Curiosità sulla Cappella Sistina di Michelangelo

10 aneddoti e particolari interessanti

Eda, Storica dell’arte

Oggi parliamo di Michelangelo e del suo lavoro all’interno della Cappella Sistina: scopriremo l’uomo che si cela dietro questo artista straordinario, le curiosità ed i particolari che ci aiuteranno a capire le molteplici sfaccettature del suo lavoro.

La personalità di Michelangelo

Michelangelo Buonarroti era una persona molto particolare e soprattutto eccentrica. Conosciamo il suo carattere iracondo grazie alle descrizioni del Vasari, primo “storico dell’arte” ante litteram e suo grande ammiratore ( per gli interessati ecco un approfondimento su Michelangelo).

Si racconta che nonostante tutte le ricchezze accumulate grazie al suo lavoro, vivesse al limite della sopravvivenza, ossessionato e sofferente per il problema della morte e della salvezza ultraterrena. Poco famose sono le poesie di Michelangelo, che ci parlano del forte turbamento emotivo dovuto alla sua omosessualità unita ad una fervente fede cattolica (nel 1500 non doveva essere facile).

La creazione di Eva

Gli antagonisti di Michelangelo alla corte papale

Si racconta che Michelangelo fosse oggetto di scherno da parte degli altri artisti presenti alla corte papale. Le cause furono il suo caratteraccio e la sua scarsa igiene personale. La prova di questi scherzi, ci arriva da parte di Raffaello Sanzio nella “Scuola di Atene” (ne ho parlato qui), che era un suo epico rivale.

Dio divide la luce dalle tenebre

L’aneddoto sulla tomba di Giulio II

Emblematico è l’episodio che vede Michelangelo fuggire a Firenze a seguito di un disguido circa la monumentale tomba per Papa Giulio II della Rovere: l’artista scrisse una lettera piuttosto irriverente al pontefice che si vide costretto a chiedere di intercedere per lui affinché Michelangelo tornasse a Roma.

Tuttavia gli aneddoti sulla cappella Sistina sono molto più interessanti.

Il diluvio universale

Bramante, Michelangelo e la Cappella Sistina

Secondo Vasari, Michelangelo venne ingaggiato dal Papa per dipingere la volta della Cappella Sistina su consiglio del Bramante, che voleva umiliarlo e favorire il suo amico Raffaello presso il pontefice.

Bramante sapeva della scarsa esperienza di Michelangelo in pittura, ed in particolare nell’affresco, visto che l’arte che amava di più era la scultura.

Michelangelo rifiutò varie volte l’incarico finché, provocata la collera del Papa, fu costretto ad accettare.

Quando si ritrovò a dover costruire le impalcature per sostenerlo nella volta capì che il piano del Bramante era mettergli i bastoni tra le ruote: gli suggerì infatti di costruire delle impalcature sospese, direttamente attaccate al soffitto. Alla domanda su come avrebbe poi fatto a ricoprire i buchi provocati dai montanti, l’altro gli rispose che ci avrebbe pensato a lavoro ultimato.

Michelangelo, capito che ” o Bramante in questo valeva poco, o che e’ gl’era poco amico”, ideò un sistema innovativo per la costruzione delle impalcature e fu talmente efficace da essere utilizzato anche successivamente.

Il giudizio universale

La finta partenza di Michelangelo

Michelangelo non lasciò entrare nessuno a vedere i lavori, neanche il Papa. Il pontefice però, oltremodo curioso, insisteva per poter guardare l’opera in esecuzione.

Esasperato, l’artista disse di dover andare a Firenze per affari e che vi si sarebbe trattenuto qualche giorno raccomandandosi di non entrare nella Cappella. Tuttavia la curiosità del Santo Pontefice era tale che si fece aprire le porte e, entrato, vi trovò l’artista che aveva solo finto di dover partire.

Montato su tutte le furie, Michelangelo minacciò di lasciare il lavoro incompleto, minaccia che per fortuna non mise in atto.

Volta della cappella Sistina

L’impresa solitaria di Michelangelo

Michelangelo lavorò in solitudine per 4 anni anche se i diverbi con il pontefice durarono tutta la vita: si dice addirittura che una volta Giulio II lo prese a bastonate. Costretto dall’insistenza del Papa a far presto, Michelangelo mostrò il suo superbo lavoro il 31 ottobre 1512.

Lo riteneva ancora imperfetto.

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4 Commenti

  1. Cara Elisa,anch’io michelangiolista efferata.Ho riscontrato solo un’inesattezza riguardo la solitudine del lavoro della volta:ebbe una squadra di giovani artisti,alcuni,se non tutti,volontari(pur di lavorare con lui,giacché godeva di fama,che spiccherà con la Cappella)che lo assistette:collaborarono al suo genio assoluto.Vi sono anche sue lettere a testimoniarlo.Un caro saluto.Vale.

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    • Grazie Vale della tua precisazione! E’ bello incontrare altri michelangiolisti! Io so che ad un certo punto caccio’ via tutti i suoi aiuti perché non li riteneva all’altezza, ora mi documento per bene… buona giornata!

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    • È esattamente così. Michelangelo chiamo vecchi amici fidati fiorentini che conoscessero bene le tecniche dell’affresco (ignote al Genio, visto che non si definiva “pictor”). Dato il suo carattere non proprio alla portata di tutti, litigò spesso con i colleghi molti dei quali vennero cacciati. La leggenda dell’artista che lavorò senza aiuti, così come le altre, vennero dal fatto che Egli volesse che questo pensasse la gente, e ci è arrivato fino a noi tramite il Suo biografo personale, il Condivi.
      Oltre a questa le leggende non son poche, ad esempio non è affatto vero che nessuno vide l’opera fino al termine del l’esecuzione; recenti studi hanno dimostrato che in realtà la volta era un vero e proprio museo a cielo aperto! Frequentato non solo da Papa e Cardinali, ma da artisti, primi tra tutti Raffaello, il quale non perse occasione per importanti spunti stilistici e tecnici.
      La vicenda bramantesca, le bastonate del Papa e così via, son immagini volutesi creare dall’artista stesso, ma la realtà è ben diversa. Ultimi studi, tra cui l’epistolario di fondamentale importanza, hanno mostrato ciò che realmente è accaduto.
      Vi invito a leggere l’autobiografia del Forcellino, indubbiamente uno dei più attenti conoscitori del nostro Genio, al fine di scardinare tante leggende e miti attorno la sua vita e personalità, gli stessi che per primo si impegni a creare.

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      • Grazie di questa spiegazione Ludovica! Dal confronto si impara sempre tanto! Leggero’ senz’altro Forcellino!

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