Pierre-Auguste Renoir

lo stile e la sua infinita dolcezza in 14 magnifiche opere

Eda, Storica dell’arte

L’arte di Renoir nasce dall’unione di colori pastello e pennellate più intense. Il suo stile, assolutamente unico, conferisce alle sue opere un’estrema dolcezza che non può non colpire anche l’osservatore più critico.

I primi passi di Renoir

Pierre-Auguste Renoir, uno dei più importanti artisti dell’impressionismo, nacque a Limoges nel 1841. Sesto di sette figli, scoprì presto la sua passione per l’arte. Divenne un pittore, grazie alle lezioni pagate dalla sua famiglia, e iniziò ad esercitare la sua arte dipingendo “en plein air” nel bosco di Fontainebleau con i suoi amici Monet, Sisley e Bazille.

Passò un periodo di forte frustrazione a causa di problemi economici: non riusciva a vendere le sue tele e per questo non arrivava ad essere economicamente autonomo tanto da non potersi permettere neppure i materiali di cui aveva bisogno.

Le Pont de Chatou

La vita: il riconoscimento

I riconoscimenti arrivarono solo nei tardi anni ’70: spesso si occupava di ritratti e nudi femminili, ma amava dipingere soprattutto scene dalla vita quotidiana, catturando tutta la sensualità, la dolcezza e la bellezza delle donne.

Una volta disse:

Quando ho dipinto il fondoschiena di una donna e mi viene voglia di toccarlo, allora (il quadro) è finito

Un viaggio ed un nuovo stile

Dopo aver venduto alcune opere, Renoir partì per un lungo viaggio lungo le coste del Mediterraneo che lo portò a visitare le stanze di Raffaello (ne ho parlato qui) e gli affreschi di Pompei. Come spesso accade, trovò ispirazione e cambiò il suo stile in favore di una linea più marcata e di scene più delineate.

Non amava né Gauguin né Van Gogh.

Vecchiaia e reumatismi

Intorno al 1892, Renoir iniziò a sviluppare una forte forma di reumatismi che lo portarono all’artrite: passò i suoi ultimi vent’anni nella casa di campagna sulla costa, a Cagnes-sur-mer. L’artrite lo costrinse sulla sedia a rotelle ma Renoir continuò a dipingere con i pennelli legati alle mani.

Alcuni dicono che non abbia mai perso la capacità di tenere in mano il pennello, comunque è logico supporre che richiedesse molti sforzi dipingere nelle sue condizioni.

Morì nel 1919. Dei suoi figli, uno divenne attore, l’altro un famoso regista e il terzo un artista.

Ipse dixit

Dovrei forse dirvi che un’opera d’arte ha due qualità? La prima, deve essere indescrivibile, e la seconda, deve essere inimitabile.

Ciao, mi chiamo Elisa e sono una storica dell’arte. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Sono fermamente convinta che l’arte vada scoperta, vissuta e divulgata, per questo ho deciso di condividere la mia passione su questo blog.

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