Ci ho messo mesi per scrivere di Tomar, perché scriverne non è affatto facile per me. Mia madre desiderava tantissimo andarci ma non ha fatto in tempo. Era appassionata dai templari e da tutte le leggende che girano intorno a quest’ordine di monaci combattenti.

Ero terrorizzata all’idea di visitare Tomar, per via delle reazioni emotive che avrei potuto avere, ma allo stesso tempo sentivo di doverlo fare un pò per lei e un pò per me stessa.

Pensando poco ai templari e molto di più al significato simbolico che aveva per me quel viaggio, sono partita da Lisbona per visitare Tomar.

visitare tomarCome arrivare da Lisbona a Tomar in treno

Ho deciso di visitare Tomar il penultimo giorno in Portogallo. Il modo più pratico per arrivarci  è prendere il treno dalla stazione di Santa Apolonia che parte all’incirca ogni ora e che ti porta da Libona a Tomar.

C’erano le nuvole quando sono partita. Dopo aver preso posto sul treno appare la scritta: destino Tomar. Lo so che destino è la parola portoghese per destinazione ma mi ha fatto una certa impressione. Ho sorriso e mi sono goduta il paesaggio che scorreva fuori dal finestrino.

visitare tomarArrivare al castello di Tomar grazie ai campanili

Quando sono scesa dal treno, con il mio lungo vestito bianco a fiori, sembrava di essere sbarcati in un altro mondo. Lasciata la confusione di Lisbona, intorno alla stazione di Tomar non c’era assolutamente nulla.

Il sole a picco, un vento leggero. Niente bus, niente auto, niente abitanti.

Ho visto la punta di un campanile da lontano e mi sono diretta lì. Grazie ai campanili, che da quando sono stati concepiti svolgono la funzione di segnalare i centri abitati, scandire il tempo e mettere in evidenza i luoghi sacri, ho trovato la direzione.  Strano come all’epoca di Google maps una millennial blogger presa dalla desolazione si aggrappi ad un retaggio medievale come un campanile, per trovare la via.

Del castello di Tomar neanche l’ombra. Come si fa a non vedere un castello?

Svolto, seguo le croci templari sui marciapiedi, svolto, mi immergo per le strade deserte di Tomar, una domenica alle 11.00 del mattino. E poi lo vedo.

Un castello enorme, cinto da mura, arroccato sul colle, imperioso, maestoso, bellissimo. Mi arrampico, felice, su per la salita. Fa caldo ma c’è un vento che rende sopportabile il sole.

Quando varco quelle mura antiche mi assale un’emozione potente: rovine medievali, muri di mille anni che si mescolano a più recenti, le limpide forme del XIII secolo che si alternano allo sfarzoso stile manuelino. Un luogo unico.

Ora vi racconto perché vale la pena di visitare Tomar e il suo convento!

visitare tomarIl convento di Tomar e i templari

L’ordine dei cavalieri templari fu soppresso molto violentemente nel 1312 tanto che gli esponenti più importanti furono bruciati vivi in un rogo pubblico. Le ragioni sono prettamente politiche ed economiche in quanto quest’ordine, sorto durante la prima crociata, era nel tempo diventato ricco e potente al punto di inimicarsi il re di Francia Filippo il Bello. Inoltre l’ambiguità di essere combattenti e monaci allo stesso tempo era in conflitto con la dottrina cristiana.

In Portogallo però le cose andarono diversamente.

Quando l’ordine dei cavalieri del Tempio fu abolito da papa Clemente V, il re Denis del Portogallo non poteva permettere che fossero perseguitati nella sua nazione. Questi guerrieri avevano infatti aiutato i sovrani portoghesi nella cacciata dei Mori, permettendo ad  Alfonso I di ristabilire il cristianesimo in Portogallo.

I templari avevano combattuto accanto al futuro re nel 1139 e, una volta vinta la guerra, si erano guadagnati vari privilegi per il loro coraggio.

Il convento di Tomar era stato fondato proprio in quell’epoca e con quello scopo. I templari godevano quindi di grande stima da parte del re, che gli era debitore del suo stesso potere. Denis del Portogallo perciò pregò il Papa di costituire un nuovo ordine, l’Ordine del Cristo.

Sostanzialmente, cambiò solo il nome:  tutti i beni che vennero espropriati ai templari negli altri regni, in Portogallo rimasero al nuovo ordine religioso.

Il convento di Tomar rimase il loro quartier generale. La famosa croce rossa su campo bianco che contraddistingueva navi e caravelle portoghesi, era il simbolo dell’Ordine di Cristo!visitare tomar

Il castello di Tomar e le sue meraviglie

Visitare Tomar e il suo convento è come scoprire un tesoro nascosto. Al centro campeggia la chiesa ottagonale, nucleo centrale del monastero e cuore della comunità. La forma riprende quella della chiesa del Santo Sepolcro di Cristo a Gerusalemme.

La parte centrale è del XII secolo mentre l’enorme navata attorno risale al XV secolo. Sculture romaniche convivono con le decorazioni successive, in stile manuelino, dal nome del sovrano Manuele I che era anche gran maestro dell’ordine. Le varie vicissitudini architettoniche ci raccontano la storia dell’ordine e del regno intero.

Le parti più suggestive dell’enorme struttura sono i chiostri, in particolare quello gotico. La famosa finestra manuelina, che sembra fatta di corde, narra storie di navigazione e tenacia, di quando i portoghesi solcarono gli oceani e scoprirono nuovi continenti. La bellezza di questo monastero sta tutta nel silenzioso raccoglimento che vi si respira. Tuttavia ci si sente a tratti dentro ad una vera e propria fortezza, poiché questo centro aveva anche una funzione difensiva.

Passeggiando lungo le mura si può ancora vedere la vecchia sala capitolare, dove si riunivano in consigli i membri dell’ordine e le feritoie a forma di croce.

La mia giornata a Tomar mi ha riempita di emozioni. Un angolo di storia che aspetta solo di essere esplorato e raccontato, che si può leggere sulle pietre e assaporare al ritmo pigro di una giornata di fine luglio nell’entroterra portoghese.visitare tomar

Sei mai stato a Tomar?

Hai mai visitato questa bellissima città templare del Portogallo? Fammi sapere nei commenti se hai bisogno di consigli per raggiungere Tomar e vedere il suo bellissimo convento templare.

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