Hai appena letto il mio articolo sulle 6 cose da vedere a Rimini in 1 giorno e vorresti approfondire le tue conoscenze sul Tempio Malatestiano? Ti ha incuriosito la sua facciata incompiuta e ti piacerebbe saperne di più?
In questo articolo voglio raccontarti proprio la storia e le caratteristiche più importanti di questa bellissima cattedrale. Scoprirai i motivi che ne fanno uno dei più riusciti esempi di architettura rinascimentale, ma anche le teorie dell’umanista che lo ideò, Leon Battista Alberti, convinto sostenitore dell’importanza dell’armonia matematica e delle proporzioni negli edifici.
Ma le curiosità su questo splendido edificio sono moltissime.
Non solo il Tempio Malatestiano di Rimini sorge su un’antica chiesa dedicata a San Francesco: la sua storia è stata tutt’altro che semplice, perché influenzata dalla politica e dalle guerre in cui erano coinvolti la città e i suoi signori.
Sai perché la facciata è incompleta?
La cattedrale di Rimini ha purtroppo seguito le sorti del suo committente: scomunicato, sconfitto dal nemico Federico da Montefeltro e circondato da forze avverse, Sigismondo Malatesta fu costretto a interrompere i lavori.
Ma ora basta con i preamboli!
Vuoi conoscere la storia del Tempio Malatestiano? Ti piacerebbe sapere cosa è custodito al suo interno e perché è così importante?
Se ti va di approfondire la conoscenza di questo capolavoro del Rinascimento italiano, qui sotto trovi la mia personalissima guida con tutti gli aspetti più importanti da tenere a mente durante la visita.
Si parte!

Storia del Tempio Malatestiano
Quello che oggi conosciamo come il Tempio Malatestiano di Rimini è, in realtà, la cattedrale della città (dedicata a Santa Colomba: assunse questo titolo solo nel 1809, quando la vecchia cattedrale fu abbandonata).
Come ti anticipavo, la chiesa attuale non venne costruita su un terreno libero ma, come spesso accade, prese il posto di edifici precedenti. Qui sorgeva infatti un’antica chiesa dedicata a Santa Maria in Trivio, poi sostituita nel XIII secolo da un luogo di culto dedicato a San Francesco.
Com’era fatta questa chiesa?
In origine la chiesa di San Francesco era formata da un’unica navata senza cappelle laterali. In fondo si trovavano tre cappelle, una delle quali era probabilmente stata decorata da Giotto, a cui si deve anche il bellissimo Crocifisso dipinto che oggi si trova nel Tempio Malatestiano.
Perché venne costruito il Tempio Malatestiano a Rimini?
Siamo nel 1447 e l’idea di Sigismondo Malatesta era quella di creare una piccola cappella all’interno della chiesa esistente, che potesse ospitare le sue spoglie: sarebbe stata dedicata a San Sigismondo, protettore della famiglia Malatesta.
Come si è arrivati da una “semplice” cappella a un maestoso tempio?
La risposta è molto semplice.
Grazie a una serie di vittorie militari, Sigismondo acquisì potere e ricchezze, che gli permisero di modificare il progetto originale e ampliare la chiesa per ospitare le tombe dei suoi discendenti e mostrare il proprio potere agli altri sovrani. Un po’ come successe a Pisa per la realizzazione della bellissima Piazza dei Miracoli.
Il progetto del nuovo Tempio Malatestiano fu affidato, intorno al 1450, a Leon Battista Alberti. L’idea era realizzare un edificio estremamente armonioso, con forme ispirate all’architettura antica, fuse con le sue ricerche sulle proporzioni.
L’architetto mantenne l’unica navata, arricchendola però di grandi cappelle laterali, a cui si accede da ampi archi a tutto sesto.
Purtroppo, così come le vittorie militari avevano portato gloria e fondi, una serie di sconfitte fece sì che il Tempio Malatestiano non venisse mai completato.
Cosa ci rimane, quindi, oggi di questo capolavoro?
Te lo racconto subito.

L’esterno del Tempio Malatestiano
La facciata della cattedrale di Rimini è scandita da tre grandi archi intervallati da colonne, come nella tradizione degli archi di trionfo romani: Leon Battista Alberti si ispirò espressamente all’Arco d’Augusto, che a Rimini si trova a pochi passi. Una scelta pensata per esaltare la potenza dei signori della città, usciti vittoriosi dai recenti scontri militari. L’ispirazione classica è evidente anche nel sobrio portale e nell’iscrizione latina in alto.
Avendo a disposizione fondi sufficienti, Alberti progettò di rivestire l’edificio con preziosi marmi policromi, che ancora oggi arricchiscono la facciata di questo “tempio” rinascimentale. I marmi vennero presi addirittura dalle rovine di Sant’Apollinare in Classe, a Ravenna, e da Fano, e reimpiegati qui dopo le vittorie di Sigismondo.
Cosa si trova invece lungo i lati della chiesa?
Lungo le fiancate della navata, all’esterno, si aprono una serie di archi che donano dinamicità alla costruzione. Tra la base dell’edificio e gli archi corre uno zoccolo decorato con motivi fitomorfi (piante).
Una cosa molto evidente del Tempio Malatestiano è la grande differenza di stili tra l’interno gotico e l’esterno rinascimentale. Facci caso, perché è davvero interessante.
Forse, se l’edificio fosse stato terminato secondo i progetti di Alberti e di Matteo de’ Pasti, la dissonanza sarebbe stata meno evidente. Alberti scrisse un trattato, il De re aedificatoria, in cui esponeva le sue teorie sull’architettura, l’armonia e la proporzione delle forme: il Tempio Malatestiano ne è l’esempio più tangibile.
Ecco una curiosità che non tutti conoscono!
Anche se Sigismondo non riuscì a completare il Tempio Malatestiano, conosciamo il progetto originale grazie a una medaglia incisa nel 1450 da Matteo de’ Pasti. L’intento di Alberti era ampliare la chiesa fino a trasformare l’unica navata in una sorta di “corridoio” che conducesse a una grande struttura circolare sormontata da una cupola, sul modello del Pantheon di Roma. Una cupola che non fu mai costruita.
Lo avresti mai detto?

Interno del Tempio Malatestiano: il lato destro
È all’interno che la cattedrale di Rimini si mostra al suo meglio.
Il sepolcro di Sigismondo Malatesta si trova subito dopo l’ingresso, sulla destra, sormontato da due medaglioni che lo raffigurano.
Continuando su questo lato del Tempio Malatestiano incontrerai la Cappella di San Sigismondo, il santo protettore della famiglia e dei guerrieri, con alcuni stemmi dei Malatesta.
Fai attenzione alle pareti laterali della cappella.
Qui potrai notare tre angeli, tra le sculture più belle realizzate da Agostino di Duccio, mentre nella cella delle reliquie si trova un bellissimo affresco di Piero della Francesca (datato 1451) che rappresenta Sigismondo Pandolfo Malatesta genuflesso davanti a San Sigismondo.
A cosa serviva questa cappella?
La Cappella di San Sigismondo doveva essere inizialmente la cappella funeraria della famiglia Malatesta.
Poco più avanti, nella Cappella degli Angeli, troverai invece il sepolcro di Isotta, amante e poi moglie del Malatesta: il monumento è sorretto da alcuni elefanti, l’emblema araldico della famiglia. La cappella è in realtà dedicata all’arcangelo Michele ed è decorata, lungo i pilastri, da angeli che suonano.
Cosa segue?
La Cappella dei Pianeti è una delle più belle del Tempio Malatestiano. Qui potrai ammirare le rappresentazioni dei segni zodiacali e dei pianeti: uno dei cicli zodiacali più belli e completi secondo l’iconografia dell’epoca. Per quanto possa sembrarti un’opera pagana, in realtà è un’esaltazione di Dio e del creato, in perfetta opposizione con la cappella di fronte, che raffigura le arti liberali e le opere dell’uomo.
Quando papa Pio II scomunicò Sigismondo Malatesta (arrivando a “canonizzarlo all’inferno” nel 1462, unico caso nella storia), tra le accuse ci fu proprio quella di aver riempito la chiesa, come scrisse nei suoi Commentarii, di
“tante opere pagane che non sembra un tempio di cristiani ma di infedeli adoratori dei demoni”
e tutto a causa di questa cappella!
Ma c’è di più!
È proprio qui che si trova il famoso bassorilievo che raffigura la città di Rimini sotto il segno del Cancro (il segno di Sigismondo). Nell’opera puoi facilmente riconoscere il bellissimo ponte di Tiberio che scavalca il fiume Marecchia, la Rocca, il porto e le mura della città.
E il Crocifisso di Giotto dove si trova?
In fondo alla navata, nell’abside dietro l’altare, non puoi non vederlo! Si tratta di una grande tavola dipinta intorno al 1301-1302, attribuita a Giotto: un’attribuzione oggi largamente accettata, ma a lungo discussa dagli studiosi.

Interno del Tempio Malatestiano: il lato sinistro
Cosa si trova invece sul lato sinistro del Tempio?
Partendo dal fondo, potrai osservare la Cappella delle Arti liberali, con le raffigurazioni della Grammatica, della Filosofia e della Retorica, realizzate anch’esse da Agostino di Duccio. Come ti dicevo, questa cappella è in perfetta antitesi con quella dei Pianeti e rappresenta l’opera dell’uomo.
Risalendo verso l’uscita troverai poi la Cappella dei Giochi Infantili. Qui si trovano le sepolture delle prime due mogli di Sigismondo, ed è davvero sorprendente per un motivo ben preciso.
Vuoi sapere quale?
Al suo interno si trovano ben 61 angioletti, ritratti in molteplici situazioni: mentre corrono, giocano a cavalluccio o si spruzzano l’acqua. Una deliziosa allegoria dell’innocenza dell’infanzia, sempre opera di Agostino di Duccio.
Infine, nella Cappella della Madonna dell’Acqua si trova l’arco degli antenati, dove Sigismondo decise di conservare le spoglie dei suoi predecessori e degli altri membri della famiglia Malatesta.
L’arco poggia su una coppia di elefanti, ma fai attenzione soprattutto alle simbologie tutt’intorno, dai due dadi sovrapposti con il profilo di Sigismondo alle dodici nicchie con le statue dei profeti e delle sibille.
Io l’ho trovata molto bella.

Tempio Malatestiano: orari e info pratiche
Trovare la cattedrale di Rimini non sarà affatto difficile: il tempio si trova in pieno centro città, vicinissimo al foro romano.
L’ingresso è completamente gratuito (verificato ad agosto 2026), ma la visita non è possibile durante le funzioni religiose e nell’ora precedente la Messa. Gli orari indicativi di apertura sono la mattina (circa 8:30-12:00) e il pomeriggio (circa 15:30-18:00), con fasce ridotte nei giorni festivi: verifica sempre l’orario aggiornato sul sito della cattedrale prima di andare.
All’interno del Tempio ci sono degli appositi apparecchi, simili a piccole cabine, dai quali puoi ascoltare la storia della costruzione e la descrizione delle cappelle laterali.

Cosa vedere vicino al Tempio Malatestiano
Rimini non è molto grande, quindi, se ti trovi già in centro, potrai vedere a piedi le attrazioni più importanti.
Ti ho segnalato le 6 cose da vedere a Rimini in un giorno, ma ne approfitto per consigliarti anche il Museo del “Tesoro della Cattedrale”, dove troverai oggetti sacri, strumenti liturgici e perfino dei bellissimi codici miniati (i miei preferiti). E se vuoi una guida che ti racconti il tempio insieme all’Arco d’Augusto e al Ponte di Tiberio, puoi prenotare un tour a piedi del centro storico di Rimini.

E tu, sei mai stato al Tempio Malatestiano? Ti ha colpito di più la facciata di Alberti o il contrasto con l’interno gotico?
