La pinacoteca di Brera è uno dei musei più importanti d’Italia per la bellezza delle opere che conserva.

Attraversando le sue sale si ha l’impressione di ripercorrere la storia dell’arte nei secoli, dal medioevo sino al risorgimento.

Ci sono tele dei più grandi artisti italiani: Bellini, Veronese, Raffaello, Caravaggio, Hayez e tanti altri. E’ davvero un museo da vedere, ho selezionato cinque opere che non puoi proprio perderti se vai a Milano!

La pinacoteca di Brera, un viaggio nell’arte

La Pinacoteca di Brera è considerato uno dei musei più importanti d’Italia. Sita nell’omonimo palazzo, raccoglie opere di artisti lombardi e veneti ma anche capolavori di maestri di altre regioni.

Le tele conservate in questa pinacoteca spaziano dai primordi della storia dell’arte al XX secolo. La struttura che ospita questo museo prende il nome dalla terra su cui fu costruito “breda” ossia campo incolto. Il palazzo fu edificato su un antico convento nel XVII secolo per ospitare l’università dei Gesuiti.

Nel palazzo di Brera sono ospitate anche altre istituzioni tra cui l’accademia di Belle Arti e la Biblioteca Braidense. Fu da quest’ultima che vennero progressivamente acquisite varie opere, provenienti dai conventi soppressi in epoca napoleonica e da acquisti successivi.

Per visitare la pinacoteca di Brera devi ritagliarti almeno due ore. Vuoi sapere cosa vedere alla pinacoteca di Brera? Tra tutti i capolavori di questo straordinario museo, ne ho selezionati cinque che non puoi assolutamente perderti. Te li mostro subito qui sotto!

La flagellazione di Cristo, Luca Signorelli

Luca Signorelli, straordinario artista (ti ricordi? Ne abbiamo parlato in questo post sul duomo di Orvieto!) dipinse quest’opera assieme alla Madonna del latte in gloria. Entrambi, realizzati verso il 1475, venivano portati come stendardi processionali dalla confraternita dei Raccomandati a Fabriano.

I committenti erano dediti all’autoflagellazione per espiare i peccati e all’assistenza ai bambini. L’artista decise di rappresentare proprio la flagellazione e la Madonna che allatta, da sempre simbolo della carità cristiana, proprio per questo motivo. La scena si svolge in un paesaggio classicheggiante: sullo sfondo si vede infatti un arco di trionfo o un tempio, riccamente scolpito e decorato.

L’episodio è perfettamente equilibrato: il Cristo è al centro, legato ad una colonna sormontata da una statuetta bronzea. Le altre figure, fortemente dinamiche, gli girano intorno, i muscoli tesi nell’azione. La resa anatomica del Salvatore, cosi come dei suoi aguzzini, è perfetta. Nota l’uomo alla destra di Gesù: stringe le corde che lo legano puntando il ginocchio alla colonna, in un gesto di grande dinamicità. Allo stesso modo i muscoli della schiena dei personaggi più avanti sono resi con una grande cura e realismo. Ponzio pilato appare seduto su seggio sopraelevato e veste abiti contemporanei, cosi come gli spettatori.

Anche la Madonna del latte è ritratta mentre compie una torsione. Si scopre il seno per offrirlo al figlio, movimento che la costringe  a sollevare una gamba. La massa della sua figura risulta quindi dinamizzata anche dalla presenza dei cherubini tutto intorno.

Signorelli in queste due tele, mostra un linguaggio tipico del rinascimento con i riferimenti agli studi anatomici, dell’antichità e del movimento.

Cristo morto, Andrea Mantegna

Non si può visitare la pinacoteca di Brera senza fermarsi ad ammirare il Cristo morto del Mantegna. Quest’opera risale forse al 1475/1478 ma la datazione è molto discussa. Cio’ che è certo, è il suo incredibile virtuosismo prospettico.

Il corpo del Salvatore è ritratto livido, nella morte, visto dai piedi. Le sue ferite sono messe in evidenza, cosi come le pieghe del lenzuolo che avvolgono il suo corpo in un leggero panneggio. Accanto, tre persone lo piangono ma restano quasi invisibili rispetto allo shock della vista di questo corpo esanime.

Si rimane molto colpiti da questo quadro, che attira l’attenzione da lontano. Anche questa è un’opera rinascimentale che mette in evidenza lo studio della prospettiva e dell’anatomia. L’umanità di Cristo, che lo avvicina a noi, è rappresentata nelle sue caratteristiche più crude: il livore, le ferite aperte e l’abbandono composto della morte. Il Cristo morto del Mantegna è l’opera più ammirata di questo eccezionale artista.

Sacra conversazione, Piero della Francesca

Della sacra conversazione di Piero della Francesca abbiamo già parlato. Vedere dal vivo un’opera che hai a lungo studiato è come incontrare dal vivo qualcuno di cui hai a lungo sentito parlare. Per quanto ti possano aver fatto descrizioni dettagliate, noterai sempre qualche piccolo particolare, qualche dettaglio che dalle foto non avresti mai colto. E’ un’emozione bellissima.

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Lo sposalizio della Vergine, Raffaello

Se qualcuno ti chiede cosa vedere alla Pinacoteca di Brera, rispondigli anche solo “lo sposalizio della Vergine di Raffaello“. Quest’opera del 1504 è di una bellezza impressionante. La Madonna è ritratta nel momento in cui san Giuseppe infila al suo dito la fede nuziale: dietro di lei le fanciulle, dietro allo sposo gli altri uomini. Secondo una leggenda, a tutti i pretendenti della giovane Maria era stato dato un bastone in attesa di un segno divino, ma solo quello di Giuseppe era fiorito.

Per questo la figura in primo piano spezza il suo bastone, ormai inutile. Quello che forse non sai, è che esiste una versione molto simile di questo dipinto firmata dal maestro di Raffaello, Perugino. L’opera di quest’ultimo appare simile ma in molti dettagli diversa da quella del suo allievo. Probabilmente il Sanzio trasse ispirazione dal lavoro del suo mentore per creare un’opera sullo stesso tema, con uno schema simile ma nel suo personale stile.

L’atmosfera, come di consueto nei suoi dipinti, risulta di grande armonia: i colori splendidi mettono in risalto ogni piccolo particolare delle stoffe, degli accessori e del paesaggio sullo sfondo. Al centro campeggia l’architettura di un tempio, a pianta centrale, che ricorda il tempietto del Bramante, amico di Raffaello, costruito nel 1502. Il punto di fuga è la porta che apre sul paesaggio e la prospettiva è evidenziata anche dai pavimenti e dalle scale del tempio.

Se si confrontano le due opere si constata che l’allievo, in questo caso, ha superato il maestro!

Le opere di Hayez

No, non c’è solo Il bacio, la sua opera più famosa, ci sono molti altri quadri di Francesco Hayez. Questo geniale artista, fu uno dei più importanti esponenti del romanticismo in Italia. Tra le sue opere conservate alla pinacoteca di Brera c’è il ritratto di Alessandro Manzoni che è su ogni libro dei Promessi Sposi, L’odaliscaPensiero malinconico, Pietro Rossi, vaso di fiori alla finestra e altri ritratti.

La pittura di Hayez ha la capacità di emozionare e stupire grazie alle sue tinte forti, al realismo delle scene e alla caratterizzazione dei personaggi. Sembrano istantanee venute da lontano. La maggior parte delle sue opere inoltre, cosi come Il bacio, possono essere lette in chiave risorgimentale: Hayez infatti era un forte sostenitore dell’unità d’Italia.

Visitare la pinacoteca di Brera: informazioni pratiche

Insomma, ti ho convinto su cosa vedere alla pinacoteca di Brera? Mi sento un po’ in colpa perché ci sono tantissimi altri capolavori che meritavano di finire in questa breve lista ma non posso inserirli tutti! Ti ricordo che questa è solo la mia personale opinione e che se vuoi visitare la pinacoteca di Brera troverai senza dubbio molte altre opere di cui di cui innamorarti!

La pinacoteca è chiusa il lunedì ma resta aperta tutti gli altri giorni sino alle 19.15. Il giovedì potrai invece visitarla sino alle 21.40. Il biglietto intero costa 10 euro, ridotto 7 euro.

Buona visita, fammi sapere se l’hai visitata, cosa ne pensi e quali altre opere avresti inserito in questo post nei commenti qui sotto!

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Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi.

2 Comments

  1. Leni Randazzo Reply

    le informazioni che hai riportato in questo articolo sono state un grande aiuto per me!
    grazie mille!!! riesci a spiegare quadri complessi in modo semplice e chiaro, che per lo studio sono 2 cose secondo me fondamentali.
    grazie ancora❤️

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