratuito la prima domenica del mese, e il museo è chiuso il lunedì.

4 – L’Arena, a cinque minuti a piedi
Dalla Maison Carrée all’anfiteatro si arriva in circa cinque minuti a piedi, lungo un percorso quasi rettilineo.
L’Arena merita un approfondimento dedicato, e gliel’ho riservato: nell’articolo sull’Arena di Nîmes racconto perché è l’anfiteatro romano meglio conservato, con le sessanta arcate ancora tutte in piedi e le gallerie interne percorribili. La ragione della sua conservazione è medievale: invece di essere usata come cava di pietra, fu occupata all’interno da un quartiere di circa duecentocinquanta abitazioni.
Qui serve solo il dato che condiziona l’organizzazione della giornata. La visita richiede un’ora e mezza con l’audioguida, e nei giorni di feria, di corrida o di concerto il monumento chiude in anticipo oppure non apre affatto. Questo fattore determina l’ordine consigliato delle tappe, quindi conviene controllare il calendario degli eventi prima di pianificare tutto il resto.

5 – La Tour Magne e i Jardins de la Fontaine
Il terzo monumento romano si raggiunge con una salita di una ventina di minuti, ed è quello che quasi tutti saltano.
La Tour Magne è una torre ottagonale alta 32 metri, ultimo tratto rimasto in piedi della cinta muraria che Augusto fece costruire intorno a Nemausus. Si arriva ai suoi piedi attraversando i Jardins de la Fontaine, e la sommità si raggiunge salendo 140 gradini. Dall’alto si percepisce chiaramente come Nîmes sia adagiata ai margini di un altopiano di macchia mediterranea, cosa che dal centro non si coglie.
I giardini valgono da soli la salita. Furono realizzati a partire dal 1745 per volontà di Luigi XV, su progetto dell’ingegnere del re Jacques Philippe Mareschal, e sono fra i più antichi parchi pubblici di Francia. Nacquero intorno alla sorgente che aveva dato il nome alla città e che in età romana era un santuario. La parte bassa è un giardino classico settecentesco di balaustre, vasche e statue; la parte alta è un giardino paesaggistico mediterraneo che si arrampica sulla collina.
Conviene affrontare questa tappa la mattina presto o nel tardo pomeriggio. A mezzogiorno, in estate, il percorso è quasi interamente esposto al sole e offre pochissimi tratti d’ombra.
6 – Il Musée de la Romanité, di fronte all’Arena
Aperto nel 2018, il museo contribuisce a rendere Nîmes una destinazione da visitare in una giornata intera, e non soltanto in mezza giornata.
Si trova esattamente di fronte all’Arena, e la sua facciata a scaglie di vetro è pensata per rifletterne il profilo. All’interno, il percorso archeologico racconta la città dall’età del Ferro al medioevo. La parte che mi ha sorpresa non è la sezione romana, ma il lapidario: le stele, le are e le iscrizioni funerarie sono disposte come un bosco di pietre, fra le quali il visitatore può camminare leggendo i nomi delle persone che vivevano qui.
I mosaici pavimentali sono il pezzo forte, e sono allestiti in modo da poter essere osservati anche dall’alto. In questo modo è possibile coglierne la composizione nel suo insieme, invece di guardarli di scorcio. Accanto è stata montata la ricostruzione a grandezza naturale di una stanza romana, con le pareti dipinte a pannelli rossi e gialli e il pavimento a mosaico: rende immediato capire come si viveva negli ambienti domestici di Nemausus.
Un frammento merita attenzione, ed è quello che ho fotografato proprio per il cartellino che lo accompagna. Il museo espone un frammento di fregio con la Tentazione, del XII secolo, in cui Adamo ed Eva stanno ai lati dell’albero con il serpente attorcigliato al tronco. Sul cartellino compare un termine facile da non notare: moulage, cioè calco. Non è dunque l’originale. L’originale si trova sulla facciata della cattedrale, a cinque minuti da qui, che sarà la tappa successiva.



7 – La cattedrale e il fregio romanico che quasi nessuno guarda
La cattedrale di Notre-Dame-et-Saint-Castor si affaccia su una piazzetta del centro storico. L’esterno è relativamente sobrio, ma conserva un fregio romanico di grande interesse: vale la pena fermarsi e guardare in alto, sul lato sinistro della facciata.
Sopra il portale, sotto il grande frontone triangolare, corre un fregio scolpito dei secoli XI e XII con episodi della Genesi: la Tentazione, la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso, Caino e Abele, il diluvio e la torre di Babele. È una delle testimonianze più importanti della scultura romanica del Midi. Il fregio adotta uno schema compositivo simile a quello dei sarcofagi paleocristiani, con le scene disposte in sequenza lungo una fascia continua.
Il fregio non appartiene però interamente al XII secolo. Una parte dei bassorilievi è un rifacimento del Seicento, e gli studiosi stanno distinguendo le porzioni medievali dagli interventi successivi per ricostruire le diverse fasi esecutive.
La chiesa fu consacrata nel 1096 da papa Urbano II, di passaggio mentre predicava la crociata, ma quello che si vede entrando è in larga parte una ricostruzione ottocentesca: una navata unica, alta e spoglia, con volte a crociera e un coro absidato. L’interno è freddo e grigio, e in questo caso il fatto aiuta, perché nulla distrae dalla struttura.
Nel 2023 il fregio è stato restaurato con una pulitura laser che ha rimosso i depositi scuri dovuti all’inquinamento, e i ponteggi della facciata sono stati smontati. La conclusione dei lavori sul resto dell’edificio, iniziati nel 2022, era prevista entro la fine del 2025: prima di partire conviene comunque verificare lo stato del cantiere sul sito della cattedrale.


Informazioni pratiche
Dati verificati il 7 agosto 2026 sui siti ufficiali arenes-nimes.com, museedelaromanite.fr e carreartmusee.com. I prezzi e gli orari cambiano: conviene ricontrollarli prima di partire.
Il pass più conveniente è il Pass 3 Monumenti, che costa 14,50 euro e comprende l’Arena, la Maison Carrée e la Tour Magne. Gli stessi tre ingressi acquistati separatamente costerebbero 11, 6,50 e 4 euro, cioè 21,50 euro in tutto: il pass fa quindi risparmiare sette euro. Chi vuole includere anche il museo può valutare il Pass Romanité, che costa 20,50 euro, comprende i tre monumenti e il Musée de la Romanité, è valido tre giorni e dà accesso prioritario al museo e all’Arena. Per un itinerario di un’intera giornata è l’opzione più completa fra quelle descritte.
Musée de la Romanité, biglietti. Il biglietto intero costa 9 euro e comprende il percorso permanente e la mostra temporanea. Il ridotto costa 6 euro. La tariffa per i ragazzi dai 7 ai 17 anni è di 3 euro, l’ingresso è gratuito sotto i 7 anni e il forfait famiglia costa 21 euro.
Musée de la Romanité, orari. Da aprile a ottobre il museo apre tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00. Da novembre a marzo apre dalle 10.00 alle 18.00 ed è chiuso il martedì. L’ultimo ingresso è un’ora prima della chiusura. Il museo resta chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio.
Musée de la Romanité, gratuità. L’ingresso è gratuito per tutti la prima domenica del mese. Attenzione: la gratuità non si applica a luglio e ad agosto, ed è un’eccezione che molte guide riportano in modo errato.
Carré d’Art, biglietti. Il biglietto intero costa 8 euro e comprende la mostra temporanea e la collezione permanente; il corrispondente ridotto costa 6 euro. Chi visita la sola collezione permanente paga 5 euro con il biglietto intero e 3 euro con il ridotto.
Carré d’Art, orari. Il museo è chiuso il lunedì. Da martedì a venerdì apre dalle 10.00 alle 18.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 18.30. L’ingresso è gratuito la prima domenica del mese. Il museo resta chiuso il 1° gennaio, il 1° maggio, il 1° e l’11 novembre e il 25 dicembre.
Se resti più di un giorno. Esiste un abbonamento annuale ai musei di Nîmes che costa 40 euro e dà accesso illimitato a sei musei per un anno. Si acquista in qualsiasi museo, ma va attivato alla biglietteria del Musée de la Romanité. È utile soprattutto per i residenti o per i visitatori abituali, ed è poco pubblicizzato.
Come arrivare. La stazione di Nîmes Centre, a cinque minuti a piedi dall’Arena, è servita da TGV diretti da Parigi. Attenzione: non va confusa con la stazione TGV Nîmes Pont-du-Gard, che si trova fuori città, a una ventina di minuti d’auto. Chi arriva in automobile raggiunge il centro dall’autostrada A9 o dalla A54, a seconda della provenienza, e può usare i parcheggi sotterranei a pagamento intorno all’Arena.
Quando andare. Nîmes è calda d’estate e i suoi monumenti sono quasi tutti all’aperto e privi di ombra, quindi per temperature più miti sono generalmente preferibili aprile, maggio, settembre e ottobre. Durante le due ferias, la Feria de Pentecôte in primavera e la Feria des Vendanges a settembre, la città è affollata e l’Arena può essere chiusa ai visitatori o avere orari ridotti: conviene evitare quelle date, a meno che siano proprio le ferias la ragione del viaggio.
Se preferisci farti guidare, puoi prenotare l’ingresso all’Arena con l’audioguida della città romana, che collega l’anfiteatro, la Maison Carrée e la Tour Magne in un unico percorso. Se invece organizzi la visita da solo, il Pass 3 Monumenti acquistato alla biglietteria costa meno.
Come organizzare la giornata
Ecco l’ordine che consiglio, determinato soprattutto dall’esposizione al sole e non dalla cronologia storico-artistica.
Mattina presto: la Tour Magne e i Jardins de la Fontaine. È l’unica tappa in salita e l’unica lontana dal centro, quindi conviene affrontarla quando la temperatura è ancora fresca. Calcola circa un’ora e mezza, compresa la visita ai giardini.
Tarda mattina: la Maison Carrée e il Carré d’Art. La visita all’interno del tempio richiede circa mezz’ora. La piazza merita invece di essere osservata da entrambi i lati. Se il caldo comincia a farsi sentire, il museo di Foster è climatizzato.
Primo pomeriggio: il Musée de la Romanité. È una buona tappa per le ore più calde, perché la visita si svolge al chiuso. Calcola due ore.
Metà pomeriggio: l’Arena. La visita richiede un’ora e mezza con l’audioguida. Uscendo, vale la pena fare il giro completo dell’esterno a piedi.
Verso sera: la cattedrale e il centro storico. Il fregio della Genesi si apprezza meglio con la luce radente della sera, che scava i rilievi invece di appiattirli.
Se hai un secondo giorno, la tappa da aggiungere è il Pont du Gard, a mezz’ora d’auto. Il ponte faceva parte dell’acquedotto che riforniva Nemausus, quindi completa la visita ai monumenti cittadini mostrando come la città romana riceveva l’acqua.
Nîmes si inserisce bene in un itinerario che comprenda anche Carcassonne, a due ore di distanza. Se stai organizzando un viaggio in treno per vedere la Francia oltre Parigi, è una tappa facile da aggiungere. Se invece preferisci un percorso dedicato alla storia romana, un’altra tappa interessante è il Museo Romano di Lione.
