Questo post è diverso da tutti gli altri che ho scritto in questo blog di viaggi e che mai scriverò. Castel Santa Maria per me è un luogo quasi sacro, che amo come nessun altro posto al mondo.

La mia famiglia proviene da questo piccolissimo paesino sull’Appennino, che si trova in Umbria, tra Norcia e Cascia. É stato il mio primo viaggio a due mesi di vita ed è dove voglio essere sepolta, alla fine di tutto.

Ecco perché è così speciale e cosa ha di incredibilmente bello secondo me.

Castel Santa Maria: storie di terremoti

In cima ad una montagna sorgeva sin dagli albori della civiltà, un piccolo villaggio. Non sappiamo esattamente da quanto l’uomo si sia insediato sul nostro colle, poiché le prime testimonianze risalgono al medioevo, quando era già un Castro (castello) sotto il controllo di Norcia.

A Castel Santa Maria si viveva di agricoltura e pastorizia: ho l’impressione che i secoli siano passati più o meno tutti simili. Poi, nel 1703, venne il terremoto che distrusse il castello, uccise 25 dei 75 abitanti complessivi e costrinse i castellani a ricostruire il paese poco più sotto.

Prima e dopo ce ne furono altri di terremoti in Umbria, ma mai così distruttivi.

Nel 1979 un altro terremoto lo rase al suolo,  stavolta definitivamente. Il paese fu riedificato sulla collina accanto, perdendo il suo fascino di antico villaggio e diventando una fila di identiche villette a schiera in cemento armato.

Con il terremoto di Norcia del 2016, anche queste case antisismiche sono state danneggiate.

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Il tesoro di Castel Santa Maria: la Madonna della Neve

Nel piccolo villaggio di pastori c’era però un tesoro di valore enorme per la gente del posto. Si trattava di un santuario, di pianta ottagonale, edificato ispirandosi ad un disegno di Bramante. Era dedicato alla Madonna della Neve, poiché anche a Castel Santa Maria, in mezzo alle montagne, c’era stato un miracolo.

Un uomo, travolto da una tormenta di neve, era rimasto intrappolato sotto alla coltre gelata. Gli abitanti del paese riuscirono a liberarlo solo tre giorni dopo e lo trovarono incredibilmente ancora vivo. Il viandante si era infatti votato alla Madonna e aveva a lungo pregato.

Grazie a questo miracolo, ai piedi del paese iniziò la costruzione della chiesa della Madonna della Neve nel 1565, grazie alle donazioni popolari.

La chiesa fu affrescata dai pittori locali, gli Angelucci da Mevale, e sopravvisse a vari terremoti, tra cui quello del 1703. Non scampò tuttavia alla scossa del 1979, che distrusse quattro delle sue otto facciate.

C’è chi dice che furono i lavori di ristrutturazione ad appesantirne troppo la volta e a causarne il crollo. Quello che sappiamo per certo è che la chiesa fu lasciata in uno stato di sostanziale abbandono fino ad oggi.

La Madonna della Neve è stata la mia tesi di laurea e probabilmente uno dei motivi per cui ho deciso di studiare storia dell’arte: volevo impedire che monumenti del genere fossero lasciati alle intemperie come se non valessero nulla.

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Perché Castel Santa Maria è un posto incredibile

Sicuramente perché sono affezionata al paese e alle persone che lo frequentano, ma penso che gran parte del suo fascino sia dovuto al fatto che intorno non c’è niente.

O forse sarebbe meglio dire che intorno c’è tutto. 

Il paese è immerso nel verde del parco dei monti Sibillini: ci sono campi di grano, lepri, volpi, cinghiali, lupi e cervi. Ci sono aquile, poiane, falchi, ricci e talpe. C’è l’aria fresca e ci sono delle tempeste meravigliose. Ci sono dei tramonti magici e delle notti piene di stelle.

A Castel Santa Maria c’è la natura, una natura identica da secoli e piena di fascino, di energia e di bellezza. É per questo, penso, che amo così tanto quelle montagne.

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I progetti per Castel Santa Maria

In questo periodo sono un po’ assente dal blog perché sto lavorando molto ad uno dei più grandi sogni della mia vita: ricostruire la Madonna della Neve.

Dopo 40 anni, sembra che questo sogno possa finalmente avverarsi, anche se non è facile e richiede molto impegno. Ricostruire la chiesa ora può sembrare privo di senso ma è tutto il contrario: in un momento in cui tutte le chiese di Norcia sono andate distrutte, ridare vita ad un’opera d’arte può contribuire a creare un indotto turistico in tutto il territorio, senza contare il significato simbolico che assumerebbe.

Ridarebbe vita al paese e magari potrebbe contribuire a creare del lavoro. Tornerebbe ad essere un luogo di aggregazione per tutte le persone della montagna, di preghiera e di pellegrinaggio, come è stato per secoli.

La pro loco di Castel Santa Maria si sta occupando di promuove e diffondere la nostra storia.

Per questo abbiamo aperto una pagina facebook che si chiama Ritorno a Castello dove raccontiamo la storia del paese e le iniziative per promuovere il progetto.

Se vuoi saperne di più metti un piace alla pagina, ci sono un sacco di eventi che bollono in pentola!

Ti aspetto

Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi.

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