Quello che non sapete sull’ironia di Raffaello ne “la scuola di Atene”

Un capolavoro senza tempo, d’arte e d’ironia

Eda, Storica dell’arte

Non tutti sanno che nell’affresco “la scuola di Atene”, Raffaello nascose sotto le spoglie degli antichi filosofi le fisionomie dei personaggi della sua epoca.

Scopri chi si cela dietro le spoglie di quale filosofo e perché!

 

L’ironia di Raffaello nella scuola di Atene

 Il famoso affresco “la scuola di Atene“, conservato nei musei vaticani, raffigura i più importanti filosofi della storia. Nell’eseguire quest’opera tuttavia, Raffaello non si accontentò di prendere dei modelli ma utilizzò le fisionomie di alcuni dei personaggi più celebri della sua epoca e li traspose in chiave “filosofica” a seconda delle inclinazioni di ciascuno.

Vediamo ad esempio come Euclide (o Archimede) venga raffigurato con le fattezze del suo grande amico Bramante, intento a tracciare un disegno geometrico in terra. Spostato sulla destra, Leonardo Da Vinci gioca il ruolo di Platone e, al centro della scena, un po’ isolato sulla sinistra, sotto le spoglie di Eraclito, troviamo Michelangelo Buonarroti( a proposito qui un approfondimento su Michelangelo e qui un articolo sulle curiosità della Cappella Sistina).

Il filosofo è raffigurato imbronciato, nell’atto di reggersi la testa con la mano, completamente estraneo a tutto ciò che gli è intorno.

L’antagonismo tra Raffaello e Michelangelo

Alcuni studiosi hanno voluto vedere un’aperta presa in giro di Raffaello nei confronti di Michelangelo: Eraclito infatti, definito fin dall’antichità greca “l’oscuro”, era un filosofo molto criptico.

Sua è la dottrina dei contrari ossia lo scontro tra essenze opposte dell’essere e dei sentimenti che però hanno bisogno di convivere, fattori che ben si adattano allo spirito solitario ed enigmatico di Michelangelo.

Ma c’è di più: sappiamo che il Buonarroti, pur essendo molto ricco, viveva molto poveramente. Si dice che non si togliesse mai gli stivali, neanche per dormire, e  che li sfilasse solo quando doveva cambiarli con un paio nuovo: li portava così a lungo che la pelle del piede rimaneva attaccata alla calzatura. In primo piano Raffaello ha dunque dipinto proprio gli stivali del suo antagonista, come ad evidenziare la puzza che emanavano; inoltre il modo in cui l’anatomia di questo personaggio è definita e dipinta richiama la pittura di Michelangelo stesso.

Raffaello quindi ha imitato la maniera di dipingere del suo rivale e, pur “omaggiandolo” di essere rappresentato in quest’opera importantissima, lo ha in qualche modo beffeggiato per il suo stile di vita troppo sobrio e per il suo isolamento dalla vita mondana.

Mostriamoli nel dettaglio:

Leonardo da Vinci raffigurato come Platone

 

Sulla sinistra di questo particolare si può Leonardo da Vinci raffigurato come Platone, con in mano il Timeo e con il dito verso l’altro a rappresentare il bene (o mondo delle idee – iperuranio).

Alla sua sinistra si trova Aristotele, discepolo di Platone, raffigurato con il volto del meno conosciuto Bastiano da Sangallo.

Bramante raffigurato come Euclide (o Archimede)

Bramante viene raffigurato nell’atto di tracciare una figura con un compasso ed è quindi associato alla figura di Euclide o Archimede.

Baldassarre Castiglione come Zoroastro

Michelangelo raffigurato come Eraclito

Autoritratto di Raffaello

Come poteva esimersi l’autore dal fare anche un autoritratto di se stesso?

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1 commento

  1. Raffaello è Maestro, non tanto come Pittore, quanto come Discepolo della Sapienza, per questo può rappresentare Platone col volto di Leonardo da Vinci, Maestro di Verità. Hai maggior notizia di perchè Raffaello ha presentato, e a diritto, Ipazia (Hypatia) nella prestigiosa Scuola di Atene. Grazie Franco Napoletano

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