Cosa vedere alla pinacoteca di Brera: 5 capolavori spiegati per te

Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

La pinacoteca di Brera è uno dei musei più importanti d’Italia per la bellezza delle opere che conserva. Sita nell’omonimo palazzo, raccoglie opere di artisti lombardi e veneti ma anche capolavori di maestri di altre regioni.

Le opere della Pinacoteca di Brera spaziano dal medioevo al XX secolo. La struttura che ospita questo museo prende il nome dalla terra su cui fu costruito “breda” ossia campo incolto. Il palazzo fu edificato su un antico convento nel XVII secolo per ospitare l’università dei Gesuiti.

Fu solo sotto il dominio di Napoleone che l’edificio assunse il ruolo di Museo e iniziarono ad esservi trasferite le prime opere, espropriate dagli altri centri religiosi.

Oggi nella Pinacoteca di Brera, osservando le sue opere, si ha l’impressione di ripercorrere la storia dell’arte nei secoli, dal medioevo sino al risorgimento. Ci sono tele dei più grandi artisti italiani: Bellini, Veronese, Raffaello, Caravaggio, Hayez e tanti altri.

Se stai pensando di fare una visita guidata della Pinacoteca di Brera, ecco 3 tour che ho selezionato per te:

Se invece vuoi scoprire quali sono le opere più importanti della Pinacoteca di Brera, ne ho selezionate 5 che devi assolutamente vedere.

Ti va di conoscerle?

Si parte

Leggi anche: il duomo di Milano 7 cose essenziali da sapere per visitarlo al meglio

Cose da fare a Milano

1 – La flagellazione di Cristo, Luca Signorelli

Luca Signorelli, dipinse quest’opera assieme alla Madonna del latte in gloria. Entrambi, realizzati verso il 1475, venivano portati come stendardi alle processioni dalla confraternita dei Raccomandati a Fabriano.

Devi sapere che i committenti erano dediti all’autoflagellazione per espiare i peccati ma si dedicavano anche all’assistenza dei bambini. Proprio per questo l’artista decise di rappresentare la flagellazione e la Madonna che allatta, da sempre simbolo della carità cristiana.

La scena si svolge in un paesaggio classicheggiante: sullo sfondo si vedono infatti un arco di trionfo o un tempio, riccamente scolpito e decorato.

Nella Flagellazione di Cristo di Luca Signorelli, l’episodio è perfettamente equilibrato. Il Cristo è al centro, legato ad una colonna sormontata da una statuetta bronzea. Le altre figure, fortemente dinamiche, gli girano intorno con i muscoli tesi nell’azione.

Cos’ha di particolare?

La resa anatomica del Salvatore, così come dei suoi aguzzini, è semplicemente perfetta.

Nota l’uomo alla destra di Gesù, stringe le corde che lo legano puntando il ginocchio alla colonna, in un gesto di grande dinamicità. Allo stesso modo i muscoli della schiena dei personaggi più avanti sono resi con una grande cura e realismo.

Ponzio Pilato appare seduto su seggio sopraelevato e veste abiti contemporanei, così come gli spettatori.

Anche la Madonna del latte di Signorelli è ritratta mentre compie una torsione. Si scopre il seno per offrirlo al figlio, movimento che la costringe a sollevare una gamba. La massa della sua figura risulta dinamica anche per la presenza dei cherubini tutto intorno.

Signorelli in queste due opere, mostra un linguaggio tipico del rinascimento con i riferimenti agli studi anatomici, dell’antichità e del movimento.

flagellazione di cristo alla pinacoteca di brera

2 – Cristo morto, Andrea Mantegna

Non si può visitare la pinacoteca di Brera senza fermarsi ad ammirare il Cristo morto del Mantegna. Quest’opera risale forse al 1475/1478 ma la datazione è molto discussa. Ciò che è certo, è il suo incredibile virtuosismo prospettico.

Una delle innovazioni del Cristo Marto di Mantegna risiede nel punto di vista da cui è ripresa la scena. Il corpo del Salvatore è ritratto livido, nella morte, visto dai piedi.

Le sue ferite sono messe in evidenza, così come le pieghe del lenzuolo che avvolgono il suo corpo in un leggero panneggio. Accanto a lui ci sono tre persone che lo piangono ma restano quasi invisibili rispetto allo shock della vista del corpo esanime.

Ti assicuro che rimarrai molto colpito da questo quadro che, tra tutte le opere delle Pinacoteca di Brera, attirerà la tua attenzione da lontano.

Come per la Sacra Conversione di Piero della Francesca, di cui ti parlerò tra poco, anche questa è un’opera rinascimentale che mette in evidenza lo studio della prospettiva e dell’anatomia. L’umanità di Cristo, che lo avvicina a noi, è rappresentata nelle sue caratteristiche più crude: il livore, le ferite aperte e l’abbandono composto della morte.

Il Cristo morto del Mantegna alla Pinacoteca di Brera è sicuramente l’opera più ammirata di questo eccezionale artista.

3 – Sacra conversazione, Piero della Francesca

Questa è una delle opere che ho studiato con maggior interesse durante il mio percorso universitario. Vedere dal vivo un’opera che hai analizzato fin nei minimi particolari è un po’ come incontrare dal vivo qualcuno di cui hai a lungo sentito parlare e, quando finalmente lo incontri, credi di sapere già tutto.

In realtà, per quanto ti possano aver fatto descrizioni dettagliate, noterai sempre qualche piccolo particolare, qualche dettaglio che dalle foto non avresti mai colto.

Questo quadro della Pinacoteca di Brera di stupirà prima di tutto per le dimensioni. É alto circa 2 metri e mezzo e forse doveva avere anche altri due pannelli laterali che sono andati persi.

É una delle opere in cui si inizia a vedere un profondo studio sull’uso della prospettiva. Se ci fai caso, infatti, il volto ovale della Madonna funge da punto di fuga e il dipinto è organizzato in cerchi.

Tutto interno alla Madonna con Bambino si trovano i santi, ciascuno con i segni del proprio martirio, e gli angeli. Mentre la figura inginocchiata sulla destra è Federico da Montefeltro, duca di Urbino, e probabilmente il committente dell’opera.

Se vuoi approfondire puoi trovare maggiori informazioni sulla Sacra Conversione di Piero della Francesca in questo post.

Per me è stata un’emozione bellissima.

Sicuramente lo sarà anche per te.
sacra conversione di piero della francesca alla pinacoteca di brera

4 – Lo sposalizio della Vergine, Raffaello

Se qualcuno ti chiede cosa vedere alla Pinacoteca di Brera, rispondigli anche solo “lo sposalizio della Vergine di Raffaello”.

Quest’opera del 1504 è infatti di una bellezza impressionante.

La Madonna è ritratta nel momento in cui san Giuseppe le infila al dito la fede nuziale: dietro di lei le fanciulle, dietro allo sposo gli altri uomini.

Secondo una leggenda dello sposalizio della Vergine, a tutti i pretendenti della giovane Maria era stato dato un bastone in attesa di un segno divino, ma solo quello di Giuseppe era fiorito. Per questa ragione la figura in primo piano spezza il suo bastone, ormai inutile.

Quello che forse non sai, è che in realtà esiste un “copia” dello sposalizio della Vergine di Raffaello, realizzata dal suo stesso maestro, Perugino. Si trova al museo di belle arti di Caen, in Normandia.

L’opera di quest’ultimo appare simile ma in molti dettagli diversa da quella dell’allievo. Probabilmente il Sanzio trasse ispirazione dal lavoro del suo mentore per creare un’opera sullo stesso tema, con uno schema simile ma nel suo personale stile.

L’atmosfera, come di consueto nei suoi dipinti, risulta di grande armonia: i colori splendidi mettono in risalto ogni piccolo particolare delle stoffe, degli accessori e del paesaggio sullo sfondo.

Al centro campeggia l’architettura di un tempio, a pianta centrale, che ricorda il tempietto del Bramante, amico di Raffaello, costruito nel 1502. Il punto di fuga è la porta che apre sul paesaggio e la prospettiva è evidenziata anche dai pavimenti e dalle scale del tempio.

Se si confrontano le due opere si constata che l’allievo, in questo caso, ha superato il maestro!

raffaello sposalizio della vergine

particolare dello sposalizio della vergine

5 – Le opere di Hayez

Se stavi pensando solo al famoso bacio di Hayez mi dispiace deluderti. Nonostante “Il Bacio” sia la sua opera più famosa, questo artista ha prodotto molti altri quadri di grande bellezza.

Francesco Hayez fu infatti uno dei più importanti esponenti del romanticismo in Italia. Tra le sue opere, conservate alla pinacoteca di Brera, c’è il ritratto di Alessandro Manzoni. Se questo quadro ti sembra familiare è perché il ritratto fatto da Hayez si trova su molte copertine del libro “I Promessi Sposi”.

Altre importanti opere di Hayez che puoi trovare alla Pinacoteca di Brera sono L’odaliscaPensiero malinconico, Pietro Rossi, vaso di fiori alla finestra e altri ritratti.

La pittura di Hayez ha la capacità di emozionare e stupire grazie alle sue tinte forti, al realismo delle scene e alla caratterizzazione dei personaggi.

Sembrano istantanee venute da lontano.

Ecco una curiosità!

La maggior parte delle sue opere di Hayez, così come Il bacio, possono essere lette anche in chiave risorgimentale. Hayez infatti era un forte sostenitore dell’unità d’Italia e nei suoi lavori ha spesso nascosto dei particolari che rimandano alla storia d’Italia ed ai suoi valori di unità nazionale.

pinacoteca di brera, opere di hayez

Visitare la pinacoteca di Brera: informazioni pratiche

Insomma, ti ho convinto a visitare la pinacoteca di Brera?

In realtà mi sento un po’ in colpa perché ci sono tantissimi altri capolavori che meritavano di finire in questa lista, ma inserirli tutti sarebbe  impossibile! Ti ricordo che questa è solo la mia personale opinione e che se vuoi visitare la pinacoteca di Brera troverai senza dubbio molte altre opere di cui innamorarti!

Ricordati che la pinacoteca  di Brera è chiusa il lunedì ma resta aperta tutti gli altri giorni sino alle 19.15. Il giovedì potrai invece visitarla sino alle 21.40.

Il biglietto per la Pinacoteca di Brera intero costa 10 euro, ridotto 7 euro.

Commenti e opinioni sulla Pinacoteca di Brera

Hai mai avuto la possibilità di fare una visita guidata alla Pinacoteca di Brera ?

Scrivi pure nei commenti qui sotto se questo post ti è piaciuto o se vuoi che approfondisca alcuni aspetti.

Ti risponderò al più presto!

Elisa

Elisa

Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi. Foto scattate con Panasonic GH5

4 commenti su “Cosa vedere alla pinacoteca di Brera: 5 capolavori spiegati per te”

  1. Grazie per le informazioni ma come si fa a non segnalare che a BRERA c’è anche un capolavoro di CARAVAGGIO “, ovvero la Cena in Emmaus” del 1006?
    Veramente sorprendente!!!

    • Angelo hai pienamente ragione! Sceglierne 5 non è stato facile e siccome avevo già parlato di Caravaggio altrove, ho preferito approfondire altro!

  2. le informazioni che hai riportato in questo articolo sono state un grande aiuto per me!
    grazie mille!!! riesci a spiegare quadri complessi in modo semplice e chiaro, che per lo studio sono 2 cose secondo me fondamentali.
    grazie ancora❤️

Lascia un commento