Se stai facendo un tour nel centro storico di Roma, avrai sicuramente pensato di passeggiare lungo via del Corso fino a raggiungere piazza del Popolo. Questa importante piazza si trova dall’altro lato rispetto al Colosseo e all’Altare della Patria, e ospita alcuni dei monumenti più belli di Roma, tra cui la bellissima chiesa di Santa Maria del Popolo.
Quasi nessuno lo sa, ma Santa Maria del Popolo è stata costruita su un terreno molto particolare, uno dei luoghi più macabri di Roma.
Devi sapere che proprio qui, prima della chiesa, sorgeva l’antica tomba della famiglia di Nerone (il mausoleo dei Domizi Enobarbi), l’imperatore ricordato come il più grande persecutore dei cristiani. Secondo la leggenda, sulla sua tomba crebbe un enorme albero di noce, sempre sorvolato da corvi neri, in cui si diceva si radunassero spiriti maligni e streghe.
La popolazione era talmente spaventata che, nel 1099, papa Pasquale II fece abbattere l’albero, esorcizzò il luogo e vi eresse una prima cappella; seguì poi una vera e propria chiesa, ampliata in forme gotiche nel 1227.
Sul nome ci sono due ipotesi: secondo alcuni deriva dalle elargizioni del “popolo” romano che finanziò la chiesa; secondo altri, invece, Santa Maria del Popolo e piazza del Popolo verrebbero proprio da quell’antico bosco (in latino populus significa anche “pioppo”). Se così fosse, la chiesa sarebbe “del Pioppo” e non “del Popolo”.
Strano, non è vero?
Comunque sia, all’interno di questa chiesa sono oggi conservati capolavori inestimabili di alcuni dei più importanti artisti italiani, e perfino un’antica icona bizantina.
Ti va di saperne di più?
Si parte!
Piazza del Popolo in origine
Se queste informazioni su piazza del Popolo ti hanno stupito, sappi che questa zona di Roma ha anche una lunga e macabra tradizione: proprio qui, fino alla metà dell’Ottocento, avvenivano le esecuzioni capitali. E perfino il famoso “muro torto” che costeggia la piazza fu a lungo considerato demoniaco, per la sua forma “torta” appunto.
E la chiesa di Santa Maria del Popolo?
Dopo la prima cappella medievale, la chiesa di Santa Maria del Popolo fu ricostruita in forme rinascimentali nel tardo Quattrocento, sotto papa Sisto IV (1472), e poi trasformata in senso barocco intorno al 1655-1660 da Bernini, che ne ridisegnò la facciata e gli interni: è l’edificio che puoi vedere ancora oggi.
Una curiosità storica: la chiesa e il convento annesso sono da secoli affidati agli agostiniani, e proprio qui, durante il suo viaggio a Roma del 1510-11, soggiornò (così vuole la tradizione) un giovane frate agostiniano destinato a cambiare la storia d’Europa: Martin Lutero.
Al suo interno hanno lavorato alcuni tra i più importanti artisti e architetti della storia dell’arte italiana, tra cui Raffaello, Bernini, Caravaggio, Annibale Carracci, Pinturicchio, Andrea Sansovino e Bramante.
Continua a leggere per scoprire i capolavori custoditi in Santa Maria del Popolo!

La cappella Cerasi: due capolavori di Caravaggio e uno di Carracci
Nella cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo, a sinistra dell’altare maggiore, sono conservate tre incredibili tele di due grandi artisti coevi ma diversissimi: Caravaggio e Annibale Carracci. La cappella prende il nome da Tiberio Cerasi, tesoriere generale di papa Clemente VIII, che ne commissionò la decorazione poco prima di morire, nel 1601.
Sulle pareti laterali trovi raffigurati i due principi degli apostoli, Pietro e Paolo, in due momenti chiave della loro vita: la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro, entrambe di Caravaggio e dipinte nel 1601.
Nella Conversione di San Paolo, il santo è caduto da cavallo, gli occhi chiusi, le braccia spalancate nell’atto di ricevere la folgorazione divina che lo porterà a convertirsi. La maestria di Caravaggio, come sempre, è tutta nell’uso della luce, concentrata sul corpo del santo: quasi non si notano il servo e il cavallo che fanno da cornice al miracolo. Il cavallo non schiaccia Paolo, per intervento divino, ed è ritratto con la zampa sollevata.
Nella Crocifissione di San Pietro, invece, Caravaggio dà sfoggio del suo crudo realismo. La luce è tutta sul santo, che sta per essere crocifisso a testa in giù; i carnefici sono senza volto, ritratti nello sforzo di tirare su la croce in un complesso gioco di spinte e trazioni. Da notare, ancora una volta, i piedi sporchi di uno di loro in primo piano: Caravaggio prendeva a modello persone del popolo e le ritraeva, spesso con grande scandalo, in tutto il loro realismo.
Una curiosità: di entrambe le tele Caravaggio dipinse una prima versione, che secondo il biografo Giovan Battista Baglione fu rifiutata. La prima Conversione di San Paolo, molto più affollata e teatrale, si trova oggi nella collezione Odescalchi Balbi a Roma.
E la terza tela?
Al centro c’è l’Assunzione della Vergine di Annibale Carracci: la Madonna esce vittoriosa dal sepolcro, sorretta da angioletti che la portano verso il cielo, mentre gli apostoli assistono sorpresi all’evento.
Ma se pensi che queste tre opere siano le sole a essere custodite in Santa Maria del Popolo, ti sbagli di grosso!



La cappella Chigi: il genio di Raffaello e le forme di Bernini
La cappella Chigi, lungo la navata sinistra, fu progettata da Raffaello per il banchiere Agostino Chigi. Fu lui a disegnare la decorazione a mosaico della cupola (la Creazione del mondo), eseguita da Luigi de Pace, e a concepire le tombe Chigi come piramidi, simbolo di eternità.
Rimasta incompiuta alla morte di Raffaello (1520), la cappella fu completata oltre un secolo dopo da Bernini per un altro Chigi, il cardinale Fabio Chigi, lo stesso che, divenuto papa Alessandro VII, volle il restauro barocco dell’intera chiesa. Bernini la arricchì con due splendide sculture, Abacuc e l’angelo e Daniele e il leone, che dialogano con le due statue più antiche di età raffaellesca, Giona ed Elia. La statua del profeta Abacuc è particolarmente teatrale, con l’angelo che lo invita a soccorrere Daniele, nella fossa dei leoni proprio di fronte: le due statue, poste in diagonale, fanno parte della stessa narrazione.
Sul pavimento c’è una tarsia con una morte alata: tutti i lettori di Angeli e Demoni la ricorderanno, ma in realtà fu ideata da Bernini con la scritta Mors ad caelos, le cui lettere maiuscole compongono l’anno di esecuzione, MDCL, cioè 1650.

Un’icona dipinta (si dice) da San Luca
Sull’altare maggiore di Santa Maria del Popolo si trova anche una delle icone bizantine più belle di Roma, la Madonna del Popolo. Attribuita addirittura a San Luca, fu portata dal Laterano verso il 1231 da papa Gregorio IX.
Fu molto imitata in epoca rinascimentale e successiva, ma è forse essa stessa la copia di un’icona bizantina più antica.
Probabilmente non lo sapremo mai.

Non solo: gli altri tesori della chiesa
Prima di uscire, alza lo sguardo anche sulla cappella Della Rovere, affrescata da Pinturicchio (che dipinse anche la volta del coro), e sul coro absidale disegnato da Bramante, con le vetrate di Guillaume de Marcillat (rare a Roma) e le tombe dei cardinali Ascanio Sforza e Girolamo Basso della Rovere, capolavori di Andrea Sansovino. Insomma, in una chiesa sola attraversi due secoli d’arte italiana, dal primo Rinascimento al pieno Barocco.
Informazioni pratiche per visitare Santa Maria del Popolo
La chiesa si affaccia su piazza del Popolo ed è raggiungibile in un attimo dalla metro linea A, fermata Flaminio. L’ingresso è gratuito e si visita negli orari di apertura della chiesa (in genere dal mattino alla sera, con una pausa a pranzo); porta con te delle monetine per illuminare le cappelle di Caravaggio e Raffaello, e ricorda che è un luogo di culto, quindi serve un abbigliamento rispettoso.
Poiché i due Caravaggio della cappella Cerasi sono anche una tappa dei tour dedicati al pittore, se ti interessa approfondire con una guida puoi valutare un tour dei capolavori di Caravaggio nelle chiese di Roma, che tocca anche San Luigi dei Francesi e Sant’Agostino.
Tra le chiese più belle di Roma
Insomma, Santa Maria del Popolo è una delle chiese più belle di Roma e di grande importanza storica.
Eppure è forse la meno conosciuta e la meno visitata: in pochi sanno dei tesori che nasconde, e così passa in sordina rispetto alla vicinissima piazza del Popolo, a piazza di Spagna o a una passeggiata sul Pincio.
E se vuoi continuare sulle orme di Caravaggio e Bernini? Dai un’occhiata alla Galleria Borghese e ai Musei Vaticani.
Tu cosa ne pensi? Sei mai entrato in questa bellissima chiesa di Roma?
