Gustav Klimt: 12 opere di un artista silenzioso

Eda, Storica dell’arte

Gustave Klimt è uno degli artisti più famosi dell’art nouveau. Le sue opere sono state riprodotte centinaia di migliaia di volte e la sua arte ha raggiunto fama mondiale. Quello che non tutti sanno è che fu un artista schivo e silenzioso, la cui vita è ancora avvolta da un’aura di mistero.

Ti racconto tutta l’emozione di Klimt in questo post.

Klimt, una persona “poco interessante”

“Chi vuole sapere di più su di me, cioè sull’artista, l’unico che vale la pena di conoscere, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio.”

Questa fu una delle rare dichiarazioni rilasciate da Gustav Klimt, un artista di cui sappiamo ben poco, nonostante sia vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Era molto riservato, molto silenzioso e molto geloso della sua vita privata.

Inoltre, lui stesso pensava di non essere una persona interessante e, per questo, non esegui mai autoritratti. Klimt fu quindi discreto e tranquillo per tutta la vita ma anche molto chiacchierato: un alone di mistero avvolgeva la sua vita privata.

Danae (eroina mitologica fecondata da Zeus sotto forma di pioggia d’oro)

La vita di Gustav Klimt

Gustav Klimt nacque a Vienna il  14 luglio 1862 in una famiglia numerosa. Il padre era orafo e la madre era amante della musica lirica. Insieme ai suoi sette fratelli e sorelle, visse un’infanzia tranquilla pur non essendo di una condizione agiata. Dimostrò presto le sue inclinazioni per l’arte e venne ammesso all’accademia a 14 anni. Successivamente, anche i suoi fratelli divennero pittori.

Fu tra i 19 fondatori della Secessione VienneseWiener Sezession, che si opponeva ai canoni accademici. Fu proprio tra questi giovani artisti che l’astro di Klimt inizio’ la sua ascesa. Sin dai suoi primi lavori emerge l’originalità della commistione di arti e materiali, tra architettura, collage, mosaico, pittura e disegno che lo resero unico. L’uso ampio che fa dell’oro è legato al lavoro del padre ed al fascino che ebbero su di lui i mosaici bizantini, che poté ammirare a Ravenna nel 1903.

La sua brillante carriera lo rese uno dei maggiori esponenti dell’art nouveau in tutta Europa. Morì a seguito di un ictus l’11 gennaio 1918, di ritorno da un viaggio in Romania.

Hygieia, dettaglio dell’allegoria della facoltà di medicina, Vienna

Gustav Klimt e le donne

L’universo femminile è stato studiato ed indagato da questo artista forse più che da chiunque altro. La maggior parte delle sue opere ritraggono donne: siano ritratti veri e propri, allegorie, composizioni, schizzi, o tele.

Klimt infatti fu sempre affascinato dalla sensualità e dalla bellezza del gentil sesso ma non si sposò mai. In passato alcuni artisti non volevano stringere rapporti matrimoniali per non essere “distratti” nella loro arte e mantenerla libera da condizionamenti. Ciò che è certo, è che le sue sorelle furono un punto di riferimento importante per lui.

Questa tematica è una delle più dibattute della sua biografia di cui, comunque, conosciamo poco. Dalle cronache dell’epoca sappiamo che ebbe diverse relazioni: la prima con Emilie Floge, sorella di sua cognata che fu una delle sue più importanti muse ispiratrici ed è ritratta ne “il bacio”. Successivamente si affezionò ad Adele Bloch-Bauer, che diede il volto ad alcune sue opere tra cui Giuditta I. Il suo atelier era frequentato continuamente da bellissime modelle, che ritrae nelle sue opere e in tantissimi schizzi, tuttavia non possiamo che fare ipotesi sulla natura dei loro rapporti. Neanche sulle ricche signore dell’alta società che gli commissionarono i ritratti, tra cui Sonja Knips sappiamo dire di più, se fossero sue muse ispiratrici o sue amanti.

Sappiamo che ebbe tre figli naturali, due da Marie Zimmermann e uno da Maria Ucicky. La libertà di Klimt nell’arte rifletteva anche nella sua vita privata, ostinatamente slegata da rapporti convenzionali.

Klimt rappresentò donne di ogni estrazione sociale, sempre come affascinanti e seducenti figure piene di mistero e di voluttà. Le forme morbide dei corpi femminili sono splendidamente armonizzate nei suoi dipinti. Indipendentemente da quante amanti ebbe, il suo modo di raccontarci le donne resta magicamente poetico.

Giuditta I

Una vita modesta

Sorprende un po’ sapere che Gustav Klimt, un artista famosissimo che realizzò opere monumentali piene di oro e colori, fosse una persona semplicissima. Viveva in modo modesto, circondato dalla sua famiglia e seguendo buone e sane abitudini. Preferiva la solitudine e non amava presenziare a mostre e salotti. Non amava neppure viaggiare ed era affetto da una sorta di ipocondria che lo portava a preoccuparsi molto della sua salute.

Ogni sera cenava con i fratelli e poi si ritirava nel suo silenzio, coricandosi presto. Era una persona molto timida e riservata: scriveva persino poche lettere. La vita di questo artista cosi schivo e silenzioso ci fa capire davvero la frase iniziale di questo post: Klimt disse con la sua arte tutto quello che non volle dire a parole. Non possiamo che essergli grati di questa eredità, le sue opere sono pura emozione. 

Ti lascio ad alcune delle sue più belle opere! La mia preferita è il ritratto di Sonja Knips che ho visto a Vienna e di cui mi sono innamorata. Fammi sapere qual’è la tua preferita nei commenti!

Ritratto di Sonja Knips

Ritratto di Fritza-Riedler

Ritratto di Eugenia Primavesi

Ritratto di Mada Primavesi

Le tre età della donna

Speranza

Ritratto di Hermine Gallia

Cespuglio di rose sotto un albero

La vita e la morte

Il bacio

Ritratto di Adele Bloch-Bauer

Potrebbero interessarti anche:

Ricordati di lasciare un commento

0 commenti

Lascia un commento

Pin It on Pinterest

Share This