Montserrat è una montagna e un santuario insieme. Le rocce, tutte punte e torri arrotondate, le hanno dato il nome: mont serrat vuol dire montagna seghettata. Il monastero è aggrappato a metà della montagna, e si raggiunge da Barcellona in treno e poi in cremagliera o in funivia. Fu fondato nel 1025, e nel 2025 ha compiuto mille anni.
È la gita più classica da Barcellona, e ha una regola che pochi conoscono: dal 2023 per entrare nel santuario chi non risiede in Catalogna, nel resto della Spagna o nell’Unione europea paga un biglietto turistico. Se vivi in Italia e viaggi per conto tuo sei esente, ma la visita alla Madonna si prenota comunque, gratis, sul sito dell’abbazia.
Perché un monastero su una parete di roccia, così difficile da raggiungere?
Mille anni di monastero
Prima del monastero c’era un eremo. Nell’888 il conte Guifré el Pelós donò l’eremo di Santa Maria di Montserrat al monastero di Ripoll; nel 1025 Oliba, abate di Ripoll e vescovo di Vic, vi fondò un piccolo monastero, che cominciò subito a ricevere pellegrini attirati dai racconti dei miracoli della Vergine. La risposta alla domanda è questa: il luogo sacro c’era già, e il monastero ci crebbe intorno.
Nel 1409 Montserrat diventò un’abbazia indipendente. Nel Seicento e nel Settecento fu un centro culturale di primo piano, con una scuola di musica che formò compositori importanti. La guerra contro i francesi, fra il 1808 e il 1811, e la confisca dei beni ecclesiastici del 1835 portarono distruzione e abbandono; la vita monastica ricominciò nel 1844.

Durante la guerra civile il monastero fu abbandonato di nuovo, e fu il governo della Catalogna a salvarlo dal saccheggio.
La Moreneta
La statua che tutti salgono a vedere è la Madonna di Montserrat, chiamata la Moreneta, la piccola bruna, per il colore scuro della pelle. È una scultura in legno policromo del XII secolo, romanica, del tipo detto in maestà: la Madonna siede rigida e frontale, con il Bambino in grembo al centro, ed entrambi portano la corona.

Che cosa tiene in mano la Madonna?
Una sfera, il mondo, nella mano destra; la sinistra quasi si posa sulla spalla del Bambino, a dire che quel re è suo figlio. Il Bambino benedice con la destra e nella sinistra tiene una pigna, simbolo di fertilità e di vita eterna. Nella fotografia, la mano di un visitatore arriva a toccare la sfera.
Nel 1881 papa Leone XIII proclamò la Madonna di Montserrat patrona della Catalogna. Dal 1947 la statua è collocata in una pala d’argento, pagata con una sottoscrizione popolare, in alto nell’abside della basilica: per vederla da vicino si sale al trono, negli orari indicati sul sito.

L’Escolania, il coro dei ragazzi
A Montserrat c’è uno dei cori di voci bianche più antichi d’Europa: la scuola di musica del monastero è documentata già nel Trecento. I ragazzi dell’Escolania accompagnano le funzioni nella basilica, e cantano dal lunedì al venerdì alle 13:00; la domenica partecipano alla messa conventuale.
Se vuoi sentirli, scegli bene il giorno: il coro è in vacanza da San Giovanni a fine agosto, dopo Natale e nella Settimana Santa, e gli orari cambiano con le feste religiose e con il calendario della scuola. Il calendario aggiornato è sul sito dell’Escolania.
Il museo, con un Caravaggio sotto le rocce
Che cosa c’è da vedere, oltre alla basilica?
Il Museo di Montserrat, ed è la sorpresa della gita. Ha sede in un edificio disegnato nel 1929 da Josep Puig i Cadafalch ed espone più di 1.300 pezzi in sei collezioni, fino a un quadro di Sean Scully del 2010.
La sezione di pittura antica, dal Duecento al Settecento, ha opere di Berruguete, El Greco, Caravaggio, Luca Giordano e Tiepolo. Quella dell’Ottocento e del Novecento è una delle migliori raccolte di pittura catalana, con Fortuny, Rusiñol, Casas, Picasso e Dalí, e ha anche gli impressionisti francesi: Monet, Sisley, Degas, Pissarro. Dal 2006 c’è una sala di circa centosessanta icone bizantine e slave.

La Santa Cova e il Rosario di Gaudí
La Santa Cova è la grotta in cui, secondo la leggenda, fu trovata la statua della Madonna. La cappella fu costruita fra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, e accanto all’altare c’è una copia della Moreneta.
Il sentiero che porta alla grotta è anche un museo all’aperto: il Rosario monumentale, quindici gruppi scultorei modernisti costruiti fra il 1896 e il 1916, uno per ogni mistero del rosario, a cui lavorarono architetti come Puig i Cadafalch e Gaudí. Il percorso è facile, con un ultimo tratto in salita ripida al ritorno; di solito lo si evitava con la funicolare della Santa Cova, che però è ferma per manutenzione fino a nuovo avviso. La funicolare di Sant Joan, che sale verso le cime, funziona.
Come arrivare da Barcellona
Da Plaça Espanya parte ogni ora un treno delle ferrovie catalane, la linea R5, che fa coincidenza con la cremagliera e con la funivia che salgono al monastero. Il biglietto combinato di treno e cremagliera, andata e ritorno, costa per un adulto fra 20,80 e 32,60 euro, a seconda della zona da cui parti. Al ritorno, le cremagliere che lasciano Montserrat al quarto di ogni ora sono quelle in coincidenza con la R5.
Poi ci sono i pacchetti. La Tot Montserrat è una carta che comprende il trasporto pubblico da Barcellona, e su Tiqets la trovi come carta Tot Montserrat con il trasporto da Barcellona, a 54,30 euro. Secondo i rivenditori comprende anche l’ingresso al museo e un pasto al self-service; prima di comprare controlla nella descrizione del prodotto che cosa è incluso, e confrontala con il fai da te. Se preferisci farti accompagnare, c’è il tour guidato di Montserrat da Barcellona.

Informazioni pratiche
Dati verificati il 28 ottobre 2026 sul sito ufficiale montserratvisita.com e su quello della cremagliera, turistren.cat. Prezzi e orari cambiano: ricontrolla prima di partire.
Tornato a Barcellona, puoi vedere la chiesa a cui Gaudí, che lavorò anche al Rosario di Montserrat, dedicò la vita: la Sagrada Família. Per il Gaudí dei committenti privati, il seguito è il Palau Güell e il Park Güell.
Fotografie da Wikimedia Commons: il monastero sotto le rocce, di Sebastian Pichler, CC0; il monastero dalla plaça de la Creu, di Enric, CC BY-SA 4.0; la piazza del monastero, di Jorge Franganillo, CC BY 2.0; la Moreneta e la sua nicchia, di José Luiz, CC BY-SA 3.0.