Il santuario di Palestrina: una storia lunga 2000 anni

Eda, Storica dell’arte

Un tuffo nella spiritualità dell’antica Roma, una straordinaria opera architettonica e un museo ricchissimo.

Ecco perché dovresti visitare Palestrina.

Praeneste, via prenestina e Palestrina

 Palestrina è un comune poco distante da Roma. Nell’antichità questa città era molto famosa per via del tempio della Fortuna Primigenia. Era un popolare luogo di pellegrinaggio, tanto che l’antico nome della città, Praeneste, diede origine al nome della strada, via prenestina.

Questa cittadina fu sempre molto ricca, grazie alla sua posizione strategica. Si trova infatti arroccata sul monte Ginestro e domina tutta la valle.

Il tempio della Fortuna Primigenia

Il santuario di Palestrina, dedicato alla Fortuna Primigenia fu costruito verso il II secolo a.C. ma gli scavi hanno portato alla luce resti di luoghi di culto precedenti. Questo tempio era molto famoso nell’antichità poiché vi si poteva consultare l’oracolo per farsi predire il futuro o interrogarlo su una questione importante.

Leggendo le sorti, piccoli oggetti in legno di ulivo, il fedele riceveva il responso.

Il tempio era di dimensioni gigantesche, strutturato su più terrazze artificiali. Vi era posto anche per le botteghe che vendevano ex voto e souvenir.

Soffitto di una delle sale del museo

Il tempio di Palestrina oggi

Oggi sul santuario di Palestrina si trova il bellissimo palazzo Barberini, qui edificato verso il 1640. Nell’imponente residenza è stato allestito lo splendido museo archeologico.

Il percorso comprende varie sale su due piani, oltre alla visita alle terrazze sottostanti. Ospita splendidi reperti ritrovati a Palestrina dopo i bombardamenti e nelle  necropoli circostanti.

Il museo di Palestrina

Il museo archeologico nazionale di Palestrina, conserva alcuni reperti di eccezione: un’enorme statua della dea fortuna, il gruppo della triade capitolina di Guidonia (l’unico pervenuto completo sino a noi) e molto altro.

Bellissimi gli specchi in bronzo, gli ex voto in tutto simili a quelli moderni i vasi e gli oggetti di vita quotidiana che ci raccontano un passato lontano.

L’opera più celebre del museo è tuttavia il mosaico del Nilo, un gigantesco mosaico con scene nilotiche risalente al II o I secolo a.C. Fu ammirato per la sua bellezza ed i suoi dettagli sin dal XVI secolo, quando fu rinvenuto nel palazzo vescovile di Prenestina, in antichità foro civile. Tra i particolari, mi ha molto colpita il rinoceronte, rappresentato come con una corazza: la scritta in greco specifica il soggetto, rinokeros!

Questo capolavoro lascia senza parole: le sue dimensioni imponenti e lo splendore delle scene sono incredibili.

ll famoso mosaico del Nilo

Una passeggiata al santuario di Palestrina

Dopo aver visitato il museo, non dimenticatevi di fare un giro sulle terrazze dell’antico tempio. Tra rampe e scale, ammirerete i resti imponenti dell’antica struttura. Se adesso è cosi bello, immaginate come doveva essere nell’antichità!

L’entrata al museo costa solo 5 euro (ridotto 2.5) trovi tutte le informazioni sul museo archeologico di Palestrina a questo link.

Coperchio di un vaso in bronzo. La maniglia è composta da due guerrieri che portano un compagno ferito o morto.

Ciao, mi chiamo Elisa e sono una storica dell’arte. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Sono fermamente convinta che l’arte vada scoperta, vissuta e divulgata, per questo ho deciso di condividere la mia passione su questo blog.

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