Amedeo Modigliani, il pittore dell’anima

Eda, Storica dell’arte

Amedeo Modigliani è stato uno dei più grandi artisti del ‘900. Le sue opere sono talmente originali e uniche, che identificarle è facile anche per i meno esperti. Ciò che si conosce poco è la sua breve e intensa vita, fatta di malattia, studi, amore ed eccessi.

Amedeo Modigliani, le origini del talento

Modigliani nacque il 12 luglio 1884 a Livorno da padre italiano e madre francese. La sua famiglia, un tempo agiata, era sull’orlo del tracollo economico. Si dice che la madre lo mise alla luce mentre gli esattori delle tasse erano in casa e, siccome era vietato portar via tutto ciò che era sul letto di una partoriente, l’artista venne alla luce in mezzo a tantissime cose ammucchiate sul materasso.

Soprannominato Dedo dalla sua famiglia, studiò in casa con la madre e la zia ed emerse molto presto il suo talento pittorico. Malato sin da bambino di tubercolosi ed essendo il più piccolo di casa, Modigliani fu il più coccolato tra fratelli.

Gli artisti maledetti, Parigi e Modigliani detto Modì

Nonostante la sua salute cagionevole, decise di trasferirsi a Parigi nel 1906. Come tanti altri artisti squattrinati, si stabili a Montmartre , dove venne a contatto con le più grandi personalità artistiche del tempo, quali ad esempio Picasso, Toulouse-Lautrec, Renoir, Cézanne e Soutine.

A Parigi condusse una vita povera, che lo costrinse a dover spesso tornare a casa dalla sua famiglia. La sua situazione economica era talmente precaria che spesso pagava da bere disegnando piccoli ritratti a matita chiamati “dessins à boire” o disegni per bere. Presto la sua malattia ai polmoni, lo spinse a prediligere la pittura piuttosto che la scultura, a causa della polvere. Modigliani infatti si era avvicinato dapprima alla scultura, realizzando soprattutto maschere di ispirazione africana, la cosiddetta “arte negra”. La condizione di indigenza e la sua salute cagionevole, non gli impedirono di avere una vita sentimentale travagliata ed una vita piena di eccessi. Non bisogna però pensare che fosse raro per un artista di quell’epoca bere molto o fare uso di alcuni oppiacei, era anzi molto comune.

Entrò a far parte delle avanguardie e dei cosiddetti artisti maledetti, tanto che il suo soprannome divenne Modì, dalle prime lettere del suo cognome ma la cui pronuncia somiglia alla parola francese maudit, cioè maledetto. Aveva una personalità impulsiva, soggetta a scatti violenti o di rabbia. Si racconta che una notte si picchiò con Utrillo, con cui si era ubriacato, per decidere chi dei due fosse il pittore migliore. Furono ritrovati la mattina dopo mentre dormivano abbracciati sul marciapiede!

Le donne di Amedeo Modigliani

Dalle sue numerose amanti ebbe due figli, entrambi non riconosciuti. La donna della sua vita fu tuttavia Jeanne Hébuterne, anche lei pittrice e modella, soprannominata “noix de coco” cioè noce di cocco, per la bellezza del suo viso e i lunghi capelli castani. La loro relazione fu travagliata tanto che le loro furiose litigate erano famose nel vicinato.

Ebbero una figlia nel 1918, anch’essa chiamata Jeanne, che il padre tuttavia non riconobbe. Due anni dopo, poiché gli affari iniziavano ad andare meglio, Modigliani si impegnò a sposare Jeanne, incinta del loro secondo bambino. Questa bellissima donna visse con il pittore sia a Parigi che a Nizza e fu accanto a lui sino alla sua prematura scomparsa. Infatti nel 1920, il grande artista morì per una complicazione della sua tubercolosi all’età di 35 anni. La sua compagna, al nono mese di gravidanza, si suicidò il giorno seguente.

La fortuna e l’arte di Modigliani

La fortuna di Modigliani fu soprattutto postuma, poiché era da poco stato notato dai commercianti d’arte Guillaume e Zborowski. La sua arte è costituita da linee semplici e morbide, i suoi soggetti furono quasi solo ritratti e nudi. L’incredibile capacità di catturare l’essenza dei personaggi che ritrae, è palpabile davanti ai suoi dipinti. Non a caso molti dei suoi modelli dissero che farsi ritrarre da lui era come “farsi spogliare l’anima“, una frase che fa capire molto della sensibilità di questo artista.
Molti lo identificano per i suoi colli lunghi ma le sue algide figure sono soprattutto individui di cui cerca quasi di dipingere non l’apparenza ma la personalità più profonda.
La cosa che mi ha sempre colpita di più di Modigliani è il suo modo di rappresentare gli sguardi. Spesso gli occhi sono allungati, bui o completamente senza pupille. Eppure non si ha mai l’impressione che le sue figure non abbiano uno sguardo. Per Modigliani quello era un modo per rappresentare la loro introspezione, il fatto di “guardarsi dentro” e non solo di guardare il mondo.

Modigliani, the impossible exhibition

Come oggi si celebra il compleanno di Modigliani, nel 2020 si celebrerà il centenario della sua morte. Per questa occasione, l’istituto Amedeo Modigliani, sta organizzando una mostra davvero particolare ed interessante, che mira a raccogliere tutti i suoi dipinti.

Il progetto si chiama Modigliani, the impossible exhibition e si propone di realizzare nel format Modlight° una copia di tutte le 337 opere pittoriche dell’artista. Presto partirà la campagna crowdfunding, seguitemi sui social per saperne di più!

Ciao, mi chiamo Elisa e sono una storica dell’arte. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Sono fermamente convinta che l’arte vada scoperta, vissuta e divulgata, per questo ho deciso di condividere la mia passione su questo blog.

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