Il Priorato di Malta sull’Aventino è forse il luogo più romantico di Roma. È qui che ogni giorno centinaia di turisti si mettono in fila per osservare la cupola di San Pietro attraverso un piccolissimo buco della serratura. L’effetto prospettico che si crea al di là della porta è uno spettacolo unico al mondo, ma in pochi sanno che perfino il giardino, di solito chiuso al pubblico, si può visitare.
Facciamo subito una distinzione utile, perché quasi tutti la confondono: guardare dal buco della serratura è gratis e si può fare a qualsiasi ora, semplicemente affacciandosi dalla piazza. Entrare nella villa e nei giardini del Priorato di Malta, invece, è tutta un’altra cosa: si può fare solo su prenotazione, in alcuni giorni e orari precisi.
Se vuoi passare oltre la porta del “buco della serratura” più famoso di Roma, visitare i bellissimi giardini del Priorato di Malta e capire più a fondo chi sono questi misteriosi cavalieri, non ti resta che scoprire l’antica Villa Magistrale sul colle Aventino. Io ho avuto la fortuna di visitare il giardino in una calda giornata di ottobre, ed è inutile dire che mi è piaciuto moltissimo.
Vuoi conoscere la mia esperienza?
Te la racconto qui sotto.
I cavalieri di Malta, tra mito e realtà
Probabilmente ti sarà già capitato di sentirlo, o forse anche tu hai confuso i due ordini, ma capita molto spesso di scambiare i Cavalieri di Malta con i Templari. Qualcuno pensa invece che siano un ordine monastico, altri ancora che, per diventare cavaliere di Malta, bisogna per forza provenire da quell’isola.
Insomma, sull’ordine dei cavalieri di Malta regna una grande confusione.
Io stessa, varcata la porta del Priorato di Malta a Roma, mi aspettavo di trovare uomini in armatura a cavallo, una spada al fianco e una croce a otto punte sul mantello.
In realtà quest’ordine antichissimo ha perso da tempo il suo carattere militare e oggi si occupa soprattutto di assistenza: è infatti un ordine ospedaliero, ancora oggi attivo con ambulatori, ospedali e missioni umanitarie in tutto il mondo.
L’avresti mai detto?
Ora ti spiego la loro antichissima storia.

La villa del Priorato di Malta
Oggi la villa del Priorato di Malta, o villa Magistrale, si trova sul colle Aventino, in una posizione rialzata dalla quale si abbraccia con lo sguardo tutta la città eterna.
In epoca romana questo era un luogo sacro, occupato da templi dedicati al culto degli dei pagani. Come è accaduto anche per Santa Maria sopra Minerva, le fondamenta di quegli edifici antichissimi furono poi riutilizzate per costruire chiese e palazzi più recenti. Poco lontano, infatti, si trova la bellissima Basilica di Santa Sabina, uno dei più importanti esempi di basilica paleocristiana di Roma, che ti consiglio caldamente di visitare.
E dopo l’epoca romana?
Già dal X secolo sul colle sorgeva un monastero benedettino, che nel Medioevo passò ai Templari. Come saprai, l’ordine dei Templari fu ufficialmente soppresso il 22 marzo 1312 da papa Clemente V con la bolla Vox in excelso: da quel momento la proprietà passò ai Cavalieri di San Giovanni (i futuri cavalieri di Malta), che ne fecero il loro priorato romano.
Il giardino nella forma che vediamo oggi fu disegnato a partire dal 1678 dagli architetti Mattia de’ Rossi e Carlo Fontana, ma la vera svolta arrivò quasi un secolo dopo. Nel 1764 il cardinale Giovanni Battista Rezzonico, gran priore dell’ordine e nipote di papa Clemente XIII, affidò la ristrutturazione dell’intero complesso a un artista geniale: Giovanni Battista Piranesi. Tra il 1764 e il 1766 fu lui a ridisegnare la piazzetta antistante l’ingresso, a ricostruire la piccola chiesa di Santa Maria del Priorato e a creare la prospettiva del “buco della serratura”. Curiosità che dice tutto: questa è l’unica opera di architettura che Piranesi, celebre soprattutto come incisore, realizzò davvero.
Ma non è finita qui!

Il buco della serratura del Priorato di Malta
Come ti dicevo all’inizio, il buco della serratura del Priorato di Malta è famoso perché permette di avere una visuale perfettamente inquadrata della cupola di San Pietro in Vaticano. Ogni giorno e ogni sera, romani e turisti si recano in quello che è diventato uno dei luoghi più romantici di Roma, solo per ammirare il trompe-l’œil che ci ha regalato Piranesi.
C’è un dettaglio che adoro raccontare: guardando da quel piccolo foro si vedono contemporaneamente tre “stati” diversi. Il buco appartiene al territorio del Sovrano Ordine di Malta, il giardino è in Italia e la cupola inquadrata è nel Vaticano. Tre sovranità in un solo sguardo.
La prospettiva è stata studiata dall’architetto in maniera perfetta, con le linee di fuga del giardino che terminano proprio sul Cupolone e lo fanno sembrare più grande e più vicino di quanto non sia in realtà. Se infatti entrerai nel Priorato di Malta e percorrerai lo stretto corridoio di piante intrecciate, ti renderai conto che, arrivati sulla terrazza, la cupola di San Pietro si mostra molto più lontana di quanto sembrasse dal buco.
Ah, se ti piacciono questi giochi di prospettiva, sappi che a Roma ce ne sono diversi. Uno dei più famosi è la galleria prospettica realizzata da Borromini a Palazzo Spada: un colonnato che sembra lungo quasi 40 metri e invece ne misura appena 8. L’altro, ancora più curioso, si trova lungo via Niccolò Piccolomini: percorrendola verso il Vaticano, la cupola di San Pietro sembra rimpicciolire man mano che ti avvicini, e ingrandirsi quando te ne allontani. Un’illusione ottica che continua a lasciare tutti a bocca aperta.

All’interno del giardino del Priorato di Malta
La parte che ho amato di più della villa è senza dubbio il giardino del Priorato.
Qui si trova l’unica testimonianza rimasta dell’epoca templare a Roma: un piccolo pozzo in pietra, affiancato da numerosi busti di uomini illustri e da siepi potate a forma di croce, curatissime.
L’impressione che mi ha dato è stata di armonia perfetta: sembra davvero di trovarsi in un’oasi di pace, lontana anni luce dal caos del traffico e dal viavai delle viuzze del centro.
Ma la bellezza di questo luogo non è data solo dalle forme geometriche e dagli oggetti antichi: anche la natura fa la sua parte. Al centro del giardino del Priorato di Malta si erge infatti un maestoso cedro del Libano. Non è un albero qualunque: le stime sulla sua età variano molto, ma le più ricorrenti gli attribuiscono almeno cinque secoli di vita, con un tronco enorme e rami che si allargano tutt’intorno.
Si racconta addirittura che perfino Michelangelo amasse riposare e disegnare sotto la sua ombra. È una di quelle leggende che è difficile verificare - il giardino attuale è opera di Piranesi, due secoli più tardi - ma che rendono ancora più suggestiva la visita. Immagina la mia emozione quando la guida me l’ha raccontata!

Il simbolismo all’interno del Priorato
Negli ultimi anni si fa un gran parlare di simbologia, in particolare di quella massonica. Ma questi simboli, che oggi ci sembrano così strani da alimentare teorie complottiste e superstizioni, all’epoca in cui il Priorato di Malta fu costruito erano perfettamente normali.
Piranesi era infatti un architetto geniale, ma anche un massone e un raffinato cultore di simboli. Per questo decise di dare una forma ben precisa alla villa del Priorato di Malta e di disegnarne i contorni in modo che, vista dall’alto, ricordasse una nave.
La torretta su cui spicca la bandiera dell’ordine di Malta rappresenta l’albero maestro, mentre il fitto intrico del giardino sono le corde della nave, pronte a essere tirate per salpare l’ancora.
Questa simbologia richiama ovviamente la vocazione militare e marinara dell’ordine dei Cavalieri di Malta, che passarono di isola in isola per tutto il Mediterraneo, fondando città e villaggi che si possono visitare ancora oggi, come la bellissima Rodi.

La chiesa di Santa Maria del Priorato e i suoi significati simbolici
La simbologia della villa di Piranesi è presente soprattutto nella piccola chiesa che si trova accanto al palazzo. È qui che hanno luogo le cerimonie più importanti ed è qui che si trova il trono del gran maestro dell’ordine.
Questo edificio mi ha colpita perché è bianco sia all’esterno sia all’interno, e riesce a essere sobrio ed elegante nonostante la ricchezza della decorazione.
Sulla facciata potrai vedere quattro lesene scanalate con i simboli dell’ordine gerosolimitano: la nave, la croce, armi ed emblemi militari. Il serpente, qui, non rappresenta il male: riprende la vocazione ospedaliera dell’ordine, perché è un attributo di Esculapio, l’antico dio della medicina, ancora oggi presente nel caduceo, simbolo della farmacia. Non a caso il colle Aventino era anticamente conosciuto come mons serpentarius, il monte dei serpenti.
Le due mezzelune incatenate rappresentano invece la sottomissione dei musulmani, storici avversari dei cavalieri di Malta, mentre i castelli ricordano le rocche in cui l’ordine si riparava per controllare le isole e respingere gli assalitori.

L’interno della chiesa di Santa Maria del Priorato: stratagemmi geniali e studio della luce
L’interno della chiesa è un originale mix tra sobrietà neoclassica ed esuberanza barocca. Le forme sono regolari e semplici, tranne che per la grande decorazione a stucco del soffitto, che celebra l’ordine, e per le sculture dell’altare.
Le sculture, opera di Tommaso Righi su disegno di Piranesi, sono il fulcro della chiesa, in un intreccio di forme, raggi e puttini. In un bassorilievo c’è la Madonna con il bambino, mentre più in alto si trova San Basilio in gloria, molto venerato dall’ordine dei Cavalieri di Malta. Il santo poggia su un’arca, a metà tra un antico sarcofago e una nave: ancora una volta, un rimando alla vocazione marinara e militare dei committenti.
Anche qui Piranesi mette in campo uno dei suoi stratagemmi: il bianco dello stucco viene esaltato dai chiaroscuri, grazie alla luce naturale che entra da una finestra dietro l’altare, invisibile allo spettatore. La parte posteriore del gruppo scultoreo è perfettamente levigata e priva di decorazioni, così da lasciar filtrare facilmente la luce e illuminare il santo assunto in cielo, come se avesse una provenienza divina.
Uno stratagemma molto simile, in fondo, a quello usato dal Bernini in molte delle sue chiese romane, come in Sant’Andrea al Quirinale.


La tomba di Piranesi nella chiesa dei cavalieri di Malta
Dopo tutto l’impegno profuso per creare questa chiesa, Piranesi volle essere sepolto proprio qui. E qui riposa davvero, dal 1778, anno della sua morte.
La statua a grandezza naturale posta a decorazione del monumento funebre fu realizzata da Giuseppe Angelini nel 1779: una scultura unica a Roma per un sepolcro di quell’epoca. Il grande architetto è ritratto pensoso, con tutti gli strumenti del suo mestiere, il compasso e la squadra.
Questi strumenti sono spesso associati anche alla massoneria, di cui l’artista faceva parte: i massoni, d’altronde, nascono come una confraternita di costruttori, tanto che il termine maçon, in francese, indica ancora oggi il muratore.
Anche qui i rimandi simbolici non mancano. Le torce rovesciate rappresentano la morte, mentre il serpente intrecciato dietro alla testa dell’artista, l’uroboro che si morde la coda, simboleggia l’eterna continuità della vita e dell’energia della natura. Piranesi è ritratto come un antico filosofo, appoggiato a un’erma - un pilastro di marmo di forma rettangolare - mentre in mano tiene un cartiglio con la pianta di un tempio che ha fatto a lungo discutere gli storici.


Piccola storia dei Cavalieri di Malta
Ti interessa conoscere un po’ della storia dei cavalieri di Malta?
Ecco qualche punto saliente per concludere la mia visita alla villa del Priorato.
I cavalieri di Malta nacquero intorno al 1048 in Terra Santa, quando un gruppo di mercanti della repubblica marinara di Amalfi fondò a Gerusalemme un ospizio per l’assistenza ai pellegrini. Il loro nome era ordine di San Giovanni di Gerusalemme, e presto vennero chiamati gerosolimitani.
L’ordine fu riconosciuto dalla Chiesa come ordine religioso nel 1113. In seguito alle guerre che videro Gerusalemme continuamente contesa, l’ordine assunse anche carattere militare: lo scopo era difendere i pellegrini e proteggere le proprie sedi.
Dopo la perdita dei territori in Terra Santa, i cavalieri migrarono a Cipro, poi a Rodi (dal 1310) e infine a Malta (dal 1530), l’isola che diede loro il nome con cui li conosciamo oggi.
L’ordine partecipò a moltissime battaglie contro l’impero ottomano. Una delle più famose è senza dubbio la battaglia navale di Lepanto, il 7 ottobre 1571, in cui la Lega Santa - Venezia, Spagna, Papato, Genova, Savoia e appunto i cavalieri di Malta - sconfisse pesantemente la flotta ottomana nel Golfo di Patrasso, in Grecia. Un episodio rimasto talmente impresso nella memoria dell’ordine che il cavaliere che mi ha fatto da guida me lo ha raccontato con profondo orgoglio.
Persa Malta con l’arrivo di Napoleone (1798), l’ordine trasferì la propria sede prima in Sicilia, poi a Ferrara, per stabilirsi definitivamente a Roma nel 1834, proprio sull’Aventino. Da allora la villa Magistrale è il cuore del Sovrano Ordine di Malta, che gode di uno status internazionale ed è presente oggi in ogni parte del mondo.

Come visitare il Priorato di Malta sull’Aventino
Riprendiamo la distinzione dell’inizio, perché è la domanda che mi fanno tutti.
- Il buco della serratura è in Piazza dei Cavalieri di Malta ed è gratuito e accessibile a qualsiasi ora: basta mettersi in fila davanti al portone e affacciarsi. Non serve prenotare nulla. Nelle ore di punta, però, aspettati un po’ di coda (all’alba o al tramonto la luce è magica e c’è meno gente).
- La visita alla villa e ai giardini, invece, è possibile solo dal 2013 e solo su prenotazione. Le aperture sono in genere il venerdì mattina (indicativamente dalle 9:30 alle 12:30), con qualche apertura straordinaria di sabato; ad agosto la villa è chiusa. Si prenota scrivendo al Visitors Centre dell’ordine all’indirizzo visitorscentre@orderofmalta.int. Il costo della visita guidata si aggira intorno ai 20 euro e dura circa due ore. Ti consiglio di verificare giorni e orari aggiornati al momento della prenotazione, perché il calendario cambia spesso.
Se vuoi inquadrare tutta la zona con una guida - la storia dei cavalieri, la Basilica di Santa Sabina e lo splendido Giardino degli Aranci lì accanto - puoi anche affidarti a un tour a piedi del colle Aventino: il buco della serratura resta gratuito, ma la passeggiata guidata aiuta a leggere i simboli e a scoprire angoli che, da soli, è facile perdersi.
Come arrivare: l’Aventino è a pochi minuti a piedi dalla fermata metro Circo Massimo (linea B). Da lì una breve salita ti porta tra il Giardino degli Aranci, Santa Sabina e Piazza dei Cavalieri di Malta, tutti a due passi l’uno dall’altro.
Se hai ancora tempo e voglia di Roma, dopo l’Aventino puoi scendere verso il centro e chiudere la giornata con i Musei Vaticani, dove ritrovi da vicino proprio quella cupola di San Pietro che avevi spiato dal buco della serratura.
E tu, hai già avuto modo di affacciarti dal buco della serratura più romantico di Roma, o ti piacerebbe scoprire anche il giardino segreto che si nasconde oltre quella porta?