La Sacra Conversazione di Piero della Francesca

I suoi personaggi, i suoi significati simbolici e i suoi misteri…

Eda, Storica dell’arte

La sacra conversazione di Piero della Francesca è un capolavoro senza tempo di incredibile bellezza, armonia e compostezza.

La sua luce, lo studio della prospettiva e la perfezione delle figure ne fanno una delle opere più emblematiche del Rinascimento italiano.

Questo dipinto nasconde tuttavia numerosi significati simbolici e ci sono molti misteri e domande che gli storici dell’arte continuano a porsi da decenni… te li racconto in questo post.

La sacra conversazione di Piero della Francesca, capolavoro senza tempo

La Sacra conversazione di Piero della Francesca, anche detta pala Montefeltro o pala di Brera, è un’opera conosciuta in tutto il mondo. Segna infatti l’apice della pittura rinascimentale per la perfezione della prospettiva, della luce, delle proporzioni. All’interno di una chiesa classicheggiante, troviamo la Madonna in trono con il bambino addormentato, circondata da santi, angeli davanti a cui si inchina il committente Federico da Montefeltro.

I personaggi della sacra conversazione di Piero della Francesca

Il centro di tutta la composizione è la Vergine, il cui volto perfettamente ovale costituisce il punto di fuga. La struttura dell’opera è fatta di cerchi: il viso di Maria, il cerchio dei santi attorno a lei, la conchiglia e l’arco della volta, rendono armonioso l’insieme.

Il bambino Gesù dorme sulle ginocchia della madre con una collana di coralli attorno al collo, simbolo del suo futuro sacrificio. Anche la posa in cui dorme è premonizione della sua morte prematura, tanto da sembrare una “pietà“.

Federico da Montefeltro è rappresentato come al solito di profilo perché aveva perso l’occhio destro in un combattimento. Si dice che si fosse fatto rimuovere la parte superiore del naso per poter guardare anche a destra con l’occhio sinistro e che questa sia la ragione della forma unica del suo naso. Il condottiero è ritratto nella sua luminosa armatura, simbolo del suo valore militare e della sua “missione” terrena. La presenza dell’armatura potrebbe anche indicare che la pala sia stata commissionata in relazione ad una sua vittoria militare, come ringraziamento alla Madonna per essersi salvato.

I santi mostrano i segni del loro martirio: sono immobili anche se alcuni hanno le labbra socchiuse, come se sussurrassero nella loro sacra conversazione.Gli angeli alle spalle della Madonna sono immobili e distaccati, perfetti. I marmi colorati dello sfondo, il tappeto ed i particolari delle sculture della volta sono resi con una precisione di ispirazione fiamminga.

L’uovo e la conchiglia: il simbolismo in Piero della Francesca

A lungo si è dibattuto sul valore simbolico dell’opera, soprattutto sulla presenza dell’uovo di struzzo (o si tratta di una perla enorme?) e della conchiglia alle spalle della Madonna.

L’uovo è senza dubbio simbolo di maternità e rinascita: si pensa che la sua posizione sovrastante la scena possa indicare la superiorità della fede rispetto alla ragione oppure rappresenti l’immacolata concezione di Cristo. La conchiglia invece era già usata ampiamente per decorare alcuni edifici religiosi ma potrebbe anche rappresentare il legame con il mare e la fertilità associati alla Madonna. Secondo questa chiave di lettura la Vergine sarebbe la “nuova Venere” cristiana, portatrice pero’ di nuovi valori e virtù quali la castità e la devozione.

I misteri della sacra conversazione di Piero della Francesca

La datazione della Sacra Conversazione e il suo reale significato sono stati a lungo oggetto di discussione sugli storici. La maggior parte della critica si orienta per una data che oscilla tra il 1472 e il 1474.

Non si conosce neanche con certezza il luogo a cui quest’opera era destinata né le ragioni che spinsero il committente Federico da Montefeltro a farla eseguire.
La pala di Piero della Francesca è un capolavoro incredibile dai molteplici e complessi significati, non facili da comprendere. Per questa ragione alcuni studiosi hanno avanzato l’ipotesi che l’opera sia mutilata sui quattro lati e che manchi dunque una parte del dipinto. Per il momento il mistero resta irrisolto

Ciao, mi chiamo Elisa e sono una storica dell’arte. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze!

Sono fermamente convinta che l’arte vada scoperta, vissuta e divulgata, per questo ho deciso di condividere la mia passione su questo blog.

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