Last updated on novembre 3rd, 2018

Visitare il giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle è un’esperienza che difficilmente dimenticherete. Avevo a lungo desiderato di andarci ma non mi aspettavo assolutamente quello che ho visto. E’ stato un viaggio nella mente eclettica e nella vita di un’artista che conoscevo pochissimo e che mi ha affascinata spingendomi ad approfondire.

La scelta di non voler spiegare la sua opera e le sue sculture è interessante, proprio perché l’arte deve lasciare lo spettatore libero di leggere nelle opere quello che più si avvicina al suo punto di vista e al suo bagaglio culturale. Tuttavia ho deciso di dare in questo articolo la mia soggettiva interpretazione delle sue rappresentazioni dei tarocchi. Trovate tutte le informazioni pratiche per scoprire questo giardino a dir poco unico!

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Cosa sono i tarocchi?

I tarocchi sono un mazzo di carte la cui origine è ancora discussa. Sicuramente venivano già usati in Italia settentrionale verso il XV secolo. Le carte sono divise in arcani minori e maggiori. I minori sono le carte  italiane che tutt’oggi vengono usate nei giochi che tutti conosciamo come scopa, rubamazzo o briscola. Gli arcani maggiori, che oggi non utilizziamo per giocare, hanno assunto nel tempo un valore diverso tanto da perdere il loro ruolo di carte da gioco per essere considerati strumenti per predire il futuro.

Gli arcani maggiori sono 21 con l’aggiunta del Matto. Si tratta di figure di persone o oggetti che rappresentano però concetti. Nell’interpretazione delle carte, ciascuna ha diversi significati, che combinati con le altre, aiuterebbero ad elaborare il responso sulla scelta da prendere. Diverse tradizioni, hanno rappresentato queste figure in modo differente e con attributi vari ma va tenuto presente che in ciascuna delle raffigurazioni ogni piccolo oggetto o decorazione ha uno specifico significato. Per questo è tanto interessante vedere il modo in cui l’artista Niki de Saint Phalle ha raffigurato questi personaggi!

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L’ispirazione di Niki de Saint Phalle

L’artista franco-americana si è visibilmente ispirata, come d’altronde ha scritto lei stessa, sia al parco dei mostri di Bomarzo  che a villa d‘Este a Tivoli. Ma una delle sue più costanti ispirazioni fu l’architetto spagnolo Gaudì. Nella realizzazione del giardino dei Tarocchi in particolare, è evidente l’ispirazione al suo parque Guell a Barcellona. L’artista finanziò personalmente il progetto, che andò avanti dal 1979 al 2002, anno in cui morì. Diede indicazioni sulle aperture, la conservazione delle sue creazioni e di lasciare incomplete le opere che non era riuscita a finire. Un lavoro incredibile che portò avanti con suo marito Jean Tinguely, cui si devono le numerose strutture meccaniche semoventi, e pochi altri amici artisti ed architetti. Oltre a numerosi operai, vi lavorarono: Nico Weber, Sepp Imhof, Paul Wiedmer, Dok van Winsen, Pierre Marie ed Isabelle Le Jeune, Alan Davie e Marino Karella.

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Il giardino dei tarocchi: 21 (e più) sculture incredibili

I tarocchi, parliamo degli arcani maggiori in particolare, sono stati e sono tuttora utilizzati come figure esoteriche in grado di predire il futuro. Non è un caso che Niki de Saint Phalle abbia scelto proprio queste figure e le abbia associate ad altri concetti considerati per antonomasia “esoterici”. Come abbiamo detto, ciascuno può vederci quello che vuole, e io un pò ci ho visto una metafora della vita e un invito all’introspezione. Visitare il giardino dei Tarocchi vuol dire fare un percorso iniziatico in modo più o meno cosciente.

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Giardino dei Tarocchi: la ruota della fortuna

Non è chiaro, appena si  arriva, che anche la grande fontana all’entrata rappresenti una carta. E’ la ruota della fortuna, la carta numero 10. Nella lettura dei tarocchi, può rappresentare il cambiamento, la ciclicità, lo scorrere del tempo. La fortuna va e viene, sta a noi coglierla. Le grandi ruote, come un ingranaggio, sono mosse dall’acqua, che io ho letto come la rappresentazione del caso, degli eventi, qualcosa che fluisce e non può essere fermato, facendo girare tutto il resto degli ingranaggi dell’esistenza. I quattro cuori sulla ruota maggiore mi sono sembrati un quadrifoglio, simbolo di buona fortuna. Posta al di sotto del Mago e della Papessa, questa fontana assume un significato ancora più pregno.

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Giardino dei Tarocchi: il mago

La prima scultura che si incontra quando si va a visitare il giardino dei Tarocchi è, quasi inevitabilmente  il Mago. Detto anche Bagatto o Alchimista è la prima carta degli arcani maggiori. E’ facile da individuare perché è praticamente sovrapposta a quella della Papessa ed è rappresentata come un viso, una sorta di maschera, con una mano alzata, interamente ricoperto di specchi. Nella tradizione delle carte il Mago rappresenta l’unione del divino con il terreno ma anche la creatività. L’alchimista è colui che trasforma gli elementi, che è padrone di un sapere e lo mette al servizio degli altri: non è quello che fanno gli artisti, ed in particolare Niki de Saint Phalle, dandoci la possibilità di visitare questo giardino?

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Giardino dei Tarocchi: la papessa

La scultura enorme richiama subito alla mente quella dell’orco nel giardino dei mostri di Bomarzo. La bocca spalancata, da cui fuoriesce l’acqua che alimenta la fontana,  i capelli in disordine. La Papessa, carta numero 2 rappresenta la dualità, qualcosa di segreto che non deve essere rivelato ed è sempre disegnata come una sacerdotessa seduta. L’acqua è spesso legata alla figura della luna, presente nella carta, e associata alla donna, forse per questo Niki de Saint Phalle l’ha associata a questa rappresentazione. Sembra un pò la medusa di Caravaggio o la medusa dei Musei Capitolini. All’interno della bocca della papessa troviamo la vera papessa. In una grotta stellata in cui l’acqua crea incredibili riverberi di luce, sta una figura ammantata che sembra quasi viva. E’ lei la vera papessa, colei che custodisce saperi inconsci e segreti che non possono essere rivelati.

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Giardino dei Tarocchi: l’imperatrice

E’ impossibile visitare il giardino dei Tarocchi e non soffermarsi sulla mastodontica struttura dell’Imperatrice. La carta numero 3 degli arcani maggiori, è costruita anche come la casa in cui alloggiò Niki de Saint Phalle durante la realizzazione del giardino. La figura, ricoperta di ceramiche coloratissime, è facilmente assimilabile alle Nanas rappresentate in numerose installazioni dall’artista. Prosperosa ed enorme, non credo sia un caso che sia stata scelta come abitazione. L’Imperatrice rappresenta infatti la maternità, la fecondità e la femminilità. E’ colei che dà la vita e dentro la quale prendono vita le cose, la forza creatrice. All’interno vi era l’abitazione dell’artista, come se fosse il luogo in cui le idee e i progetti prendono vita. Incredibilmente, la casa è tutta fatta di specchi (ancora mi chiedo come facessero a pulire quel mosaico di specchi!) che me ne hanno fatto innamorare a prima vista.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la forza

Questa è stata in assoluto la mia preferita. Un gigantesco drago di specchi verdi, con ali rosso fuoco, digrigna i denti  davanti ad una donna vestita di bianco, una mano sul fianco, l’altra che sembra tenerlo al guinzaglio. La forza è la carta numero 11 dei tarocchi, e di solito la giovane vestita di bianco è ritratta con un 8 orizzontale, ,simbolo dell’infinito, nell’atto di aprire la bocca ad un leone. L’interpretazione che ne ha dato Niki de Saint Phalle mi ha fatto subito pensare ad una rivisitazione dell’opera di Paolo Uccello San Giorgio e il drago. Qui una giovane dama tiene al guinzaglio un enorme drago e sembra voler fermare il cavaliere che lo sta trafiggendo. La forza, quella vera, è addomesticare ed ammansire la bestia più spaventosa di tutte: noi stessi. La forza vera è essere padroni di sé stessi, dei propri istinti, del proprio destino, dei propri impeti. Il bianco dell’abito della donna rappresenta la purezza d’animo e di intenti, quella che serve per imparare ad essere forti davvero. In questa interpretazione il guinzaglio invisibile che lega i due personaggi sembra essere più che presente.

Penso che essere rimasta così affascinata da quest’opera voglia dire che devo ancora lavorare molto su me stessa prima di arrivare al punto di tenere al guinzaglio il mio drago interiore. Ho riflettuto molto su questo punto.

Si vedrà!

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Giardino dei Tarocchi: il sole

Dall’altro lato della piazza c’è una porta, enorme, con una rappresentazione del sole. Carta numero 19, il sole rappresenta la vittoria, i successi, la luce benefica e vitale. Niki de Saint Phalle scrisse che ha rappresentato un uccello perché sono gli esseri che si avvicinano di più al sole. Io invece l’ho visto ed interpretato subito come se fosse una fenice, l’uccello leggendario che rinasce dalle proprie ceneri.  Per visitare il giardino dei tarocchi dovrai necessariamente passarci sotto. Alla fine chi più del sole può simboleggiare la “resurrezione” intesa come rinascita, fisica, emotiva o spirituale?

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Giardino dei Tarocchi: il papa

Nei tarocchi, il Papa rappresenta il sapere spirituale. Qui l’artista lo ha interpretato come un santo, un eremita, un illuminato insomma. Sulla base della struttura su cui è inginocchiato, vi è un viso con il terzo occhio aperto, simbolo di illuminazione spirituale. Nella carta, tradizionalmente, il Papa è ritratto mentre insegna a due monaci, assumendo quindi anche il significato di maestro o guida. Qui ad imparare da lui è una figura femminile molto colorata che solleva lo sguardo verso la triplice croce. Il fatto che sia la carta numero 5 dei tarocchi, rappresenta anche la quintessenza o quinto elemento, la parte spirituale che è difficile spiegare.

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Giardino dei Tarocchi: l’appeso

L’appeso sta in una sorta di nicchia di specchi, i contorni colorati e il corpo evanescente, appeso per un tallone. La 12 carta dei tarocchi rappresenta un giovane appeso a testa in giù che sembra però calmo e tranquillo. In effetti a questa carta si associa l’equilibrio e il punto di vista “alternativo”, quello che può avere una persona appesa al contrario. E’ una delle figure più enigmatiche, anche di quelle che vedrai se vorrai visitare il giardino dei tarocchi.  Talvolta viene chiamato l’impiccato, anche se non è impiccato veramente. Viene interpretato come un anticonformista, una persona che vive la sua vita incurante del giudizio degli altri e capace di trovare, comunque, un equilibrio.

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Giardino dei Tarocchi: l’eremita

Niki de Saint Phalle ha pensato l’eremita come una statua quasi trasparente. Quest’uomo in cerca della propria spiritualità e dei segreti della vita, è rappresentato con un bastone che somiglia molto ad un cadueceo. E’ la carta numero 9, e rappresenta la saggezza e la ricerca interiore. L’artista dice che ha pensato l’oracolo come la versione femminile di questa carta (che non esiste nei tarocchi tradizionali). La scultura dell’oracolo la troverai più avanti salendo la collina.

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Giardino dei Tarocchi: la giustizia

Mi è piaciuta tantissimo l’interpretazione della carta numero 8, la giustizia. L’artista l’ha pensata come un’enorme donna vestita di bianco e nero (bene e male), che tiene in mano una bilancia, costituita dai suoi stessi seni. Nella sua mastodontica gonna, c’è una nicchia, chiusa da un cancello, in cui si muovono ingranaggi di un meccanismo ideato dal marito di Niki, Jean Tinguely. Questa macchina stride e fa un rumore orribile, tra crani di animali e strani ingranaggi che sembrano arrugginiti. Nel visiatare il giardino dei tarocchi, la prima cosa che mi è venuta in mente guardando questa statua è che la giustizia contiene in sé sempre anche una parte di ingiustizia, non essendo mai tutto bianco e nero ma di tante diverse sfumature. Il mio compagno di viaggio invece l’ha vista come un modo di rappresentare gli arruginiti e complessi meccanismi per arrivare alla giustizia, gli anni di processo, di accuse e controaccuse e così via. Quello che è certo è che non si parla solo di giustizia in senso generale ma soprattutto di essere giusti e capaci di giudicare sé stessi.  Come abbiamo detto, la lettura “simbolica” dei tarocchi spinge all’analisi di sé stessi in primis, e la giustizia è quella che dobbiamo trovare con il nostro comportamento, ogni giorno.

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Giardino dei Tarocchi: la stella

Concepita come una fontana, questa statua è incompleta ed offre un’interessante occasione per capire il processo di creazione delle sculture. I bordi della vasca sono infatti privi delle maioliche colorate. La carta dei tarocchi rappresenta una giovane donna nuda che versa acqua da due brocche, una che alimenta i fiumi della terra e un’altra uno specchio d’acqua. E’ la 17esima carta e nel visiare il giardino dei tarocchi, ti renderai conto che è una delle poche che sorride. Simbolicamente è associabile al fluire della vita, e della natura ma anche del tempo.

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Giardino dei Tarocchi: gli innamorati

La carta numero 6 è quella degli innamorati che l’artista ha rappresentato come Adamo ed Eva. E’ la carta della scelta, una scelta consapevole. Una giovane coppia che si trova a compiere una scelta: giusta o sbagliata? Personalmente trovo che la scelta di rinunciare a tutti i piaceri, gli agi, sia pure la vita eterna per SAPERE, perché di questo si tratta, non sia per niente sbagliata. Ovviamente è la strada più difficile da percorrere ma, come disse Dante fatti non fummo per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza. A questo ho pensato quando ho visitato il giardino dei Tarocchi.

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Giardino dei Tarocchi: l’imperatore

Non si può visitare il giardino dei Tarocchi senza soffermarsi sull’imperatore. Inserito in un’architettura visionaria fatta di due livelli che si aprono su una corte interna, l’imperatore è quella grossa scultura rossa  e dorata. La quarta carta dei tarocchi rappresenta l’uomo inteso come energia e potere maschile. E’ inserito in una sorta di chiostro visionario molto simile alle architetture di Gaudì al Parque Guell, con tanto di fontana al centro, specchi, maioliche e colonne, scacchiere e teschi che ricordano quelle del dia dos muertos messicano.

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Giardino dei Tarocchi: la torre

Poco lontano sorge la torre, XVI arcano . Rappresenta la torre di Babele e, ce lo dice Niki de Saint Phalle stessa, è una costruzione fisica e mentale che deve essere abbattuta per guardare oltre. In alto, la scultura in ferro, rappresenta il fulmine che la colpisce e la distrugge. Ho pensato che fosse un pò la rappresentazione della vita: a volte le nostre certezze crollano ma solo per essere ricostruite su basi più solide. Le sue dimensioni sono impressionanti e sembra davvero caderti addosso!

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Giardino dei Tarocchi: il giudizio

All’interno della cappella sovrastata dalla temperanza, vi è una rappresentazione del giudizio, inteso non solo come giudizio universale ma anche come vita dell’essere umano. E’ infatti rappresentato su uno specchio, con tre diverse figure che possono essere lette come le tre età dell’uomo o tre persone di etnie diverse, africana, asiatica ed europea. Questi tre uomini sono tutti davanti ad una tomba. Il giudizio è l’arcano 20 dei tarocchi e ribadisce il concetto di uguaglianza: siamo tutti  uguali davanti alla morte e al giudizio “superiore”.

Giardino dei Tarocchi: il carro

Il carro rappresenta la vittoria. E’ stata pensata dall’artista come una piccola scultura all’interno della casa-imperatrice. Il carro della vittoria mi fa sempre pensare a quello che veniva condotto dai generali romani di ritorno dalla guerra, acclamati e lodati dal popolo. Dietro ai generali c’era però un servo che gli sussurruva “hominem te esse memento” ossia “ricordati che sei solo un uomo“. La vittoria è un’ingannatrice e bisogna imparare a stare sul carro senza lasciarsi trascinare via da lui. Un monito e un insegnamento da non sottovalutare!

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Giardino dei Tarocchi: la temperanza

Concepita come una cappella privata, la temperanza getta acqua  tra due brocche. Rappresenta la calma, la responsabilità ma anche la consapevolezza e la pazienza. La XIV carta non a caso è associata al raccoglimento e all’introspezione della religione: è all’interno di noi stessi, grazie a pazienza e contemplazione che troveremo la pace. Le mura della cappella sono ricoperte di specchi, ennesimo invito a guardare dentro sé stessi.

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Giardino dei Tarocchi: la luna

La scultura della luna mi ha un pò delusa. Questa carta, la 18, è uno spicchio da cui emerge un profilo femminile, sostenuto da una sorta di granchio o aragosta che ricorda un pò Dalì e che potrebbe rappresentare il cancro e allo stesso tempo l’acqua, alla quale la luna è sempre legata. Il significato della carta è l’immaginazione, anche inteso nel senso di estraneamento dalla realtà. Ci sono anche due cani sotto. Non so, forse non l’ho capita bene, mi ha lasciata insoddisfatta.

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Giardino dei Tarocchi: la morte

E’ la carta 13 che spaventa sempre di più ma in realtà rappresenta un cambiamento profondo. Ogni giorno una parte di noi muore per lasciare spazio a qualcosa di nuovo, vale per le idee, per la società e per le generazioni. La morte è un’equalizzatrice democratica anche può apparire spietata. Nell’immaginario di Niki de Saint Phalle cavalca un destriero stellato e falcia tutto, animali, piante ed esseri umani. E’ al di sopra di tutto e sempre in movimento.

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Giardino dei Tarocchi: il diavolo

Questa scultura è inquietante come ciò che rappresenta. E’ legato ai piaceri terreni come il sesso ma anche all’uso di sostanze stupefacenti e alla perdita di controllo. E’ l’opposto della carta degli amanti, quella in cui si proponeva una scelta. Qui la scelta è stata palesemente sbagliata.

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Giardino dei Tarocchi: il matto

Vuoti e pieni, colori fuori posto e un grande dinamismo caratterizzano la carta senza numero del mazzo dei tarocchi, il matto. Rappresentato come un viandante o un giullare, il matto è colui che si è distaccato da tutto ciò che è terreno e vaga alla ricerca di qualcosa di più alto e irragiungibile. Non a caso è la carta 0, o XXII, il principio o il compimento ultimo. O tutte e due le cose?

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Giardino dei Tarocchi: il mondo

L’ultima scultura che incontrerete è anche l’ultima carta, la XXI. Il mondo rappresenta la vita, la creazione,  il compimento. Non a caso l’artista lo rappresenta come un uovo, simbolo di vita ma anche di perfezione, avvolto da un serpente che richiama il caduceo della medicina ma sopratutto l’uroboro, simbolo dell’infinito, il serpente che si morde la coda. Un meccanismo fa ruotare la scultura che sembra ascendere verso l’alto. E’ il termine di un percorso iniziatico ed interiore che ci ha lasciato questa artista così visionaria ed originale!

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Altre sculture del Giardino dei Tarocchi

Dall’oracolo che sembra una dea cretese dei serpenti al gatto Ricardo, dal profeta di specchi alle sculture di serpenti giganteschi che ci raccontano la storia della vita di Niki de Saint Phalle come una moderna colonna serpentina di Delfi, il giardino non si esaurisce nelle carte dei tarocchi e nei significati che possiamo leggervi. Persino la targa all’entrata ci parla del progetto di quest’artista, della sua visione della vita e dell’arte, oltre che dei tarocchi e dell’esoterismo. I legami che formano le sue sculture/architetture, il percorso che si snoda tra pavimenti ricoperti di frasi, firme, poesie, geroglifici e scacchiere, tutto fa parte di un progetto incredibile e assolutamente visionario. Una cosa è certa: per me è stata un’ispirazione e uno spunto di riflessione incredibile!

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Come arrivare al giardino dei Tarocchi

Il giardino non è molto ben segnalato ma si trova non lontano da Capalbio, in Toscana. Si trova in località Garavicchio, nei pressi di Pescia Fiorentina. Se vi state chiedendo come arrivare al giardino dei Tarocchi da Roma è semplice: basta prendere l’E80 o Aurelia in direzione nord. Molto comoda l’autostrada da Civitavecchia.

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Giardino dei Tarocchi biglietti

Il prezzo dei biglietti per entrare al giardino dei Tarocchi è 12 euro per gli adulti, 7 euro ridotto. Trovate le informazioni sull’orario di apertura, il periodo in cui è visitabile e le riduzioni sul sito del giardino dei Tarocchi.

Non sono un’esperta di tarocchi e di esoterismo, quindi penso di aver capito solo un decimo del significato reale che l’artista voleva dare a questo parco e alle sue sculture, ma vi assicuro che sono bellissime anche per chi non ne capisce niente come me. Se qualcuno ci è stato mi piacerebbe sapere le vostre impressioni: vi è piaciuto? Conoscevate già quest’artista? Qual è stata la vostra scultura/architettura preferita? Fatemelo sapere nei commenti!

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